Feeds

Architettura emozionale: un nuovo alfabeto per ridisegnare la casa. Parola di Giada Schneck

BuoneNotizie.it -

Non c’è niente da fare: per gli Italiani, la casa, rimane sempre qualcosa di speciale. La tana, il focolare, la ‘casa dolce casa’ – come puntualizzava, qualche anno fa, la ricerca Cosmit ‘La casa degli italiani’– resiste al tempo e all’usura di un’idea tradizionale di famiglia che ultimamente vacilla non poco. Proprio così, anzi… più la vita dei giovani tende a scorrere fuori dalle mura domestiche, più il bisogno di ‘fare casa’ – rendendo calda e accogliente la propria abitazione – sembra trasformarsi in un’esigenza (o in un’urgenza?) viva e condivisa. Che, di riflesso, impone all’architettura del presente e del futuro un decisivo cambio di passo.

Non è un caso che al Salone del Mobile si sia tenuto un laboratorio dal titolo significativo: ‘Trend Research – Home, la casa come luogo emozionale’. E’sintomatico che in uno dei più rinomati luoghi di riflessione sulla casa contemporanea, si sia parlato di importanza della dimensione emozionale. Ed è curioso che, in presenza di un humus così ricco, l’unica a tirare le somme e a sintetizzare queste esigenze in una proposta concreta e articolata sia stata Giada Schneck: la creatrice del concetto stesso di Architettura Emozionale.

Ho sempre avuto la capacità di entrare in empatia con il cliente per capire e soprattutto per tradurre i suoi più profondi desideri realizzandoli concretamente. Oggi riesco a orientare meglio le mie intuizioni grazie a una serie di potenti strumenti teorici come la Programmazione Neurolinguistica (ho un diploma di pratictioner e master), l’enneagramma, la teoria dei tipi psicologici di Jung, l’atmosferologia… Strumenti che si integrano perfettamente con conoscenze specifiche del mio settore (ad esempio la progettazione d’interni, l’illuminotecnica, la teoria del colore) apprese in corsi di formazione e sul campo in trent’anni di esperienza”. Giada Schneck, si racconta così, con il cuore in mano e un accattivante accento toscano: la classica marcia in più che cattura, emana calore e invita a confidarsi. Il che, ben si concilia con quella che è l’essenza stessa del lavoro di Giada.

Fare Architettura Emozionale, infatti, significa entrare in una dimensione quasi medianica: rendersi permeabili al cliente, ai suoi sogni e alla sua identità… traducendone poi la sensibilità in una scelta di gusto. E andando a lavorare su quello che Giada chiama ‘il Guscio, cioè l’involucro interno della casa. Considerando le cose da questo punto di vista, la prospettiva cambia radicalmente e anche la cosa apparentemente più insignificante – che so? una cassetta della frutta – può trasformarsi in un elemento capace di rivoluzionare l’ambiente.”

Le conseguenze di questo ribaltamento di prospettiva sono radicali, forse addirittura rivoluzionarie. Se infatti, nel 90% dei casi, nel rapporto tra cliente e architetto, la casa finisce per rispecchiare la personalità e la cifra stilistica del progettista, nel caso di Giada Schneck le cose funzionano esattamente al contrario e la casa diventa il riflesso fedele di ciò che il cliente ha inconsapevolmente proiettato. E che l’architetto ha consapevolmente raccolto e tradotto in identità.

Sarà per questo che, dando una sbirciatina alle creazioni di Giada, la prima cosa che si nota è che si tratta di ambienti diversissimi l’uno dall’altro? “Quello che faccio io è prendere per mano la persona e accompagnarla nello specifico momento di vita in cui si trova. E ognuno, si sa, è un universo a sé. Ti faccio un esempio: mi è capitato di lavorare per due clienti che avevano – apparentemente – forti punti in comune: entrambi single, stessa fascia d’età, tipologia di casa molto simile. Eppure… il risultato finale è stato molto diverso. Una delle due case è venuta fuori tutta scura, l’altra tutta chiara”

Quando chiedo a Giada se questo metodo non ha effetti collaterali, la sento sorridere dall’altro capo del telefono. No, effetti collaterali veri e propri non ce ne sono. Però… “Qualche difficoltà c’è, in effetti. Il mio metodo, crea inevitabilmente una sorta di intimità, con i clienti. Si tratta di un legame molto sottile e allo stesso tempo piuttosto profondo, per cui è facile che le persone finiscano per perdere di vista che per te si tratta di lavoro e finiscono per considerarti – a tutti gli effetti – come parte integrante della loro vita.”

Potrebbe interessarti anche

The post Architettura emozionale: un nuovo alfabeto per ridisegnare la casa. Parola di Giada Schneck appeared first on Buonenotizie.

Depressione: sintomi, cause e come farsi aiutare

GreenMe -

Riconoscere un episodio di depressione permette di intervenire subito e di evitare che ricapiti. Chi soffre di questa malattia può avere bisogno di un supporto psicologico specifico per superare la situazione che sta vivendo.

Ecco perché in caso di depressione vera e propria – da non confondere con la semplice tristezza o malinconia – rivolgersi ad un esperto che indichi una terapia adatta può essere risolutivo.

Secondo il Ministero della Salute le condizioni depressive fanno parte dei disturbi dell’umore e includono il disturbo depressivo maggiore (episodio singolo o disturbo depressivo maggiore ricorrente), la distimia e il NAS (disturbo depressivo Non Altrimenti Specificato).

Leggi anche: 10 RIMEDI NATURALI CONTRO LA DEPRESSIONE

Sintomi della depressione

Rivolgersi ad un esperto è importante perché non tutti i sintomi della depressione sono facili da identificare e perché i primi segnali sono diversi da persona a persona. Vi elenchiamo alcuni sintomi di depressione di cui dovreste tenere conto.

1) Mancanza di energia

2) Insonnia

3) Dormire troppo

4) Variazioni di peso e di appetito

5) Dolore fisico

6) Minore vivacità

7) Esaurimento sul lavoro

8) Problemi di memoria e di concentrazione

9) Solitudine

10) Tristezza inspiegabile

Leggi anche: 10 SINTOMI DI DEPRESSIONE DA NON SOTTOVALUTARE

Cause della depressione

Quando possono comparire i sintomi di depressione? Secondo il Ministero della Salute i disturbi depressivi possono comparire come conseguenza di un evento scatenante, ad esempio dopo un lutto improvviso e imprevisto o dopo delle gravi difficoltà finanziarie. A volte però i sintomi della depressione possono presentarsi senza un motivo apparente.

In alcuni casi la depressione è dovuta a un forte periodo di stress, a un evento specifico o a una situazione stressante in generale. Può succedere che il primo episodio di depressione sia legato ad una causa ben precisa e individuabile e che gli episodi successivi si presentino senza un motivo apparente.

Gli effetti collaterali di alcuni farmaci possono contribuire alla comparsa della depressione così come alcune malattie quali il cancro e i disturbi cardio-vascolari.

Depressione post partum

Un discorso a parte va fatta per la depressione post partum. La depressione post partum è chiamata anche depressione puerperale. Secondo i dati del Ministero della Salute la depressione post partum colpisce l’8-12% delle neomamme e sopraggiunge tra la sesta e la dodicesima settimana dopo il parto.

Tra i sintomi della depressione post partum troviamo senso di inadeguatezza, tristezza immotivata, irritabilità, facilità al pianto. Le neomamme non si sentono all’altezza dei compiti che le attendono e sono colte dal senso di colpa, anche perché le convenzioni sociali le vogliono felici in ogni istante.

In realtà per abituarsi alla maternità occorre tempo e molte mamme possono avere bisogno d’aiuto. Esiste anche un’altra condizione, diversa dalla depressione post partum, chiamata baby blues. Si tratta di una sensazione passeggera di tristezza e malinconia dovuta ai cambiamenti ormonali che avvengono dopo il parto.

Si risolve generalmente entro i primi 10-15 giorni dal parto mentre la depressione post partum vera e propria avviene più tardi ed è prolungata. Le mamme che hanno bisogno di aiuto possono rivolgersi ai consultori familiari e ai centri per la salute che si occupano della depressione post partum e di dare sostegno alle neomamme. Potete cercare nella vostra città i consultori e le associazioni che organizzano incontri con gli esperti dedicati alle neomamme e alla depressione post partum. 

Leggi anche: DEPRESSIONE POST PARTUM: LE NEOMAMME POSSONO SUPERARLA CON UN’APP

Depressione, come farsi aiutare

E’ importante farsi aiutare quando si è depressi rivolgendosi a un medico perché, come sottolinea il Ministero della Salute, in questo modo si possono evitare le conseguenze più gravi della depressione, come le ripercussioni negative sull’intera famiglia e nelle situazioni peggiori il suicidio.

Il medico può indirizzare il paziente verso uno psicologo o uno psicoterapeuta. Lo psicoterapeuta potrà scegliere la terapia più adatta per il paziente. In alcuni casi per la depressione vengono prescritti dei farmaci mentre in altri casi al paziente viene raccomandato di seguire delle sedute di psicoterapia.

Leggi anche: FARE IL PANE PER COMBATTERE LA DEPRESSIONE: ACCADE IN INGHILTERRA

Altri tipi di interventi si stanno facendo strada per prevenire, alleviare e ridurre il rischio di depressione, con strumenti che vengono utilizzati dagli stessi esperti di psicologia e di psicoterapia. Tra questi strumenti troviamo l’ipnosi e la meditazione, con particolare riferimento alla meditazione Mindfulness.

Leggi anche: MEDITAZIONE: IL MIGLIOR RIMEDIO NATURALE CONTRO ANSIA E DEPRESSIONE

Gli interventi per aiutare chi soffre di depressione possono essere differenti da un paziente all’altro, possono riguardare il singolo oppure delle terapie di gruppo.

Quando i problemi di depressione riguardano la coppia, la famiglia, i figli e le donne in gravidanza o che hanno da poco partorito ci si può rivolgere agli psicologi della rete dei Consultori Familiari che sono presenti in molte città italiane. Di solito i servizi del consultorio familiare (ad esempio servizi di consulenza e di ascolto) sono ad accesso libero e non serve la prescrizione del medico.

Per maggiori informazioni sulla depressione e se state cercando un servizio di ascolto potete contattare l'Associazione italiana per la ricerca sulla depressione.

Marta Albè

Photo Credit: Moonassi

Fumo, alcol, obesità: così gli italiani mettono a rischio la salute

GreenMe -

E’ quanto emerge dal rapporto Istat “Aspetti della vita quotidiana” che analizza le abitudini degli italiani. Secondo l’indagine, si fuma di meno rispetto al passato ma il quadro generale non è consolante.

I dati relativi al 2015 mostrano che il connubio sedentarietà-obesità rappresenta un rischio per la salute per oltre metà degli adulti (52%). Lo studio evidenzia quanto i comportamenti familiari influenzino lo stile di vita.

Fumo. Fuma il 30,2% dei giovani fino a 24 anni che vivono con genitori fumatori e solo l'11,9% se nessun genitore fuma, mentre il 48,4% dei giovani è sedentario se lo sono anche i genitori, invece il 7,7% se i genitori non lo sono.

Nel 2015, il 19,6% della popolazione italiana sopra i 14 anni ha dichiarato di essere fumatore (circa 10 milioni e 300mila persone), il 22,8% di aver fumato in passato e il 56,3% di non aver mai fumato. La quota più elevata di fumatori si ha nella fascia di età 25-34 anni (33,0%), quella di fumatrici nella classe di età 55-59 anni (20,8%).

Dati molto simili sono stati registrati anche sul fronte dell'eccesso di peso e del consumo non moderato di alcol.

LEGGI anche: FUMO E SIGARETTE: LE NUOVE NORME IN 7 PUNTI

Obesità. Sul fronte dell’obesità le cifre sono preoccupanti, lo scorso anno il 45,1% della popolazione maggiorenne ha registrato peso corporeo in eccesso, in cui 35,3% è in sovrappeso mentre il 9,8% obeso), il 51,8% è risultato in condizione di normopeso e soltanto il 3% in sottopeso. Ad avere un regime alimentare sbagliato sono soprattutto i maschi.

LEGGI anche: L'OBESITÀ DILAGA SEMPRE DI PIÙ

Alcol. Per questo motivo alcol e sedentarietà sono nel banco degli imputati: il 15,7% beve più del dovuto. Questi comportamenti si osservano più frequentemente tra gli over 65: il 36,4% sono uomini e il 9% donne.

LEGGI anche: BINGE DRINKING: TROPPO ALCOL FA MALE AL CUORE

Attività fisica. Anche l’attività fisica è una nota dolente: nel 2015 più di 23milioni di persone hanno dichiarato di non fare sport. E’ sedentario il 44,3% delle donne contro il 35,1% degli uomini.

Dominella Trunfio

Ecco come muore un neonato in Siria. La strage senza fine e le bombe sugli ospedali

GreenMe -

Uomini, donne e bambini che avevano bisogno di cure mediche e sostegno psicologico avevano trovato rifugio in uno degli ospedali di Aleppo. Ma neanche quello era un luogo sicuro.

Non criminali, dunque, ma civili morti a causa dei bombardamenti aerei che hanno colpito e distrutto parzialmente sette ospedali e una banca del sangue.

La denuncia arriva dall’Associazione dei medici indipendenti (Ida), che ha annunciato anche la chiusura delle strutture per i continui attacchi sferrati.

Una vera e propria tragedia umanitaria. Impossibile stabilire un numero esatto di morti, ma secondo gli attivisti dei Comitati di Coordinamento locale sarebbero circa 121, e tra loro anche tanti bambini.

FotoEPA/MSF

"L’apporto di ossigeno al neonato è stato interrotto dopo un bombardamento contro l’ospedale, il secondo attacco alla struttura nell’arco di dodici ore. I medici potevano solo urlare ai colleghi di proteggere i bambini", scrive l’Ida.

L’ennesima strage dopo quella in cui le aviazioni di Damasco e Mosca avevano bombardato nei mesi scorsi proprio gli ospedali siriani.

Secondo quanto riporta Syria Direct le strutture colpite sarebbero quelle di Bayan, Hakim, Daqmaq e Zahra, oltre a una banca del sangue nel quartiere Shaar.

LEGGI anche: LA STRAGE DEI BAMBINI SIRIANI DI CUI NESSUNO PARLA

Un'altra clinica colpita si trova ad Atareb, cittadina a ovest di Aleppo lungo la strada che collega la metropoli siriana al confine occidentale con la Turchia. Un' altra è stato bombardata e distrutta nella Ghuta orientale, vicino Damasco. Il settimo e ultimo ospedale colpito è quello pubblico di Idlib.

"Mai come adesso, gli ospedali in cui sono ricoverati donne e bambini in un-Shaar sono stati presi così di mira. Gli operatori sanitari dicono che il ritmo degli attacchi è cresciuto a dismisura dopo l’offensiva russa che ha circondato la città a fine maggio", ha spiegato Abdelbasset Ibrahim, direttore del Dipartimento di salute di Aleppo.

Foto

Nei giorni scorsi l'Onu aveva lanciato l'allarme umanitario per i circa 300mila civili rimasti ad Aleppo est: sono rimasti senza farina, medicine e acqua potabile.

Così si muore oggi in Siria, anche se sei "solo" un bambino. Per denutrizione. O sotto le bombe.

Medici senza frontiere ha lanciato la petizione #milionidipassi per affrontare la questione a livello internazionale, perché il tema delle popolazioni in fuga è una questione umanitaria e non un problema di sicurezza.

Firma qui la petizione

Dominella Trunfio

Foto

Il ragazzo tedesco che molla tutto per costruire un orfanotrofio in Kenya (FOTO)

GreenMe -

Torsten Kremser un paio di anni fa aveva deciso di mollare tutto per girare il mondo e in Kenya aveva incontrato una realtà che aveva bisogno di aiuto. Le vicende dei bambini poveri e senza genitori lo avevano così colpito da portarlo a creare il progetto A Better Me Foundation per supportare la costruzione dell’orfanotrofio.

La nuova costruzione comprende lo spazio necessario per otto ospiti. Qui potranno vivere i volontari che stanno donando il proprio tempo e la propria energia al Korando Educational Center.

Quando il progetto è partito nel 2015 l’idea era di raccogliere fondi per costruire una scuola permanente destinata ai bambini. Il denaro necessario a realizzare una scuola vera e propria non è ancora disponibile e allora per il momento la fondazione si sta occupando di migliorare le strutture già esistenti e di ampliare la possibilità di accogliere volontari che si prendano cura dei bambini.

Leggi anche: IL RAGAZZO TEDESCO CHE HA AUTOCOSTRUITO UN ORFANOTROFIO LOW COST E GREEN PER I BAMBINI DEL KENYA (FOTO)

La nuova struttura è stata costruita seguendo criteri di sostenibilità e con l’obiettivo di attirare l’attenzione internazionale sul progetto. Sono stati utilizzati materiali locali e di recupero. Tutti i materiali provengono dalle vicinanze di Kisumu, ad eccezione di alcuni dettagli, come le maniglie delle porte o i rubinetti per le docce.

Leggi anche: CASE PASSIVE: IN KENYA L'ORFANOTROFIO COLORATO FATTO DI TERRA, LEGNO E ARGILLA (FOTO)

       

Ci sono ampie finestre che sfruttano la luce e la ventilazione naturale. Un sistema ad energia solare autocostruito permette di riscaldare l’acqua necessaria per cucinare e di mantenerla alla gusta temperatura per ore. Le acque grigie della cucina e delle docce vanno ad irrigare le coltivazioni di frutta e verdura dell’orto. Per l’illuminazione nelle ore di buio si usano delle lampadine LED che consentono di risparmiare energia rispetto alle vecchie lampadine disponibili sul luogo.

Torsten è giovanissimo e molto volenteroso. Continuerà ad occuparsi del progetto nella speranza di riuscire a dare vita ad una scuola dove i bambini del Kenya possano studiare e costruirsi un futuro migliore.

Marta Albè

Fonte foto: A Better Me Foundation

L'idea geniale degli studenti per riciclare la plastica con... un distributore automatico di cover stampate in 3D (FOTO)

GreenMe -

L’idea è nata per avvicinare i giovani al rispetto dell’ambiente e per far comprendere quanto sia importante riciclare la plastica, un materiale che può essere facilmente riciclato per dare vita a nuovi oggetti duraturi.

Salvare il Pianeta e rendere il mondo più pulito per le nuove generazioni sono alcune delle idee che hanno ispirato la nascita del progetto MyProGeneration. Il macchinario spezzetta la plastica da riciclare e la fonde per poterla utilizzare per stampare in 3D delle cover per il cellulare.

La plastica da riciclare, a partire dalle comuni bottigliette di plastica, si può inserire direttamente nel distributore automatico che si prepara a riciclarla. Si tratta di un’invenzione ingegnosa dedicata ai più giovani che dal riciclo della plastica potranno creare cover originali per i modelli di smartphone più popolari.

Leggi anche: BOTTIGLIE DI PLASTICA IN CAMBIO DI BONUS: DOVE TROVARE I COMPATTATORI PER GUADAGNARE CON LA DIFFERENZIATA

Marco Tomasello, Daniele Caputo, Vincenzo Virruso, Vittorio Maggiore, Toni Taormina e la loro insegnante Daniela Russo stavano cercando un modo efficiente per coinvolgere i giovani nella protezione dell’ambiente e ad un certo punto hanno avuto l’idea di creare un macchinario che all’apparenza sembra un comune distributore automatico. MyProGeneration, però, invece del denaro accetta le bottiglie di plastica da riciclare e dà in cambio delle coloratissime cover. Il distributore automatico ha al proprio interno una stampante 3D per realizzare le cover da distribuire.

Leggi anche: 5 MODI PER GUADAGNARE CON IL RICICLO E LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

     

Il progetto ha iniziato a concretizzarsi quando ha attirato l’attenzione internazionale in occasione dell’AXA Italia Social Impact Award.

La start-up MyProGeneration della scuola I.P.S. “S. D’Acquisto” di Bagheria (PA) ha infatti vinto l’Axa Italia Social Impact Award 2016.

“MyProGeneration è un distributore automatico per la vendita di prodotti di piccole dimensioni, acquistabili o ottenibili in tempo reale da bottiglie in PET che, introdotte nell’apposito macchinario, vengono convertite in oggetti di uso quotidiano. Premiati per il positivo impatto sociale e per il consapevole utilizzo della tecnologia per la loro start up, i vincitori hanno così diritto a un viaggio premio educational a Parigi, dove potranno incontrare il team di esperti di AXA Strategic Ventures, il fondo di venture capital da 200 milioni di euro di AXA, dedicato all’investimento in innovazione strategica in ambito assicurativo, fintech e salute”.

 Ora il gruppo di giovani è alla ricerca di un partner per la distribuzione di My ProGeneration su larga scala. Vi piace l'idea?

Marta Albè

Fonte foto: MyProAction

Mai più test crudeli sui 16 macachi dell'Università di Modena: dalle gabbie alla libertà (VIDEO)

GreenMe -

In attuazione del protocollo di intesa del Comune di Modena con l’Università, d’ora in poi, liberi e felici, i 16 macachi dello stabulario modenese che erano sottoposti a test crudeli hanno una nuova casa.

LEGGI anche: VITTORIA! FUORI DALLE GABBIE DEI LABORATORI I 16 MACACHI DELL'UNIVERSITÀ DI MODENA (VIDEO)

E così ora vivranno nel Centro di recupero animali selvatici ed esotici di Semproniano, in Maremma, che lavora da 20 anni per il recupero e la gestione proprio degli animali esotici e collabora con il Corpo Forestale dello Stato nel caso di animali sequestrati.

LEGGI anche: #SALVIAMOIMACACHI: 90 PARLAMENTARI SCRIVONO AL RETTORE DELL'UNIVERSITA' DI MODENA PER LIBERARLI

Un risultato davvero storico, reso possibile da anni di dura lotta del coordinamento "Salviamo i macachi", grazie al sostegno di migliaia di cittadini.

Nelle prime importanti settimane, i macachi dovranno affrontare un periodo di adattamento, per sentirsi al sicuro, protetti e riuscire a conoscere e riconoscere la loro nuova casa.

Quello che ci voleva, insomma, per dimostrare ancora una volta che senza vivisezione si può fare ricerca comunque, un cambiamento forte che può dare una speranza alle tante vittime della vivisezione che ancora, ahimè, ci sono, e anche, perché no, per dare una strada nuova, più coscienziosa e illuminata, alla ricerca stessa.

Germana Carillo

 

Come ridurre le spese veterinarie per gli animali domestici: tutte le petizioni

GreenMe -

Ecco che allora si sanno diffondendo numerose petizioni per ridurre le spese mediche per gli animali domestici, perché prendersi cura di loro non deve essere un privilegio per ricchi.

Purtroppo sono sempre più i proprietari che non riescono a sostenere le spese mediche per i propri animali.

Ci auguriamo, però, che il sistema possa cambiare e che le cure e i medicinali per gli animali domestici presto possano costare molto meno dato che poter avere con sé un cane o un gatto non deve essere un lusso ma la normalità.

Supportate le petizioni per ridurre le spese mediche per gli animali e diffondetele.

Leggi anche: AVERE UN ANIMALE DOMESTICO E' UN LUSSO? LE SPESE VETERINARIE ENTRANO NEL REDDITOMETRO

Una mutua nazionale per cani e gatti

Creare una mutua nazionale per cani e gatti potrebbe risolvere il problema delle spese mediche troppo elevate per la cura degli animali domestici. Le attività degli studi veterinari sono completamente private. La richiesta è di creare un sistema statale che permetta ai proprietari di ridurre i costi.

Firma qui la petizione.

Riduzione dell’IVA sulle prestazioni veterinarie

Un paese civile deve garantire l’accesso alle cure sia ai cittadini che ai loro animali domestici. Chi porta un animale a fare una visita dal veterinario si trova a pagare un’IVA del 22%. Ridurla potrebbe agevolare i cittadini in questo momento di crisi economica.

Firma qui la petizione.

Cure veterinarie accessibili a tutti

Gli animali domestici sono veri e propri membri della famiglia ma quando si ammalano non vengono tutelati e le cure veterinarie risultano troppo care, non accessibili a tutti. La richiesta della petizione è di intervenire per ridurle dato che soprattutto in tempo di crisi le spese veterinarie sono insostenibili.

Firma qui la petizione.

Leggi anche: A SAN PAOLO IL PRIMO OSPEDALE VETERINARIO PUBBLICO DEL BRASILE

Ospedali veterinari pubblici

Questa petizione rivolta al Ministero della Salute mira a creare ospedali pubblici per gli animali perché una gran parte della popolazione non può permettersi risorse finanziarie per trattamenti che sono costosi in cliniche veterinarie privati. Una svolta di questo tipo permetterebbe di ridurre il numero di animali malati sul territorio.

Firma qui la petizione.

Marta Albè 

Come ridurre le spese veterinarie per gli animali domestici: tutte le petizioni

GreenMe -

Ecco che allora si sanno diffondendo numerose petizioni per ridurre le spese mediche per gli animali domestici, perché prendersi cura di loro non deve essere un privilegio per ricchi.

Purtroppo sono sempre più i proprietari che non riescono a sostenere le spese mediche per i propri animali.

Ci auguriamo, però, che il sistema possa cambiare e che le cure e i medicinali per gli animali domestici presto possano costare molto meno dato che poter avere con sé un cane o un gatto non deve essere un lusso ma la normalità.

Supportate le petizioni per ridurre le spese mediche per gli animali e diffondetele.

Leggi anche: AVERE UN ANIMALE DOMESTICO E' UN LUSSO? LE SPESE VETERINARIE ENTRANO NEL REDDITOMETRO

Una mutua nazionale per cani e gatti

Creare una mutua nazionale per cani e gatti potrebbe risolvere il problema delle spese mediche troppo elevate per la cura degli animali domestici. Le attività degli studi veterinari sono completamente private. La richiesta è di creare un sistema statale che permetta ai proprietari di ridurre i costi.

Firma qui la petizione.

Riduzione dell’IVA sulle prestazioni veterinarie

Un paese civile deve garantire l’accesso alle cure sia ai cittadini che ai loro animali domestici. Chi porta un animale a fare una visita dal veterinario si trova a pagare un’IVA del 22%. Ridurla potrebbe agevolare i cittadini in questo momento di crisi economica.

Firma qui la petizione.

Cure veterinarie accessibili a tutti

Gli animali domestici sono veri e propri membri della famiglia ma quando si ammalano non vengono tutelati e le cure veterinarie risultano troppo care, non accessibili a tutti. La richiesta della petizione è di intervenire per ridurle dato che soprattutto in tempo di crisi le spese veterinarie sono insostenibili.

Firma qui la petizione.

Leggi anche: A SAN PAOLO IL PRIMO OSPEDALE VETERINARIO PUBBLICO DEL BRASILE

Ospedali veterinari pubblici

Questa petizione rivolta al Ministero della Salute mira a creare ospedali pubblici per gli animali perché una gran parte della popolazione non può permettersi risorse finanziarie per trattamenti che sono costosi in cliniche veterinarie privati. Una svolta di questo tipo permetterebbe di ridurre il numero di animali malati sul territorio.

Firma qui la petizione.

Marta Albè 

10 meravigliosi giardini celtici per ritrovare pace e armonia interiore (FOTO e VIDEO)

GreenMe -

Piante rare che evocano le stagioni dell’antica tradizione, equilibrio e fascino del passato che si intrecciano al mondo contemporaneo.

Pur essendo diversi tra loro, i giardini celtici sono accomunati da spettacolari fioriture, dalla presenza dell’agrifoglio considerato un’espressione di vita e di rinascita e dal tasso, simbolo della forza e della capacità di sopravvivere alle avversità della vita.

LEGGI anche: CLOOTIE WELLS: LA TRADIZIONE CELTICA DEI PANNI OFFERTI AD ALBERI E POZZI. DOVE TROVARLI

Interesse botanico ed equilibrio paesaggistico dato dall’uso di materiali naturali e di simboli tra cui spirali, forme animali, croci celtiche e nodi sono le caratteristiche dei giardini tradizionali celtici.

LEGGI anche: WISTMAN'S WOOD: IL BOSCO INCANTATO DI DARTMOOR, IN INGHILTERRA

Ecco i 10 giardini celtici più belli dove trovare qualche attimo di pace e armonia interiore: 1) Brigits Garden

Brigits garden è un giardino celtico irlandese che ha vinto l'oro al Chelsea Garden Show nel 2002. E' composto da quattro spazi, ognuno dei quali rappresenta le feste stagionali celtiche, ovvero Samhain, Imbolc Bealtaine e Lughnasa.

I giardini hanno creazioni accattivanti tra cui cerchi di pietre e monoliti incorniciati da prati fioriti, laghi e sentieri nel bosco.  

2) Celtic Knot Garden (Inniswood Metro Gardens)

Questo giardino celtico era un tempo la tenuta di Maria e Grazie Innis che l'hanno aperto al pubblico nel 1972. All'interno del Celtic Knot Garden c'è un grandissimo giardino delle erbe.

I Celti sono conosciuti per disegni con i nodi, con fili intrecciati che non hanno nè inizio nè fine. Cespugli multicolore sono simboli di eternità.

  3) Rose of Glendalough

Creato dall'architetto paesaggista John Cullen, il Rose of Glendalough ha vinto una medaglia d'oro nella categoria Paesaggio & Fantasy nel al Festival di Singapore. E' un tipico esempio di giardino celtico in cui l'architettura si sposa con la natura. 

4) Peace Maze (Castlewellan Forest Park)

Nel Peace Maze è molto chiara l'influenza celtica, da non perdere c'è ad esempio il Labirinto della pace progettato da Beverley Lear di Lear Associates che è anche uno dei più grandi labirinti di siepi permanenti sulla Terra.

Coloro che trovano la strada verso il centro devono suonare la campana della pace, simbolo portafortuna di ricchezza. 

5) Celtic Cross Knot Garden (Abbey House Gardens)

Si trova in Inghilterra vicino alle rovine di Malmesbury Abbey nel Wiltshire ed è caratterizzato da croci celtiche che simboleggiano un ponte tra il cielo e la Terra e i quattro elementi.  

La croce Abbey House è stata modellata dopo quella di San Martino, sia il giardino che i palazzi appartenevano ai Tudor. 

6) Bruno Torfs Art & Sculpture Garden

Lo scultore e pittore Bruno Torfs ha creato queste meravigliose e stravaganti sculture nel cuore della foresta pluviale australiana, ma la sua ispirazione celtica è innegabile. Figure in terracotta fatte a mano sembrano uscite dalle fiabe.

Il giardino delle sculture si trova a Marysville in Australia; nel 2009 era stata distrutta da un incendio ma Torfs ha ricostruito e ripopolato il bosco con i suoi personaggi fantasiosi.

7) Columcille Megalith Park and Celtic Arts Center

Il Columcille Megalith Park si trova nei monti Appalachi della Pennsylvania oriental e nasce da un'idea di William Cohea Jr. E' uno spazio di ispirazione celtica con motivi decorati con cerchi di pietra.

Ci sono anche una cappella, il campanile, la Porta di Thor e il ponte per l'altro mondo. Le antiche rocce "forniscono un parco giochi sacro per lo spirito umano per ballare, per incontrare il mistero della creazione della Terra".

8) Celtic Maze (Ballymaloe Cookery School)

Questa affascinante creazione celtica si trova sul terreno di una famosa scuola di cucina di fama internazionale e una zona agricola bio della contea di Cork in Irlanda.

Il Centic Maze è famoso per il suo labirinto e i suoi tassi cresciti sulla base di disegni intricati ispirati da vecchi manoscritti irlandesi. 

  9) Puzzlewood

Non è un giardino celtico in senso tradizionale, ma questo bosco secolare nel Gloucestershire, in Inghilterra, è l'incarnazione di tutte le caratteristiche celtiche.

A Puzzlewood ci sono rocce ricoperte da muschio, alteri di tasso,ponti in legno rustico, grotte segrete chiamate Scowles e serpeggianti sentieri detti Wildwood. Si dice che questo bosco abbia ispirato "Il Signore degli Anelli" e "l'Hobbit". 

10) Dubhlinn Gardens

Nel cuore di Dublino si trovano i  Dubhlinn giardens con i suoi numerosi tocchi celtici. Sui percorsi a spirale sono ci sono in realtà due anguille fluviali intrecciate dove i visitatori possono camminare. 

 

Dominella Trunfio

Fonte

L'odore delle galline? Un rimedio efficace contro zanzare e malaria

GreenMe -

Ruolo fondamentale lo ricoprirebbero i composti chimici derivanti proprio dal piumaggio del pollame, che sarebbero in grado di ridurre la presenza delle zanzare del 90%.

A dimostralo è lo studio di alcuni ricercatori svedesi, che di certo hanno perseguito un obiettivo molto più importante che strapparci un semplice sorriso: sconfiggere la malaria. Gli scienziati dell’Università di Scienza dell’Agricoltura di Uppsala, guidati dall'entomologo Rickard Ignell, hanno in pratica scoperto che gli odori emanati dalle galline ridurrebbero notevolmente il rischio di essere punti e quindi di contrarre il parassita Plasmodium, che è il responsabile numero uno dell'infezione che mette in ginocchio soprattutto l'Africa subsahariana.

LEGGI anche: ARTEMISININA: DALL'ANTICA PIANTA CINESE DA NOBEL IL RIMEDIO CONTRO LA MALARIA

Stando alle statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2015 questa infezione ha fatto registrare poco meno di 215 milioni di casi con quasi 440mila decessi, per lo più concentrati proprio nell’Africa subsahariana (la regione ha ospitato 88% dei casi di malaria e il 90% dei decessi per malaria). In più, circa 3,2 miliardi di persone, quasi la metà della popolazione mondiale,- sono a rischio di malaria.

LEGGI anche: L'EUROPA È 'MALARIA FREE'. MA RESTANO ANCORA TROPPE MORTI NEL MONDO

Lo studio - Pubblicato sulla rivista Malaria Journal, lo studio svedese è partito da un assunto: le zanzare pungono non solo l’uomo ma anche gli animali da compagnia e alcuni da allevamento, come pecore e capre, mentre le galline non vengono quasi mai colpite. I ricercatori hanno infatti analizzato poco meno di 1.200 zanzare della specie Anopheles arabiensis che avevano appena concluso il loro pasto ed è risultato che solo una aveva punto una gallina. Il motivo sta probabilmente in alcuni odori emanati dalle galline che, conclusione degli esperti, potrebbero fungere da veri e propri “insetto-repellenti”.

LEGGI anche: ZANZARE: COME ALLONTANARLE CON 3 INGREDIENTI NATURALI E... UN BARATTOLO

Per dimostrare ciò, sono state prese in esame le camere da letto di oltre 6.700 persone. In alcune sono state inserite gabbie con una gallina, in altre rimedi diversi. Alla fine della sperimentazione, gli scienziati hanno verificato quante zanzare fossero rimaste intrappolate nelle stanze e hanno visto che in presenza delle galline il numero di insetti era molto più basso. Ci si è chiesto allora quali composti specifici fossero tipici delle galline e le quattro sostanze identificate sono state testate in alcuni villaggi dell’Etiopia (partendo dai campioni di sangue e piume, gli studiosi hanno sintetizzato dei repellenti chimici "all'aroma di pollo"), su volontari umani, confrontandone gli effetti con quelli di composti derivanti da altri animali.

Si è così dimostrata una stupefacente riduzione delle zanzare che circolavano nelle stanze delle persone che avevano sparso nell’ambiente gli odori del pollame, pari al 90-95% rispetto a quanto osservato in presenza di stimoli olfattivi legati ad altri animali da compagnia o da allevamento.

LEGGI anche: ANTIZANZARE PER BAMBINI: I MIGLIORI E PIÙ EFFICACI

Un prezioso ritorno alla natura, dunque, e gli studiosi svedesi affermano anche che composti chimici simili a quelli identificati nel pollame sono presenti anche nella calendula messicana e nelle bucce degli agrumi.

Germana Carillo

 

L'odore delle galline? Un rimedio efficace contro zanzare e malaria

GreenMe -

Ruolo fondamentale lo ricoprirebbero i composti chimici derivanti proprio dal piumaggio del pollame, che sarebbero in grado di ridurre la presenza delle zanzare del 90%.

A dimostralo è lo studio di alcuni ricercatori svedesi, che di certo hanno perseguito un obiettivo molto più importante che strapparci un semplice sorriso: sconfiggere la malaria. Gli scienziati dell’Università di Scienza dell’Agricoltura di Uppsala, guidati dall'entomologo Rickard Ignell, hanno in pratica scoperto che gli odori emanati dalle galline ridurrebbero notevolmente il rischio di essere punti e quindi di contrarre il parassita Plasmodium, che è il responsabile numero uno dell'infezione che mette in ginocchio soprattutto l'Africa subsahariana.

LEGGI anche: ARTEMISININA: DALL'ANTICA PIANTA CINESE DA NOBEL IL RIMEDIO CONTRO LA MALARIA

Stando alle statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2015 questa infezione ha fatto registrare poco meno di 215 milioni di casi con quasi 440mila decessi, per lo più concentrati proprio nell’Africa subsahariana (la regione ha ospitato 88% dei casi di malaria e il 90% dei decessi per malaria). In più, circa 3,2 miliardi di persone, quasi la metà della popolazione mondiale,- sono a rischio di malaria.

LEGGI anche: L'EUROPA È 'MALARIA FREE'. MA RESTANO ANCORA TROPPE MORTI NEL MONDO

Lo studio - Pubblicato sulla rivista Malaria Journal, lo studio svedese è partito da un assunto: le zanzare pungono non solo l’uomo ma anche gli animali da compagnia e alcuni da allevamento, come pecore e capre, mentre le galline non vengono quasi mai colpite. I ricercatori hanno infatti analizzato poco meno di 1.200 zanzare della specie Anopheles arabiensis che avevano appena concluso il loro pasto ed è risultato che solo una aveva punto una gallina. Il motivo sta probabilmente in alcuni odori emanati dalle galline che, conclusione degli esperti, potrebbero fungere da veri e propri “insetto-repellenti”.

LEGGI anche: ZANZARE: COME ALLONTANARLE CON 3 INGREDIENTI NATURALI E... UN BARATTOLO

Per dimostrare ciò, sono state prese in esame le camere da letto di oltre 6.700 persone. In alcune sono state inserite gabbie con una gallina, in altre rimedi diversi. Alla fine della sperimentazione, gli scienziati hanno verificato quante zanzare fossero rimaste intrappolate nelle stanze e hanno visto che in presenza delle galline il numero di insetti era molto più basso. Ci si è chiesto allora quali composti specifici fossero tipici delle galline e le quattro sostanze identificate sono state testate in alcuni villaggi dell’Etiopia (partendo dai campioni di sangue e piume, gli studiosi hanno sintetizzato dei repellenti chimici "all'aroma di pollo"), su volontari umani, confrontandone gli effetti con quelli di composti derivanti da altri animali.

Si è così dimostrata una stupefacente riduzione delle zanzare che circolavano nelle stanze delle persone che avevano sparso nell’ambiente gli odori del pollame, pari al 90-95% rispetto a quanto osservato in presenza di stimoli olfattivi legati ad altri animali da compagnia o da allevamento.

LEGGI anche: ANTIZANZARE PER BAMBINI: I MIGLIORI E PIÙ EFFICACI

Un prezioso ritorno alla natura, dunque, e gli studiosi svedesi affermano anche che composti chimici simili a quelli identificati nel pollame sono presenti anche nella calendula messicana e nelle bucce degli agrumi.

Germana Carillo

 

La Cattedrale Vegetale di Lodi, una fusione tra arte e natura (FOTO)

GreenMe -

Ai suoi concittadini l’artista ha lasciato in eredità un testamento nel quale si trova il progetto di una cattedrale vegetale da costruire a Lodi.

Per realizzare questo sogno ecco l’impegno dell’Associazione Giuliano Mauri che sta collaborando con il Comune di Lodi e con la Regione Lombardia per portarla a termine.

Durante la sua vita l’artista aveva progettato altre due cattedrali vegetali che si trovano entrambe in Italia e che sono visitabili. Si tratta della Cattedrale Vegetale di Arte Sella (Borgo Valsugana, Trento) e della Cattedrale Vegetale del Parco delle Orobie (Bergamo).

Leggi anche: CATTEDRALE VEGETALE: NEL BERGAMASCO IL PRIMO SANTUARIO GREEN PER CELEBRARE L'ARTE, LA NATURA E LA BIODIVERSITA'

Ora la Cattedrale Vegetale di Lodi è in corso di realizzazione sulla riva sinistra del fiume d’Adda nell’area Ex Sicc. Occuperà una superficie di 1618 metri quadri e sarà formata da 108 colonne di legno, ospiterà 108 alberi e ne guiderà la crescita.

Leggi anche: LA SORPRENDENTE CHIESA VEGETALE DELLA NUOVA ZELANDA (VIDEO)

L’artista ha voluto progettare e costruire cattedrali vegetali con l’obiettivo di creare un luogo di culto e di aggregazione dove esiste solo la natura con la sua forza e i suoi silenzi. Si potrà accedere alla cattedrale e fermarsi lì semplicemente a lasciare fluire i pensieri per sentirsi dentro l’opera.

         

Durante la sua vita l’artista ha pensato di dare vita a delle cattedrali vegetali per recuperare un dialogo profondo con i luoghi e per ritrovare il contatto con la natura. Ora i figli dell’artista si stanno occupando di coordinare il progetto, la cui direzione è affidata a Francesca Regorda.

La costruzione della Cattedrale Vegetale di Lodi non è ancora terminata ma se volete potete seguire di persona il proseguimento dei lavori visitando il luogo dove sorgerà, che è facilmente raggiungibile a piedi in 15 minuti dalla stazione di Lodi.

Per rimanere aggiornati sul progetto seguite la pagina Facebook della Cattedrale Vegetale di Lodi.

Marta Albè

Fonte foto: Giuliano Mauri Cattedrale Lodi

Saline di Trapani: i mulini a vento sul mare da vedere almeno una volta nella vita (FOTO)

GreenMe -

Questi antichi mulino a sei pale della Riserva delle Saline di Trapani e Paceco sono stati addirittura considerati fra i dieci più belli d’Europa secondo la rubrica “In viaggio nel mondo” dell’Ansa.

Il perché è molto semplice: da antiche architetture industriali si sono trasformate in un’attrazione turistica che porta sul luogo centinaia di visitatori.

LEGGI anche: CAMPANIA: IL VALLONE DEI MULINI DI SORRENTO, DOVE LA NATURA TORNA A FIORIRE

Foto

I mulini trapanesi sono di due diverse tipologie: il mulino a stella o olandese, caratterizzato da sei pale trapezoidali di legno e il mulino americano, con pale di lamiera zincata. Entrambi però soprattutto all’imbrunire, offrono uno scenario suggestivo perché il paesaggio si tinge di colori che si riflettono sulle saline. Ma nel punto in cui l’acqua si confonde con la terra c’è ancora un’altra meraviglia, ovvero la vista dei fenicotteri che creano un immagine da cartolina.

Foto

La Riserva delle Saline di Trapani e Paceco è una riserva naturale regionale nella quale si esercita l’antica attività dell’estrazione del sale. E’ gestita dal WWF Italia e le sue origini sono addirittura fenicie, ma dopo la prima guerra mondiale con la nascita di saline industrializzate, quelle trapanesi cominciarono la loro decadenza e allo scoppio della seconda, con la concorrenza straniera, furono dismesse.

LEGGI anche: L'AFFASCINANTE VECCHIO MULINO CHE INCORNICIA LA SENNA

Foto   Foto

Per fortuna rimangono i mulini a vento utilizzati un tempo per la macinazione del sale e per il pompaggio dell’acqua salata da una vasca all’altra. Oggi vi è comunque un rilancio del sale marino trapanese inserito nell’elenco dei prodotti agroalimentari siciliani.

 Dominella Trunfio

Laguna Blu: la meravigliosa Blue Lagoon di Comino (FOTO)

GreenMe -

Più riservata rispetto a Gozo, Comino è un paradiso per gli amanti dello snorkeling, delle immersioni e delle escursioni, ma è sicuramente la Laguna blu l’attrazione principale di quest’isola sorella di Malta.

Il nome Comino deriva proprio dal cumino, la spezia anticamente cresceva sull'isola, oggi questa oasi conta solo quattro abitanti e pochi segni dell’urbanizzazione. Dimostrazione ne è la Laguna blu, il canale naturale che unisce Comino e Cominotto amato per le sue acque turchese ma anche per gli splendidi fondali, meta preferita dei subacquei.

LEGGI anche: LE 10 SPIAGGE PIÙ BELLE DI MALTA

 

Una spiaggia mozzafiato che unisce alla maestosità del canale, anche rocce e una vegetazione tipicamente mediterranea. La sabbia è bianca e molto fine, mentre la baia in generale permette oltre agli sport acquatici di fare gite in barca a vela oppure cimentarsi in un trekking tra i boschi.

Durante l’alta stagione è molto affollata per cui se si preferisce un po’ di quiete meglio evitare il mese di agosto.

LEGGI anche: 7 COSE DA VEDERE A MALTA CON I BAMBINI (E 2 DA EVITARE)

 

Sull’isola è presente un solo albergo, non circolano automobili e durante l’anno c’è pace e tranquillità, tutto quello che può servire per godersi a pieno la Laguna blu è una maschera e occhi aperti!

Dominella Trunfio

Foto

Pagine

Abbonamento a Il portale della Fratellanza aggregatore