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National Geographic, le 20 foto della Natura più belle del 2017

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Published in: Natura & Biodiversità

La Natura è stata immortalata nella sua struggente e fragile bellezza, dai paesaggi montani ai fenicotteri rosa, raccontando anche la storia di alcune specie animali, costrette a fare i conti con le conseguenze delle azioni umane.

In tutto sono state 20 le foto vincitrici, suddivise in quattro categorie: wildlife, paesaggi, foto aeree e foto subacquee. A partecipare sono stati fotografi amatoriali da tutto il mondo. Il vincitore in assoluto si è aggiudicato 7500 dollari mentre gli altri 2.500.

Categoria wildlife

Il primo classificato, anche per la categoria Wildlife, è stato l'orango di Jayaprakash Joghee Bojan, che ha scattato la foto ad agosto nel Parco nazionale Tanjung Puting del Borneo.

 Il secondo classificato con la foto Mother's love è Alejandro Prieto con i Fenicotteri dei Caraibi fotografati nello Yucatan, in Messico.

Il terzo classificato è Bence Mate con White fighters. Due aironi cinerini "battibeccano" mentre un'aquila di mare li osserva. La foto è stata scattata a Pusztaszer, in Ungheria.

Menzione d'onore per la categoria wildlife alla foto "Macaque Maintenance" di Lance McMillan che immortala un macaco giapponese in posa relax presso le sorgenti termali di Jikogudani, sull'isola di Honshu, in Giappone.

La foto scelta dal pubblico per la categoria Wildlife è di Harry Collins e ritrate un allocco di Lapponia o grande gufo grigio, che sta per piombare sulla sua pred a Newport, negli Stati Uniti.

Categoria paesaggi

Il primo classificato per questa categoria è Firefall di Karim Iliya. Poco prima del crepuscolo a Kalapana, alle Hawai'i, la roccia fusa si muove sotto la lava provocando uno spruzzo infuocato.

Il secondo classificato è Yuhan Liao. Nella foto i raggi solari fanno risaltare i colori degli strati minerali del Dushanzi Grand Canyon, in Cina.

Al terzo posto la foto "Illuminate" di Mike Olbinski che durante un temporale estivo ha immortalato i fulmini sul South Rim del Grand Canyon, in Arizona.

Menzione d'onore per la categoria paesaggi a Cold and misty, di Gheorghe Popa che ha fotografrato la bellezza della foschia del mattino mentre offusca gli alberi morti del lago Cuejdel, una riserva naturale della Romania. 

La foto scelta dal pubblico è quella di Wojciech Kruczynski che ha immortalato la bellezza di un tramonto, di un faro e di un arcobaleno alle isole Faer Oer. 

Categoria  foto aeree

Il primo classificato per la categoria fotografia aerea è Todd Kennedy con Rock Pool, scattata a Sydney, in Australia. La foto ritrae l'Oceano Pacifico durante l'alta marea mentre sommerge una pozza naturale tra le rocce.

Al secondo posto Takahiro Bessho con From above, in cui gli abeti d'acqua coperti di neve inframezzano una strada di Takashima, in Giappone. 

Al terzo posto ancora le Hawaii, con la foto di Greg C. Dai fianchi del vulcano Kilauea la lava raggiunge l'Oceano Pacifico. Dopo l'eruzione all'inizio del 2016 la lava ha impiegato due mesi prima di arrivare al mare, percorrendo circa 10 chilometri.

La menzione d'onore per la categoria fotografia aerea va a Life after life, di Agathe Bernard, in cui i gabbiani migratori volano partendo da un cedro che si trova nel bel mezzo di un fiume glaciale in British Columbia, in Canada.

La foto scelta dal pubblico è Meandering Canyon, di David Swindler, e mostra il verde che appare timido sui bordi del fiume in un tortuoso canyon dello Utah.

Categoria foto subacquee

Al primo posto Fluorescent Anemone, di Jim Obester. Colori mozzafiato sotto il mare. Le luci stroboscopiche azzurre stimolano pigmenti fluorescenti nei tentacoli di un anemone a Hood Canal, Washington. 

Al secondo posto In Your Face, di Shane Gross in cui uno squalo Carcharhinus perezi osserva curioso la fotocamera azionata a distanza nei Jardines de la Reina, un'area marina protetta di Cuba.

Al terzo posto Flying fish in motion, di Michael O'Neill, in cui un pesce volante tenuto a galla dalla Corrente del Golfo nuota nel buio al largo di Palm Beach, in Florida.

Menzione d'onore a Predators on a Bait Ball, di Jennifer ONeil. Mentre si prepara ad attacare, un tarpone atlantico passa attraverso un branco di carangidae a forma di fiocco al largo di Bonaire, nel Mar dei Caraibi. 

Infine, la foto scelta dal pubblico è Drift, di Matthew Smith e ritrae una caravella portoghese mentre si avvicina a riva in una mattina d'estate, in Australia.

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Francesca Mancuso

Foto

Gli squali della Groenlandia vivono oltre 500 anni

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Published in: Animali

Lo squalo della Groenlandia vive per molti secoli, secondo uno studio pubblicato ad agosto del 2016 sulla rivista Science. Molte delle notizie circolate hanno fatto riferimento proprio a questa ricerca.

Ma l'analisi degli scienziati su 28 femmine non ha individuato alcun esemplare vissuto oltre i 5 secoli. Ciò che è stato scoperto è comunque molto interessante. L'analisi del tessuto oculare ha suggerito che gli squali potrebbero potenzialmente vivere 512 anni. Tuttavia, i due più grandi squali esaminati avevano un età di 335 e 392 anni. La specie raggiunge la maturità a circa 150 anni di età.

Queste splendide creature, il cuo nome scientifico è Somniosus microcephalus, sono originarie dell'Artico e dell'Atlantico settentrionale. Possono raggiungere una lunghezza di 7 metri e pesare fino a 1.200 chilogrammi, secondo il Greenland Shark and Elasmobranch Education and Research Group (GEERG). Si tratta del più grande membro della famiglia Somniosidae e del secondo squalo carnivoro più grande dopo lo squalo bianco.

"Raggiunge dimensioni enormi e, nonostante il suo aspetto letargico, è un predatore capace di scatti molto veloci, e in certe condizioni può cacciare foche e persino mammiferi più grandi tra cui la balena beluga" spiegano gli scienziati.

È difficile osservare questi animali visto che l'ambiente in cui vivono è particolarmente ostile all'uomo. Le prime foto subacquee di un esemplare dal vivo sono state scattate nell'Artico nel 1995 e le prime immagini video di uno squalo nel suo ambiente naturale sono state riprese dall'attuale team di GEERG nel 2003 nell'estuario del San Lorenzo, tra Canada e Stati Uniti.

Durante lo studio, gli scienziati hanno utilizzato la datazione al radiocarbonio per misurare gli isotopi di carbonio assorbiti dal tessuto oculare degli squali della Groenlandia.Grazie al tessuto è stato calcolato che potenzialmente potrebbero sopravvivere fino a 512 anni, ma la durata media della vita più probabile era di 390 anni.

"È importante tenere a mente che c'è qualche incertezza in questa stima", ha detto Julius Nielsen, autore dello studio. "Ma anche la parte più bassa della fascia di età - almeno 272 anni - rende ancora gli squali della Groenlandia i vertebrati più longevi conosciuti dalla scienza".

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Ma per quanto possano vivere a lungo, gli squali della Groenlandia non si avvicinano neppure alla longevità dei polipi d'acqua dolce Idra. Questi invertebrati rigenerano continuamente le proprie cellule e si pensa possano vivere per sempre nelle giuste condizioni.

Francesca Mancuso

Teatri, concerti e piatti caldi: la magica tradizione del biglietto sospeso

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Così da Bologna a allo stesso capoluogo partenopeo fino a Torino, sbocciano attività, locali e iniziative volte a rendere partecipe anche chi non ha i mezzi per comprare da sé un biglietto.

Un vero e proprio “trend solidale” che dà al Belpaese un motivo di vanto e una iniziativa che speriamo ispiri sempre più locali in Italia!

Al teatro a Torino e a Napoli

Dai primi dicembre, lo spazio Tedacà Bellarte, di via Bellardi a Torino, promuove l’iniziativa “Chi ama teatro dona teatro”: gli spettatori che comprano per sé un biglietto o un abbonamento possono donare un biglietto teatrale a una persona che non se lo può permettere. La campagna è valida fino a gennaio 2018 per tutti gli spettacoli di “La dolce rivoluzione”, stagione del teatro Bellarte.

La donazione può essere fatta direttamente in teatro o con una raccolta fondi sul sito ufficiale

A Napoli per Natale c’è invece “Una poltrona per te”: con la stessa logica, il teatro Il Pozzo e il Pendolo in occasione del suo diciottesimo anno di attività darà l’occasione di donare biglietti a chi fa fatica ad arrivare a fine mese con il sostegno degli assessorati alla Cultura e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli. Si prenderà il via sabato 16 dicembre e l’iniziativa si protrarrà per tutto il periodo festivo.

Per informazioni: Il Pozzo e il Pendolo

Musica e concerti a Bologna

Il Binario69 della città bolognese (via de’ Carracci 69/7 - zona Bolognina) offre l’offerta libera sospesa: all’entrata, per le serate di musica a pagamento, si potrà scegliere di donare un ingresso intero o solo una parte a chi è in difficoltà.

Per informazioni: Binario69

Il piatto sospeso con un’App

Un piatto sospeso in digitale! Grazie a Just Eat, l’app per ordinare online cibo a domicilio, i ristoranti di Milano e Torino che attraverso il progetto Ristorante Solidale ogni mese donano le eccedenze alimentari, aderiscono alla nuova iniziativa del piatto sospeso "digitale".

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Dopo il caffè, arriva il 'pasto sospeso' per migranti e bisognosi

Fino al 17 dicembre, da 20 ristoranti solidali di Milano e Torino sarà possibile aggiungere al proprio ordine i piatti sospesi: pollo, hamburger, panini, sushi, pasta, riso, piadine e dolci. Just Eat, insieme a Ponyzero, e con il supporto di Caritas Ambrosiana e Caritas Diocesana Torino, li consegnerà a domicilio a chi ne ha più bisogno la sera del 20 dicembre, Giornata internazionale della Solidarietà Umana.

Germana Carillo

La cannabis terapeutica non comporta rischi per la salute, arriva la conferma dell’OMS

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Published in: Salute & Benessere

La marijuana come trattamento praticabile per alleviare il dolore e in condizioni gravi come epilessia, Alzheimer e morbo di Parkinson è un argomento di discussione continuo che viene spesso rilanciato a livello internazionale. Sulla legalizzazione di questa sostanza, però, esistono ancora delle perplessità in quanto si è diffusa rapidamente in tutto il mondo ma i funzionari della sanità hanno più volte sottolineato che non vi erano abbastanza ricerche per escludere i possibili effetti negativi.

Adesso però, dopo mesi di discussioni e analisi sugli effetti dei cannabinoidi, il parere dell’OMS tanto atteso è finalmente arrivato ed è il seguente: il cannabidiolo (CBD), composto non psicoattivo della marijuana medica, non comporta rischi di dipendenza e non causa cambiamenti dell'umore o del comportamento. La notizia è molto importante considerando che vi sono ancora professionisti scettici sul reale rapporto rischi-benefici di questa sostanza.

L’OMS ritiene quindi che per il CBD non dovrebbe essere programmato un controllo internazionale ovvero non dovrebbe essere proibito produrlo e fornirlo per scopi specifici, come cure mediche e ricerca scientifica, dato che non sono state trovate prove di potenziali danni nell’utilizzo. Se l'OMS avesse sentenziato diversamente avrebbe invece disposto il divieto per i medici di prescrivere marijuana terapeutica a livello globale.

Come si legge nel rapporto del’OMS:

"Il CBD si è dimostrato un trattamento efficace dell'epilessia in diversi studi clinici [...] Esistono anche prove preliminari che il CBD può essere un trattamento utile per un certo numero di altre condizioni mediche. [...]. Le informazioni attuali non giustificano la programmazione del cannabidiolo”

Per quanto riguarda però definire se la sostanza è legale o meno, rimane valida la legislazione nazionale di ciascun paese (ad esempio negli Stati Uniti nonostante sia legalizzata per uso medico e ricreativo da molti stati, la cannabis rimane illegale a livello federale).

Nel frattempo anche in Italia la cannabis ad uso terapeutico sta prendendo sempre più piede nelle diverse regioni e ad ottobre di quest’anno il parlamento ha dato il suo parere favorevole al decreto legge che fissa i criteri per l'utilizzo e la coltivazione della cannabis terapeutica su tutto il territorio nazionale.

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L’OMS ricorda che ogni paese può decidere liberamente in merito alla legalità o meno di questa sostanza ma il suo parere autorevole potrebbe cambiare decisamente gli scenari in tutto il mondo e accelerare quel processo di riconoscimento che la cannabis sembra proprio meritare. E’ prevista tra l’altro una revisione più completa delle informazioni riguardo al CBD che dovrebbe essere pubblicata nel maggio 2018.

Francesca Biagioli

Brindare all’anno nuovo negli USA

BuoneNotizie.it -

Capodanno negli Stati Uniti: tante soluzioni quanti Stati 

Chi trascorre le festività natalizie negli Stati Uniti dovrà porsi anche questo problema: cosa fare a Capodanno? Le occasioni sono moltissime e davvero stuzzicanti. La scelta del luogo dove passare l’ultima notte di dicembre dovrà essere soggetta a numerose considerazioni, sia di gusto che legate al tipo di viaggio che si è organizzato. Un San Silvestro da passare con la famiglia potrebbe avere aspettative diverse rispetto a uno progettato con una comitiva di amici. L’America, ad ogni modo, offre una soluzione giusta per ogni esigenza.

– Chi è in cerca di un’esperienza del tutto diversa può optare per una meta suggestiva come le Hawaii e realizzare così il sogno di brindare al nuovo anno direttamente sulla spiaggia.

– Gli amanti dello shopping e del clima invernale preferiranno senz’altro la Grande Mela. La notte di Capodanno a New York ci si riunisce tradizionalmente nell’iconica piazza di Times Square ma la città offre molte altre soluzioni tutte da scoprire.

– Per chi preferisce la West Coast la soluzione è senz’altro rappresentata da Los Angeles. La notte di San Silvestro potrà essere passata tanto in riva al mare quanto in una delle molte discoteche della città animate da dj set tra i migliori al mondo.

– Un’altra meta davvero particolare è il Nevada e, nello specifico, Las Vegas. Le luci dei casinò sono l’ideale per salutare l’anno nuovo.

San Francisco è il luogo perfetto per gli amanti degli spettacoli pirotecnici. Vedere il Golden Gate Bridge illuminato dai fuochi d’artificio è un’esperienza davvero molto suggestiva.

– Una città ricca di di attrazioni, divertimenti e interessata da un clima molto mite durante il mese di dicembre è Miami, in Florida. Feste in spiaggia e lungo le strade si alternano a eventi organizzati in locali rinomati e sofisticati.

Chi è in cerca di tradizioni e storia, invece, ha due opzioni: la prima è rappresentata da New Orleans, uno degli agglomerati urbani più antichi e misteriosi di tutto il territorio statunitense. La notte potrà essere passata cantando e ballando in Bourbon Street. La seconda è Boston, la rigorosa metropoli del New England dove è possibile ammirare numerose mostre dedicate alle sculture realizzate con il ghiaccio.

Cosa bisogna fare prima di partire per gli USA

L’idea di festeggiare il Capodanno negli USA è davvero molto invitante, ma prima di valutare i pro e i contro delle mete sopra elencate e correre ad acquistare un volo conveniente, occorre fare molta attenzione a quelli che sono i documenti necessari per poter entrare negli Stati Uniti. Il solo passaporto, infatti, non basta. È necessario essere in possesso di una speciale autorizzazione che si richiede online, l’Esta. Questo vero e proprio visto USA può essere ottenuto rispondendo in maniera coerente e sincera ad una serie di domande. Una volta ottenuto è valido due anni e consente di viaggiare nei territori statunitensi e soggiornarvi come turisti per non più di 90 giorni.

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La rara sindrome della famiglia senese che non prova dolore

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L’originale famiglia, composta da una donna di 78 anni, le due figlie di mezza età e i 3 nipoti di 24, 21 e 16 anni, ha destato l’attenzione della scienza per la peculiarità di non percepire dolore neppure in circostanze molto serie, ad esempio in caso di fratture alle ossa o bruciature.

Ma perché gli scienziati hanno deciso di studiare le caratteristiche dei Marsili? La risposta è semplice, si pensa che questa famiglia custodisca un segreto genetico importante che possa aiutare le persone che  soffrono di dolore cronico, patologia che in Europa, in vari modi e intensità, colpisce circa il 30% della popolazione.

L’università di Siena ha così attivato una ricerca a livello internazionale (grazie alla collaborazione con la University College London) che ha ottenuto come risultato quello di scoprire una rarissima sindrome di cui sarebbe affetta tutta la famiglia, un problema che causerebbe come sintomo principale proprio l’insensibilità al dolore. Ad essere responsabile di ciò sarebbe un gene mutato, denominato ZFHX2, scoperto mappando i geni codificanti le proteine nel genoma di ciascun membro della famiglia (questo è stato possibile analizzando il DNA presente nei campioni di sangue dei Marsili).

La peculiare condizione che vive la famiglia Marsili fa sì che le persone non avvertano dolore in caso di bruciature o fratture, abbiano una scarsa termoregolazione ma, di contro, anche alte capacità motorie e cognitive. Conducono dunque una vita del tutto normale ma senza dolore.

Sostanzialmente tutto questo è possibile in quanto la famiglia ha una normale densità delle fibre nervose intraepidermiche, il che significa che i loro nervi sono tutti lì dove devono essere, semplicemente non lavorano come dovrebbero.

E’ proprio in questa rarità che gli scienziati vogliono trovare la chiave per sviluppare nuove cure contro il dolore cronico. Come ha dichiarato una delle autrici dello studio, Anna Maria Aloisi del Dipartimento di scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze dell’Università di Siena:

"Questa linea di ricerca apre la strada alla prima terapia genica per la lotta al dolore cronico. Quando sapremo con precisione come la mutazione genetica provoca l'insensibilità al dolore, e il ruolo degli altri geni coinvolti, potremo pensare di inibire l'espressione del gene ZFHX2 per creare delle nuove terapie, cosa che non è stata possibile con gli altri geni identificati finora".

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La sindrome, identificata per la prima volta nel 2008, è stata denominata 'Marsili syndrome', visto che questa è probabilmente l’unica famiglia attualmente conosciuta che ne è affetta.

I risultati ottenuti dal team di ricerca internazionale sono stati pubblicati sulla rivista Brain.

Francesca Biagioli

Polvere di antiche stelle nel suolo, scoperto in Scozia raro meteorite di 60 milioni di anni fa

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Studiandole le rocce vulcaniche dell'isola, gli scienziati si sono imbattuti in un ritrovamento insperato e inaspettato: il solco finora sconosciuto lasciato da un meteorite. La scoperta apre nuovi interrogativi sull'impatto e sul possibile collegamento con l'attività vulcanica del Paleogene, il primo dei tre periodi in cui è suddiviso il Cenozoico.

Il sito in cui si trova il cratere è situato al confine di un bosco, nei presso di Loch Slapin. Gli scienziati Birkbeck University di Londra, guidati dal professore di geologia Simon Drake, hanno esaminato lo spesso strato alla base di un flusso di lava di 60 milioni di anni fa. Inizialmente pensavano che fosse il deposito vulcanico di un materiale noto come ignimbrite. Dopo averlo visto attraverso una microsonda elettronica, hanno scoperto che, di fatto, conteneva minerali rari provenienti dallo spazio.

Un altro degli autori dello studio, Andy Beard ha detto: "Quando abbiamo scoperto di cosa si trattava, siamo rimasti molto sorpresi, ed è stato un po' uno shock perché non ce lo aspettavamo".

Queste forme minerali - osbornite ricche di vanadio e niobio - non sono mai state portate sulla Terra, ma solo raccolte nella polvere spaziale da una precedente missione della NASA. L'osbornite è stata scoperta non fusa, il che significa che probabilmente è un pezzo originale del meteorite. La scoperta solleva interessanti domande sul fatto che lo stesso meteorite debba ancora essere presente nella regione nota come British British Paleogene Igneous Province (BPIP), sul luogo esatto in cui il meteorite si è schiatato e se l'impatto potrebbe aver scatenato l'effusione di lava vulcanica.

Un secondo sito, a 7 km di distanza, presenta uno strato di due metri di spessore di materiale espulso da un cratere, in cui si trova la stessa strana mineralogia.

L'isola di Skye da tempo è studiata da geologi e scienziati per questo il ritrovamento è stato una sorpresa. Secondo Drake, è possibile che il primo sito di ricerca sia stato poco studiato perché molto ripido e paludoso. Ciò potrebbe aver scoraggiato i ricercatori che in passato avevano tentato di saperne di più.

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Lo studio è stato pubblicato su Geology.

Francesca Mancuso

Foto cover

Alga spirulina: cosa accade al corpo assumendola ogni giorno

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Sotto il nome di spirulina si nasconde una microalga verde-azzurra di acqua dolce considerata a tutti gli effetti un prezioso super food. Ciò è dovuto al fatto che l'alga spirulina contiene diversi principi attivi importanti per la nostra salute e per questo sempre più spesso, nell’ambito di terapie naturali o in fase di prevenzione, si consiglia di assumerla ciclicamente.

Cosa accade al corpo ogni volta che assumiamo alga spirulina

Sono davvero molti i cambiamenti che potremmo notare sul nostro organismo se assumiamo spirulina costantemente per un certo periodo e nelle giuste dosi. Ecco i benefici più importanti che si possono riscontrare:

  • Sistema immunitario più forte: questa alga stimola le naturali difese del nostro corpo e per questo c’è chi la assume in periodi particolarmente critici dell’anno (ad esempio in autunno-inverno per evitare il più possibile raffreddore e influenza).
  • Maggiore energia: grazie alla presenza di vitamine A, B, C, E e sali minerali importanti come ferro, calcio, magnesio e potassio, la spirulina è un vero e proprio integratore che fornisce il giusto carburante al nostro organismo per funzionare al meglio e sentirsi bene. Per questo è molto apprezzata anche dagli sportivi.
  • Anti-anemica: chi soffre di anemia può trarre beneficio da un’assunzione regolare di spirulina in quanto quest’alga è ricca di ferro tra l’altro facilmente assimilabile dall’organismo.
  • Integratore proteico: spesso si consiglia l’uso di spirulina a vegetariani o vegani in quanto è un’alga particolarmente ricca di amminoacidi. Un’assunzione giornaliera assicura dunque una maggiore probabilità di raggiungere il fabbisogno proteico necessario all’organismo.
  • Depura e disintossica: tra le caratteristiche più apprezzate di questa alga vi è la sua capacità di depurare. Utilizzarla quotidianamente, quindi, ci assicura anche un buon effetto disintossicante sul corpo.
  • Tiene a bada il colesterolo: grazie ai principi attivi contenuti, se usata nel modo giusto e con una certa costanza, è in grado di riportare nella norma i valori del colesterolo.
  • Migliora la pelle: la spirulina è ricca di sostanze antiossidanti che contrastano l’azione dei radicali liberi. Utilizzarla ogni giorno consente quindi di veder migliorata la salute delle propria pelle.
  • Ciclo mestruale più regolare: anche se si soffre di problemi legati al ciclo femminile, la spirulina può venire in aiuto visto che contribuisce a regolarizzarlo e ad alleviare eventuali dolori.
  • Alcalinizzante: secondo la teoria dei cibi acidi e di quelli alcalini, la spirulina va inserita in questi ultimi e dunque può aiutare a ristabilire l’equilibrio e la salute generale del corpo.
Tipologie di spirulina

La spirulina si trova comunemente in commercio sotto forma di polvere o integratore. A seconda dell’uso che se ne vuole fare è consigliabile una versione piuttosto che l’altra. Se ad esempio intendiamo aggiungerla alle nostre preparazioni culinarie possiamo scegliere la polvere mentre se cerchiamo un effetto più incisivo e forte è sicuramente consigliato assumerne dosi più alte attraverso un integratore.

Esistono poi prodotti alimentari già pronti addizionati con la spirulina ad esempio pasta, birra, piadine, barrette energetiche e altro. Si trovano nei negozi biologici o online.

Spirulina, quanta assumerne ogni giorno?

Per quanto riguarda gli integratori di spirulina, la dose che ci consiglia l’erborista Beatrice Ciarletti, è di 3 grammi al giorno. Questo sarebbe il quantitativo necessario per poter godere appieno di tutti i benefici di questa alga. Naturalmente la situazione può variare da caso a caso anche in base alle situazioni specifiche della persona che deve assumerla.

E’ bene dunque sempre chiedere il parere ad un esperto che potrà consigliare un consumo di spirulina che oscilla tra 1 grammo e 5 grammi (dose che sarebbe meglio non superare anche se c’è chi arriva a 10 grammi).

Per quanto riguarda il consumo alimentare si può indubbiamente aggiungere ogni giorno 1 o 2 cucchiaini di polvere alla propria dieta, una dose corrispondente a 1-3 grammi di alga.

Integratori di Spirulina

Un mezzo molto semplice per assumere spirulina è quello di scegliere integratori in compresse o capsule da assumere al bisogno per un periodo di tempo limitato.

Vi ricordiamo però che questi prodotti non sostituiscono una dieta sana e varia e che possono provocare anche effetti collaterali (in particolare se si soffre di alcune malattie) oppure andare ad interagire con terapie farmacologiche eventualmente in corso. Meglio quindi evitare il fai da te e rivolgersi sempre prima ad un esperto.

Spirulina, come inserirla nella dieta

Forse non avete mai pensato al fatto che la spirulina può essere aggiunta in polvere alle vostre ricette preferite, si tratta infatti di un ingrediente abbastanza versatile in cucina. Da non sottovalutare tra l’altro che questa alga donerà ai vostri piatti un colore verde molto caratteristico e scenografico.

Alcune ricette semplici in cui utilizzare questo ingrediente salutare sono ad esempio il gomasio alla spirulina, la pasta fresca alla spirulina (e perché no anche gli gnocchi), i taralli e per quanto riguarda i dolci si può preparare un gustoso gelato alla spirulina.

L’utilizzo più frequente in cucina di quest’alga è però quello di aggiungerla semplicemente a frullati ed estratti per potenziarne sapore e qualità nutrizionali o a verdure crude o cotte.

Controindicazioni della spirulina

In assenza di patologie, e consumata nelle giuste dosi, la spirulina non comporta particolari effetti collaterali o controindicazioni. In caso di sovradosaggio possono comparire però vomito, nausea, stitichezza o febbre. Una certa attenzione devono fare invece le persone affette da disfunzioni della tiroide (in particolare se si soffre di ipertiroidismo) o da malattie autoimmuni. In questi casi è più che mai importante valutare i rischi-benefici dell’assunzione di questa alga con il proprio medico.

Spirulina, curiosità

Una cosa che forse non sapete sulla spirulina è il motivo per cui si chiama così. Il nome fa riferimento al fatto che questa alga in natura assume una forma di spirale.

Altra piccola curiosità è che spesso la spirulina viene data agli astronauti in missione proprio per via della sua ricchezza in principi nutritivi.

Francesca Biagioli

Discarica abusiva vicino a una scuola in Toscana, l'intercettazione: 'che muoiano i bambini'

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Published in: Rifiuti & Riciclaggio

 

Parole raccapriccianti e particolari aberranti quelli che emergono dall’inchiesta sui traffici di rifiuti in Toscana che ha portato all’arresto di sei persone che secondo la Dda di Firenze e i carabinieri forestali, avrebbero smaltito abusivamente oltre 200 tonnellate di rifiuti tossici, tra cui speciali e pericolosi.

Rifiuti provenienti da diverse regioni e certificato come ‘puliti’, da un gruppo di aziende compiacenti. Sono state emesse anche cinque misure interdittive nei confronti di funzionari, imprenditori e imprenditori accusati a vario titolo di traffico di rifiuti, truffa alla Regione e associazione a delinquere.

A lasciare esterrefatti sono le intercettazioni in cui uno degli indagati, parlando di una discarica vicino ad una scuola, tra le risate chiosa:

"Ci mancavano i bambini che vanno all'ospedale, che muoiano".

Aziende e discariche

Attualmente le aziende sequestrate sono due: la Lonzi srl e la Rari srl, entrambe di Livorno. Secondo gli inquirenti nei loro impianti, i rifiuti non venivano smaltiti per massimizzare i profitti e pagare una tassa più bassa. In questa storia la stessa Regione Toscana ci avrebbe rimesso quasi 4 milioni e mezzo di euro nel 2015-16, a fronte di un guadagno stimato in oltre 26 milioni per le aziende.

Per quanto riguarda le discariche, invece, parliamo della Rea di Rosignano Marittimo e la Rimateria di Piombino, entrambe a partecipazione pubblica che attualmente non sono poste sotto sequestro, ma alcuni dei dipendenti della Rea sono stati raggiunti da misure interdittive. Le indagini dell'ex sostituto della Dda, Ettore Squillace Greco sono ancora in corso e sono una cinquantina gli indagati.

Il video delle intercettazioni: 

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In pieno stile criminale, una parte degli scarti tossici, almeno tre tir a settimana, arrivava nelle discariche del Livornese da una ditta di Prato, la Fbn srl, specializzata nel trattamento dei rifiuti. E il metodo utilizzato è sempre lo stesso: i tir entrano nelle ditte specializzate e ne escono subito dopo, senza che sia stato eseguito nessuno smaltimento.

Dominella Trunfio

Centrotavola di Natale commestibili: pizza ghirlanda

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Published in: Lievito madre

Preparata con pasta madre, la pizza ghirlanda è fatta con farina di tipo 2 ed è aromatizzata con delle curcuma, che le dona inoltre anche un po' di colore; l'aggiunta di semi di lino nell'impasto la rende inoltre più appetibile e dona a questo lievitato anche una doppia consistenza.

Ingredienti
  • 120 gr di pasta madre
  • 200 gr di acqua
  • 400 gr di farina di tipo 2
  • 10 gr di olio evo
  • 20 gr di semi di lino
  • curcuma in polvere q.b.
  • 8 gr di sale 
  • farina aggiuntiva q.b.
  • olio evo aggiuntivo q.b.
  • pepe rosa in grani q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    10 minuti
  • Tempo Cottura:
    20 minuti circa
  • Tempo Riposo:
    12 h circa di lievitazione
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
  Come preparare la pizza ghirlanda: procedimento

 

  • Sciogliere la pasta madre nell'acqua, aggiungere quindi la farina ed iniziare ad impastare,
  • a seguire incorporare anche l'olio ed infine aggiungere il sale, la curcuma e i semi di lino,
  • continuare ad impastare e formare un panetto, coprire con della pellicola alimentare a contatto e lasciar lievitare fin quando l'impasto non raddoppierà il suo volume.
  • A lievitazione avvenuta trasferire il panetto su una spianatoia leggermente infarinata, sgonfiarlo con i polpastrelli dandogli una forma rettangolare e fare le pieghe, ripiegare quindi verso l'interno prima un lato e poi l'altro e poi anche la parte superiore ed inferiore,
  • tagliare quindi l'impasto in tre parti uguali,
  • far scorrere ognuna sul piano di lavoro formando tre lunghi cilindri di egual misura,
  • intrecciarli insieme avendo cura di non stringerli troppo e di fissarli insieme all'estremità,
  • chiudere ora la ghirlarda facendo toccare le due estremità e cercando di fissarle insime con un po' di pressione senza però rovinare l'intreccio,
  • spennellare in superficie con olio e decorare con il pepe rosa in grani.
  • Infornare e cuocere a 200° per circa venti minuti o comunque fino a doratura,
  • a cottura ultimata sfornare e far raffreddare la pizza ghirlanda su una gratella.
 

Ilaria Zizza

Da contabile a campione del mondo di poker

BuoneNotizie.it -

Nel nostro Paese esistono, per lo più, sei differenti tipologie di cognomi. Ci sono quelli che derivano da luoghi come città o regioni. Altri che sono legati agli antenati, sia dal lato paterno che quello materno. Qualcuno che richiama singolari caratteristiche fisiche. Per concludere, ci sono quelli che hanno a che fare con le attività lavorative.

Sarà anche per questo che i latini erano soliti utilizzare la locuzione “nomen omen” che, tradotta in italiano, suona più o meno così: “il nome è un presagio”, “un nome, un destino”. E il primo vincitore delle World Series of Poker proveniente da un torneo online non poteva che chiamarsi… “creatore di danaro”.

Perché quella che vogliamo raccontare nelle prossime righe è la storia di Christopher Bryan Moneymaker, cittadino statunitense nato ad Atlanta, nello stato della Georgia, nel 1975 e che prima di raggiungere i trent’anni, contro ogni pronostico della vigilia, sbancò il più importante torneo di poker a livello mondiale.

Ma cosa centra la storia dei cognomi? “Elementary, my dear Watson”, risponderebbe un noto personaggio della letteratura anglosassone, tanto per rimanere in tema. Se proviamo a prendere il cognome dell’inaspettato trionfatore, Moneymaker, e inserirlo in uno dei tanti traduttori online, ci ritroviamo di fronte alla dicitura… creatore di denaro.

Il tutto, come raccontano le numerose storie sull’allora contabile di 28 anni, ebbe inizio da un torneo di poker online il cui costo di iscrizione ammontava a poco più di 39 dollari americani. Giocata dopo giocata, Moneymaker si ritrovò ai tavoli verdi del Casinò Binion’s Horseshoe di Las Vegas, nel Nevada, assieme ad altri 838 player accomunati dallo stesso obiettivo: conquistare il titolo di migliore al mondo. E così il 24 maggio del 2003, dopo l’ultima mano di carte, poté festeggiare sollevando al cielo un assegno da ben 2,5 milioni di dollari.

Alla prova dei fatti, oltre 64 mila volte la cifra originariamente investita. La vittoria di questo sconosciuto contabile della Georgia diede vita a quello che, nei mesi successivi, sarebbe stato ribattezzato come l’effetto Moneymaker: vale a dire la crescita esponenziale dei giocatori di poker online. D’altronde il messaggio principale che era passato dalla XXXIV edizione delle World Series of Poker era questo: tutti possono vincere, non solo i professionisti.

A far crescere nel tempo il volume d’affari e il numero di giocatori del poker virtuale sono poi intervenuti i miglioramenti tecnologici. Dalla prima poker room con in palio soldi veri, gennaio 1998, sono trascorsi solamente venti anni. Eppure sembra passato un secolo da quando un ingegnere statunitense, tale Randy Blumer, mise a punto un software per giocare a poker restando seduti davanti al proprio computer. E viene quasi da ridere nel pensare che gli allora modem a 56K obbligavano i giocatori ad attendere quindici minuti fra l’avvio del download e l’installazione completa del programma.

Oggi con reti internet sempre più veloci e siti internet sempre più accattivanti (ci sono pure le poker room live con veri croupier) i numeri mostrano il segno più. E chissà che il prossimo vincitore delle World Series of Poker non possa venire dall’Italia? Stando a quanto riporta un noto sito web, nel nostro Paese ci sono oltre 800 famiglie che nel proprio cognome contengono la parola “denaro”.

In una di queste famiglie potrebbe già esserci chi s’è avvicinato al gioco di carte più famoso al mondo sfruttando una delle tante promozioni oppure leggendo una delle tante guide online sulle poker room autorizzate AAMS, per esempio www.parttimepoker.com/recensione-del-sito-planetwin365-e-codice-promozionale.

Stando agli ultimi dati resi noti dall’Agimeg, l’Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco, nei primi undici mesi del 2017 per il poker a torneo nella versione online sono stati spesi in Italia 75,7 milioni di euro (nel solo mese di novembre 7,17); mentre nello stesso periodo, gennaio-novembre 2017, per il poker cash online la spesa ammonta a 63,8 milioni di euro (5,8 nel penultimo mese dell’anno).

E molta attesa, sul fronte giocatori e operatori del settore, c’è riguardo al progetto di liquidità condivisa. La scorsa estate, difatti, quattro Paesi (Italia e Francia, Spagna e Portogallo) hanno firmato un’intesa per creare delle sale da gioco dove i player potranno sfidarsi in partite di caratura internazionale.

I giocatori italiani di poker, infatti, hanno sempre frequentato casinò e sale da gioco online targate “.it”.  Con l’avvento della liquidità condivisa i player potranno sedersi attorno a dei tavoli verdi col suffisso “.eu”. E’ vero che molto deve esser ancora fatto. Che ci potrebbe essere un ritardo nell’attuazione del progetto. Inizialmente i rumors indicavano fine 2017-inizio 2018, adesso al contrario non ci son date certe. Ma l’allargamento del mercato potrebbe avere un effetto positivo sull’intero settore. I giocatori italiani potranno infatti confrontarsi con quelli degli altri paesi. Gli operatori avranno una platea di utenti molto più ampia. Le stesse amministrazioni pubbliche potranno veder crescere il volume delle entrate.

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Equazione di Dirac: esiste davvero la formula dell'amore?

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Nel 1928, Paul Dirac ( poi Nobel per la Fisica nel ’33) ancora studente del St John’s college di Cambridge formula la sua equazione fatta di simboli e numeri:

(∂+m)ψ=0

Cosa significano? Non ne faremo un trattato lungo e probabilmente poco comprensibile ai più, diciamo che il concetto racchiuso nella sua equazione è che:

“Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma diventano un unico sistema”.

Con questa formula viene spiegato il fenomeno dell’entanglement quantistico che in un certo senso può essere interpretato come ciò che succede in amore. Quando due persone si conoscono e si amano, diventano una cosa sola.

Ma perché l'equazione dell’amore sarebbe sbagliata?

Secondo gli scienziati bisogna partire dalla formula, che è errata. Quella giusta sarebbe questa:

(i∂̸ – m) ψ = 0

Dove la massa (m) ha il segno negativo, la derivata (∂) è tagliata ed è necessario aggiungere come primo termine una quantità immaginaria (i). Ogni singolo simbolo ha un significato ben preciso, ed è questo che ha permesso a Dirac di racchiudere in una sola formula un sistema di quattro equazioni. 

La sua teoria unisce la meccanica quantistica, che descrive il comportamento degli oggetti molto piccoli e la teoria della relatività di Einstein, che descrive il comportamento degli oggetti in rapido movimento.

In pratica, così, l’equazione spiega come si comportano delle particelle microscopiche come gli elettroni quando viaggiano vicino alla velocità della luce, introducendo al tempo stesso sia lo spin dell’elettrone sia il suo magnetismo.

Il secondo errore è che il quantum entanglement ha senso solo per i sistemi microscopici. Se una particella a carica nulla decade producendo due particelle di carica opposta ciascuna delle due particelle non ha carica determinata sino a che qualcuno non la misura, dunque impossibile prima determinare l’influenza dell’una sull’altra.

Tornando all’equazione dell’amore, due persone che si amano rappresentano un sistema macroscopico e quindi non si può applicare ad essi il concetto di inseparabilità quantistica di Dirac. In più, l’equazione è valida solo per una particella libera di muoversi nello spazio intergalattico e che non interagisce con altri campi o particelle.

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Insomma, anche se gli scienziati smontano la teoria dell’amore dietro un’equazione, c’è chi continua a volerci credere e in fondo si sa, in amore tutto è permesso.

Dominella Trunfio

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Bandiere tibetane: gettare semi al vento per far fiorire il cielo

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Le bandiere tibetane non sono, quindi, dei semplici pezzetti di stoffa ma simboli di preghiera che derivano da la Bön, ovvero l’antica religione tibetana e nepalese, diffusa ancor prima del buddismo.

Colori primari, ma anche testi e figure stampate di animali e non solo che anticamente venivano usati dallo sciamano Bonpo durante le cerimonie e se con il tempo, l’utilizzo di queste bandiere è stato drasticamente ridotto, effettivamente non si può dire che abbiano smesso di esistere.

Ancora oggi, infatti, le bandiere tibetane  vengono infilate su lunghe corde in cui sono stampati diversi mantra e vengono utilizzate per onorare i luoghi mediante la forza del vento che distribuisce in tutto il territorio le benedizioni contenute in esse. Queste bandiere sono costruite in modo che si possano consumare con il tempo: ciò sta simboleggiare il fatto che la vita non è eterna, che nulla è stabile e tutto può cambiare.

Bandiere tibetane, quali e come sono

Le bandiere tibetane conosciute anche come bandiere di preghiera possono essere orizzontali o verticali: le prime si chiamano lung-ta, le seconde darchor.

Le bandiere lung-ta

Lung-ta significa letteralmente 'cavalli del vento' e sono quelle bandiere rettangolari o quadrate che vengono annodate tra loro con una lunga corda. Di solito, sono di diversi colori con mantra che rappresentano la pace, l’armonia, la saggezza e la compassione, oltre che protezione contro le disgrazie.

Le bandiere lung-ta sono appese in orizzontale dall'alto verso il basso, si possono trovare ad esempio nei tempi o nelle cime della montagna. Secondo la tradizione buddhista, al centro di ogni bandiera deve essere raffigurato un cavallo, ovvero il “cavallo del vento” che trasporta sul dorso tre gioielli scintillanti che rappresentano la trinità buddista: il Buddha, Il Dharma, che corrisponde all'insegnamento e il Sanga, la comunità.

Le bandiere darchor

Al contrario le bandiere darchor sono attaccate in maniera verticale e sono legate alla figura del Dhvaja, lo stendardo della vittoria sul quale è raffigurato l'emblema di una divinità. I pezzi di stoffa svolgono pratiche spirituali attraverso il vento e si dice che la loro funzione sia quella di trasportare benedizioni attraverso il vento.

Bandiere tibetane, a cosa servono?

Come dicevamo, le bandiere di preghiera invocano la compassione, l’armonia, la pace, la saggezza, e forza e protezione contro i pericoli ed il male. Per questo motivo, chi ha avuto la fortuna di vedere l’Himalaya di sicuro le avrà trovate vibranti in aria. Nei quattro angoli ci sono le immagini di Garuda, del Drago, della Tigre e del Leone delle nevi.

Questi quattro animali sacri simboleggiano saggezza, forza, intelligenza e coraggio, non solo i mantra che sono riportati servono a superare gli ostacoli, allungare la vita e promuovere la pace.

Bandiere tibetane, i colori

Le bandiere tibetane sono di cinque differenti colori, che rappresentano i cinque elementi fondamentali, o le cinque dimensioni del Buddha. Ecco quali sono:
• Blu = Cielo
• Bianco = Aria
• Rosso = Fuoco
• Verde = Acqua
• Giallo = Terra

I cinque colori devono essere posizionati in questa sequenza: giallo, verde, rosso, bianco e blu da sinistra a destra, o dal basso verso l’alto. Il blu dovrebbe essere sempre l’ultimo colore in alto, perché rappresenta il cielo, mentre il giallo il primo in basso, proprio perché rappresenta la Terra.

In senso orizzontale, l’ordine più seguito è da destra a sinistra o viceversa, le aste possono essere di un unico colore o contenere tutti e cinque i colori della bandiera.

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Bandiere tibetane, quando appenderle

Le bandiere tibetane devono essere trattate con il massimo rispetto, non possono essere poggiate a terra e per eliminarle è necessario dargli fuoco proprio perché non possono essere gettate come si fa comunemente con altri oggetti. Il momento migliore per appenderle è al mattino oppure in una giornata ventosa, così che simboli e testi sacri possano essere trasportati dal vento. 

Potete anche acquistarle online.

Dominella Trunfio

Le 7 dinamiche dell'amore nella vita di coppia

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E' un campo sterminato di possibilità, l'amore. Anche nella vita di due persone che hanno scelto di stare insieme. Ma, per cominciare, si può far riferimento anche - “semplicemente” - a sette dinamiche importanti, dell'amore, individuate dalla psichiatra e psicoterapeuta Erica E. Poli: e, da soli o in insieme, con chi amiamo, lavorarci su.

1) Rispetto

Quando amiamo, veneriamo in qualche modo l'altro. Perché sia “sana” deve essere una sorta di sguardo accogliente e morbido, consapevole dei “pregi” come dei “difetti” dell'altra persona ma con il focus maggiormente sulla sua “bellezza”, sui doni che porta nella nostra vita, sul suo “valore”.

In termini più usuali potremmo parlare di stima ma il rispetto implica, anche, qualcosa di più: riguarda il fatto che senti e riconosci l'unicità di chi ami. Non è il frutto di una somma che alla fine dà un risultato che ti piace, in termini di bilancio, ma è qualcosa di più e più ampio. Ed è, anche, riconoscere che l'altro o l'altra non sono lì per caso: ci parla di noi, permette a noi di crescere.

Il rispetto è portato nel cuore, onorato nel silenzio e nei fatti.

2) Pazienza

Con il tempo e con il sole, maturano le nespole”: ricordo che, da piccola, una mia capo-scout rispondeva così, sorridendo, ogni volta che si sentiva chiedere – da noi piccoli impertinenti ficcanaso – quando si sarebbe sposata con un altro bel capo-scout. La pazienza è quella del seme nella terra, che affronta il gelo, e poi quando le temperature iniziano a crescere rompe la sua scorza, lascia uscire il primo getto e poi via via si sviluppa e cresce, senza fretta. Con pazienza. La stessa che ha il sole ogni giorno, illuminando la pelle e così anche il cuore di ognuno e aspettando che comprenda, lasciando che ognuno abbia i suoi tempi per arrivarci.

Nella vita di coppia non si tratta di diventare “crocerossini” o “crocerossine”, non è “portare pazienza” cioè una sorta di rassegnazione: tutt'altro. Non è pesante, uno sforzo, non nasce dall'illusione, dalla mancanza di voglia o capacità di affrontare una situazione spiacevole. E', invece, sapere dare il tempo che serve alle cose per manifestarsi, senza perdere l'amore. La pazienza è una forza stoica, che si proietta nella bellezza costruttiva del presente e in quella fruttifera del domani, che sa e sente arriverà, insieme.

3) Ardore

C'è una passione che non è sensuale, che non si limita alla fisicità e agli impulsi scatenati dagli ormoni, che non vive solo di pancia, ma è molto di più. Scrisse Raffaello: “Tanto ardo, che ne mar ne fiumi spegner potrian quel foco; ma non mi spiace perchè il mio ardor tanto di ben mi fece, che ardendo ogni ora più d'arder me consumi”.

Grazie all'amore (non sono, naturalmente!) possiamo riconnetterci e risentire, seppure solo in un ricordo – per quanto potente - l'ardore che muove le stelle, che determina il Creato e ogni cosa. E' l'ardore che esce dalle logiche limitate della sola mente e osa: ci mette insieme il cuore. E diventa, questo mix, un carburante e motivatore unico, che riaccende ogni parte – la migliore – di sé.

4) Complicità

Le coppie che funzionano sono anche complici. Le si riconosce dallo sguardo d'intesa che si scambiano, dalla solidarietà che esprimo l'uno per l'altro, dalle risate piene di significati che si scambiano. La complicità aggiunge ancora qualcosa di più alla sensazione di “casa”, che si avverte in compagnia della persona amata.

Essere complici. Conniventi nella bellezza e nell'amore come nelle difficoltà che si incontrano, singolarmente o come coppia. Avvolti nella stessa dimensione. Felici per ogni felicità dell'altro.

5) Intimità

Intimo, anche nell'accezione ordinaria, sta per “particolarmente vicino”. Chi è davvero “intimo” è così vicino da essere “dentro”, da riuscire a toccare l'essenza dell'altro. L'intimità può far paura proprio per questo: perchè fa “aprire” le porte più profonde, le condivide e quindi rende – potenzialmente, apparentemente – più vulnerabili.

Intimità significa, concretamente, dialogo, condivisione, vicinanza, percepirsi come uno parte dell'altro pur senza dipendenza o simbiosi. L'intimità crea lo spazio per esprimere i sentimenti più dolci, teneri o tristi, di vulnerabilità e paura. Permette di raccontare i propri segreti, quanto ci imbarazza, i pensieri più difficili.

6) Presente

La vita, l'amore, ogni cosa si volge ora. Adesso. Nel tempo presente. La relazione si costruisce giorno per giorno: certo, è importante far tesoro delle esperienze passate, avere una visione condivisa che guida e dei progetti per il futuro ma la sintesi è nel “qui ed ora”. Concretamente, reciprocamente. Senza altri vincoli che non l'amore condiviso e una progettualità che si costruisce passo dopo passo. Senza paura, senza resistenze. Con una fiducia consapevole e attiva.

7) Mistero

Spesso si finisce per dare per “scontata” la persona amata: pensiamo di conoscerla bene, o abbastanza bene; non ci sorprende più; sappiamo che sta con noi e lo prendiamo come un dato di fatto, consolidato. Che noia, che barba, che noia o, quantomeno, sappiamo di tornare a casa e trovare nel “piatto dell'amore” la solita buona rassicurante minestra. Tutto bene? Forse. Manca però un ingrediente utile: il mistero. La capacità di vedere che niente è mai uguale a se stesso. Anche la solita buona minestra in realtà è una minestra nuova: sentirne la lieve, quasi impercettibile sfumatura di gusto, fa la differenza.

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Metterci davanti al mistero della vita che non è mai uguale a se stessa, delle cose che non si possono davvero controllare, dell'apparente conformità che nasconde continui spostamenti – e tutto questo anche nella vita di coppia - può spaventare oppure regalare un tocco speciale di magia. Di attesa sospesa e apertura al nuovo. Si tratta di recuperare, consapevolmente, quell'aspetto del mistero che è fatto di silenzi, di cose implicite, non espressamente rivelate anche se non hanno necessità di essere tenute, strategicamente, nascoste. Un po' come nella fase dell'innamoramento: quando dell'altro poco è conosciuto e la curiosità e l'attrazione sono sempre presenti.

Anna Maria Cebrelli

Il villaggio che a Natale si illumina con migliaia di candele

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Published in: Nord America

Nel 1639 vicino al Georgian Bay un nutrito gruppo di gesuiti fonda una cittadina con lo scopo di convertire il popolo indigeno di Huron Wendat al cattolicesimo. I racconti sanguinari della loro lotta sono nero su bianco in una raccolta di lettere inviata ai sacerdoti francesi dal titolo "The Jesuit Relations".

Un testo che tutt’oggi è una lettura obbligata per gli studenti canadesi e che parla anche di come la comunità sia riuscita in poco tempo ad essere autosufficiente, un idillio però durato poco a causa dei conflitti sanguinosi.

Dopo avergli dato fuoco, i gesuiti francesi ripartono e per oltre tre secoli, Sainte-Marie tra gli Uroni rimane abbandonata fino a quando gli archeologi non riportano alla luce gli antichi splendori e l’insediamento viene ricostruito in forma di museo nel XX secolo e tutt’oggi è un sito turistico molto apprezzato soprattutto nel periodo natalizio.

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A Natale, infatti, c’è il famoso evento First Light dove l’intero villaggio viene decorato con 5mila lanterne di vetro e ottone contenente candele bianche che di notte illuminano tutte le strade innevate.

Per l’occasione tutto il sito è in festa: i musicisti suonano canti tradizionali e brani natalizi ma non solo. Sainte-Marie tra gli Uroni si trasforma in una sorta di presepe vivente dove il fabbro lavora il ferro, i panettieri regalano dolcetti come i gingers nap.

Guardate che meraviglia: 

Altre bellissime feste di luci: 

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Ci sono gli artisti che scolpiscono il ghiaccio e le donne in costume tipico che sfilano per il villaggio. C’è anche la possibilità di soggiornare in una delle case rurali per assaporare la cucina tipica del Quebec e rivivere la magia antica davanti al camino.

Dominella Trunfio

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Qualità dell'ambiente urbano: le pagelle dell'Ispra alle città italiane

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Published in: Città

Sono alcuni dei dati relativi alla qualità dell’aria emersi dalla XIII edizione del Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano a firma del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) dell’Ispra.

Dal report viene fuori che è Torino la città con il numero maggiore di superamenti giornalieri e che c’è una situazione ancora più critica per l’ozono. Nella stagione estiva del 2017, infatti, sono ben 84 le aree urbane che sono andate oltre l'obiettivo a lungo termine.

Il report ha raccolto i dati relativi a 119 aree urbane attraverso dieci aree tematiche: Fattori Sociali ed Economici, Suolo e territorio, Infrastrutture verdi, Acque, Qualità dell’aria, Rifiuti, Attività Industriali, Trasporti e mobilità, Esposizione all’Inquinamento Elettromagnetico ed acustico, Azioni e strumenti per la sostenibilità locale, descrive la qualità delle vita e dell’ambiente nelle città italiane.

Qualità dell'aria

Il report rileva lo stato della qualità dell’aria in 119 Comuni italiani nel 2016 e nei primi 6 mesi del 2017 descritto tramite i dati forniti dalle centraline di monitoraggio delle reti regionali e trasmessi dalle ARPA/APPA.

I dati del 2016 mostrano il mancato rispetto del valore limite giornaliero del Pm10 (con il termine "Pm10" si identificano le particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 10µm. Si tratta di un inquinante alla cui costituzione contribuiscono più sostanze). Ebbene, l'anno scorso il valore limite giornaliero del PM10 è stato superato in 33 aree urbane, per la gran parte localizzate al Nord, anche se si registrano superamenti anche al Centro-Sud e in Sicilia. Il maggior numero di superamenti giornalieri (85) si è avuto a Frosinone. 

In più, nel 2016 il valore limite annuale per l’No2 (biossido di azoto, un inquinante a prevalente componente secondaria prodotto dell’ossidazione del monossido di azoto No in atmosfera) è stato superato in almeno una delle stazioni di monitoraggio di 21 aree urbane e si sono registrati più di 25 giorni di superamento dell’obiettivo a lungo termine per l’ozono in 38 aree urbane su 91 per le quali erano disponibili dati e il superamento del valore limite annuale per il PM2,5 (25 µg/m³) in 7 aree urbane tra 80.

Nei primi sei mesi del 2017 in 18 aree urbane sono stati registrati oltre 35 giorni di superamento della soglia di 50 µg/m³ per il PM10 e si sono registrati più di 25 giorni di superamento dell’obiettivo a lungo termine per l’ozono in 65 aree urbane su 96.

Consumo del suolo

Dei 119 comuni, 85 sono caratterizzati da frane, mentre 34 ricadono prevalentemente in aree di pianura. Complessivamente sono state censite 23.729 frane con una densità media sul territorio dei 119 comuni di 1,12 frane per chilometro quadrato (sia frane attive che non) .

Dal 1999 al 2016, nei comuni in esame sono in atto 384 interventi urgenti per la difesa del suolo già finanziati, per un ammontare complessivo delle risorse stanziate di circa 1 miliardo e 476 milioni di euro. Le città che hanno ricevuto i maggiori contributi statali per la messa in sicurezza e la riduzione del rischio idrogeologico sono Genova, Milano e Firenze, mentre, tra i comuni che hanno il maggior numero di interventi finanziati spiccano il comune di Lucca, Vibo Valentia e Terni.

Le più alte percentuali di suolo consumato rispetto alla superficie territoriale si raggiungono, al 2016, a Torino 65,7%, Napoli 62,5%, Milano 57,3% e Pescara 51,1%. Tra il 2012 e il 2016 è la città di Roma, con oltre 13 milioni di euro all’anno a sostenere i costi massimi più alti in termini di perdita di servizi ecosistemici, seguita da Milano con oltre 4 milioni di euro in un anno.

Acque

Il 90,4% delle acque di balneazione è classificato come eccellente e solo 1,8% come scarso. Su 82 Province, 50 detengono solo acque eccellenti, buone o sufficienti e, in particolare, 26 hanno tutte acque eccellenti.

La presenza della microalga potenzialmente tossica, Ostreopsis ovata, durante la stagione 2016, è stata riscontrata almeno una volta in 32 Province campione su 41, anche con episodi di fioriture, mentre il valore limite di abbondanza delle 10.000 cell/l è stato superato almeno una volta in 17 Province. In un caso è stato emesso il divieto di balneazione (Ancona) come misura di gestione a tutela della salute del bagnante.

Verde pubblico

Le percentuali di verde pubblico sulla superficie comunale sono scarse, con valori inferiori al 5% in 96 dei 119 città analizzate, compresi i 3 nuovi comuni inclusi per la prima volta nel campione di quest’anno, nei quali il verde pubblico non incide più del 2% sul territorio. Solo in 11 aree urbane, prevalentemente del Nord, la percentuale di verde pubblico raggiunge valori superiori al 10%; i più alti si riscontrano nei comuni dell’arco alpino, mentre a Giugliano in Campania si registra il valore minimo. In linea generale, le aree urbane “più verdi” sono quelle con una significativa presenza di aree protette: Messina, Venezia, Cagliari e L’Aquila. Diminuiscono le aree agricole, altro importante tassello dell’infrastruttura verde comunale: il trend della superficie agricola utilizzata negli ultimi 30 anni è negativo in ben 100 dei 119 comuni indagati, con valori percentuali compresi tra il -1,4% di Viterbo e il -83,7% di Cagliari.

Le installazioni AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) statali e regionali presenti nei 119 comuni, ammontano a 938 (comprese quelle non operative ma con autorizzazione vigente) e sono situate in particolare nelle città di Forlì, Cesena, Ravenna, Modena, Prato, Brescia, Venezia, Verona e Torino. In particolare, sono 46 le installazioni AIA statali concentrate soprattutto a Venezia (7), Ravenna (7 di cui 6 operative), Brindisi (5), Taranto (4), Ferrara e Mantova (3). In particolare, la presenza maggiore di centrali termiche si rileva a Venezia (4), di impianti chimici a Ravenna (4 di cui 3 operativi). L’unica acciaieria integrata sul territorio nazionale è nel comune di Taranto. Le installazioni AIA regionali sono invece 892 e vedono la città di Forlì con il maggior numero di impianti (pari a 58 di cui 44 operativi) seguita da Ravenna (50 di cui 46 operativi), Prato (47) e Cesena (45 di cui 36 operativi).

Imprese, auto e mobilità pedonale

Rimane stabile rispetto all’anno scorso il tasso di crescita delle imprese a livello provinciale, anche se il tasso di natalità del 6% è il più basso degli ultimi dieci anni, mentre quello di mortalità del 5,3% conferma il rallentamento delle cessazioni registrato negli ultimi due anni (5,4% nel 2015 e 5,6% nel 2014). Sono gli imprenditori under 35, quelli stranieri e le imprenditrici donne che hanno contribuito al saldo positivo con una crescita rispettivamente del 10,2%, del 4,1% e dell’1%.

Ancora alto il numero delle auto euro 0: anche se in calo rispetto al 2015 di quasi 640 mila vetture, il numero delle auto da euro 0 ad euro 2 rimane ancora troppo alto, quasi 10 milioni, sugli oltre 37 totali. Nel 2016, è Napoli a presentare la quota più alta (28,3%) di auto intestate a privati appartenenti alla classe euro 0, contro una media nazionale del 10,1%. Cambia di poco la composizione del parco per tipo di alimentazione rispetto all’anno precedente: Trieste, Como e Varese a continuano a detenere la quota più alta di auto alimentate a benzina, intorno al 70%, contro circa il 26-28% di autovetture a gasolio, mentre ad Isernia, Andria e Sanluri, circolano essenzialmente vetture a gasolio ( dal 50 al 54% circa). Dal 2012 al 2016 il parco auto alimentato a GPL a livello nazionale segna un piccolo aumento.

Secondo l’Oms, a un’insufficiente attività fisica è da associare in Europa circa 1 milione di decessi in un anno. Per questo motivo, si tenta di incentivare l'uso di bici o gli spostamenti a piedi, in modo da ridurre per gli adulti tutte le cause di mortalità di circa il 10%. Da questo presupposto è nato il focus del rapporto “Città a piedi”, quest’anno dedicato alla mobilità pedonale

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Incidenti

Nel 2016 si sono registrati più incidenti, ma meno vittime sulle strade: rispetto al 2015, nei 119 comuni, nonostante l’aumento degli incidenti (+0,5%) e dei feriti +(0,3%), il numero dei deceduti scende del 9,7%, a fronte di una diminuzione nazionale che supera il 4% . Il numero più alto di incidenti ogni mille auto circolanti si rileva a Genova, seguita da Firenze (13,4) e Bergamo (13). Il Comune con il valore più basso è quello di Aosta con 1,4 incidenti ogni mille auto circolanti. 

Germana Carillo

Ritirato pepe nero macinato per presenza di salmonella

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Published in: Allerte alimentari

Il prodotto in questione è il pepe nero macinato di Cucina e sapori, commercializzato dal Consorzio Dias e prodotto dall’azienda Verka nello stabilimento di via Archimede 18, ad Arbizzano (Verona).

Il formato è quello da 35 gr e il lotto è caratterizzato dal n° EU17823, con data di scadenza 10/10/2020.

Questo tipo di salmonella, che provoca la salmonellosi, si trasmette principalmente per via oro-fecale. La principale via di contaminazione dell’uomo è legata al consumo di alimenti contaminati: in particolare pollo, tacchino e maiale, molluschi. uova e ovoprodotti, prodotti lattiero-caseari a base di latte crudo.

I disturbi

Possono essere di vario tipo e si presentano sia sotto forma di dolori addominali, nausea, vomito, diarrea e febbre fino a forme più gravi soprattutto nei bambini, anziani e nei soggetti immunodepressi. I sintomi si possono presentare tra le 12 e le 36 ore dall’ingestione degli alimenti contaminati e durano circa per una settimana.

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Francesca Mancuso

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