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Quei farmaci riesumati per interesse...

Il Cambiamento - feed -

Medicina - Riportiamo qui un intervento del dottor Giovanni Peronato, membro dei No Grazie Pago Io, gruppo di operatori sanitari che ha aderito a un manifesto che li impegna a non intrattenere rapporti di alcun genere nè ricevere nulla dalle case farmaceutiche. Mantengono così ampia obiettività. E qui si ritorna sulle vicende di quei farmaci antinfluenzali sui quali esiste un giro d'affari che non finisce di sorprendere...

La splendida sorpresa di Bon Jovi: incontra la fan malata di cancro e le regala la sua chitarra

GreenMe -

Qualche tempo fa Rosie aveva lanciato un appello sui social a Bon Jovi spiegando che la madre Carol da tempo malata di tumore non desiderava altro che incontrarlo. Chiamato in causa, l’artista non ha esitato a rispondere alla sua fan invitando madre e figlia nel suo ristorante.

Rosie ha organizzato la sorpresa all’insaputa di Carol: con una scusa l’ha portata nel locale di Bon Jovi e li è avvenuto il magico incontro.

{source}<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="en" dir="ltr">This is Carol Cesario, a huge fan of <a href="https://twitter.com/BonJovi">@BonJovi</a> since the 80s. Diagnosed with cancer, her only wish is to meet JBJ <a href="https://t.co/Px6PYIQDfw">pic.twitter.com/Px6PYIQDfw</a></p>&mdash; BonJovi96 (@unerulutug) <a href="https://twitter.com/unerulutug/status/736976479268012033">29 maggio 2016</a></blockquote>
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La rockstar ha regalato alla donna una chitarra, un libro e un bacio dimostrando ancora una volta il suo animo sensibile, lo stesso ristorante aperto con la moglie è un cosiddetto ristorante solidale dove i poveri non pagano.

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    Mentre Carol cenava tranquillamente con la figlia si è trovata accanto il suo idolo di sempre: Oh mio Dio!, è stata l’esclamazione della donna. Subito dopo, Rosie ha ringraziato la rockstar sulla propria pagina Facebook

"Oggi Jon Bon Jovi e le persone straordinarie del suo ristorante hanno realizzato il sogno di mia madre. Lei ha un cancro al quarto stadio e il suo sogno era quello di incontrare Jon. Lui ci ha inviato e le ha fatto una sorpresa. Ha trascorso un’ora insieme a noi facendoci ascoltare il suo nuovo album, regalandole una chitarra e un libro con il suo autografo (…) Non avete idea di cosa ha rappresentato per noi, è un giorno che non dimenticheremo mai".

 

Dominella Trunfio

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10 salse estive fresche, leggere e veloci da preparare

GreenMe -

Con gli ingredienti estivi del vostro orto e con altri cibi freschi e gustosi le salse per condire si preparano davvero in pochi minuti e sono subito pronte da servire. L’importante è scegliere sempre ingredienti di qualità.

Ecco le salse estive che potrete preparare fin da ora con pochissimi ingredienti e risparmiando grazie all’autoproduzione. Scegliete le vostre preferite.

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1) Salsa tzatziki

La salsa tzatziki è un condimento tipico della Grecia, a base di yogurt e di cetrioli, che di solito viene insaporito con aglio tritato e aneto. La potrete preparare in casa seguendo la ricetta originale oppure in diverse varianti, ad esempio senza aglio o sostituendo il prezzemolo all’aneto.

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2) Salsa guacamole

La salsa guacamole, una famosissima ricetta di origine messicana, vede alla propria base l’avocado. La ricette più semplice prevede di frullare polpa di avocado, succo di lime e un pizzico di sale per ottenere la salsa guacamole che potrete comunque preparare in numerose varianti.

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3) Salsa verde

Se volete preparare in casa la salsa verde potrete scegliere una delle varianti che preferite per questa saporitissima ricetta. Una salsa verde molto gustosa si prepara frullando una patata lessata e lasciata raffreddare con una bella manciata di prezzemolo fresco e di capperi dissalati.

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4) Hummus

Sulla tavola del’estate non può mancare il fantastico hummus. La preparazione tradizionale è l’hummus di ceci ma non dimenticate la varianti dell’hummus più colorate con l’aggiunta, ad esempio, delle carote, di un pezzetto di barbabietola, del prezzemolo, del basilico o dei piselli.

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5) Maionese

La maionese classica si prepara in casa facilmente con l’olio d’oliva o di girasole spremuto a freddo e con le uova fresche, mentre per la maionese vegan si sostituiscono le uova con il latte di soia o con il latte di mandorle (non dolcificato). Per entrambe basta rispettare le dosi degli ingredienti e usare

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6) Salsa raita

La raita è una salsa indiana che si prepara con 1 cetriolo, 1 vasetto di yogurt bianco, 1 mazzetto di coriandolo fresco e 1 pizzico di curcuma. Chi non ha a disposizione il coriandolo fresco può usare il prezzemolo, anche se il sapore sarà ovviamente diverso. La salsa raita è ottima per condire le verdure.

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7) Vinaigrette

La vinaigrette è la salsa più semplice da preparare. E’ una miscela di sale, olio e aceto. La si utilizza soprattutto per condire le insalate e per il pinzimonio di verdure crude ma va bene anche per insaporire le verdure cotte. Al composto base potrete aggiungere senape, pepe o altri aromi a seconda dei vostri gusti. Per preparare la vinaigrette basta emulsionare olio, aceto e un pizzico di sale, volendo con l’aggiunta di qualche goccia di succo di limone.

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8) Salsa di soia

La salsa di soia si trova in vendita molto facilmente anche in versione bio, ma chi vuole può sperimentare e provare a prepararla in casa a partire dai fagioli di soia. Va benissimo per condire le verdure e il riso ma anche in cottura, soprattutto se amata la cucina orientale.

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9) Pesto

La ricetta base del pesto fatto in casa vede olio extravergine d’oliva, basilico fresco e pinoli come ingredienti principali ma potrete preparare il vostro pesto in numerose varianti, ad esempio senza aglio o con l'aggiunta delle zucchine o delle noci.

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10) Salsa allo yogurt greco

Con lo yogurt greco potrete preparare una salsa semplicissima per condire le verdure e le insalate. Frullate un vasetto di yogurt greco con due cucchiai di olio extravergine d’oliva, sale e pepe e una manciata di foglie di basilico fresco o di prezzemolo.

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Quali sono le vostre salse estive fresche, leggere e veloci da preparare preferite?

Marta Albè

Come vincere la paura e allenare la mente ad affrontarla

GreenMe -

Considerare la paura sempre come un’emozione negativa è sbagliato. Le emozioni, di per sé, non sono né negative né positive. Ad esempio è proprio la paura che ci può mettere in guardia da un pericolo, ci può permettere di evitare un guaio o addirittura può salvarci la vita. Se chi sta scalando una montagna non provasse paura, non ricorrerebbe a tutte le accortezze necessarie per proteggersi e rischierebbe di cadere in un burrone.

Abbiamo visto, dunque, che la paura può avere una valenza positiva in molti casi. Altre volte invece la stessa paura può apparirci negativa perché è in grado di bloccarci di fronte ad un ostacolo e di frapporsi tra noi e i progetti che vorremmo realizzare.

In entrambe le situazioni esiste un denominatore comune: la paura va riconosciuta e accettata. Dobbiamo innanzitutto ammettere di avere paura, sapere quali sono le emozioni che stiamo provando e capire se questa paura ci sta proteggendo o ci sta frenando.

Eliminare la paura non solo è sbagliato, probabilmente è persino impossibile. Ma la paura può essere compresa, gestita o affrontata a seconda delle situazioni di vita che stiamo attraversando.

La paura è un’emozione legata all’istinto di sopravvivenza. La proviamo noi esseri umani e la provano anche gli animali. La reazione più immediata di fronte a qualcosa che si spaventa molto è la fuga. Pensiamo ad un animale che scappa dal proprio predatore per sopravvivere e per evitare di diventarne la preda.

Esistono però delle paure di diverso livello che non mettono in pericolo la nostra vita e che, anzi, possiamo e dobbiamo affrontare per riuscire a vivere meglio.

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Ad esempio, alcune persone hanno paura di parlare in pubblico, altre persone rinunciano a dei viaggi perché hanno paura di prendere l’aereo o la nave, altre ancora soffrono di paure o fobie che limitano la loro vita.

A seconda del tipo di paura che proviamo e dei problemi che ci ritroviamo ad affrontare nella nostra esistenza possiamo decidere di chiedere aiuto ad un esperto per riuscire ad arrivare alle radici delle nostre paure e per affrontarle.

Si potrebbe trattare di uno psicologo, di uno psicoterapeutica, di un esperto di counseling o di ipnosi. Lo Yoga e la meditazione praticati sotto la guida di un insegnante qualificato possono trasformare la vita di chi li pratica e aiutare le persone a interpretare le proprie paure in modo diverso e ad affrontarle per sentirsi meglio.

Una tecnica semplice per prepararci ad affrontare una situazione che ci spaventa è la visualizzazione. Le visualizzazioni vengono spesso inserite nell'ambito dello Yoga e della meditazione ma anche da chi utilizza un approccio terapeutico vicino alla psicologia.

Prima di affrontare un impegno importante o una situazione che ci spaventa cerchiamo di non pensare al peggio, dato che in parte la nostra mente con tutti i suoi limiti può contribuire a plasmare il nostro futuro proprio come non lo vorremmo se non siamo in grado di canalizzare al meglio i nostri pensieri.

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Il suggerimento è quello di visualizzare noi stessi mentre forti, coraggiosi e determinati riusciamo ad affrontare al meglio un colloquio di lavoro, un esame, un’interrogazione, un’operazione, una visita medica, una gara sportiva o qualsiasi altra situazione ci stia provocando paura.

Grazie alle visualizzazioni creative la mente si allena ad affrontare le paure. Pensate che simili esercizi di visualizzazione vengono suggeriti anche agli sportivi di alto livello quando sono in allenamento in vista di una gara importante.

Questo perché allenare la mente ad affrontare le situazioni della vita che ci spaventano è importante tanto quanto può esserlo allenare il corpo per una gara sportiva. Sappiamo bene che spesso a porci dei limiti siamo proprio noi stessi con le nostre elucubrazioni mentali. La visualizzazione creativa, le meditazione e altre tecniche di allenamento mentale possono essere una strategia vincente per conquistare maggior coraggio e sicurezza di sé.

Cosa ne pensate? Avete mai utilizzato delle tecniche particolari per vincere le vostre paure?

Marta Albè

Indigeni picchiati e sfrattati per fare posto alle piantagioni di olio di palma (FOTO)

GreenMe -

La notizia è stata riportata da Survival International, che racconta come gli addetti alla sicurezza della società che gestisce le piantagioni di olio di palma sorte sull'antico territorio degli Orang Rimba abbiano attaccato con violenza la tribù, bruciandone gli averi.

Gli Orang Rimba sono una tribù nomade di cacciatori e raccoglitori che vive da sempre nella foresta, sull’isola di Sumatra. Il governo indonesiano ha istituito un parco nazionale per proteggerli ma, nello stesso tempo, ha venduto gran parte delle loro terre ancestrali a società che producono e commercializzano olio di palma, legname e altri prodotti agricoli.

LEGGI anche: Gli indigeni brasiliani che lottano per salvare le terre ancestrali da una mega-diga

Per questo, molti Orang Rimba si sono ritrovati a vivere all’interno delle stesse piantagioni, sopravvivendo grazie alla raccolta di semi di palma da olio e alla caccia ai cinghiali. Ma proprio l’abitudine di raccogliere i semi caduti dagli alberi, che fa parte della loro tradizione, ha fatto sì che la tribù venisse accusata di furto da parte della società che opera nell’area.

 

“Questa è la nostra terra ancestrale. La nostra vita e la morte sono in questa terra.” – ha spiegato un membro della tribù – “Come è possibile che sia proibito? È vietato ai bambini di raccogliere i semi caduti dagli alberi di olio di palma: come può essere vietato? Hanno piantato alberi di palma da olio in tutto il nostro paese."

La società in questione, la PT Bahana Karya Semestra (BKS), che è di proprietà di Sinar Mas, ha recentemente ordinato alla  tribù di lasciare definitivamente le piantagioni e di trasferirsi altrove. Un'imposizione che, per quanto crudele, è stata accettata dagli indigeni. Che, nonostante questo, sono rimasti vittima di un'aggressione violenta: gli addetti alla sicurezza della BKS hanno infatti attaccato e picchiato alcuni memrbi della tribù, dando poi fuoco ai ai loro rifugi, ai loro veicoli e a centinaia di abiti e stoffe, distruggendo così le loro uniche ricchezze.

 

 

L'ennesimo atto di violenza, insomma, contro delle popolazioni indifese, la cui unica colpa è di voler continuare a vivere secondo le proprie tradizioni nelle terre che abitano da sempre.

Lisa Vagnozzi

Photo Credits

 

Lampioni stradali steampunk dal riciclo creativo dei cestelli delle lavatrici (FOTO)

GreenMe -

Per raccogliere il materiale necessario i volontari hanno impiegato circa sei mesi. Il tutto doveva essere pronto per la festa della città di Camara de Lobos, sull’isola di Madeira.

Molti cestelli delle lavatrici sono stati recuperati tra la spazzatura per le strade, altri sono stati donati da chi aveva in casa una vecchia lavatrice. L’obiettivo iniziale era di raccogliere 100 cestelli ma alla fine ne hanno trovati di più. Una volta raggiunto il numero stabilito, infatti, sono iniziate ad arrivare le donazioni.

L’idea è nata dall’associazione culturale Teatro Metaphora che riunisce gli artisti della città e che ha come obiettivo la promozione del benessere ecologico e l’utilizzo responsabile delle materie prime oltre che la diffusione dell’arte.

L’idea realizzata in Portogallo ci ricorda il progetto Rewashlamp, con le sue lampade create dal riciclo creativo dei cestelli delle vecchie lavatrici.

Leggi anche: REWASHLAMP: LE LAMPADE RICAVATE DAL RICICLO DELLA LAVATRICE

       

I volontari non hanno solo raccolto i cestelli delle vecchie lavatrici ma li hanno anche preparati per l’installazione e montati sui pali della luce. Le strade della città in questo modo si sono illuminate di tanti colori diversi e hanno dato vita a uno spettacolo inaspettato che è stato molto apprezzato sia dai turisti che dai cittadini. Noi che non possiamo raggiungere il Portogallo in questo momento, possiamo ammirare questi originali lampioni almeno in foto. 

Marta Albè

Fonte foto: Teatro Metaphora

 

Ecco perché 30 minuti nella natura fanno bene al corpo e alla mente

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Sempre più spesso la ricerca scientifica ci ricorda che vivere all’aria aperta e in ambienti naturali fa bene alla salute. Trascorrere del tempo in un parco è una delle possibilità che chi vive in città ha a disposizione più facilmente.

Fare una passeggiata al parco è una delle opzioni più semplici per ritrovare il benessere. Lo studio in questione è stato condotto dall’Università del Queensland. I ricercatori hanno evidenziato che andare al parco riduce il rischio di sviluppare problemi cardiaci, pressione alta, ansia e depressione.

I benefici per la salute dei cittadini e anche dal punto di vista del risparmio per la sanità pubblica sarebbero immensi dato che secondo gli esperti il rischio di andare incontro alle maggiori problematiche della vita moderna aumenta se non trascorriamo mai del tempo a contatto con la natura.

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Da molto tempo i ricercatori sanno che andare al parco fa bene alla salute ed ora stanno cercando di stabilire quanto tempo esattamente possa donare dei benefici. Già con 30 minuti alla settimana a loro parere si possono avere dei risultati positivi.

Leggi anche: VIVERE A CONTATTO CON LA NATURA FA BENE A CORPO, MENTE E SPIRITO: LA SCIENZA LO CONFERMA

Ora gli esperti suggeriscono a chi vive in cità di visitare i parchi regolarmente almeno per mezzora, anche ogni giorno. Del resto andare al parco non costa nulla, fa bene e può essere davvero vantaggioso per sentirsi meglio.

Marta Albè

Anacardi: benefici, calorie e controindicazioni

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Le proprietà degli anacardi sono molte, si tratta infatti di alimenti interessanti dal punto di vista nutrizionale, potremmo quindi inserirli un più spesso nella nostra dieta variando con la più tradizionale frutta secca. Si possono gustare così come sono come snack ma anche realizzare ad esempio il burro di anacardi, un’alternativa al più classico burro di arachidi da preparare facilmente in casa con pochi ingredienti. 

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BENEFICI DEGLI ANACARDI

Gli anacardi contengono diverse sostanze benefiche per il nostro organismo. In primis grassi buoni: in ogni frutto vi è un grande quantitativo di acido oleico, lo stesso che si ritrova nell’olio di oliva e che è tanto utile alla salute del cuore.

Questi frutti sono inoltre ricchi di magnesio, minerale fondamentale per il nostro organismo che interviene in moltissime reazioni biochimiche del nostro corpo tra cui quelle muscolari e nervose. Buona anche la presenza di vitamine del gruppo B, di aminoacidi essenziali e di minerali come potassio, fosforo, sodio, zinco, rame, ferro e selenio.

Tutta questa ricchezza di nutrienti unita anche alla presenza di un importante precursore della serotonina, il triptofano (100 grammi di anacardi ne contengono circa 400mg) fa sì tra l’altro che questi frutti possano agire in maniera del tutto naturale sull’umore.

Una recente ricerca li ha definiti dei veri e propri antidepressivi naturali e c’è addirittura chi ritiene che una giusta dose di anacardi possa andare degnamente a sostituire il Prozac o altri antidepressivi ad azione simile. 

Ma le proprietà degli anacardi non finiscono qui: sono ricchi di sostanze antiossidanti come la zeaxantina che ha mostrato la capacità di proteggere dal rischio di degenerazione oculare dovuta all’anzianità, inoltre hanno effetti benefici nei confronti del diabete tipo 2, andrebbero infatti ad aiutare le cellule nell’assorbimento corretto dello zucchero.

Rispetto ad altro genere di frutta secca, poi, gli anacardi hanno un contenuto di grassi inferiori e non contengono colesterolo. Sono quindi uno snack salutare e adatto anche a chi vuole perdere peso (a patto ovviamente di non esagerare nel consumo).

Si può scegliere ad esempio di mangiarli un paio di volte a settimana in una dose di 15-20 grammi.

ANACARDI CALORIE

Gli anacardi offrono circa 550 calorie ogni 100 grammi. Ecco perché, nonostante siano frutti estremamente benefici, vanno consumati con una certa moderazione.

ANACARDI VALORI NUTRIZIONALI

Tabelle Inran

CONTROINDICAZIONI DEGLI ANACARDI

L’unica reale controindicazione degli anacardi sta nella presenza in questi frutti secchi di nichel (5,1 microgrammi per grammo). Chi è allergico a questa sostanza, dunque, dovrebbe evitarne il consumo. Anche gli anacardi di per sé poi, come il resto della frutta secca, sono potenzialmente allergizzanti e potrebbero scatenare pericolosi shock anafilattici.

Francesca Biagioli

Lo Zoo di Buenos Aires chiude dopo 140 anni: 2500 animali vivranno nelle riserve naturali

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Lo zoo si trasformerà in un parco ecologico interattivo entro la fine di quest’anno. Circa 50 animali tra i più anziani o con difficoltà rimarranno al suo interno, ma non saranno più messi in mostra per i visitatori. Saranno seguiti da esperti che si occuperanno della loro riabilitazione e che li salveranno dal traffico illegale.

Questo zoo per molto tempo ha rappresentato l’attrazione turistica più popolare della città, ma ora la situazione sta cambiando e la struttura ha ricevuto forti pressioni soprattutto perché, ad esempio, ospitava orsi polari in una zona dal clima molto caldo.

L’ultimo orso polare che si trovava nello zoo morì alcuni anni fa a causa delle condizioni di vita inadeguate e delle temperature elevate. Numerosi attivisti si sono impegnati per portare lo zoo alla chiusura sostenendo che la cosa più importante è spezzare il modello della cattività e fare in modo che gli animali vivano sempre liberi.

Horacio Larreta, sindaco di Buenos Aires, ha spiegato che 2500 animali dello zoo verranno gradualmente trasferiti in riserve naturali che potranno fornire loro un ambiente adeguato per continuare a vivere. Nel frattempo lo zoo diventerà un eco-parco per proteggere gli animali e un progetto educativo; non sarà più un'attrazione turistica. La città di Buenos Aires farà ciò che gli abitanti hanno richiesto: proteggere gli animali, non tenerli prigionieri.

“Questa situazione di cattività è degradante per gli animali, non è il modo di prendersi cura di loro” ha dichiarato il sindaco parlando della chiusura dello zoo. Alcune specie di uccelli che ora si trovano nello zoo vivranno nella Riserva Ecologica di Buenos Aires.

 

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Tra i 50 animali che rimarranno nello zoo quando sarà trasformato in Parco Ecologico troviamo Sandra, un orango che due anni fa ha fatto parlare di sé a livello internazionale quando un tribunale lo ha ritenuto meritevole di diritti come ‘persona non umana’. Si tratta di un ibrido tra un orango del Borneo e un orango di Sumatra che non riesce a socializzare con gli altri animali. Dunque rimarrà nel parco ecologico in cui si trasformerà lo zoo, vivendo in una situazione protetta.

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Ora la speranza è che altri zoo del mondo che rappresentano delle mere attrazioni turistiche decidano di chiudere al pubblico e di diventare delle zone di reale tutela degli animali che non possono più tornare a vivere nel loro habitat naturale.

Marta Albè

Samir, numero 742. Il dramma dei bambini soli sbarcati a Reggio Calabria (FOTO)

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Sono quelle storie fugaci che riesci a leggere attraverso gli occhi dei bambini che fuggono da soli dal proprio paese in guerra, che lasciano la disperazione e la fame per inseguire un sogno fatto di normalità, di giocattoli, di campetti da calcio in cui correre spensierati. Tutte cose che probabilmente finora non hanno mai fatto.

A Reggio Calabria è stato un weekend di fuoco: due sbarchi in poco meno di tre giorni. Tra i tanti disperati eritrei, sudanesi, siriani, egiziani e iracheni arrivati all’alba al porto, ci sono anche tantissimi bambini che a 8 anni hanno già attraversato il deserto e il Mediterraneo lontani dai loro genitori e dai loro fratelli, lontano da chi tra le lacrime li ha imbarcati su quel gommone consapevole forse di non rivederli mai più.

Nei loro occhi, un dramma senza fine. Mentre sono in fila per l’identificazione hanno ancora la forza di ridere e di sostenersi a vicenda. Sono perfetti sconosciuti in piedi, con i vestiti sudici, con a piedi le infradito regalate dai volontari che aspettano sotto il sole il proprio turno. 

"Settecentoquarantadue per oggi, tu sei the last". L’ultimo è proprio Samir (nome di fantasia), un bambino in maglietta rossa e pantaloni di due taglie più piccole. E’ uno dei 78 migranti minorenni, tra cui tante ragazze, arrivati da soli con addosso solo gli indumenti. Solo il giorno prima, altri 40 bambini e ragazzi dagli 8 ai 17 anni erano stati accolti al Centro di prima accoglienza di un quartiere della periferia reggina.

  Solo qualche tempo fa, vi avevamo parlato della neonata arrivata a Lampedusa, per lei si era messa in moto una vera e propria gara di solidarietà. Ma la sua storia è uguale a quella di altri 6mila bambini che dall’inizio del 2016 hanno toccato da soli terra italiana. Numeri incredibili e puliti dai morti e i dispersi in mare, da quelli fuggiti e da quelli scomparsi.   LEGGI anche: NEONATA NIGERIANA ARRIVA A LAMPEDUSA SENZA LA MAMMA, MORTA SUL GOMMONE   A preoccupare adesso è proprio la collocazione di questi minori non accompagnati. Il sud Italia ha raggiunto la capienza massima in ogni Centro di prima accoglienza, c’è la necessità di pensare a nuove strutture, c’è soprattutto il bisogno che ogni Stato si assuma delle responsabilità, ma che ancor prima la si finisca di trovare misure palliative e si persegua una politica comunitaria di immigrazione.   Quale sarà il futuro di questi bambini traumatizzati, spesso vittime di violenza, privati dalla loro infanzia?     Foto: Marco Costantino per greenMe.it

La storia. Amir (nome di fantasia) tutto sommato è una bambina quasi fortunata, lei in Italia è arrivata con la sua mamma, il fratellino, i cuginetti e lo zio. Dopo un viaggio estenuante su un gommone, al porto di Reggio Calabria ha ancora la forza di ridere, di giocare e di correre.   Leggi anche: SOTTO IL VELO ANCORA UN SORRISO, LA FORZA E IL CORAGGIO DEI MIGRANTI SBARCATI A REGGIO (FOTO)   Amina (nome di fantasia) sta seduta a terra, sminuzza le patatine fritte in tanti pezzettini e le mangia pian piano con il coltello. Dopo un po’ ti viene incontro, vuole stare in braccio, ti accarezza i capelli e ti bacia sulla guancia. Ti parla in arabo, piange, non ti molla più.   I fratellini giocano con i palloni gonfiabili regalati da volontari e dalla Protezione civile. Si attende sotto il tendone l’identificazione, il proprio numero, e di sapere cosa è stato deciso per il loro futuro.   Leggi anche: I VOLTI DEI MIGRANTI AFRICANI SBARCATI IN ITALIA DI CUI NESSUNO PARLA (FOTO E VIDEO)   Amir è il numero 488. Sua mamma ieri notte ha partorito la sua sorellina in Calabria, per qualche settimana rimarranno in un piccolo comune del reggino, dopo comincerà l'ennesima avventura, speriamo questa volta senza il bisogno di salire in un gommone. 

Testi e Foto: Dominella Trunfio

 

Scabbia: sintomi e come riconoscerla (immagini)

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All’origine della scabbia vi è il Sarcoptes scabiei, un acaro, ovvero un microscopico insetto parassita che si posiziona sotto la cute (per sopravvivere ha bisogno di una temperatura di circa 37°) e depone le uova proliferando e aumentando la reazione del corpo alla sua presenza.

I sintomi tipici della scabbia, come bolle, vescicole e prurito, sono infatti una sorta di reazione allergica messa in atto dal sistema immunitario della persona colpita che si trova alle prese con un agente estraneo.

SINTOMI E COME RICONOSCERE LA SCABBIA

I sintomi tipici della scabbia sono rush cutaneo sotto forma di bolle rosse di diverse dimensioni e molto pruriginose. Una caratteristica fondamentale che rende la scabbia molto riconoscibile sono delle lesioni che si formano sulla pelle chiamate cunicoli scabbiosi, si parla di una sorta di microscopiche gallerie di circa 2-3 millimetri e di colore biancastro che servono ai parassiti femmine per deporre le uova.

Ingrandimento di un cunicolo scabbioso

Il rash cutaneo e le gallerie degli acari compaiono soprattutto in alcune zone: mani, polsi, gomiti, addome e genitali. Il sintomo sicuramente più fastidioso è senza dubbio il forte prurito che tende a peggiorare soprattutto la notte (può provocare disturbi del sonno) o con il calore, ad esempio dopo un bagno o una doccia, dato che i parassiti con le alte temperature si attivano e riproducono. Inoltre il continuo grattarsi può andare a creare sulla pelle delle vere e proprie escoriazioni.

 

In caso già prima si soffrisse di problematiche della pelle, contrarre la scabbia può sicuramente andare a peggiorare le sintomatologia preesistente.

Un occhio esperto riconosce molto facilmente un rush cutaneo dovuto alla scabbia perché forma delle bolle molto caratteristiche nonché si notano le gallerie degli acari. In casi dubbi, comunque, dei piccoli campioni di pelle possono essere fatti analizzare in laboratorio per trovare o meno la presenza del parassita.

La scabbia può ovviamente colpire anche bambini e neonati. Le manifestazioni più evidenti della sua presenza si evidenziano soprattutto su mani, polsi, ascelle, la vita e i genitali.

COME AVVIENE IL CONTAGIO

Come già detto gli acari responsabili della scabbia si posizionano sotto la cute ma possono anche trovare terreno fertile per la propria riproduzione stazionando su lenzuola, materassi o vestiti. E’ evidente quindi che il contagio avviene per contatto diretto con una persona già affetta da scabbia o con qualche oggetto o indumento dove si trovano i parassiti.

I primi sintomi compaiono dopo un periodo di incubazione che è variabile da pochi giorni a diverse settimane. Si è contagiosi fino a quando non si è iniziato il trattamento da almeno 24 ore.

COME TRATTARE LA SCABBIA

Una volta riconosciuta la scabbia si tratta in maniera molto semplice utilizzando due pomate (a base benzoato di benzile, crotamitone o permetrina) utili a debellare gli acari e le loro uova in pochissimo tempo. Molto importante anche lavare tutti i vestiti, le lenzuola e gli altri oggetti con cui si è entrati in contatto a 90° così da fare in modo di eliminare eventuali parassiti depositati.

Esiste anche un rimedio naturale per trattare la scabbia, si tratta del balsamo del perù che è naturalmente ricco in benzoato di benzile.

Francesca Biagioli

Auchan ritira asciugacapelli Qilive per difetto di qualità

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Il prodotto è l’Asciugacapelli ZD598DI / codice AIE:820383, commercializzato con il marchio Qilive. L’azienda specifica che è interessato al ritiro solo il lotto 663063.


Ecco dove visualizzare il numero del lotto:

Auchan specifica che tutti i clienti che abbiano acquistato questo asciugacapelli devono non usarlo più e riportarlo alla reception del negozio, dove il prodotto sarà rimborsato o sostituito con uno funzionante.

Dominella Trunfio

Le stelle cadenti sul triangolo estivo: doppio spettacolo in cielo

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Le Bootidi sono molto particolari. Fino a circa 20 anni fa non erano molto attive ma spiega l'Uai che dal 1998 hanno mostrato evidenti segni di ripresa con oltre 100 meteore visibili ogni ora.

Questo sciame sembra avere origine dalla cometa Pons-Winnecke. Il radiante, ossia il punto da cui queste stelle cadenti sembrano partire, è la costellazione del Boote, osservabile per tutta la notte.

Il momento migliore per ammirarle sarà tra il 27 e il 28 giugno ma anche le sere immediatamente precedenti e successive saranno favorevoli all'osservazione data l'assenza della Luna.

La mappa che segue mostra il cielo orientale del 28 giugno attorno alle 23.

Possiamo notare come le Bootidi di giugno sovrastino una nostra vecchia conoscenza: il triangolo estivo.

Per approfondire: TRIANGOLO ESTIVO: COME OSSERVARE LE STELLE VEGA, ALTAIR, DENEB

Si tratta di una particolare formazione visibile da giugno e composta da tre astri: Altair, Deneb e Vega. Le tre stelle, tra le più luminose del cielo estivo, fanno parte rispettivamente della costellazione dell'Aquila, del Cigno e della Lira.

 

Esse percorrono un tratto di cielo molto particolare, perché nella costellazione del Cigno passa anche la Via Lattea. La loro posizione è quasi perfettamente perpendicolare al suolo. Potranno esserci di grande aiuto per individuare la costellazione del Boote.

Redazione greenMe.it

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Il Banksy afghano che ricuce le ferite della guerra con la street art (FOTO)

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Kabir Mokamel ha 46 anni ed è originario di Kabul, dopo aver vissuto per anni in Australia ha deciso di portare il colore nella sua città natale attraverso la street art.

Per farlo si è ispirato all’artista Banksy e sulla falsariga dei suoi murales, Mokamel dipinge su chilometri di muri abbandonati, macerie di edifici distrutti dai talebani.

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Un cuore trasportato con la carriola, un cerotto che cura la grave ferita dell’Afghanistan e ancora grandi occhi segnali dal kajal, sono solo alcune delle opere realizzate dall’artista e da un gruppo di sostenitori.

Il sogno è quello di trasformare piano piano Kabul, una città che stenta a rialzarsi, una città sotto assedio. A Banksy quindi, l’artista afgano è legato non solo per la somiglianza delle opere di street art ma anche per il messaggio rivoluzionario che vuole lanciare. E’ per questo che le donne sono raffigurate senza burqua ed è per questo che se i muri non si possono abbattere almeno si possono trasformare.

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I blocchi di cemento grigio stanno pian piano diventando un museo a cielo aperto, attraverso cuori, occhi, bambini si lanciano messaggi e ideologie rivoluzionarie.

Il primo graffito è stato realizzato nel 2015, lo sguardo di due occhi sui toni dell’arancione con lo slogan “Vi vedo”, allusione alla corruzione presente a Kabul.

Ieri fucili e armi, oggi bombolette, vernici e pennello. Anche l’arte fa la sua parte e la rivoluzione a volte comincia anche da un po’ di colore in una grigia strada distrutta dalle bombe.

Dominella Trunfio

Foto: Kabir Mokamel

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