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Allerta alimentare: ritirata 'Coppa di testa' per listeria. Due le vittime

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Nuova allerta alimentare. La “Coppa di Testa” del Salumificio Monsano (AN) è risultata contaminata dal batterio della Listeria. Secondo la Regione Marche, sono state 13 le persone colpite dalla listeriosi e addirittura due le vittime.

Sospetto confermato anche dal Ministero della salute, secondo cui i casi di Listeriosi umana avvenuti nelle Regioni Marche e Umbria sono causati dallo stesso ceppo di Listeria monocytogenes riscontrato sul campione di alimento sospetto della ditta salumificio Monsano.

Il prodotto in questione è la coppa di testa prodotta dal salumificio. Quest'ultimo ha indicato i lotti che possono presentare una contaminazione microbiologica da Listeria monocytogenes. Si tratta di:

Lotto n.60111 scadenza 11/02/2016

Lotto n.60112 scadenza 12/02/2016

Lotto n.60118 scadenza 18/02/2016

Lotto n.60126 scadenza 26/02/2016

L'azienda ha ritirato il prodotto dalla vendita e ha invitato chi lo avesse acquistato a non consumarlo e a riportarlo presso il punto vendita per il cambio o il rimborso.

“Le indagini hanno permesso di evidenziare che l’aumento dei casi è stato causato da uno specifico ceppo di Listeria isolato, sino a oggi, in 13 pazienti, che hanno un’età media di 72 anni, 12 dei quali erano affetti da patologie o condizioni debilitanti o erano in terapia con farmaci che riducono la risposta immunitaria. Tra questi pazienti già debilitati si sono registrati, nei mesi scorsi, due decessi. Le indagini epidemiologiche e microbiologiche sin qui effettuate hanno indicato, per uno dei 13 casi umani, come verosimile fonte dell’infezione, un alimento a base di carne, denominato “coppa di testa”, la cui produzione e distribuzione è stata subito bloccata in via precauzionale” fa sapere la Regione.

Francesca Mancuso

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Lione: una delle meraviglie francesi

BuoneNotizie.it -

La Francia è una meta strepitosa per chiunque abbia intenzione di trascorrere una vacanza all’insegna delle bellezze artistiche, architettoniche e culturali, senza per questo rinunciare a elementi moderni e alla voglia di fare baldoria durante la movida notturna. Da questo punto di vista va specificato che Parigi, pur essendo una delle metropoli più famose e romantiche d’Europa, non è certo l’unica meraviglia che la Francia può offrire ai viaggiatori di tutto il mondo: Lione, in particolare, potrà rivelarsi una sorpresa inaspettata per molti di voi. E convincervi che le città meno sponsorizzate sono spesso le più belle e fascinose. Vediamo insieme perché visitare Lione e quali aspetti della città scoprire.

Lione, la capitale dei contrasti

Non è un caso che il capoluogo del Rodano-Alpi venga considerato come la capitale dei contrasti: al suo interno, infatti, è possibile ritrovare una tradizione frutto di numerosi intrecci di culture diverse, che hanno creato un vero e proprio capolavoro che diviene ogni anno oggetto di foto e documentari. Perché Lione è innanzitutto questo: una diva che non ama farsi tanta pubblicità, ma che non sa resistere alle attenzioni dei paparazzi. Il consiglio è dunque di non lasciarsi scappare l’occasione di visitare questa splendida cittadina, alloggiando in un Hotel a Lione centro; il sito Accorhotels.com ve ne consiglia alcuni molto centrali, in modo da avere la possibilità di muovervi agilmente fra i suoi affascinanti e caratteristici quartieri.

I quartieri di Lione: dalla storia alla seta

Lione è famosa soprattutto per la grande varietà stilistica e culturale dei tanti quartieri che animano la vita del capoluogo francese. Come ad esempio il quartiere di Saint-Jean, appartenente alla zona rinascimentale e caratterizzato ad un’architettura gotica e da edifici magnifici quali la Cattedrale di Saint-Jean, la Basilica di Fourviere, la Fontana di Cristo e la Scuola del Canto Corale. Dal Saint-Jean, poi, è davvero semplice raggiungere la zona più antica di Lione, resa affascinante dalla presenza dei cosiddetti ‘traboules': passaggi pedonali sotterranei sovrastati da tetti antichi e dal sapore fortemente gotico-rinascimentale. Da non perdere, in questa zona, la Thomassin, antichissima struttura nota in tutto il mondo per i mostri di pietra presenti sulla sua facciata. A Fourviere, poi, il consiglio è di non perdervi la salita di 798 scale del Carmen Dechausses.

Altrettanto entusiasmante il Quartiere della Seta dove, ai tempi di Francesco I, si fabbricavano stoffe preziose note in tutto il globo. Le tradizioni artigianali del Quartiere della Seta vengono gelosamente conservate dai suoi abitanti e dai tanti laboratori e musei del calibro della Maison des Canuts e della Soierie Vivante. Ma questo quartiere è famoso anche per le sue meravigliose piazze, come la piazza Colbert e la Tolozan, ricche di costruzioni dall’alto valore storico e culturale.

Dagli affreschi di Trompe-L’Oeil all’Età del Bronzo

Se è vostro desiderio perdervi in un viaggio che vi possa offrire luoghi ed esperienze memorabili, non potete mancare l’appuntamento con gli affreschi di Trompe-L’Oeil, con oltre 430 dipinti esposti in mezzo alle strade. Inoltre, nei pressi della stazione di Jean Jaures, potrete anche trovare il meraviglioso affresco Lumiere, dedicato ai fratelli francesi che inventarono il cinematografo. Ma l’arte di Lione non si esaurisce certo nei muri delle sue strade: all’interno del Museo dell’Arte di Lione, infatti, troverete le famosissime sculture di Rodin, fra cui la nota Età del Bronzo.

La gastronomia a Lione

Lione è una città meravigliosa anche da un punto di vista gastronomico, in grado di soddisfare anche i palati più fini ed esigenti. La città è infatti considerata dai cuochi più rinomati la capitale dell’enogastronomia francese: e non è poco, considerando che la Francia è assolutamente al top per quanto riguarda cibo e vini. Dai classici bouchon allo street food, passando per i ristoranti traboccanti di stelle Michelin, Lione farà sognare le vostre papille gustative.

 

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‘Violence must stop now,’ says UN expert as fresh fighting displaces thousands in North Darfur

ONU - aiuti umanitari - feed -

Warning that, in the last two weeks, a new escalation of violence has forced tens of thousands of civilians to flee their homes in the Jebel Marra area of Darfur, a United Nations human rights expert today called for an immediate end to hostilities that have triggered new protection and humanitarian concerns in the long-restive region of Sudan.

Oli essenziali: perché sono così efficaci?

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Avete mai utilizzato gli oli essenziali per l’aromaterapia o come rimedio naturale? Vi siete mai chiesti perché gli oli essenziali sono così efficaci? Gli oli essenziali sono rimedi naturali estratti dalle foglie, dai fiori e dalle cortecce delle piante.

Sono molto apprezzati in profumeria per il loro aroma intenso, ma gli impieghi più interessanti dal punto di vista della salute riguardano l’aromaterapia e le cure basate sui rimedi naturali. Gli oli essenziali vengono ricavati dalle piante per estrazione.

Per ottenere gli oli essenziali si utilizzano tecniche di distillazione o di spremitura. La densità degli oli essenziali è di solito minore di quella dell’acqua, sulla quale galleggiano. Vengono aggiunti in gocce all’acqua nei bruciaessenze per l’aromaterapia. Altrimenti gli oli essenziali da applicare sulla pelle vengono miscelati ad un olio vegetale di base (ad esempio olio di mandorle dolci o olio di sesamo), oppure a un unguento o a una crema.

Gli oli essenziali da assumere per uso interno (solo sotto la guida di un esperto) vengono somministrati, ad esempio, in poche gocce aggiunte al miele o alle zollette di zucchero. Alcuni oli essenziali sono adatti per aromatizzare cibi e bevande con un impiego in piccolissime quantità.

Gli oli essenziali risultano efficaci come rimedio naturale soprattutto perché sono davvero molto concentrati. E’ questo il motivo per cui il loro utilizzo avviene in gocce e con parsimonia. Infatti bastano piccole quantità di oli essenziali per ottenere l’effetto desiderato.

Si ritiene che gli oli essenziali siano almeno 50 volte più potenti dal punto di vista terapeutico rispetto alle piante o alle erbe da cui provengono. Possiamo considerare gli oli essenziali come una sorta di linfa vitale utile per difendere le piante stesse. Una sorta di sistema immunitario delle piante insomma.

Se ci riflettiamo, infatti, gli oli essenziali di solito presentano spiccate proprietà antibatteriche e vengono utilizzati soprattutto per contrastare i germi e per prevenire le infezioni. Con il loro aroma, gli oli essenziali agiscono sul nostro sistema limbico. che è collegato alle zone del cervello che controllano la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e la respirazione, i livelli di stress e la memoria. Con gli oli essenziali si ottengono effetti sia psicologici che fisiologici e benefici sia per il corpo che per la mente.

Pensiamo, ad esempio, alle proprietà rilassanti dell’olio essenziale di lavanda. Se lo utilizziamo nel bruciaessenze o ne cospargiamo qualche goccia su un fazzoletto per sentirne il profumo, ci rendiamo conto che a poco a poco la nostra mente e il nostro corpo si rilassano. Ecco perché l’olio essenziale di lavanda in aromaterapia viene consigliato soprattutto a chi ha la necessità di rilassarsi e a chi fatica a prendere sonno. Per fare un secondo esempio, studi scientifici recenti hanno evidenziato che l'olio essenziale di rosmarino può migliorare la memoria proprio per via del suo profumo.

Gli oli essenziali aiutano il nostro organismo nella guarigione perché rafforzano il sistema immunitario e perché, grazie alle loro proprietà, sono in grado di agire contro quei batteri che possono causare problemi e malattie.

In particolare, gli oli essenziali vengono utilizzati per aiutare il nostro corpo a ritrovare il proprio equilibrio naturale. Nonostante si tratti di rimedi naturali, gli oli essenziali vanno utilizzati con cautela, sempre sotto la guida di un erborista, di un farmacista o comunque di una persona esperta.

Infatti normalmente l’utilizzo di oli essenziali è sconsigliato nei bambini al di sotto dei 3 anni e ci possono essere delle controindicazioni per le donne in gravidanza o in allattamento e in caso di allergie. Attenzione: l’uso incauto di oli essenziali applicati puri sulla pelle può provocare lesioni. Ecco perché è sempre bene seguire i consigli di un esperto per quanto riguarda gli oli essenziali. La loro potenza non va mai sottovalutata.

Per quanto riguarda le controindicazioni degli oli essenziali, in ogni caso tutto dipende dalle dosi e dal modo in cui gli oli essenziali vengono impiegati, oltre che dalle proprie condizioni di salute e dalle problematiche da trattare. Anche per questo motivo, quando si tratta di scegliere gli oli essenziali come rimedi curativi, è bene rivolgersi ad un esperto di fiducia per essere seguiti passo dopo passo.

Marta Albè

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Violenta eruzione vulcanica in Giappone vicino alla centrale nucleare di Sendai (VIDEO)

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Alle 11 di questa mattina una violenta eruzione vulcanica ha colpito il Giappone, a circa 50 km pressi della centrale nucleare di Sendai. Il vulcano Sakurajima si trova sull'isola di Kyushu.

Al momento, l'Agenzia meteorologica del Giappone ha portato a 3 il livello di allerta e ha vietato l'accesso alla zona ampliando la “no-go zone” esistente intorno al cratere fino al raggio di 2 km.

Al momento non vi sarebbero feriti ma ad allarmare le autorità è la relativa vicinanza dell'eruzione alla centrale di Sendai, riaperta lo scorso anno dopo il blocco imposto all'indomani del disastro di Fukushima.

Secondo il vulcanologo della Kyoto University Kazuhiro Ishihara, l'eruzione di Sakurajima è nella media rispetto alle precedenti. L'ultima si era verificata a settembre. Per l'esperto, ci si aspetta che le rocce che fuoriescono dal cratere possano cadere nel raggio di 2 km. Fumo e cenere hanno già raggiunto i 2 km di altezza.

“Non credo che l'esplosione avrà un impatto grave” rassicura Ishihara. “Ma naturalmente dobbiamo continuare a monitorare l'attività vulcanica”.

L'arcipelago giapponese si trova in cima all'anello di fuoco del Pacifico, un arco che conta oltre 100 vulcani. Nel 2014, l'eruzione del Monte Ontake nel Giappone centrale uccise 57 persone.

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Per fortuna, al momento non si registrano grossi danni e si spera che l'eruzione si tenga a distanza dalla centrale di Sendai.

Francesca Mancuso

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WikiLeaks founder Julian Assange arbitrarily detained by Sweden and the UK, UN expert panel finds

ONU - aiuti umanitari - feed -

The founder of the WikiLeaks website, which published confidential diplomatic information, has been arbitrarily detained by Sweden and the United Kingdom since his arrest in London in December 2010, as a result of the legal action against him by both Governments, the United Nations Working Group on Arbitrary Detention said today.

Tapioca: usi, proprietà, valori nutrizionali e indice glicemico

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La tapioca è la farina ricavata dai tuberi della manioca. Talvolta viene chiamata farina di tapioca, farina di manioca o amido di tapioca. La manioca (Manihot esculenta), oltre che come tapioca, è conosciuta anche con i nomi di cassava e yuca.

La farina di tapioca è una farina molto delicata per l’intestino e non contiene glutine. Il suo utilizzo più comune riguarda la preparazione di pappe per bambini durante lo svezzamento. Scopriamo le proprietà e i valori nutriizonali della tapioca.

Valori nutriizonali della tapioca

La farina di tapioca apporta al nostro organismo quasi solamente carboidrati e una piccola percentuale di proteine. Il 99% dell’energia fornita dalla tapioca al nostro organismo deriva proprio dai carboidrati. 100 gr di farina di tapioca apportano 360 calorie.

Inoltre forniscono al nostro organismo 20 mg di potassio, 1 mg di ferro, 12 mg di calcio, 12 mg di fosforo e 0,1 mg di riboflavina. La farina di tapioca è poverissima di lipidi che rappresentano soltanto lo 0,2% del prodotto (100 gr), mentre le proteine costituiscono lo 0,6%.

Consulta qui le tabelle complete dell’Inran sulla tapioca.

Proprietà della tapioca

La tapioca che noi conosciamo sotto forma di farina (o più correttamente di amido) viene ricavata con un processo piuttosto laborioso che richiede di separare la parte commestibile della manioca adatta ad ottenere la tapioca dalle parti non commestibili di questo tubero. La tapioca viene prima essiccata e poi ridotta in polvere per ottenere una farina molto fine, leggera e digeribile.

Le preparazioni a base di tapioca, come le creme a base vegetale e le pappe per bambini, sono adatte a chi ha lo stomaco e l’intestino delicato. Infatti le pappe o le vellutate a base di farina di tapioca vengono offerte soprattutto ai bambini piccole e a chi si trova in una fase di convalescenza.

La tapioca permette di ottenere pappe e vellutate energetiche considerate adatte per la crescita dei bambini e in grado di rinvigorire il fisico di chi si sta riprendendo da una malattia. E’ inoltre indicata per chi soffre di disturbi intestinali e di mal di stomaco.

Usi della tapioca

Conosciamo la tapioca soprattutto come farina per la preparazione delle prime pappe per bambini. In questo caso piccole quantità di farina di tapioca vengono disciolte in acqua calda o in brodo di verdure per ottenere una pappa cremosa.

Le pappe preparate con la farina di tapioca sono un’alternativa alle classiche creme di riso preparate per lo svezzamento. In vendita si trova solitamente la farina di tapioca proprio come prodotto destinato ai più piccoli.

E’ comunque possibile utilizzare la farina di tapioca come ingrediente sostitutivo, quando la avete a disposizione, nelle ricette che includono tra gli ingredienti la fecola di patate, l’amido di mais (maizena) o la farina di riso.

In cucina e nelle preparazioni alimentari la farina di tapioca viene utilizzata soprattutto come legante o come addensante. Di solito nelle torte senza uova si utilizzano l’amido di mais o la farina di riso per sostituire questo ingrediente, ma anche la farina di tapioca può essere adatta da inserire nell’impasto al posto delle uova (1 cucchiaio di tapioca per ogni uovo, anche nel caso di tapioca miscelata con altri tipi di amidi).

Utilizzate piccole quantità di farina di tapioca (il consiglio à di aggiungerne solo 1 cucchiaino alla volta) quando avete bisogno di addensare un passato di verdure, una vellutata, una zuppa o una crema per farcire le torte. Mescolate bene con una frusta per evitare la formazione di grumi. Le popolazioni dei Paesi tropicali, dove la tapioca è uno degli alimenti di base, la utilizzano per preparare il pane.

Ultimamente la tapioca si trova in vendita in combinazione con amido di mais e riso per preparare le pappe per bambini.

Indice glicemico e controindicazioni della tapioca

Il consumo della farina di tapioca non ha particolari controindicazioni. I diabetici dovrebbero tenere conto che l’indice glicemico della tapioca è di 85 ma anche del fatto che, nonostante l’IG elevato, questo alimento ha un contenuto di glucide puro molto basso (5%). Qui maggiori informazioni.

Da questo punto di vista chi soffre di diabete dovrebbe chiedere maggiori informazioni al proprio medico. Chi segue una dieta a restrizione calorica, dovrebbe invece tenere conto che la tapioca ha un apporto energetico elevato e dunque valutare se inserire questo prodotto nella propria alimentazione.

Marta Albè

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Mai più cibo invenduto nella spazzatura: in Francia al via la legge contro gli sprechi

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Stretta contro gli sprechi alimentari in Francia. Dopo un anno, il paese ha finalmente approvato la legge che vieta alle grandi catene alimentare di gettare via il cibo invenduto obbligandole a donarlo alle associazioni benefiche.

Dopo un lungo e travagliato passaggio in Assemblea, mercoledì scorso il Senato ha approvato all'unanimità il disegno di legge contro quello che i francesi chiamano “gaspillage alimentaire”. La novità riguarda i supermercati con superficie di almeno 400 mq.

Questi ultimi non potranno più gettare il cibo invenduto ma la legge prevede diverse misure da mettere in atto per recuperare e valorizzare il cibo ed evitare gli sprechi: si va dalla donazione alle associazioni all'utilizzo a fini energetici, fino alla trasformazione in alimenti per animali o in compost.

I supermercati avranno l'obbligo di stipulare delle convezioni con gli enti di beneficenza e pagheranno multe salate (75mila euro o due anni di reclusione) nel caso in cui non lo faranno.

Inoltre verranno sanzionati anche qualora distruggessero volontariamente alimenti ancora consumabili da parte del commercio al dettaglio. Infine, La legge prevede iniziative di sensibilizzazione partendo dalle scuole. Queste disposizioni erano state integrate a maggio scorso alla legge sulla transizione energetica, ma il Consiglio costituzionale le aveva escluse per motivi procedurali.

La Francia è il primo paese a prevedere una legge per gestire in questo modo gli sprechi alimentari. Il consigliere comunale di Courbevoie (Hauts-de-Seine), Arash Derambarsh che aveva lanciato una petizione contro gli sprechi alimentariha sottolineato che anche l'Europa dovrebbe seguire l'esempio francese e ha invitato Hollande a spingere il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, a fare lo stesso in seno all'UE.

E in Italia? Nel nostro paese erano previste delle novità per l'inizio del 2016. A Expo infatti si era parlato di introdurre una legge SprecoZero, che è ancora ferma in parlamento. Anche le la legge di Stabilità di fatto ha semplificato la donazione degli alimenti alle onlus, manca ancora una parte importante ed è quella che prevede incentivi fiscali alle imprese che donano.

In occasione della Giornata nazionale contro gli sprechi alimentari è partita la fase pilota del progetto Family Bag, grazie al quale presso il circuito di ristoratori aderenti, si potrà richiedere un box per portarsi a casa il cibo avanzato.

Un primo passo, ma la strada fa dare è ancora lunga.

Francesca Mancuso

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Burro di arachidi: la ricetta per prepararlo in casa

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Il burro di arachidi fatto in casa è decisamente più salutare rispetto al comune burro di arachidi confezionato, dato che non contiene né conservanti né olio di palma o altri ingredienti indesiderati. Se amate il burro d’arachidi, allora scegliete la versione casalinga.

Forse non sapevate che, se avete a disposizione un robot da cucina o un frullatore potente, per preparare il burro di arachidi non servono altro che arachidi da tostare e qualche pizzico di sale per insaporire la ricetta.

Ecco gli ingredienti e il procedimento per preparare il burro di arachidi fatto in casa. E’ davvero semplicissimo.

Ingredienti

250 gr di arachidi sgusciate
2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di miele o di sciroppo d’agave (facoltativo)
1 cucchiaino d’acqua (se serve)

Preparazione

Per preparare in casa il burro di arachidi tenete conto che 250 gr di arachidi sgusciate corrispondono a circa 300-350 gr di arachidi con guscio. Pesate le arachidi man mano che le sgusciate per raggiungere il quantitativo desiderato. Potete preparare questa ricetta anche a partire da un quantitativo minore di arachidi, a seconda delle necessità, ad esempio 100-150 gr.

Vi consigliamo di acquistare le arachidi con guscio perché di solito le arachidi sgusciate e tostate che troviamo in vendita contengono molto sale e oli aggiunti (leggete le etichette).

Dopo aver sgusciato le arachidi, tostatele in forno a 170° oppure in padella per 5-10 minuti circa fino a quando sentirete il profumo caratteristico della tostatura (fate attenzione a non bruciare le arachidi!). Quindi lasciatele intiepidire e versatele nel contenitore del frullatore o del tritatutto.

Iniziate a frullare le arachidi fino a ridurle in polvere. Quindi continuate a frullare e noterete che via via inizierà a formarsi un composto più cremoso: mentre frullate, le arachidi liberano i loro oli naturli. Dovrete avere un po’ di pazienza. I tempi variano a seconda della potenza del frullatore. Se il composto tende ad accumularsi verso i bordi, riportatelo verso il centro con un cucchiaino e poi ricominciate a frullare.

Aggiungete 2 cucchiaini di olio extravergine. Solo se occorre, unite 1 cucchiaino d’acqua per raggiungere la consistenza desiderata. Per imitare il sapore del burro di arachidi confezionato, potreste aggiungere anche 1 cucchiaino di miele o di sciroppo d’agave.

Quando avrete ottenuto un burro d’arachidi della cremosità desiderata, assaggiatelo e valutate la quantità di sale da aggiungere (se volete un gusto più deciso).

Con le dosi indicate otterrete un vasetto di burro di arachidi da circa 250 gr. Il burro di arachidi fatto in casa si conserva in frigorifero per 1 settimana. Può anche durare qualche giorno in più (sempre che non lo finiate prima!).

Un consiglio: se avete un robot da cucina o un frullatore potente, non serve aggiungere né acqua né olio per preparare il burro di arachidi fatto in casa. Infatti grazie alla potenza di un buon frullatore o del robot, le arachidi si trasformeranno in crema molto facilmente rispetto all’utilizzo di un comune tritatutto e non dovrete far altro che aggiungere alla preparazione un pizzico di sale, se volete, per regolare il gusto del vostro burro di arachidi fatto in casa.

Qual è la vostra ricetta per preparare il burro di arachidi fatto in casa?

Marta Albè

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La felicità è un cucciolo caldo? Certamente sì, soprattutto se si tratta di un cane

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“La felicità è un cucciolo caldo” come insegnano i Peanuts. Ed proprio questo l’originale titolo di uno studio che, aggiungendo un punto interrogativo alla famosa frase, ha voluto analizzare il rapporto tra esseri umani e animali valutando il grado di felicità che comporta avere un amico a 4 zampe.

I risultati soddisferanno gli amanti dei cani ma faranno un po’ arrabbiare chi invece ospita in casa dei gatti. Secondo il rapporto, infatti, sarebbero più felici i primi rispetto ai secondi anche se, crediamo noi, avere un animale domestico è già di per sé un passo verso la felicità.

Non la pensano però così i ricercatori. Sembra infatti che i proprietari di animali rispetto ai livelli di felicità ed emozioni positive non siano poi così in vantaggio rispetto a chi invece in casa non ha alcuna compagnia pelosa.

Si è visto però che chi, tra le 263 persone analizzate, aveva un cane risultava più felice di chi aveva un gatto, considerando tutti e 4 parametri di benessere che i ricercatori hanno misurato: la felicità percepita, la soddisfazione di vita, le emozioni positive e quelle negative.

Photo: Katherine Jacobs Bao, George Schreer, & James Macchi

Ma perché un cane dovrebbe rendere un uomo più felice di quanto invece fa un gatto? La risposta sarebbe da trovare, secondo una precedente ricerca, nel rilascio di ossitocina (ormone dell’amore) più presente nei cani dopo aver giocato con i propri padroni (57,2%) piuttosto che nei gatti (12%). E questa situazione di maggiore amore che provano i cani nei nostri confronti si ripercuoterebbe positivamente sul nostro organismo.

La ricerca "Is Happiness a Warm Puppy? Examining the Relationship between Pets and Well-Being", condotta dal Manhattanville College di New York ha poi evidenziato che chi ha un cane gode di una maggiore capacità di concentrazione ed è meno nervoso.

Questo è quello che al momento dice la scienza ma noi siamo convinti che, al di là delle razze, ogni animale possa regalare tanta gioia!

Francesca Biagioli

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