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High Seroconversion Rates in Trypanosoma Cruzi Chronic Infection Treated with Benznidazole in People Under 16 Years in Guatemala

Medici Senza Frontiere - feed -

Title: High Seroconversion Rates in Trypanosoma Cruzi Chronic Infection Treated with Benznidazole in People Under 16 Years in Guatemala Authors: Brum-Soares, L; Cubides, JC; Burgos, I; Monroy, C; Castillo, L; González, S; Viñas, PA; Urrutia, PP Abstract: Geographical, epidemiological, and environmental differences associated with therapeutic response to Chagas etiological treatment have been previously discussed. This study describes high seroconversion rates 72 months after benznidazole treatment in patients under 16 years from a project implemented by Doctors without Borders in Guatemala.

Disturbi alimentari: anoressia e bulimia sono diffuse anche tra le donne adulte

GreenMe -

A dirlo è uno studio dell’University College di Londra e della Icahn School of Medicine di New York, il primo che ha indagato la questione su donne tra i 40 e i 50 anni evidenziando che proprio i cambiamenti improvvisi e stressanti hanno il potere (anche) di scatenare disturbi del comportamento alimentare in persone che già avevano una predisposizione biologica o genetica a questo tipo di malattie.

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Per lo studio, pubblicato sulla rivista BCM Medicine, sono state intervistate 5.300 donne di mezza età, dimostrando come il 15% di quelle donne, una su sei, ha combattuto contro anoressia o bulimia nel corso della vita e il 3,6% lo ha fatto nell’ultimo anno, quindi in età adulta.

In più, i ricercatori hanno scoperto che le donne sui 40 anni erano più a rischio bulimia se da bambine non avevano vissuto un buon rapporto con la madre. Di contro, se la loro era stata un’infanzia d’affetto, si registrava una riduzione del 20% del rischio di sviluppare la bulimia. La morte di un genitore nel corso dell’infanzia, infine, aumenterebbe di 7 volte il rischio di sviluppare disturbi alimentari in futuro.

Nadia Micali, una degli autori dello studio, ha spiegato: “I disturbi alimentari possono essere scatenati da una serie di eventi traumatici e il divorzio è certamente un evento stressante. Spesso offrono in silenzio perché non sanno che altre sono nella stessa condizione. Molte delle donne che hanno preso parte a questo studio ci hanno raccontato che questa era la prima volta che parlavano della difficoltà che avevano a mangiare”.

Bulimia e anoressia per le donne adulte, dunque, sarebbero per molto tempo un disturbo latente, che può rimanere lì per anni e poi esplodere se si vive un evento stressante.

Curare un disturbo alimentare nelle adulte? Non è così semplice come sembra, dicono gli esperti. Se da un lato le terapie sono le stesse, dall’altro la persona adulta fa fatica ad accettare una diagnosi simile, mentre le adolescenti sarebbero più ricettive agli stimoli della malattia. Infine, le donne adulte non hanno le stesse energie delle più giovani e sono persone più deboli.

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Come fare allora? Stare vicino a loro al primo campanello d’allarme. Un divorzio, un licenziamento, qualsiasi momento difficile da affrontare può essere superato se abbiamo la corazza giusta e tanta, ma tanta, voglia di ricominciare. È vero che certe persone sono più portate di altre, ma tutti, prima o poi, siamo in grado di prendere coscienza di una situazione difficile e accettarla così com’è.

Qui trovate qualche nostro utile consiglio su come affrontare i momenti difficili. Per il resto, cercate di fare tesoro di ogni singola esperienza.

Germana Carillo

 

Le donne indiane che creano maglioni per proteggere gli elefanti dal freddo anomalo (FOTO)

GreenMe -

Le donne che vivono in un villaggio vicino al Wildlife SOS Elephant Conservation and Care Centre di Mathura hanno iniziato a realizzare i maglioni quando gli addetti ai lavori del centro hanno annunciato che di notte le temperature sarebbero scese sotto lo zero.

Il centro accoglie elefanti maltrattati, feriti, malati e bisognosi di cure. Le immagini scattate sul posto mostrano elefanti che indossano enormi maglioni colorati per coprire il dorso, i fianchi e parte delle zampe.

Secondo Kartick Satyanarayan, fondatore del centro di recupero per gli animali, è molto importante intervenire in questo modo per proteggere gli elefanti in difficoltà dal gelo, dato che il loro stato di salute è già fragile.

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“E’ importante proteggere gli elefanti dal freddo durante questo inverno estremo, dato che sono deboli e vulnerabili per aver sofferto a causa di numerosi abusi che li hanno resi suscettibili a malattie come la polmonite”ha spiegato Satyanarayan.

       

Il freddo inoltre rischia di aggravare l’artrite, un problema molto comune tra gli elefanti che il centro si occupa di curare. Al momento ospita 20 elefanti che sono stati salvati dalla cattività illegale, dai traffici della mafia e dallo sfruttamento per le strade e nei circhi, dove hanno subito abusi  e estrema crudeltà.

Il centro pensa di poter ospitare altri 50 elefanti da salvare nel 2017 nella speranza di poter avere a disposizione nuova terra per ampliare il rifugio.

Marta Albè

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Lupo e Nuvola, una piccola buona notizia: i cani dell'hotel Rigopiano sono vivi

GreenMe -

C’è chi ipotizza che siano riusciti a salvarsi da soli, in contrada Farindola, Villa Cupoli, siano stati accolti e rifocillati da un abitante della zona, c’è chi parla di un salvataggio delle Forze dell’ordine, dalle quali però non arrivano notizie ufficiali.

Le dinamiche a questo punto poco importano, i due pastori sono vivi e la certezza è che anch'essi al momento della slavina si trovavano all’interno dell’hotel Rigopiano. Il loro ritrovamento forse riaccende la speranza di trovare ancora delle persone vive, mentre i cani da soccorso hanno fiutato degli odori. Le ultime notizie riportano di 5 persone che sarebbero vive sotto la valanga.

"Questo non può di certo colmare il vuoto e la distruzione che attraversa un paese in ginocchio ancora speranzoso, nell'attesa soltanto di notizie positive, me in prima persona. Ma questi due bellissimi cagnoloni, rivedendoli, di certo sono riusciti a farmi tornare a battere il cuore, almeno per qualche secondo, riportando la speranza", scrive Martina Rossi.

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Alla luce delle cellule fotoelettriche, si è scavato tutta la notte ma finora non ci sono buone notizie. Al momento sono tre i corpi estratti (chiaramente si tratta di numeri sempre in aggiornamento) e non è ancora chiaro il numero dei dispersi che alle prime ore della tragedia era intorno ai 22, adesso si parla anche di 30 o addirittura 34 persone tra clienti e dipendenti.

Dominella Trunfio

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Spettacolare triangolo formato da Luna, Giove e Arturo: come ammirarlo al meglio

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Il gigante gassoso del nostro sistema solare ci sta abituando a meravigliose osservazioni grazie al fatto che domina il cielo invernale. Tante le congiunzioni che abbiamo già ammirato ma quella che potremo vedere in questi giorni è davvero molto bella.

I tre corpi celesti infatti sembreranno formare un triangolo per noi che osserviamo dalla Terra. Giove è facilmente riconoscibile grazie alla sua luminosità ed è visibile a est da mezzanotte circa.

Arturo è una stella molto speciale perché dopo Sirio, è la più brillante fra quelle visibili dalle nostre latitudini. Sarà uno spettacolo da non perdere.

La mappa che segue mostra il cielo sull'orizzonte orientale attorno alle 2 del mattino.

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Giove rimarrà per tutto il mese nella costellazione della Vergine, dove oggi sarà in congiunzione anche con la stella più luminosa della costellazione, Spica.

Le condizioni per ammirare lo spettacolo ci sono tutte visto che la perturbazione che ha colpito in questi giorni l'Italia si sta in parte allontanando dai nostri cieli.

Francesca Mancuso

Addio Laura e Isidro: assassinati in Sudamerica altri 2 difensori dell’ambiente

GreenMe -

A pochi mesi dall’uccisione di Berta Cecares ecco un secondo caso di assassinio per uno dei vincitori del riconoscimento che premia l’impegno per l’ambiente. Chi si trova in una situazione di rischio ha il coraggio di difendere le proprie terre fino alla morte.

Leggi anche: ADDIO BERTA CACERES, ASSASSINATA L'ATTIVISTA CHE LOTTAVA PER I DIRITTI DEGLI INDIGENI IN HONDURAS

López era un attivista messicano che aveva condotto una vera e propria crociata contro il disboscamento illegale e i taglialegna di frodo che stavano distruggendo le foreste. Si tratta del secondo vincitore del Goldman Prize ucciso in meno di 12 mesi.

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Era un contadino leader della comunità indigena dei Tarahumara nel nord della regione messicana della Sierra Madre. E’ morto il 15 gennaio 2017, colpito da un proiettile mentre si trovava a casa di un parente. Aveva dedicato la sua vita alla difesa non-violenta delle foreste.

Berta Cecares, che aveva vinto il Goldman Prize nel 2015, è stata uccisa a marzo 2016 dopo anni di minacce di morte e intimidazioni per via delle sue campagne contro i finanziamenti per la costruzione, in Honduras, di dighe idroelettriche pericolose per l’ambiente.

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Ora la speranza è che le autorità messicane possano intervenire per punire i colpevoli della morte di Isidro Baldenegro López. La Goldman Environmental Foundation ha pubblicato un pensiero in sua memoria per ricordare la sua lunga resistenza non-violenta.

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In Guatemala è stata assassinata anche Laura Leonor Vásquez Pineda, morta per il suo impegno ‘scomodo’ nel difendere il territorio. La notte del 16 gennaio 2017 soggetti non identificati hanno fatto irruzione nella sua casa e l’hanno uccisa. Il cadavere mostrava ferite da arma da fuoco sulla testa.

Nel 2013 era stata arrestata e incarcerata per essersi opposta in una protesta pacifica al progetto della costruzione delle nuove miniere di San Rafael. Per la sua volontà di difendere l’ambiente ha trascorso 7 mesi in prigione.

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I nuovi omicidi fanno comprendere quanto in alcune zone del mondo sia pericoloso lottare per la difesa dell’ambiente, anche se in modo pacifico. Ora gli attivisti del Guatemala esprimono solidarietà alla famiglia della donna e sperano che il Governo possa indagare al meglio per individuare i colpevoli della sua morte.

I criminali non dovranno restare impuniti. La preoccupazione è che, come nel caso di Berta Cecares, altri attivisti per la difesa dell’ambiente vengano uccisi secondo uno schema che si ripete. Per questo i gruppi ambientalisti del Sudamerica si schierano al fianco delle vittime, sperano nell’individuazione degli assassini ma non rinunceranno a lottare per proteggere le proprie terre.

Marta Albè

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Strade allagate e fiumi di fango in Molise. Paura per la diga del Liscione

GreenMe -

In queste ore è presidiata la diga del Liscione, perché lo scarico è aumentato da 60 metri cubi al secondo a 90 metri cubi al secondo. Si cerca adesso di far defluire l’acqua con il rilascio controllato.

Lo sciogliersi della neve potrebbe far innalzare nuovamente il livello massimo dell'invaso.

E' in corso un vertice in Prefettura a Campobasso, al momento si registra 121 metri, durante la soglia critica dell' alluvione del 2003 che portò enormi danni in regione il livello arrivò a 125. Attualmente il livello cresce di 5cm/h.

Sul piano della viabilità, sono chiuse la Statale 87 a causa del fango e la Statale 16 adriatica per alcuni chilometri all’altezza del bivio di Campomarino dove l’acqua ha invaso la strada.

Le zone che hanno subito più danni sono quella del Sinarca e del Rio Vivo dove ci sono allagamenti e i terreni sono pieni d’acqua. Nell’entroterra c’è la neve alta, mentre sulla costa la pioggia continua a scendere incessante da 48 ore.

A Termoli, Campomarino, Portocannone si fa i conti con gli allagamenti e soprattutto le abitazioni al piano terra sono invase dall’acqua.

Le arterie urbane termolesi sono impraticabili.

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Vigili del fuoco e forze dell'ordine a lavoro insieme a tanti volontari per mettere al sicuro la popolazione.

A disposizione della comunità, ci sono i richiedenti asilo che a Campobasso stanno liberando le strade dalla neve e dal ghiaccio.

"Ora che sono attrezzati - si legge in una nota del Comune molisano - i ragazzi hanno confermato la disponibilità ad aiutare, gratuitamente, gli operatori Sea nelle operazioni di sgombero previste nei prossimi giorni. L'amministrazione ringrazia i richiedenti asilo che, come previsto nel protocollo d'intesa siglato in prefettura, hanno voluto mettersi a disposizione della comunità di Campobasso che li accoglie e li sostiene. Un gesto di solidarietà non scontato che la città non può che apprezzare".

Dominella Trunfio

Non guardate il film 'Qua la zampa': cane maltrattato sul set (VIDEO)

GreenMe -

Qua la zampa è il titolo del nuovo film di Lasse Hallstrom, in uscita nelle sale italiane dal 19 gennaio e negli Usa dal 27 gennaio. Il titolo originale del film in inglese è "A Dog's Purpose".

Il film parla del rapporto tra esseri umani e cani, un tema molto importante e delicato. Dunque come può essere che proprio su questo set gli animali non vengano trattati nel modo giusto?

L’indignazione della PETA scatta per via di un filmato girato sul set del film che mostra un cane a dir poco terrorizzato. Pare che gli operatori stessero forzando il cane ad entrare in una grande piscina con onde, che nel film doveva rappresentare un fiume impetuoso. 

Leggi anche: #ANIMALSWEREHARMED: LA VERITÀ SUI MALTRATTAMENTI DELLE "STAR" ANIMALI DI HOLLYWOOD

La PETA chiede dunque il boicottaggio del film e l’American Humane Association ha deciso di sospendere il proprio funzionario presente sul set, dato che avrebbe dovuto garantire la sicurezza degli animali ma evidentemente non lo ha fatto a dovere.

E’ prevista un’indagine per capire meglio come si sono svolti i fatti. Nel frattempo Lasse Hallstrom ha dichiarato di non aver assistito a quella scena e si è detto molto turbato nel vedere il video per la prima volta.

Fonte foto: PETA

"Fa sempre più discutere l'impiego di animali reali per intrattenimento, come in film, telefilm, pubblicità e spettacoli televisivi. Recente il caso del film "A Dog's Purpose", in italiano "Qua la zampa" dove un cane viene fortemente abusato per realizzare una scena e che quindi invito a boicottare. Ma andrebbero boicottati anche tutti gli utilizzi di animali veri, anche in situazioni dove vengono addestrati con gentilezza. Animali che possono essere tranquillamente sostituiti dalla tecnologia, come già accade da anni e questo non solo nell'industria dell'intrattenimento, ma in tutte quelle industrie che usano e addestrano animali per fini antropocentrici" – ha commentato Francesco De Giorgio, etologo specializzato in animal cognition e animal ethic.

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Se davvero gli animali possono partecipare al set di un film quasi come se fossero degli attori – pensiamo ai tanti film e telefilm famosi in tutto il mondo con gli animali come protagonisti – deve essere mantenuto il loro diritto al benessere e alla salute. Non è giusto che un animale venga maltrattato, terrorizzato o spaventato sul set di un film.

Purtroppo quello che rappresenta un divertimento per noi può facilmente diventare un abuso nei confronti degli animali.

“Ci sono attori cani, e cani attori. I primi scelgono di recitare nonostante tutto, i secondi devono recitare nonostante non vogliano.

Per comprendere quanto accaduto sul set di Qua la zampa guardate il video che la PETA ha pubblicato sulla propria pagina Facebook e sul proprio sito per chiedere il boicottaggio del film.

Secondo la PETA purtroppo i maltrattamenti degli animali sul set sono la norma, non un'eccezione.

Firma qui la petizione per contribuire a migliorare la situazione.

Marta Albè

Carrefour ritira Farina Manitoba per allergene non dichiarato

GreenMe -

Nello specifico il richiamo del prodotto riguarda le confezioni da un chilogrammo di farina Manitoba tipo 0 della Simec che riportano la data di scadenza minima del 07/2017 lotto 46/16 con codice EAN 8012666020430. Dove appunto non è specificata in etichetta la presenza di soia. 

Come spiegato, il ritiro è precauzionale, il prodotto potrebbe causare problemi ai consumatori allergici o intolleranti alla soia che non devono consumare il prodotto.
Non ci sono, invece, problemi per tutte le altre persone non allergiche alla soia, che possono consumare senza problemi la farina.

I consumatori interessati al problema possono riportarlo presso un qualsiasi punto vendita Carrefour, per ottenere il rimborso. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare SIMEC Spa – Mauro Vinci al numero 3471925098.   Dominella Trunfio

Terremoto, ecco perché l'Italia trema. Intervista al geologo Silvio Seno

GreenMe -

Silvio Seno, professore ordinario di Geologia strutturale presso l’Università degli Studi di Pavia, spiega a greenMe.it, cosa sta accadendo nei territori del centro Italia, che continuano a essere interessati dal terremoto.

Ancora centinaia di scosse mentre il maltempo non lascia tregua, numerose le frazioni isolate e quelle senza corrente elettrica e acqua. In ginocchio l’Abruzzo con l’esondazione del fiume Pescara e la tragedia che ha colpito i turisti dell’Hotel Rigopiano spostata da una slavina post sisma

Nel Centro Italia dallo scorso 24 agosto 2016 sono state oltre 47mila le scosse di terremoto.

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“La sequenza di scosse dell’Appennino centrale ci dice che la catena subisce ancora questo processo di trasformazione, e insiste su una delle aree a più alta pericolosità sismica d’Italia, con una storia sismica molto lunga, con magnitudo simili o superiori a quelle manifestate ora. Il processo è in corso, e atteso”, dice il geologo.

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La scia sismica si sta spostando verso Sud, che significa?

"Significa che con queste ultime scosse si sono attivate delle ‘sequenza di fase’ che erano state silenti per un periodo piuttosto lungo. Dal ‘700 non si erano manifestati nella zona di Montereale grandi episodi, ovvero di magnitudo simile a quella attuale.

Di conseguenza, le fratture che hanno interessato questa zona dell’Appennino sono iniziate nella parte settentrionale, e ora coinvolgono più quella sequenza di terremoti che aveva provocato il grande sisma dell’Aquila".

Era mai accaduto che si succedessero scosse così forti a così breve distanza temporale tra di loro?

"È una situazione piuttosto tipica della sismicità dell’Appennino, ovvero sequenze lunghe con ripetizioni di episodi importanti, e nuove rotture. Per esempio, proprio nella stessa regione, nel ‘700 ci furono sequenze di episodi con magnitudo superiore a 6, realizzate con diversi episodi a breve distanza temporale l’uno dall’altro, anche di poche settimane o pochi mesi".

Dobbiamo aspettarci scosse più forti?

"C’è in effetti ancora preoccupazione che questa sequenza possa andare avanti con altri episodi importanti. Ma ovviamente la prospettiva potrebbe non realizzarsi. Nella storia sismica di questa porzione dell’Appennino si possono verificare episodi con magnitudo superiore a 5 (anche la storia recente ce l’ha dimostrato). Vedremo nei prossimi giorni il decorso di questi episodi più meridionali. Ovviamente speriamo tutti che queste siano le scosse più forti e che progressivamente decrescano, ma non è escluso che possano verificarsi anche sismi con magnitudo superiore".

Roberta De Carolis

 

Casette di cartone per bambini fai da te: idee e tutorial

GreenMe -

Le casette di cartone fai-da-te per bambini sono facili da realizzare, occorrono semplicemente delle scatole di cartone robusto e un po’ di manualità. Sul web sono disponibili numerosi video e tutorial che vi aiuteranno a creare la vostra casetta di cartone per bambini.

Ecco una raccolta di video e tutorial che vi aiuteranno a realizzare una casetta di cartone fai-da-te per bambini seguendo le istruzioni e prendendo spunto dalle immagini di chi si è già dedicato a queste creazioni.

Leggi anche: RICICLO CREATIVO: TANTE IDEE E PROGETTI FACILI DA REALIZZARE

1) Casetta per bambini fai da te in cartone – Tutorial

Ecco come fare una casetta per bambini fai da te utilizzando due scatole di cartone identiche. La forma della casetta è data dalle scatole di partenza. Scegliete scatole di cartone grandi e robuste.

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2) Casetta per bambini in cartone Playhouse – Video

Grazie a questo video imparerete a realizzare una casetta di cartone per bambini che regalerà ai più piccoli infiniti momenti di gioco. Guardate il video-tutorial.

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3) Casetta di cartone per bambini – Tutorial semplice

Se avete appena comprato dei mobili o degli oggetti imballati in grandi scatoloni, recuperateli per realizzare la vostra casetta per bambini fai-da-te. Qui altre info e istruzioni.

4) Casetta di cartone per bambini creativa

Con tutta la vostra creatività potrete realizzare una bellissima casetta per bambini fai-da-te che si divertiranno molto a utilizzarla giocando con le bambole. Qui tutte le istruzioni.

Fonte foto: Pane, amore e creatività

5) Casetta di cartone con le scatole di scarpe

Con le scatole di scarpe grazie al riciclo creativo potrete dare vita a delle casette di cartone per le bambole con cui i bambini si divertiranno tantissimo a giocare. Qui tutte le istruzioni.

Fonte foto: Cose da mamme

6) Casetta di cartone per bambini con porte e finestre

Grazie al fai-da-te potrete realizzare una casetta per bambini in cartone con tanto di porte e finestre che si potranno aprire e chiudere per imitare una vera casa. Qui le istruzioni.

Fonte foto: Roma Bambina

7) Casetta di cartone fai-da-te per giocare

Con questa casetta di cartone fai-da-te aiuterete i bambini a divertirsi ancora di più nei loro giochi perché potranno utilizzarle con bambole e pupazzetti. Qui le istruzioni.

Fonte foto: Jole sul prato

8) Casetta di cartone fai-da-te in miniatura – Video

Grazie a questo video capirete come realizzare una casetta in miniatura fai-da-te con il cartone. Potrete creare un intero villaggio di casette per i vostri bambini.

9) Casa di cartone fai-da-te gigante

Prendete spunto da questo video per dare vita a una casa di cartone davvero grande con cui i bambini potranno giocare anno dopo anno man mano che diventeranno grandi.

10) Casetta di cartone fai-da-te per bambini e bambole

A seconda delle dimensioni delle scatole di cartone che avete a disposizione potrete creare una casa per bambini o una casa per le bambole. Guardate il video

Avete costruito una casetta di cartone per i vostri bambini? Inviateci le vostre foto.

Marta Albè

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Decotto di zenzero per combattere l'influenza

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Bere 1 o 2 tazze di decotto di zenzero al giorno aiuta ad alleviare i tipici sintomi da raffreddamento, il mal di gola, la nausea e la cattiva digestione. Questo perché lo zenzero ha proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche e digestive.

Lo zenzero fresco sarà il vostro alleato principale per preparare questa tisana benefica che dona al corpo una sensazione riscaldante. Il decotto di zenzero è molto semplice da preparare in casa con pochissimi ingredienti.

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Decotto di zenzero, benefici

Prima di imparare a preparare il decotto di zenzero scopriamo quali sono i benefici di questa bevanda da gustare calda per alleviare i sintomi del raffreddore e dell’influenza. Lo zenzero è una spezia davvero portentosa e un efficace rimedio naturale.

  • Favorisce la digestione
  • Sgonfia la pancia
  • Allevia il mal di gola
  • Calma la tosse
  • Placa il senso di nausea
  • Aiuta in caso di raffreddore e influenza
  • Ha un effetto riscaldante
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Favorisce la depurazione dell’organismo
  • Stimola l’appetito
  • E’ un antidolorifico e antinfiammatorio naturale
Decotto di zenzero, la ricetta

Preparare in casa il decotto di zenzero è davvero molto semplice. Infatti vi basterà avere a disposizione dello zenzero fresco, che ormai si trova normalmente al supermercato oltre che al mercato e nei negozi di prodotti biologici.

Potrete arricchire il vostro decotto di zenzero con del succo di limone o con delle fettine di limone. Ricordate sempre di scegliere limoni bio e non trattati, soprattutto se prevedete di mettere delle fettine di limone o la scorza di limone nel vostro decotto di zenzero.

  Decotto di zenzero, ingredienti
  • 2 o 3 fettine di zenzero fresco
  • 1 tazza d’acqua (250 ml)
  • 1 spicchio di limone o scorza di limone
  • Decotto di zenzero, preparazione

In un pentolino versate l’acqua e aggiungete due o tre fettine di zenzero e uno spicchio di limone. Potete anche spremere un po’ di succo di limone. Portate ad ebollizione e lasciate sobbollire per 10 minuti.

Leggi anche: TISANA ALLO ZENZERO: RICETTA, COME PREPARARLA, BENEFICI E CONTROINDICAZIONI

A questo punto togliete il pentolino dal fuoco, filtrate il decotto con un colino, versatelo in una tazza e dolcificatelo a piacere. La quantità di zenzero da usare dipende da quanto volete sia intenso il gusto della vostra tisana. Aggiungete succo di limone, miele o un altro dolcificante naturale a piacere per modificare il sapore della tisana in base ai vostri gusti.

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Se volete aggiungere il limone alla vostra tisana allo zenzero scegliete solo limoni non trattati, ancora meglio se bio. Tra i dolcificanti consigliati per la tisana allo zenzero troviamo il miele (benefico in caso di tosse e mal di gola) oppure lo sciroppo di riso e lo sciroppo d’acero, per chi è vegan e non utilizza il miele ma vuole evitare lo zucchero raffinato.

Decotto di zenzero, controindicazioni

Devono fare attenzione all’utilizzo dello zenzero come alimento e come rimedio naturale le persone che assumono farmaci per la circolazione, in particolare gli anticoagulanti. Per maggiori informazioni sulle interazioni tra zenzero e farmaci e eventualmente sulle quantità di zenzero e di decotto di zenzero da non superare consultate il vostro medico di fiducia.

Marta Albè

Cannabis: negli USA cala il consumo di marijuana dopo la legalizzazione

GreenMe -

Sono 63 milioni gli americani che vivono nei 28 Stati (più Washington, D.C.) in cui l'uso di marijuana è stato legalizzato e i numeri sul consumo tra i giovani tra i 15 e i 18 anni, insomma, sembrano nettamente diminuire.

LEGGI anche: MARIJUANA: NEGLI USA SEMPRE PIÙ STATI LEGALIZZANO LA CANNABIS A USO RICREATIVO

A registrare il calo tra i teenager è il 42esimo rapporto Monitoring the Future, uno studio in corso dei comportamenti, degli atteggiamenti e dei valori degli studenti della scuola secondaria americana, commissionato dal National Institute on Drug Abuse.
“Questa è una buona notizia”, ha detto la dottoressa Nora Volkow, direttore del National Institute on Drug Abuse. “Stiamo vedendo alcuni dei tassi più bassi di consumo di droga che abbiamo mai incontrato nelle nostre indagini e che riguarda anche la cocaina, le anfetamine, l’eroina e le sostanze inalanti”, ricordando poi i pareri funesti che hanno accompagnato tutta la nuova regolamentazione.

L’indagine americana ha coinvolto più di 45mila studenti di istituti pubblici e privati e i risultati evidenziano una buona riduzione del consumo giornaliero di marijuana, rimasto stabile nei due anni precedenti tra i giovani in età da college. Il calo più significativo è tra i 13 e i 14 anni, il cui consumo è diminuito dal 5,4% del 2016 al 6,5% dell'anno scorso. Così come tra loro l'uso giornaliero è passato dal 1,1% allo 0,7%.

Una tendenza confermata soprattutto nello stato del Colorado che, da quando ha permesso agli adulti anche l'uso ricreativo della marijuana, registra un calo simile del consumo tra i più giovani. Questo perché la droga è avvertita come più ''sicura'' da parte delle persone di tutte le età, giovani compresi, come spiega Volkow alla Cnn. Piuttosto potrebbe preoccupare, sottolinea l'esperta, l'incremento del consumo nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni.

La situazione in Italia

Qui in Italia, si è finalmente adottata a pieno titolo la cannabis terapeutica. Di essa sono arrivati in commercio i lotti di Cannabis FM-2 prodotta dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, ad esclusivo uso terapeutico e medico.

Quanto alla cannabis ad uso ricreativo? Beh, si sa che la legalizzazione della cannabis nella nostra classe politica è sempre stato un tema molto dibattuto, che ha diviso gli schieramenti del sì – orientati a una maggiore consapevolezza di cosa si fuma e al non finanziamento della criminalità organizzata – e del no. Del ddl sulla coltivazione e utilizzo della cannabis per uso personale probabilmente se ne riparlerà nei prossimi mesi del 2017.

Germana Carillo

La tragedia dei delfini in Florida: centinaia di esemplari arenati (FOTO e VIDEO)

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Secondo la NOAA si tratta d un caso raro e della maggiore moria di delfini che sia mai avvenuta in Florida. Lo scorso fine settimana la US Coast Guard ha sorvolato la zona e ha accertato la presenza dei delfini arenati.

I soccorritori hanno cercato di riportare in acqua i delfini ancora vivi ma non hanno avuto successo. I delfini non erano più in grado di nuotare e molti esemplari erano finiti intrappolati tra le mangrovie.

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Sono morti oltre 80 delfini e alcuni degli esemplari avvistati inizialmente in seguito sono risultati dispersi e per questo motivo le ricerche e le attività di soccorso stanno proseguendo. Si tratta di esemplari di delfini sia maschi che femmine di ogni età, dai cuccioli agli adulti.

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La situazione al momento è un vero e proprio mistero, le cause della moria sono ancora da identificare. Al momento gli scienziati non hanno idea di cosa possa essere accaduto ai delfini.

I delfini arenati in Florida sono della specie Pseudorca crassidens. Questi animali vivono in branchi di 10-20 delfini ma a volte si radunano anche più di 300 esemplari. Il loro habitat naturale è in acque tropicali e profonde.

 

La NOAA ipotizza che i delfini si siano trovati arenati per via della bassa marea ma non sappiamo come mai così tanti esemplari si trovassero vicini alla costa. Un’altra ipoetesi è che i delfini si siano persi tra le mangrovie e siano rimasti intrappolati.

   

Due casi simili si erano verificati in Florida nel 1986 e nel 1989 con 28 e 40 delfini coinvolti. Ora gli scienziati continueranno ad impegnarsi per comprendere le cause di quanto accaduto ai delfini. Sarà di nuovo ‘colpa’ dei cambiamenti climatici?

Marta Albè 

Fonte foto: NOAA

Hotel sommerso dalla neve: i soccoritori arrivano con gli sci, ancora 20 dispersi

GreenMe -

La prima vittima estratta dalle macerie è un uomo. Ad ora,sono solo due le persone messe in salvo, Giampiero Parete e Fabio Salzetta, che al momento dell'incidente erano all'esterno dell’hotel e hanno visto arrivare la slavina chiedendo immediatamente aiuto tramite un sms. Entrambi non sono in pericolo di vita.

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Il crollo è avvenuto ieri pomeriggio dopo l’impatto con una valanga causata dalla scossa di terremoto delle 14.33. 22 le persone dentro la struttura più otto dipendenti.

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<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="it" dir="ltr">(19gen-8:30) <a href="https://twitter.com/hashtag/HotelRigopiano?src=hash">#HotelRigopiano</a>, Drago54 sta calando ora squadre soccorso <a href="https://twitter.com/hashtag/vigilidelfuoco?src=hash">#vigilidelfuoco</a> con verricello su obiettivo <a href="https://t.co/LQAhSRaSES">pic.twitter.com/LQAhSRaSES</a></p>&mdash; Vigili del Fuoco (@emergenzavvf) <a href="https://twitter.com/emergenzavvf/status/821987966243500032">19 gennaio 2017</a></blockquote>
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<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="it" dir="ltr">(19gen-9:00) Drago54 sulla verticale <a href="https://twitter.com/hashtag/HotelRigopiano?src=hash">#HotelRigopiano</a>. Soccorso in atto <a href="https://t.co/udCEEQlcPt">pic.twitter.com/udCEEQlcPt</a></p>&mdash; Vigili del Fuoco (@emergenzavvf) <a href="https://twitter.com/emergenzavvf/status/821996719332323328">19 gennaio 2017</a></blockquote>
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Alle 4.40 dopo aver percorso diversi chilometri sugli sci sono arrivati i soccorritori. Secondo Antonio Crocetta, a capo del Soccorso alpino abruzzese "ci sarebbero tanti morti". Il personale dell'albergo e i clienti sarebbero da quasi 24 ore sotto la neve e le macerie.

Uno scenario apocalittico soprattutto perché, arrivati a fatica, i soccorritori non hanno sentito voci provenire dall’interno, la strada per raggiungere l’hotel rimane un muro di neve e di alberi abbattuti. Impossibile procedere per i mezzi, le ambulanze sono bloccate a 9 chilometri.

Dominella Trunfio

Foto: Ansa

La Terra muore di caldo: il 2016 è l'anno più caldo della storia

GreenMe -

I cambiamenti climatici e il riscaldamento globale – ormai nessuno può più negarlo – vanno associati alle attività umane. Emissioni di anidride carbonica fuori controllo e conseguente acidificazione degli oceani stanno mettendo a repentaglio le normali condizioni climatiche.

A volte come nel caso dell’Italia ci troviamo purtroppo in un mondo alla rovescia, con neve inaspettata al Sud e temperature invernali più elevate rispetto alle medie stagionali al Nord. Se l’umanità non si prenderà la responsabilità di ciò che sta accadendo al clima del Pianeta, la situazione non potrà che peggiorare.

Nel 2016 la temperatura media sulla superficie della Terra e degli oceani è risultata superiore addirittura di 0,94 gradi Celsius rispetto alla media del ventesimo secolo. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre, che rileva le temperature dal 1880.

Il 2016, insieme al 2014 e al 2015, forma la triade degli ultimi anni più caldi della storia. In particolare, in Italia il 2016 che si è classificato al quarto posto tra gli anni piu’ caldi di sempre con una temperatura che è risultata di 1,24 gradi Celsius superiore alla media del periodo di riferimento, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che rilevano le temperature dal 1800.

Si conferma anche in Italia la tendenza al surriscaldamento dopo che il 2015 si era posizionato come l’anno più bollente della storia ma nella classifica degli anni piu’ caldi ci sono nell’ordine il 2014, il 2003, il 2007, il 2012, 2001, poi il 1994, 2009, 2011 e il 2000.

Si moltiplicano, come precisa la Coldiretti, gli eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi, ma intense e il repentino passaggio dal sereno al maltempo. La stessa Coldiretti sottolinea le anomalie climatiche che in questi giorni stanno interessando il Nord e il Centro Sud, purtroppo mettendo in gravi difficoltà le popolazioni delle zone terremotate.

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Secondo il Wwf, mai come ora c’è bisogno di un'azione urgente sul cambiamento climatico, messaggio peraltro già raccolto nel 2015 dall’Accordo di Parigi scaturito nell’ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici, accordo già entrato in funzione un anno dopo, nel dicembre 2016. Ma nonostante  lo slancio globale per affrontare questa crisi sia crescente i dati ci dicono che ormai abbiamo raggiunto già un grado in più di temperatura della superficie terrestre rispetto all’epoca preindustriale, quando lo stesso Accordo di Parigi impegna tutti gli stati a fare il possibile per mantenere la temperatura sotto 1.5°C in più.

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Infine secondo il Wwf, gli scenari per i cambiamenti climatici in Italia sono realmente preoccupanti. Le migliori e più avanzate elaborazioni dell’autorevole Centro Euro-mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC) sono giunte con il suo modello COSMO-CLM  ad elaborare scenari con pixel di 8 Kmq, una risoluzione veramente alta per gli studi relativi agli scenari climatici, la più alta di quella impiegata in Europa.

Nel caso dello scenario di mitigazione ritenuto ormai altamente probabile tra quelli presentati dall’ultimo rapporto dell’IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change, si parla dello scenario RCP 4.5) si indica un incremento della temperatura media in Italia pari a  circa 3°C per la fine del secolo per l’intero territorio nazionale. Con l’Accordo di Parigi e oltre speriamo sia davvero giunto il momento di intervenire per migliorare la situazione.

Marta Albè 

Influenza 2017, il picco è superato. Ecco come evitare il contagio con la dieta anti-gelo

GreenMe -

Lo rende noto Coldiretti, secondo cui, sulla base dell’ultimo rapporto epidemiologico aggiornato InfluNet del 18 gennaio, sale a 2.964.000 il totale dei casi rilevati dall’inizio del periodo di sorveglianza.

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Secondo l’associazione dei consumatori è stato dunque superato il picco stagionale e i casi risultano in leggera discesa, anche se il livello di incidenza rimane elevato e pari a 8,47 casi per mille assistiti con la fascia di età maggiormente colpita che è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni.

In tutte le regioni, precisa la Coldiretti, è in corso il periodo epidemico anche se si osserva un’incidenza pari o superiore a 10 casi per mille assistiti in Piemonte, in Val d’Aosta, nella provincia autonoma di Trento, in Emilia-Romagna, nelle Marche, nel Lazio, in Campania, in Basilicata e in Sardegna.

Come evitare il rischio contagio?

Secondo un sondaggio on line sul sito di Coldiretti, il 60% degli italiani si difende dal rischio influenza seguendo una giusta alimentazione, il 20% evitando luoghi affollati e un altro 20% cercando di coprirsi di più.

Per rafforzare le difese immunitarie con il giusto apporto di vitamine sarebbe bene aumentare le calorie consumate (in relazione ad attività, sesso, età e necessità personali), iniziando la mattina con latte, miele o marmellata e cucinando poi soprattutto zuppe, verdure, legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche che contengono ferro e sono ricchi di fibre) e frutta. Oltre a frutta a verdura ricca di antiossidanti, nella dieta anti-gelo utile a sconfiggere l'influenza non devono mancare, secondo la Coldiretti, latte, uova e alimenti ricchi di elementi probiotici come yogurt e formaggi. Per alcuni esperti, utile sarebbe anche l'aglio, che contiene una sostanza, l'allicina, particolarmente attiva nella prevenzione.

Ricordatevi, inoltre, di mangiare tante verdure di stagione, soprattutto quelle ricche di vitamina A (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per la valenza antibatterica non indifferente) perché danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiuto per combattere le conseguenze dello stress del cambio di stagione sull'organismo.

LEGGI anche: FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE: LA SPESA DI GENNAIO

Quanto alla frutta, conclude la Coldiretti, via libera alla vitamina C con kiwi, clementine e arance rigorosamente italiane.

Qui, infine, potete trovare qualche rimedio naturale contro il raffreddore e qui qualche consiglio su come abbassare la febbre.

Germana Carillo

Domenica ecologica a Roma il 22 gennaio: tutti i dettagli

GreenMe -

Il provvedimento, reso operativo da un’ordinanza firmata lunedì 16 gennaio dalla sindaca Virginia Raggi, prevede il divieto totale di circolazione per i veicoli più inquinanti all'interno della Fascia Verde.

La misura è stata adottata con l’obiettivo di contenere e prevenire l’inquinamento atmosferico restituendo nel frattempo la città ai suoi abitanti e ai numerosi turisti. Tutti a piedi o in bici dunque.

Chi potrà circolare

Il divieto non sarà valido per tutte le auto e i mezzi ma alcuni potranno muoversi all'interno della fascia verder. Si tratta dei veicoli a trazione elettrica e ibridi; i veicoli alimentati a metano e a GPL; gli autoveicoli ad accensione comandata (benzina) Euro ‘6’; gli autoveicoli ad accensione spontanea (diesel) Euro ‘6’; i ciclomotori a 2 ruote con motore 4 tempi Euro ‘2’; i motocicli a 4 tempi Euro ‘3’.

Quando

Il divieto di circolazione sarà valido dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30.

Mezzi pubblici potenziati

Chi dovrà lasciare a casa l'auto, per spostarsi potrà usufruire di un maggior numero di corse visto che, assicura il Comune, durante le fasce orarie di interdizione sarà garantito il potenziamento del Trasporto Pubblico Locale. 

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Dopo quella del 22, le altre due domeniche ecologiche previste saranno il 26 febbraio e il 26 marzo 2017.

Francesca Mancuso

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