Emergency

Apre a Brescia uno sportello informativo di Emergency

5 luglio 2016 - In accordo con l'ASST Brescia e grazie alla collaborazione del Comune, oggi Emergency apre uno sportello di orientamento socio sanitario, in Vicolo delle Lucertole 1E. In questa città, il 19% della popolazione residente è costituito da stranieri con regolare permesso di soggiorno. Sul territorio sono presenti diverse realtà, istituzionali e del privato sociale coordinate dal Comune, che offrono assistenza sia a chi è regolarmente iscritto all'anagrafe sia a chi non lo è. In seguito al confronto con le istituzioni e le associazioni locali e alla valutazione delle necessità, Emergency ha deciso di aprire uno sportello informativo per rispondere ai bisogni di mediazione culturale e di orientamento socio-sanitario nell'accompagnamento e nell'inserimento degli stranieri a un corretto accesso alle cure. In particolare, all'interno dello sportello sono presenti mediatori culturali e volontari del gruppo Emergency di Brescia. [...leggi tutto]

"DI GUERRA E DI PACE": DAL 30 GIUGNO AL 3 LUGLIO A GENOVA IL XV INCONTRO NAZIONALE DI EMERGENCY

23 giugno 2016 - DI GUERRA E DI PACE è il titolo della quindicesima edizione dell'Incontro nazionale di Emergency che si terrà dal 30 giugno al 3 luglio a Genova. Quattro giorni di incontri, dibattiti e concerti per conoscere il lavoro di EMERGENCY, condividerne l'impegno contro la guerra e festeggiare un compleanno: dieci anni di attività di lavoro in Italia. L'esperienza di EMERGENCY, l'esperienza di chi da vent'anni osserva la guerra dal punto di vista del pronto soccorso e della sala operatoria, è la testimonianza vivente che la guerra, semplicemente, non funziona. Sappiamo che la «guerra al terrorismo» dal 2001 a oggi ha solo prodotto più morte, più violenza, più odio, più terrorismo e vittime, profughi, sfollati. [...leggi tutto]

Il team di Emergency al primo sbarco al porto di Augusta

13 giugno 2016 - Questa mattina nel porto commerciale di Augusta c'è stato il primo sbarco del team di Emergency, che da una settimana presta assistenza sanitaria a bordo della nave Responder dell'ong Moas. Dal Responder sono sbarcati 387 migranti, 9 bambini e 57 donne, di cui 3 incinte. Ad attenderli in banchina c'era un altro team di Emergency che ha preso in consegna i pazienti in condizioni più critiche. "Ci ho messo più di un anno per arrivare in Libia" K. Ha 20 anni ed è della Sierra Leone. Rimasto orfano quando ancora era un bambino ha vissuto per anni in condizioni di povertà. Per questo, quando ne ha avuto la possibilità, si è messo in viaggio sperando in una vita migliore. [...leggi tutto]

EMERGENCY & MOAS iniziano insieme una missione per il salvataggio dei migranti nel mare Mediterraneo

6 giugno 2016 - Parte oggi dal porto di Malta a bordo della Topaz Responder la missione congiunta di EMERGENCY e Migrant Offshore Aid Station (MOAS) per la ricerca e il salvataggio dei migranti in mare sul confine più pericoloso al mondo: il mar Mediterraneo. Oltre 2.000 persone sono morte nei primi mesi del 2016 nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. A maggio, in una sola settimana, 1.138 persone sono morte o risultano disperse nel tentativo di raggiungere l'Europa. Con l'inizio di questa missione, un maggior numero di migranti avrà la possibilità di essere salvato. A bordo della Topaz Responder EMERGENCY garantirà tutta l'assistenza post salvataggio, in particolare offrirà cure mediche e mediazione culturale ai migranti che ne avranno bisogno [...leggi tutto]

Vi chiediamo scusa per questo continente sordo e cieco

29 maggio - In questi giorni Emergency ha intensificato la sua presenza agli sbarchi in Sicilia dove presta assistenza medica e mediazione culturale. In particolare, nei porti di Pozzallo, Porto Empedocle e Augusta. Nella giornata di ieri, solo a Pozzallo, sono arrivate699 persone, per lo più da Eritrea, Etiopia, Somalia, Ghana, Nigeria e Pakistan. Tra questi, molte donne - di cui 13 incinte - e decine di bambini.Dalle testimonianze che abbiamo raccolto, non è ancora chiara la dinamica dell'ultimo naufragio avvenuto lo scorso giovedì nel Canale di Sicilia in cui avrebbero perso la vita oltre 400 persone, tra cui più di 40 bambini. I superstiti sono stati recuperatiin più operazioni e trasferiti in diversi porti italiani. Tra questi, in molti stanno ancora cercando di rintracciare i familiari e gli amici con cui viaggiavano nella speranza che siano stati tratti in salvo e portati in altre località italiane."Sono tutti esausti" racconta Giulia, mediatrice culturale di Emergency, dopo aver incontrato alcuni dei sopravvissuti. "Abbiamo incontrato H. in ipotensione: subito dopo il salvataggio, quando ormai era al sicuro a bordo della nave, ha avuto una crisi nervosadurata fino allo sbarco. Quando si è ripreso è riuscito a dirmi solo il suo nome, che ha 16 anni e che ha visto morire un suo amico in mare. Poi ha pianto. Un pianto strozzato, quasi a non voler disturbare. Abbiamo incontrato ragazzi picchiati in Libia permesi. E poi c'era R., 5 anni, che ha perso la mamma in Libia. Sta bene, non ha bisogno del medico, non ha bisogno di medicine. Avrebbe bisogno di scuse. Vorremmo chiedere scusa a lei, a H. e a tutti coloro che arrivano. Vi chiediamo scusa per questo continentesordo e cieco".

Padiglione Italia: EMERGENCY tra le 5 associazioni partecipanti a Periferie in Azione

26 maggio - Alla Biennale Architettura 2016 il Padiglione Italia parlerà anche il linguaggio del diritto alla cura: Emergency è, infatti, tra le cinque associazioni protagoniste della mostra con un ambulatorio mobile progettato per raggiungere aree urbane disagiate o centri di prima accoglienza per i migranti. Un progetto che mira a superare le barriere linguistiche, culturali e logistiche che limitano l'accesso alle cure per migranti e italiani in difficoltà.Dal 28 maggio al 27 novembre 2016 si terrà a Venezia la 15. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.Il tema centrale sarà il legame tra l'architettura e la qualità della vita delle persone.Nel Padiglione Italia saranno mostrati progetti al servizio del bene comune, architetture che diventano baluardi contro le frontiere create da marginalità ed esclusione. Per questo non potevamo mancare. All'interno del Padiglione ci sarà il progetto a noi dedicato. Insieme a noi ci saranno anche altre quattro associazioni da sempre attive nel contrasto alla marginalità in aree periferiche del nostro Paese: Associazione Italiana Biblioteche, Legambiente, Libera Contro le Mafie e Unione Italiana Sport per Tutti.Obiettivo della mostra è che le associazioni, co-protagoniste di questo 'laboratorio sociale' impostato dai curatori (lo studio TAMassociati), realizzino davvero uno strumento di monitoraggio e sensibilizzazione ambientale, un ambulatorio mobile e centro di mediazione culturale, uno spazio per la lettura e un punto di accesso all'informazione e al prestito di libri, per favorire la socializzazione di adulti e bambini, e un presidio, situato nel cuore di un bene confiscato alle mafie, aperto alla riflessione e azione della cittadinanza.Il progetto dedicato a Emergency è studiato per diventare un presidio mobile per favorire l'accesso alla cura di stranieri e italiani in difficoltà.Per la realizzazione di tutti i dispositivi verrà lanciata una compagna congiunta di crowdfunding civico: la prima in Italia rivolta alla riqualificazione delle nostre periferie!La campagna partirà dal 25 maggio su una piattaforma ad hoc (www.periferieinazione.it) e durerà per i mesi di esposizione (6 mesi).L'inaugurazione della Mostra al Padiglione Italia avverrà venerdì 27 e parteciperà anche una delegazione di Emergency.

Attentato nel centro di Kabul: Emergency riceve 22 feriti

19 aprile - Sono 22 i feriti, di cui 4 in condizioni molto gravi, arrivati stamattina nel nostro ospedale a Kabul in seguito all'attentato a un compound delle forze di sicurezza afgane (NDS). "Il compound si trova a pochi isolati dall'ospedale di Emergency e l'esplosione, avvenuta poco prima delle 9 ore locali, è stata così potente che ha fatto tremare i vetri dell'ospedale. Nel compound stanno ancora combattendo" racconta Luca Radaelli, coordinatore del Programma di Emergency in Afghanistan.Lo staff ha attivato la procedura da mass casualty perché si aspetta un aumento del numero dei pazienti in arrivo al nostro ospedale. "Le condizioni di sicurezza a Kabul sono in costante peggioramento e cresce il numero delle vittime civili - spiega Luca Radaelli, aggiungendo - Noi continuiamo a curare le vittime di un conflitto che da ormai due anni si combatte anche nella Capitale".Tra gennaio e marzo 2016, nel solo ospedale di Kabul abbiamo curato una media di 10 feriti al giorno, soprattutto civili, donne o bambini in un caso su tre.