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L’unico esemplare di lince presente in Trentino è ancora vivo e cerca una compagna

L’unico esemplare di lince presente in Trentino è ancora vivo ed è stato ripreso in un breve video da un gruppo di cacciatori nella riserva di Molina di Ledro, sui versanti di Tremalzo.

La lince eurasica (Lynx lynx), denominata con la sigla B132, è nata nel 2006 nel cantone del San Gallo in Svizzera ed è giunta in Trentino nel 2008, quando aveva due anni.

Negli anni seguenti la lince è stata costantemente monitorata dal personale del Servizio Forense e fauna, grazie a un radio collare con cui sono stati seguiti gli spostamenti dell’animale.

Il nuovo avvistamento avviene a oltre sei mesi dall’ultima segnalazione e conferma la presenza della lince, che ora si trova nel Trentino sud-occidentale: una preziosa rarità per il territorio, poiché questa specie è a rischio estinzione sull’arco alpino, che oggi ospita una sola popolazione presente in Svizzera, oltre a pochi singoli esemplari presenti nel Friuli settentrionale, al confine con la Slovenia.

Purtroppo la lince è da sola e non ha una compagna, dunque al momento non può riprodursi e dare continuità alla presenza della specie.

La conferma della sua presenza è comunque positiva poiché indica una buona qualità dell’ambiente che ospita l’animale e, per una volta, il rispetto da parte dei cacciatori, che hanno risparmiato l’animale e collaborato a monitorarlo in questi anni.

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Foto di repertorio

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Scoperta nuova specie di ragno violino in grado di far marcire pelle e muscoli con un solo morso

Una nuova specie di ragno violino è stata scoperta in Messico da un gruppo di scienziati.
L’aracnide è stata trovata dai ricercatori dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) a Tlaxcala, città situata nel Messico centrale.

Inizialmente gli scienziati credevano si trattasse di un esemplare di una specie simile già nota, presente nella stessa zona. Dagli studi di biologia molecolare è però emerso che si trattava di una specie differente e fino a oggi sconosciuta.

Il ragno, cui è stato dato il nome di Loxosceles tenochtitlan, si nasconde all’interno di mobili, tessuti e abiti e nei luoghi in cui può trovare insetti di cui cibarsi.
Nelle aree urbane possono crearsi le condizioni ottimali per la sopravvivenza di questo ragno: è possibile incontrarlo ad esempio tra i rifiuti o nei magazzini in cui sono accumulati oggetti.

La nuova specie scoperta è abbastanza timida ed evita il contatto con gli esseri umani, ma se si sente minacciata può attaccare l’uomo per difendersi.
Il morso di questo aracnide è molto caratteristico, poiché crea inizialmente una piaga viola circondata da un alone rosa.

Il morso non è letale, ma provoca la necrosi dei tessuti circostanti causando lesioni che possono estendersi fino a 40 centimetri. Gli effetti del veleno del Loxosceles tenochtitlan possono però essere contrastati somministrando un antidoto.

Per prevenire la presenza del ragno nelle abitazioni, l’unico modo è quello di curare l’igiene, mantenendo gli ambienti domestici puliti e in ordine.

Forse i messicani non saranno felici di poter incontrare il nuovo ragno nei loro letti o di trovarne uno all’interno delle proprie scarpe, ma con questa nuova scoperta, il Messico oggi è considerato la nazione con la più alta varietà di specie di ragno violino al mondo: su tutto il Pianeta esistono infatti 140 specie di questi ragni, di cui 40 in Messico, pari a circa il 30% di quelle presenti a livello globale.

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Foto: UNAM

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Giochi da tavolo, il regalo perfetto per tenere i bambini lontani dagli schermi questo Natale

Siete alle prese con i regali di Natale per i vostri bambini o per i figli di amici o parenti? Una buona idea potrebbe essere quella di acquistare un gioco da tavolo, divertente per tutta la famiglia e un ottimo sistema per tenere i più piccoli lontani dagli schermi.

Come sappiamo, bambini e ragazzi generalmente trascorrono molto tempo attaccati agli schermi di tv, tablet, pc e cellulari. Questo, soprattutto per i più piccoli, è molto dannoso e può portare addirittura a modifiche nel cervello e ad una graduale perdita delle capacità cognitive

Ben venga dunque qualsiasi idea o strategia per tenere i bambini il più possibile lontani dagli schermi. A Natale una soluzione potrebbe essere quella di intrattenerli con giochi da tavola o di carte,  divertenti e coinvolgenti anche per gli adulti.

Questi giochi, infatti, oltre a migliorare l’interazione tra le persone sono utili allo sviluppo dei più piccoli in quanto stimolano le loro capacità cognitive, intellettuali, emotive e sociali, attivando la creatività utile a risolvere le sfide o i “problemi” più o meno impegnativi proposti dal gioco.

Naturalmente vanno acquistati in base all’età del bambino a cui volete regalarli. Qui di seguito alcune proposte.

Uno (versione Harry Potter)

L’intramontabile gioco di carte Uno esiste anche in versione Harry Potter per tutti gli amanti del famoso maghetto, dei suoi amici e di tutto l’universo di Hogwarts. Il gioco base è sempre lo stesso, l’unica differenza è che queste carte ritraggono Hermione, Harry, Ron e altri personaggi del magico mondo di Harry Potter. Gioco adatto a partire dai 7 anni.

Dixit

Un gioco di carte e di narrazione che si serve delle splendide illustrazioni di Marie Cardouat per stimolare la fantasia e l’intuito dei bambini. Il narratore sceglie una delle sue carte e fornisce una breve descrizione ai giocatori che dovranno indovinare di quale si tratta. Dixit è adatto a partire dagli 8 anni.

Time’s Up Celebrity

Un gioco adatto davvero a tutta la famiglia che potrà cimentarsi a scoprire chi è il personaggio famoso che, a turno, gli altri giocatori proveranno a fargli indovinare. Ci sono più round, nel primo si deve descrivere il personaggio senza nominarlo, nel secondo si può pronunciare una sola parola e nell’ultimo è possibile mimare. Di Time’s Up c’è anche la versione family in cui si devono indovinare oggetti, animali e mestieri. Consigliato a partire dagli 8 anni ma si può provare a giocare anche un po’ prima.

Lupus in tabula

Si tratta delle carte dell’amatissimo Lupus in tabula, gioco di ruolo in cui ciascuno, in maniera casuale, diventa un personaggio della storia (che sia il lupo, il contadino o altro), ma senza farlo scoprire ai compagni di gioco. Al calar del sole, i lupi si fanno avanti e danno la caccia agli esseri umani. I “buoni” riusciranno a indovinare chi sono e a metterli fuori gioco? Dagli 8 anni.

Twister

Un grande classico del divertimento e delle risate in famiglia. Gioco che esiste da tanti anni ma che è ancora un regalo perfetto per quei bambini che non lo conoscono. Twister è sostanzialmente tutto basato sull’equilibrio e la fortuna di dove la freccia girevole dirà che dovrete posizionare mani e piedi! Consigliato dai 6 anni ma si può giocare tranquillamente prima.

Dobble

Adatto a chi ha colpo d’occhio e prontezza di riflessi. In Dobble i giocatori vengono messi di fronte a due carte contenenti ciascuna 8 simboli di diverse dimensioni e devono trovare l’unico simbolo in comune. Facile a dirsi ma non a farsi!

Monopoli Junior – versione Frozen II

Il Monopoli è un altro gioco intramontabile che ha saputo intrattenere e divertire diverse generazioni. Da qualche anno esiste anche in versione junior e ne sono state fatte diverse varianti per soddisfare i gusti di tutti i bambini. Particolarmente apprezzata questo Natale potrebbe essere la versione dedicata a Frozen II, sequel del cartone tanto amato dai bambini.

Story Cubes

Un gioco perfetto per stimolare l’immaginazione e la proprietà di linguaggio dei bambini. Lo scopo di Story Cubes è infatti lanciare i nove cubi e usare le immagini per creare una storia. Le possibilità e le combinazioni sono infinite! A partire dagli 8 anni ma in realtà indicato da quando si inizia ad avere delle minime proprietà di linguaggio.

Super Farmer

Per gli amanti degli animali, delle fattorie e della matematica potete scegliere Super Farmer. L’obiettivo di questo gioco è espandere il gregge degli animali presenti nella fattoria, facendoli moltiplicare fra loro. Un gioco perfetto per esercitarsi in modo divertente con addizioni e sottrazioni, amatissimo dai bambini. Dai 6 anni.

Carte Djeco

Le carte Djeco offrono tantissime possibilità per i vostri regali. Si tratta di diversi giochi adatti a differenti età, a partire dai 3 anni e fino ai 99! Per i più piccoli vi sono ad esempio Mini Family, Mistigri, Mechanlou (protagonista è Cappuccetto Rosso) e Oudordodo.

Considerate che anche i più piccoli (a partire da circa 2 anni) possono divertirsi con dei giochi da tavola pensati per loro. Vi avevamo dato alcuni suggerimenti in questo articolo.

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Gli scienziati chiedono agli Stati di fissare il “picco di carne” entro il 2030. E’ l’unica soluzione per affrontare la crisi climatica

Diminuire il consumo di carne e latticini ridurrà il metano e permetterà alle foreste di prosperare. Gli scienziati lanciano un appello agli Stati, ma anche un monito affinché, entro il 2030, essi dichiarino di aver raggiunto il ‘picco di bestiame’ per poi passare alla riduzione della produzione per far fronte all’emergenza climatica.

“Per contribuire a ridurre il rischio di innalzamento della temperatura globale oltre 1,5 gradi centigradi o 2, – scrivono gli scienziati – chiediamo ai paesi ad alto e medio reddito di integrare delle misure nei loro impegni per rispettare l’accordo di Parigi, dal 2020 in poi”.

La prima misura è quella dichiarare appunto il picco di bestiame, così che la produzione non continui ad aumentare; la seconda quella di identificare nel settore zootecnico, le maggiori fonti di emissioni e fissare obiettivi di riduzione adeguati per la produzione. Ancora, nel settore agricolo, quando i pascoli non sono necessari o non adatti all’orticoltura, adottare un approccio naturale per riutilizzare la terra come fonte di carbonio, ripristinando la copertura vegetale.

Come sappiamo gli allevamenti intensivi, soprattutto quelli di bovini e ovini, immettono numeri significativi di gas nell’atmosfera. Le foreste vengono distrutte per fare spazio agli animali e alle colture con cui essi vengono nutriti. Oltre l’80% dei terreni agricoli è utilizzato per l’allevamento e ciò incide notevolmente sui cambiamenti climatici.

Secondo gli scienziati, ridurre la carne e i latticini e fare una dieta principalmente a base vegetale, libererebbe la terra per essere restituita alla foresta naturale. Questa sarebbe la migliore opzione attualmente disponibile per immagazzinare grande quantità di carbonio.

Se il settore zootecnico continuasse a funzionare normalmente, entro il 2030 il 49% del bilancio delle emissioni sarebbe attribuibile agli allevamenti. Dalla prima relazione di valutazione del gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici nel 1990, la produzione di carne, latte e uova è aumentata da 758 milioni di tonnellate a 1247 milioni di tonnellate nel 2017, e si prevede che aumenterà ulteriormente.

La continua crescita del settore zootecnico aumenta il rischio di superare i limiti delle emissioni stabiliti nella Conferenza di Parigi. Per questo, appunto in una dettagliata lettera su Lancet, chiedono delle azioni concrete anche in vista del vertice sul clima delle Nazioni Unite a Madrid.

“La domanda di cibo aumenterà enormemente man mano che la nostra popolazione si espande verso i 10 miliardi”, ha affermato Matthew Betts alla Oregon State University, negli Stati Uniti. “La riduzione della domanda umana di proteine ​​animali rallenterebbe notevolmente il tasso di perdita globale delle foreste, con enormi vantaggi per la biodiversità e i servizi ecosistemici, oltre allo stoccaggio del carbonio”.

Noi lo ribadiamo sempre, sostituire o limitare la carne con proteine vegetali giova alla nostra salute e diventa garanzia di vita più lunga e di un rischio ridotto di malattie cardiovascolari.

“Siamo pienamente consapevoli del fatto che la nostra chiamata richiede un cambiamento su vasta scala in tutta la società e non è qualcosa che può essere raggiunto dall’oggi al domani o senza sfide”, chiosano gli scienziati.

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VITTORIA! Arriva anche in Italia la parità di genere nello sport: le atlete diventano professioniste

Finalmente le sportive verranno riconosciute professioniste da un punto di vista contrattuale, acquisendo così tutte le garanzie, previdenziali e assicurative, al pari dei loro colleghi uomini. È quanto approvato dalla commissione Bilancio del Senato in un emendamento che segna la storia dello sport femminile.

L’emendamento introduce un esonero contributivo al 100% per tre anni per le società sportive femminili che stipulano con le atlete contratti di lavoro. Per rendere effettiva la misura, le Federazioni sportive devono deliberare in consiglio lo status giuridico per le loro tesserate: un passaggio fondamentale perché la legge, una volta approvata dal governo, diventi effettiva.

Questa decisione rappresenta una vittoria per tutte quelle donne e quelle ragazze che vogliono far diventare la loro passione un vero e proprio lavoro, nonché un atto di giustizia sociale che vede l’Italia avanzare ancora di un passo verso la parità di genere. Speriamo che questa legge possa contribuire ad abbattere gli stereotipi sulle sportive, contrastare le discriminazioni e promuovere i talenti femminili.

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Donald Trump Junior ha ucciso una pecora in via d’estinzione grazie a un ‘permesso speciale’ del papà

Una pecora gigante, un esemplare considerato in via d’estinzione, eppure ucciso ugualmente durante una battuta di caccia notturna per mano di Donald Trump Junior, figlio maggiore del presidente americano grazie a un permesso speciale rilasciato in maniera retroattiva proprio dal padre. A rivelarlo è il sito investigativo ProPublica secondo cui, l’agosto scorso il giovane Trump era stato in Mongolia con un viaggio comprato nel 2015 ad una raccolta di fondi a favore della maggiore lobby delle armi americana, la National Rifle association.

Gli argali vivono negli altopiani rocciosi dell’Asia centrale in una remota regione della Mongolia. La specie è in via d’estinzione ed è caratterizzata da gigantesche corna ricurve. Eppure, ciò non ha impedito a Trump Junior di uccidere questo raro animale in un’avventura supportata da risorse del governo degli Stati Uniti e della Mongolia, che hanno inviato servizi di sicurezza per accompagnare il figlio maggiore e il nipote del presidente nel viaggio di più giorni.

Ma non solo, l’uccisione di argali è controllata da un sistema di autorizzazioni che si basa su una sottile connessione tra denaro e politica. I trofei mongoli sono molto ambiti e le corna di questi arieti vengono considerati come un tesoro nazionale.

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Some more pics from my incredible adventure in Mongolia last week! I have a lot more to come from this incredibly pristine land stay tuned. #mongolia #adventure

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Adesso non è chiaro se Trump junior abbia portato a casa il trofeo, per la cui importazione avrebbe avuto bisogno di un permesso delle autorità statunitensi (ma per lui niente di più facile), ciò che è certo secondo ProPublica è che abbia ucciso un argale, anche se nessuna foto è circolata in rete. Al contrario nel 2012, durante una battuta di caccia in Zimbabwe,Donald junior e il fratello Eric, avevano diffuso le immagini dei loro trofei.

Tra l’uccisione e il rilascio del permesso il mese dopo aver lasciato il paese, si dice che Trump abbia incontrato il presidente, Khaltmaagiin Battulga, suggerendo la possibilità di prestare particolare attenzione al figlio del presidente degli Stati Uniti.

“Trump Jr ha sparato sugli argali di notte, usando un fucile con mirino laser e ha ordinato alle guide locali di non smembrare le corna sul luogo, ma di portare la carcassa in modo da non danneggiare la pelliccia e le corna stesse”, dice Khuandyg Akhbas, 50 anni, una delle guide che sostiene anche che il ragazzo abbia ucciso un cervo, chiedendo lo stesso permesso speciale.

Per importare trofei di animali appartenenti all’elenco delle specie minacciate di estinzione, un cacciatore statunitense deve dimostrare che l’uccisione sarebbe vantaggiosa per la specie in generale. Cosa che in questo caso non sussiste, tra l’altro è insolito che i permessi vengano rilasciati dopo la permenza del cacciatore.

ProPubblica ha chiesto spiegazioni al portavoce di Trump Jr sulla battuta di caccia, ma la risposta è stata che il viaggio era strettamente personale.

“Ha acquistato il viaggio di caccia di sette giorni in Mongolia in un’asta di beneficenza della National Rifle Association prima che suo padre annunciasse la sua candidatura alla presidenza nel 2015, ha detto il portavoce, ed è volato fuori dal paese”.

La Casa Bianca, il Dipartimento di Stato, il Dipartimento della Difesa e l’Ambasciata degli Stati Uniti in Mongolia non hanno, dunque, risposto alle domande sul viaggio di Trump Jr. Nel frattempo però una cosa è certa, mentre i permessi vengono concessi in maniera del tutto subdola, la popolazione di argali è scesa da 50mila nel 1985 a soli 18mila nel 2009.

I sostenitori affermano che la caccia ai trofei può aiutare a conservare le specie minacciate gestendo le dimensioni della popolazione. Dicono che le tasse sui permessi vadano a sostenere le comunità locali. Ma biologi della conservazione e gruppi per i diritti degli animali la pensano diversamente sostenendo che i programmi di caccia sono inefficaci e possono portare alla distruzione degli ecosistemi locali.

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A Madrid i tassisti accompagnano gratuitamente gli anziani a vedere le luci di Natale

Un dono di Natale speciale è quello pensato dai tassisti di Madrid per gli anziani della città. A loro vengono offerte corse gratuite per raggiungere il centro e poter ammirare così le luci e le decorazioni che adornano strade e piazze in occasione delle festività.

A Madrid, come ogni capitale che si rispetti, a Natale illuminazioni e decorazioni varie riempiono di luci e colori il centro cittadino. Non per tutti però è semplice raggiungerle, ad esempio per gli anziani che spesso hanno problemi di mobilità.

A loro ha pensato l’iniziativa di solidarietà Taxi-Luz che in questi giorni offre corse gratuite agli anziani residenti in quattro centri pubblici per la terza età.

I tassisti volontari portano gli anziani in giro per le vie più belle di Madrid così da potersi godere l’atmosfera delle feste in tutta tranquillità e comodità. Inoltre possono usufruire della corsa anche famigliari e amici che vogliono accompagnarli.

L’itinerario del Taxi-Luz previsto per quest’anno inizierà sul lungomare di Camoens e terminerà a Plaza de Toros de Las Ventas. Per un’ora  i visitatori vedranno le luci e gli ornamenti natalizi installati nelle strade di Princesa, Gran Vía, Alcalá-Cibeles, Goya e Serrano.

Come ha dichiarato uno dei tassisti che partecipa all’iniziativa di solidarietà:

“Li raccogliamo nei loro centri e, dopo aver percorso un itinerario per le strade principali del centro, li riportiamo nel loro luogo di residenza. Decoriamo le auto con motivi natalizi, offriamo loro alcune caramelle tipiche di questa festa e mettiamo canti natalizi. Si mostrano molto grati ed emozionati perché alcuni di loro non hanno l’opportunità di lasciare i loro centri nemmeno in altri momenti dell’anno”

Il prossimo appuntamento previsto è per il 16 dicembre mentre il 30 dicembre lo stesso itinerario verrà garantito ai ragazzi ricoverati nell’unità di cure palliative dell’ospedale Niño Jesús.

L’iniziativa coinvolgerà circa 200 taxisti che accompagneranno un totale di 800 anziani e bambini con i loro veicoli. E non è il primo anno che viene proposta questa bella idea, si tratta infatti della terza edizione.

I tassisti, e ovviamente gli anziani e i bambini, si augurano che non finisca qui e che venga riproposta anche in seguito!

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Non ha i soldi per comprarsi le scarpe, crea a mano ‘Nike’ improvvisate e vince tre medaglie d’oro

Questa giovanissima ragazza ha dimostrato che un’atleta per avere successo ha bisogna di determinazione, passione e anche un pizzico di fantasia quando le possibilità economiche sono limitate. Rhea Bullos, ha appena 11 anni e la sua immagine è diventata virale sui social perché l’atleta ha vinto ben tre medaglie d’oro nell’atletica leggera nonostante abbia corso con delle scarpe fatte a mano con bende e gesso.

Rhea è una studentessa della scuola elementare di Balasan nelle Filippine e non ha voluto rinunciare alla gara solo perché non aveva le scarpe. Così con l’aiuto della famiglia se l’è fatte da sé mettendoci tanto di brand Nike sopra. La foto è stata condivisa sui social dal suo allenatore Predirick B. Valenzuela e ha fatto il giro del mondo, diventando esempio di tenacia e voglia di superare i limiti.

New design of spike shoesMade in PhilippinesNIKECongratulations RHEA BULLOS of Balasan 3GOLDS400m dash ELem Girls800m run Elem Girls1500m run Elem Girls

Pubblicato da Predirick B. Valenzuela su Lunedì 9 dicembre 2019

Se non si nasce in una famiglia benestante, allora bisogna ingegnarsi per non rinunciare mai ai propri sogni. Così Rhea ha corso più che ha potuto, facendolo quasi scalza. Ha vinto così nella gara dei 400, in quella degli 800 e perfino nei 1500 nel torneo sportivo organizzato dal Consiglio di Iloilo.

Per la giovane atleta sono arrivati centinaia di commenti di congratulazioni e tantissimi si sono offerti di regalarle delle scarpe vere per le competizioni future. Rhea che sogna di gareggiare in futuro nei Giochi del Sud est asiatico, è diventata un esempio per tanti altri ragazzi della sua età e non solo, dimostrando che per inseguire i propri sogni ci si deve impegnare al massimo e che molto spesso non esistono limiti per superare le sfide.

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Le tribù indigene indiane sfrattate illegalmente dalle terre ancestrali per creare riserve di tigri

Migliaia di indigeni indiani sfrattati senza il loro consenso per fare spazio nelle terre ancestrali a riserve di tigri. È quanto denuncia Survival International che da sempre, si batte per i popoli indigeni e i loro diritti. In un nuovo rapporto dal titolo ‘The officials from the reserve forced us to leave’ ,  l’organizzazione sostiene che ‘gli sfratti si verificano senza consenso e in violazione di leggi nazionali e internazionali e quindi di fatto, sono illegali’.

Un lungo report, lanciato in occasione della Giornata mondiale ONU per i diritti umani, fa chiarezza sui cosiddetti ‘trasferimenti’ degli indigeni. Secondo ministri del governo e conservazionisti, uomini, donne e bambini, vengono spostati su base volontaria e nel rispetto della legge per lasciare spazio alle tigri, ma per Survival le cose stanno diversamente.

“Cacciare i popoli indigeni dalle loro terre, di cui li si deruba nel nome di un modello di “conservazione” che spesso non funziona, è illegale e costituisce una grave violazione dei loro diritti”, spiega Stephen Corry, direttore generale di Survival.

Tra le testimonianze c’è quella di Subelal Dhurwey, giovane Baiga il cui fratello, Sukhdev, è stato ucciso dopo essere stato sfrattato dalla riserva delle tigri di Kanha.

“Siamo stati una delle ultime famiglie a resistere, ma i funzionari della riserva ci hanno costretto ad andarcene. Ci avevano detto che si sarebbero presi cura di noi per tre anni, ma non hanno fatto nulla. Non è venuto nessuno ad aiutarci nemmeno quando è stato ucciso mio fratello”, dice Subelal.

“La verità  è che sono stati sfrattati con la forza. Sono stati picchiati” riferisce a Survival JK Thimma, leader Jenu Kuruba che ha assistito ai “trasferimenti volontari” di molti abitanti dalla riserva delle tigri di Nagarhole.

Foto:© Survival International

I Chenchu che vivono nella foresta Nallamalla, che è oggi parte della riserva delle tigri di Amrabad, dichiarano in una lettera aperta:

“Consideriamo il benessere della foresta un nostro dovere. Proteggiamo gli animali e le piante di questa foresta senza far loro del male. Questa foresta è la nostra casa. La sua flora e la sua fauna sono parte della nostra famiglia”.

Per questo motivo, Survival chiede una moratoria per tutti i “trasferimenti” dalle riserve delle tigri e un’inchiesta indipendente sugli sfratti. “Se lo vogliono, tutti coloro che hanno subito lo sfratto illegalmente e forzatamente devono poter ritornare a casa”, dice l’organizzazione convinta che gli sfratti sono dal Dipartimento indiano per le foreste, ma che ‘le grandi organizzazioni per la conservazione, come la Wildlife Conservation Society (WCS) e il WWF, li sostengono sia direttamente sia indirettamente’.

“In India, la WCS ha portato avanti la richiesta di trasferimento dei popoli indigeni dalle riserve delle tigri per molti anni e nel 2018 ha ricevuto finanziamenti dallo US Fish and Wildlife Service per “facilitare i trasferimenti volontari, sostenuti dal governo, delle famiglie che vivono all’interno della foresta verso nuovi siti esterni”.

E aggiunge:

“Il WWF e la WCS sono complici degli sfratti e delle violazioni dei diritti umani. Il WWF equipaggia e addestra le guardie forestali che non soltanto sfrattano illegalmente le comunità dalle loro case, ma addirittura torturano e uccidono gli indigeni”.

Foto:© eleonorafanari

Ne avevamo già parlato qualche anno fa, nel nome della conservazione, nelle riserve delle tigri vengono distrutte le vite di centinaia di migliaia di indigeni. Il governo indiano li sfratta dalle loro terre e li accusa di essere un pericolo per la conservazione delle tigri, ma dimentica che questi animali sono venerati e in molte zone in cui le tribù sono rimaste, il numero dei felini è addirittura aumentato. Il tutto succede nonostante la legge indiana protegga il diritto dei popoli tribali a rimanere nelle terre. Gli indigeni per paura di essere torturati, picchiati e uccisi scappano.

“Distruggere i popoli indigeni è un disastro anche ai fini della conservazione perché gli abitanti originari spesso sono i migliori custodi della natura e di certo sanno fare meglio di qualsiasi Ong straniera. L’India vanta il programma di sfratti più vasto di qualsiasi altro luogo e si fa beffe dei diritti umani. È arrivato il momento di fermarlo”, chiosa Corry.

Cosa puoi fare tu, petizione

Si legge nella petizione:

Centinaia di migliaia di indigeni dentro e nelle vicinanze delle riserve delle tigri in India rischiano di essere sfrattati illegalmente dalle loro terre ancestrali nel nome della conservazione. Rischiano arresti, pestaggi e torture per mano dei guardaparco – orribilmente, ad alcune persone hanno addirittura sparato a vista.Mentre sono costretti a lasciare le loro terre con la violenza, per i facoltosi turisti le porte restano aperte. Ecco perché è importante impegnarsi a non visitare alcuna riserva delle tigri in India fino a quando l’autorità indiana per la protezione della tigre non revocherà ‘la sua ordinanza illegale e pericolosa e rispetterà i diritti delle tribù a vivere nelle loro foreste e a proteggerle.

FIRMA QUI LA PETIZIONE

Foto cover: © Survival

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Neve in arrivo per la notte di Santa Lucia su Milano, Venezia e Torino

Neve nella notte di Santa Lucia, anche in città. Secondo l’Arpav, l’agenzia regionale per la prevenzione ambientale potrebbe, infatti, nevicare su Milano, Venezia e Torino.

In Veneto, giovedì mattina/primo pomeriggio- scrive Arpav– saranno probabili delle deboli precipitazioni, nevose fino a fondovalle e sui colli; in pianura sarà più probabile pioggia verso la costa e neve o pioggia mista a neve verso le zone più interne. Gli eventuali accumuli saranno al più di pochi centimetri. Un altro episodio analogo con neve fino a bassa quota sarà probabile tra la mattinata e il pomeriggio di venerdì.

Anche su Milano, la situazione stando ai bollettini, potrebbe essere simile: fra giovedì e venerdì, infatti, a cavallo di Santa Lucia, sono altamente probabili precipitazioni nevose, così come a Torino potrebbe vedersi la prima nevicata della stagione invernale.

I meteorologi assicurano che le ondate saranno due: la prima stanotte con nevicate sul Nord-Est, in particolare Verona ma anche sull’Emilia Romagna, la seconda proprio il giorno di Santa Lucia che tradizione vuole che sia associato al giorno più corto dell’anno, ma in realtà non lo è. Il numero minore di ore di luce e la maggiore durata della notte nel corso dei dodici mesi si registrano infatti con il solstizio d’inverno, che di norma si verifica il 21 o il 22 dicembre.

Proprio il 13 che quest’anno cade di venerdì, potrebbe dunque esserci una bella atmosfera innevata, magari a fare da cornice ai primi mercatini natalizi.

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Scala dei Turchi: la celebre spiaggia bianca candidata a Patrimonio Unesco

La Scala dei Turchi candidata a diventare sito Patrimonio Unesco. Dopo che nei giorni scorsi, la Procura di Agrigento aveva aperto un’inchiesta a carico di ignoti per inosservanza delle norme a tutela dei beni artistici e culturali, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno per tutelare appunto la bellissima costa naturale.

Sempre più minacciata dall’incuria, da centinaia di turisti e dagli scarsi controlli, la Scala dei Turchi, la parete rocciosa che si erge a picco sul mare sulla costa di Realmonte, in provincia di Agrigento, ha bisogno di essere tutelata. Per questo, l’Ars ha firmato l’ ordine del giorno che impegna il governo ad avviare le procedure necessarie a candidare il luogo a sito Unesco.

Pochi giorni fa, c’erano stati dei cedimenti dal costone di marna bianca, a denunciare una situazione al limite era stata l’associazione Mareamico di Agrigento.

“L’eccessiva cementificazione tutto intorno a lei ha modificato il normale deflusso delle acque meteoriche e poi l’esagerata frequentazione dei luoghi ha fatto il resto. La Scala dei Turchi si sta sciogliendo come neve al sole”, scriveva su Facebook.

Oggi l’associazione finalmente canta vittoria. Ricordiamo che la Scala dei Turchi era stata riaperta ai turisti solo lo scorso agosto.

“L’inserimento della Scala dei Turchi nell’elenco dei siti Patrimonio mondiale, culturale e naturale dell’Unesco non può essere ulteriormente rinviato – dice Michele Catanzaro parlamentare regionale del Partito democratico che ha firmato l’odg, approvato all’unanimità dall’Assemblea -. E’ inaccettabile che un sito naturale di tale valenza rischi un’eventuale mercificazione ad uso privatistico. Occorre avanzare la candidatura nel più breve tempo possibile – conclude Catanzaro – per tutelare l’importante sito naturalistico da eventuali ipotesi di intesa per lo sfruttamento dei diritti di immagine e per ottenere le risorse necessarie alla salvaguardia del tratto di costa recentemente interessata da crolli e cedimenti della scogliera”.

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Le piume di dinosauro erano piene zeppe di pidocchi. Lo dimostrano due fossili di ambra

Anche all’epoca dei dinosauri esistevano i pidocchi e le loro piume ne erano zeppe. A dimostrarlo due fossili di ambra rianalizzati dai paleontologi della Capital Normal University di Pechino, che si sono accorti della presenza di alcuni minuscoli insetti in due piume visibilmente danneggiate di dinosauri piumati.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, parla di un pidocchio chiamato Mesophthirus engeli, dove Mesophthirus significa letteralmente “pidocchio del Mesozoico“, risalente a 100 milioni di anni fa, che va ad aggiungersi alla lunga lista di parassiti che infastidivano i dinosauri, dalle pulci alle zecche.

L’insetto probabilmente misurava circa 0,5 mm di lunghezza e aveva una larghezza più o meno doppia rispetto a un capello umano, dimensione curiosa per l’epoca dato che solitamente i parassiti erano più grandi. Ma potrebbe anche essere che fossero pidocchi molto giovani, destinati a crescere in età adulta.

Quello che è certo è che ora il Mesophthirus engeli è ufficialmente il più antico pidocchio masticatore di piume della storia, più vecchio persino del Megamenopon rasnitsyni, pidocchio di 44 milioni di anni trovato in un fossile in Germania.

Il Mesophthirus engeli aveva caratteristiche in parte simili al moderno pidocchio, anche se la bocca non era altrettanto sofisticata e su artigli e antenne erano presenti strane setole. Non volava, la testa era dominata da mandibole resistenti, antenne e zampe erano strutturate in modo tale da incastrarsi nelle piume e si cibava soprattutto di piume e dei loro resti, anche se i ricercatori ritengono non mordesse la pelle dei dinosauri, motivo per cui questi ultimi probabilmente non si accorgevano nemmeno della sua presenza.

Una scoperta importante perché è molto difficile trovare antichi pidocchi nell’ambra in condizioni così buone, e fondamentale per studiare la relazione tra antichi parassiti e i loro ospiti ottenendo informazioni preziose sull’evoluzione dei parassiti per come oggi li conosciamo.

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Photo Credit: nature.com

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Mezzo milione di paguri sono morti per colpa della plastica in spiaggia

Oltre mezzo milione di paguri (o granchi eremita) sono morti per colpa dei rifiuti in plastica su alcune spiagge tropicali. Una vera e propria strage di animali che rimangono intrappolati o che finiscono per ingerire microplastiche che li portano poi, verso un lento soffocamento.

I pezzi di plastica sulle spiagge creano barriere fisiche e trappole a cui i paguri non possono sfuggire. I nostri litorali sono ormai invasi e anche le zone più remote della Terra, non sfuggono a questo inquinamento sempre più persistente. Alcuni ricercatori guidati da Jennifer Lavers, durante una sperimentazione, stavano analizzando i detriti su alcune spiagge tropicali, ma quello che hanno scoperto è davvero scioccante.

“Siamo rimasti colpiti da quanti paguri c’erano all’interno dei flaconi di plastica, alcuni erano ancora vivi, ma centinaia morti”, spiega Lavers.

I paguri eremiti sono molto importanti nell’equilibrio dell’ecosistema perché per esempio, disperdono sostanze che hanno la capacità di fertilizzare il suolo. Per questo, i ricercatori dell’Istituto di studi marini e antartici (Imas) dell’università della Tasmania, del museo di Storia naturale di Londra e dell’organizzazione Two Hands project, si sono allarmati vedendo la moria.

508mila sono, infatti, stati trovati morti a causa dei rifiuti di plastica nell’arcipelago delle Isole Cocos, nell’oceano Indiano, tra l’Australia e lo Sri Lanka, mentre 61mila sono stati rinvenuti sull’isola di Henderson nel sud del Pacifico.

Setacciando quattro isole dell’arcipelago delle Cocos e l’isola di Henderson hanno notato appunto che i paguri  sono morti perché rimasti bloccati nella plastica. Vere e proprie trappole che alimentano un circolo vizioso. Questi paguri, infatti, sono in grado di fiutare l’odore dei loro simili morti per appropriarsi delle conchiglie che utilizzano per proteggersi dai predatori. Entrano così nei contenitori, ma poi ne rimangono intrappolati.

“Un paguro che muore dopo aver provato a costruire una casa di plastica scatena una insidiosa reazione a catena: l’odore attira un altro che muore, e così via, fino a quando viene prodotto un segnale molto forte, che attira la maggior parte dei paguri nell’area. Non è tanto un effetto domino quanto una valanga”, spiega Alex Bond curatore del Museo di storia naturale di Londra e collaboratore dello studio.

“Questi risultati sono scioccanti ma forse non dovrebbero sorprenderci. Queste spiagge sono piene di animali selvatici che sono direttamente colpiti dall’inquinamento da plastica”, dice Lavers.

Un problema molto serio, ma che può essere risolto rimuovendo i rifiuti dalla spiaggia.

“Non si tratta solo di rimuovere la plastica dalla spiaggia perché è sgradevole, ma potenzialmente perché sta uccidendo la popolazione dei paguri”.

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A Fiumicino il provocatorio albero di Natale realizzato con rifiuti trovati sulla spiaggia

Al posto delle comuni palline ci sono lattine, infradito, bottiglie di plastica e altri numerosi rifiuti ritrovati in spiaggia. Un albero di Natale molto particolare quello che è stato allestito in questi giorni a Fiumicino, a due passi da Roma e che ha come obiettivo un messaggio ambientalista.

L’albero di plastica è stato realizzato e pensato da Toni Quaranta, delegato del sindaco alle Politiche di balneazione che sul proprio profilo Facebook scrive:

“Più che un albero di Natale lo interpreterei come un sacrificio di plastica al mare. Torniamo alle origini con la speranza che il mare apprezzi il gesto e ci aiuti a trascorrere un inverno meno burrascoso”.

Piu' che un albero di natale lo interpetrerei come un sacrificio di plastica al mare.torniamo alle origini con la speranza che il mare apprezzi il gesto e ci aiuti a trascorrere un inverno meno burrascoso.

Pubblicato da Toni Quaranta su Mercoledì 4 dicembre 2019

Il tutto è nato per caso, Quaranta con alcuni amici ha raccolto i rifiuti trovati in spiaggia dopo l’ultima mareggiata e ha pensato di trasformarli in decorazioni di un albero di Natale che adesso si trova proprio sul litorale.

“Mi piacerebbe che ci fosse un albero del genere in ogni punto del litorale, per dare soprattutto un messaggio ed un segnale ai bambini, che sono il nostro futuro, e per rendere più pulito il litorale”, dice ancora Quaranta.

Dietro la fantasia e la creatività, si nasconde però una problematica allarmante, quella dell’inquinamento marino causato soprattutto dall’uomo che distrugge l’ecosistema e la biodiversità, creando danni a piante e animali. Non è la prima volta che ne parliamo, secondo un recente studio se si continua a questo ritmo, entro il 2050 gli oceani accoglieranno più plastica che pesci proprio perché oltre l’inquinamento diretto, il il 32% degli oggetti di plastica a livello globale sfugge ai sistemi di raccolta e viene abbandonato in natura.

Un mare di spazzatura, perché gli oceani contengono già adesso oltre 165 milioni di tonnellate di plastica, per cui, se entro il 2025 non verranno attuate strategie efficaci contro l’inquinamento marino, gli oceani conterranno 1,1 tonnellate di plastica ogni 3 tonnellate di pesce fino ad arrivare al sorpasso della plastica sui pesci.

“Non nascondo – chiosa Quaranta che sono preoccupato per il futuro e per le nuove generazioni”.

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Cervello: scoperta la mappa delle emozioni umane ed è tutto merito di Forrest Gump

Chi l’avrebbe mai detto che le emozioni umane, dalla rabbia alla tristezza, dalla paura alla gioia, fossero racchiuse in soli 3 cm di cervello?! Ebbene, secondo un nuovo studio pubblicato su Nature Communications dai ricercatori del Molecular Mind Laboratory (MoMi Lab) della Scuola Imt Alti Studi Lucca, intitolato “Emotionotopy in the human right temporo-parietal cortex”, le emozioni umane sono rappresentate topograficamente nella giunzione temporo-parietale destra del cervello, suddivise in base alla tipologia e all’intensità in una specie di mappa.

I ricercatori sono riusciti a individuarla dopo aver esaminato il cervello di 15 volontari sottoposti alla visione di Forrest Gump. I volontari dovevano svelare le emozioni provate di scena in scena, descrivendone anche l’intensità con una scala da 1 a 100. I dati comportamentali così raccolti sono stati confrontati con quelli cerebrali ottenuti dal progetto di ricerca tedesco ‘studyforrest’ condotto su altri 15 volontari, il cui cervello è stato esaminato tramite risonanza magnetica funzionale.

La scelta di “Forrest Gump” non è stata casuale ma dovuta al fatto che si tratta di un film in grado di suscitare emozioni forti, ideale quindi ai fini dell’esperimento, che ha permesso ai ricercatori, guidati dallo pischiatra Pietro Pietrini, di intuire che il cervello riesce a rappresentare topograficamente le emozioni.

Risultato a cui sono arrivati partendo dal presupposto che i principi che governano la percezione delle emozioni fossero simili ad altri, come quelli, per esempio, della percezione attraverso i sensi. In effetti hanno dimostrato che è proprio così dato che esistono regioni cerebrali capaci di predire gli stati d’animo e di rappresentarli in una mappa emotiva dettagliata.

Questa scoperta è importante perché potrebbe favorire la comprensione, e di conseguenza migliorare i metodi di cura, di depressione e fobie varie, che subentrano quando le emozioni “stanno male“.

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Migliaia di api uccise per ‘dispetto’: vandalizzati 17 alveari in un’azienda agricola di Ivrea

Qualche giorno fa Deborah Caserio, titolare dell’Azienda Agricola Apicoltura Canavesana di Ivrea, ha fatto una scoperta terribile, qualcuno nel corso della notte ha infatti danneggiato 17 alveari facendoli ribaltare a terra, uccidendo migliaia di api.

Ogni alveare contiene infatti fino a 30mila api in questa stagione, una tragedia per i poveri insetti e per la stessa azienda, dato che il danno si aggira intorno ai 5mila euro e comporta ripercussioni su tutta la produzione del 2019, già compromessa dal freddo con una diminuzione di 2/3 nella produzione del miele rispetto al 2018.

Secondo Deborah si è trattato di un dispetto, gli autori avrebbero simulato un furto ma dato che i blocchi rubati valevano poco, è improbabile che si sia stato questo il movente, come ha scritto su facebook:

“Perché un animale non può portare via 20 blocchi oppure un DISPETTO??? Se dovesse essere questa ultima ipotesi, cari amici miei, prendetevela con me che posso pensare a come difendermi visto che appartengo alla vostra razza ma non prendetevela con animali che stanno a fatica proteggendo il mondo e anche le vostre vite!!! Evito di aggiungere altri miei pensieri. Ora lasciamo che le denunce e le indagini facciano il loro percorso.”

Sono ore che penso alle parole giuste, frasi e pensieri per accompagnare queste immagini. Filmato e foto scattate oggi…

Pubblicato da Deborah Caserio su Giovedì 5 dicembre 2019

Tuttavia esclude la possibilità che si sia trattato di un altro apicoltore, come precisato sempre sul suo profilo fb:

TENGO INOLTRE A PRECISARE CHE DOPO GIORNI DI MEDITAZIONE POSSO ESCLUDERE, QUASI TOTALMENTE, CHE LE MANI DI QUESTO FOLLE GESTO SIANO STATE QUELLE DI UN APICOLTORE. I miei sospetti ricadono su persone esterne al mondo dell’APICOLTURA.

Ora la titolare è intenzionata a installare delle videocamere di sorveglianza nei campi dove sono situati gli alveari, in modo da evitare altri furti o dispetti simili.

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Photo Credit: Facebook

 

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Dalle bottiglie di plastica, protesi di qualità e a prezzi ridotti per tornare a camminare

Dal riciclo delle bottiglie di plastica si possono ottenere diversi nuovi oggetti, dagli indumenti agli arredi, ma anche cose enormemente utili come le protesi per gli arti.

La plastica con cui sono realizzate le bottigliette di acqua può essere infatti recuperata e usata per realizzare un filato di poliestere. Il filato è poi ulteriormente lavorato per ottenere un materiale solido ma leggero, che può essere modellato e usato per costruire le protesi.

Il dispositivo è unico nel suo genere e deriva da un’idea è del Dottor Karthikeyan Kandan, professore di ingegneria meccanica presso la De Montfort University di Leicester, nel Regno Unito.

Si tratta di un’innovazione davvero importante, che potrebbe colmare il divario tra protesi ad alte prestazioni che però costano migliaia di dollari e dispositivi convenienti che mancano di qualità e durata.

Una protesi realizzata dal riciclo delle bottiglie di plastica costa infatti solo 12 sterline, contro le 6000 di una normale protesi.

Lo scopo del progetto era proprio quello di identificare materiali economici da usare nella costruzione di protesi durevolo e di qualità, per aiutare le persone che non possono permettesti una spesa di migliaia di dollari: moltissime persone nei paesi in via di sviluppo trarrebbero un beneficio enorme se potessero avere accesso ad arti artificiali di qualità.

La protesi realizzata dal riciclo delle bottiglie di plastica è già stata testata su ragazzi indiani che hanno subito l’amputazione di una gamba, sopra e sotto il ginocchio: grazie a questi nuovi dispositivi, questi ragazzi sono tornati a camminare.

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Foto: De Montfort University

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I murales tridimensionali di Peeta, lo street artist italiano che trasforma i palazzi in illusioni ottiche

Si chiama Peeta, è un artista italiano attivo in tutto il mondo e i suoi murales non sono come quelli che siamo abituati a vedere in città, o meglio ci assomigliano, ma con una particolarità che li rende unici: sono tridimensionali.

Sembrano infatti esplodere dal muro, come se quest’ultimo non riuscisse a contenerli, illusione ottica realizzata da Peeta grazie a una tecnica artistica chiamata anamorfosi che li rende accattivanti e originali.

L’anamorfismo contribuisce a far sembrare gli oggetti piatti tridimensionali e consiste nel realizzare un’immagine distorta che acquisisce la sua vera forma quando l’osservatore si trova in una posizione molto inclinata rispetto al suo piano.

E negli edifici dipinti da Peeta, i murales realizzati utilizzando dipinti anamorfici sovrapposti, oltre a sembrare tridimensionali, rendono difficile identificare la forma reale degli edifici che abbelliscono.

Spesso balconi e pareti degli edifici si fondono con il dipinto, altre volte le forme sembrano spostarsi dalla superficie e cambiare a seconda del punto di osservazione, come fossero in movimento. Le forme sono spesso fluide, arrotondate, a tal punto da far pensare che il muro non sia piatto com’è realmente.

Peeta dipinge dai primi anni ’90 ed è da sempre appassionato di scultura, da cui è stato fortemente influenzato, come si può notare osservando i suoi murales. A influenzarlo anche l’architettura circostante e i dintorni dell’edificio da dipingere, nonché la geometria dello spazio, con cui cerca di volta in volta di interagire.

Per completare i suoi murales, che realizza utilizzando grandi attrezzature, ci mette fino a due settimane, ma ovviamente i tempi cambiano a seconda della grandezza del dipinto. Il suo obiettivo? Portare l’arte nelle città e nelle comunità di tutto il mondo in modo da renderla fruibile da parte di tutti.

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Photo Credit: peeta

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Dado vegetale fatto in casa: la ricetta infallibile

Dado fatto in casa, la ricetta per autoprodurre e tenere sempre a disposizione un grande alleato in cucina. Senza glutammato e con ingredienti genuini e di stagione.

Con questo buon dado autoprodotto, possiamo fare scorta per la stagione dei brodini caldi, minestre, vellutate, zuppe e tanto altro!

Ingredienti
  • 500 gr di verdure
  • carote,
  • zucchina,
  • cipolla,
  • scalogno,
  • patata,
  • 1 spicchio di aglio,
  • sedano,
  • prezzemolo,
  • basilico,
  • rosmarino,
  • salvia
  • 150 gr sale fino
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva.
  • Tempo Preparazione:
    10 minuti
  • Tempo Cottura:
    20 minuti circa
  • Tempo Riposo:
    20 minuti
  • Dosi:
    per 50 dadi
  • Difficoltà:
    bassa
Procedimento

Lavare bene le verdure e tritarle un po’ fini, metterle in una padella antiaderente con un cucchiaio di olio e farle appassire per 10 minuti, dopodiché aggiungere il sale e fare cuocere per altri 10 minuti.

Scaduto il tempo, con il frullatore ad immersione tritarle molto fini, rimettere le verdure in padella mescolare e farle asciugare.

Versare il composto su un foglio di carta forno dandogli una forma rettangolare, fare raffreddare bene e tagliare a quadrotti;

Ottenuta la forma desiderata, mettere nel congelatore, inizialmente un po’ distanziati e non sovrapposti, una volta congelati trasferire i quadrotti in un contenitore di vetro e conservare nel congelatore.

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I Love Lego: anche a Roma arriva la più grande mostra dedicata ai celebri mattoncini colorati

Gli appassionati dei Lego avranno un appuntamento importante durante le feste di Natale. Dal 24 dicembre al 19 aprile 2020, il Palazzo Bonaparte di Roma ospiterà I Love Lego, una mostra tutta dedicata ai mattoncini più famosi al mondo, tra coloratissimi diorami, creazioni artistiche e laboratori creativi aperti a tutti.

Dopo il grande successo già riscosso nelle precedenti tappe, una in corso ancora a Milano, arrivano anche nella Capitale migliaia di mattoncini a comporre città moderne e monumenti antichi, tra avventure leggendarie dei pirati, paesaggi medievali, gli splendori dell’Antica Roma, lo spazio e la suggestiva riproduzione di un paesaggio artico.

Attraverso una “caccia al personaggio” il visitatore è anche invitato a cercare personaggi celebri e meno noti nascosti all’interno delle installazioni: da Harry Potter a Dart Fener, sono diversi gli ospiti a sorpresa inseriti nelle divere installazioni che accompagnano nella visita tutti coloro che vogliono divertirsi a scovare tra i mattoncini.

E non solo, sono in mostra a Palazzo Bonaparte anche 10 tele spirate a grandi capolavori della storia dell’arte reinterpretati e trasformati in “uomini lego” dal giovane artista romano Stefano Bolcato: unendo la sua passione per i Lego e la sua arte crea forme di assemblaggio ispirate in particolare modo dal “magnetismo” dei ritratti rinascimentali.

Orari:

  • dal lunedì al venerdì 9.00 – 19.00
  • sabato e domenica 9.00 – 21.00

(la biglietteria chiude un’ora prima)

Aperture straordinarie:

  • martedì 24 dicembre 9.00 – 15.30
  • mercoledì 25 dicembre 15.30 – 21.00
  • giovedì 26 dicembre 9.00 – 21.00
  • martedì 31 dicembre 9.00 – 15.30
  • mercoledì 1 gennaio 15.30 – 21.00
  • lunedì 6 gennaio 9.00 – 21.00
  • domenica 12 aprile 9.00 – 21.00
  • lunedì 13 aprile 9.00 – 21.00

Qui tutte le informazioni sui prezzi.

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