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Cambia l’ISEE, le novità su nucleo familiare, isee corrente e precompilato introdotte dal DL Crescita

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Arriverà presto il nuovo Isee: il decreto Crescita ha infatti introdotto nuove regole che in sostanza allungano la validità dell’indice che misura la ricchezza delle famiglie e ne facilitano l’accesso.

L’indicatore della situazione economica equivalente avrà infatti un diverso periodo di validità e di riferimento, per quanto riguarda redditi e patrimoni da prendere in considerazione. Inoltre, dal 2020 sarà possibile usufruire dell’Isee precompilato, mentre diventano meno stringenti i requisiti per richiedere l’Isee corrente.

In più, oltre al periodo di validità differente, la dichiarazione Isee, o la Dsu – la dichiarazione sostitutiva utile a richiedere quasi tutte le agevolazioni e le prestazioni di assistenza (il reddito di cittadinanza per esempio) – potrà essere aggiornata nel caso in cui ci siano variazioni significative di reddito del nucleo familiare, compresa la decadenza da un sussidio.

Cambiano anche le regole in merito alla composizione del nucleo familiare: per effetto delle modifiche introdotte dal DL n.4/2019, infatti, i coniugi separati o divorziati saranno considerati come parte dello stesso nucleo familiare nel caso in cui continuino a risiedere nella stessa abitazione, anche se risultino in due stati di famiglia distinti.

Cosa cambia, l’Isee precompilato

Posto che nella dichiarazione Isee devono essere sempre indicati dati come l’auto posseduta o il conto corrente, la casa o la carta prepagata al libretto postale o eventuali condizioni di disabilità e riportati i redditi e i beni posseduti relativi a ogni componente del nucleo familiare (non al solo dichiarante), il nuovo Isee sarà precompilato, per cui si troveranno già pronte le informazioni derivanti dalle banche dati dell’Inps e delle Entrate, come:

  • dati anagrafici;
  • dati relativi ai redditi conseguiti: le informazioni saranno ricavate dalle banche dell’Agenzia delle entrate e dell’Inps e saranno in più indicate tutte le prestazioni fornite dall’Inps, come la Naspi e le altre indennità di disoccupazione, le prestazioni esenti da tassazione (accompagno, reddito d’inclusione, reddito e pensione di cittadinanza);
  • dati relativi alle retribuzioni in essere: sarà possibile conoscere in tempo reale l’ammontare dello stipendio normalmente percepito dal lavoratore grazie alla Co Unilav, la comunicazione obbligatoria inviata dal datore di lavoro, nella quale si deve indicare la retribuzione annua del neoassunto;
  • dati relativi agli immobili posseduti;
  • dati relativi ai patrimoni mobiliari e finanziari posseduti, come titoli, conti correnti, libretti, carte.

A presentarla possono essere tutti coloro che necessitano di un’agevolazione, ad esempio per il pagamento della mensa scolastica o delle tasse universitarie, e da chi ha bisogno id alcune prestazioni di assistenza, come il bonus bebè.

In base alle nuove disposizioni del decreto Crescita, tutte le dichiarazioni Isee presentate nel 2019 saranno valide sino al 31 dicembre 2019. Mentre, per le Dsu presentate dal 1° gennaio 2020, la validità partirà dalla data di invio della dichiarazione e terminerà il 31 dicembre dello stesso anno.

Isee corrente

Il decreto Crescita prevede anche nuove disposizioni sull’Isee corrente, ovvero sulla possibilità di aggiornare la Dsu in corso di validità per adeguarla alle condizioni esistenti. Nello specifico, sarà possibile richiedere l’Isee corrente se almeno un componente della famiglia si trova in una delle seguenti situazioni:

  • il suo rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato è cessato, anche negli ultimi 2 mesi;
  • la sua attività lavorativa dipendente a tempo indeterminato è stata sospesa, anche negli ultimi 2 mesi;
  • il suo orario di lavoro sia stato ridotto, se dipendente a tempo indeterminato, anche negli ultimi 2 mesi;
  • la sua occupazione a tempo determinato o flessibile è cessata, purché possa dimostrare di essere stato occupato per almeno 120 giorni nei 12 mesi che precedono la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro;
  • la sua attività di lavoro autonomo è terminata, se svolta in via continuativa per un minimo di 12 mesi.

Con le nuove modifiche normative, è prevista la possibilità presentare l’Isee corrente anche nel caso in cui siano interrotti eventuali trattamenti di assistenza, di previdenza e indennità e nell’ipotesi in cui la famiglia subisca uno scostamento reddituale del 25%.

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Germana Carillo

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La Dermatite? Non è solo un problema di pelle

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Con l’avvento della stagione autunnale e il cambio delle temperature inevitabilmente il nostro organismo rischia di andare in crisi… ma come mai per qualcuno è così e per qualcuno no?

Tante risposte ci arrivano dalla Medicina Tradizionale Cinese (MTC) vecchia o saggia grazie ai suoi 5.000 anni di storia.
L’umidità, gli sbalzi di temperatura alterano le condizioni dell’aria che respiriamo, la stessa aria viene a contatto con la nostra pelle provocando i primi brividi e le prime irritazioni di cute e mucose (che in realtà sono la stessa cosa, cambiano solo per la loro consistenza e sensibilità).

I polmoni si infiammano e producono muco per difendersi da batteri e virus patogeni normalmente presenti negli ambienti e dentro di noi, la pelle si secca, si screpola e possono ricomparire pruriti.

L’intestino è anche una mucosa nonché il depositario di gran parte del sistema immunitario, va da sé che questo cambiamento influenza anche il suo funzionamento.chiaro che le condizioni ambientali non le possiamo alterare quindi non rimane che difenderci cambiando abbigliamento, chiudendo le finestre ecc.. ma spesso succede che questo non è abbastanza e arrivano i primi malanni.

Cambia l’ambiente cambiamo noi

L’autunno con il suo cielo grigio (come i polmoni) e la natura con un’ultima fiammata di colori caldi delle foglie va a spegnere i ritmi e tutto rallenta, anche la nostra forza vitale che avevamo in estate tende ad affievolirsi e per noi iniziano le problematiche anche di carattere emozionale.
Tutto rallenta fuori e dentro di noi.

Ma noi? Se tutto va bene manteniamo i soliti ritmi ma a volte a settembre invece aumentiamo le attività, riprendono lavoro, interessi, scuola e le giornate si fanno più intense.

…e quindi, la dermatite?

Aumenta la stanchezza, l’irritabilità, lo stato infiammatorio si altera e può crescere la produzione di istamina: il risultato si manifesta sulla pelle con prurito, desquamazione, arrossamenti, croste.. una situazione che per molti è decisamente invivibile.

Le creme non sono una soluzione (lo sa bene chi le ha provate tutte “spendendo un sacco di soldi”);  già da queste poche righe si comprende che le dinamiche sono decisamente più complesse ma nonostante tutto…. semplici!

La pelle è il nostro primo biglietto da visita e la sua alterazione può incidere notevolmente sul nostro stato emozionale, oppure un trauma emotivo può essere la causa di innesco delle diverse forme di dermatite.

Nei bambini è ormai assodato che chi ha avuto forme di dermatiti andrà a mutare lo squilibrio in problematiche di polmone come asma da sforzo, asma allergica o broncospasmi. È quindi fondamentale nei piccoli risolvere nel più breve tempo possibile, meglio ancora sarebbe fare un lavoro preparatorio già in gravidanza per andare a lavorare sulle cause scatenanti e mettere le basi per far sì che non si manifestino problematiche di questo tipo fin da subito.

E noi adulti siamo condannati ad una vita di dermatite? No molto si può fare con la consapevolezza che il nostro organismo è meno reattivo e si è adoperato a compensare gli squilibri accumulando più scorie.

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Massimo Salvagno
www.masterdimammaepapa.com

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Assegnati i premi Nobel per la chimica. E le altre buone notizie di oggi 9 ottobre

BuoneNotizie.it -

Assegnati i premi Nobel per la Chimica a Goodenough, Wittingham e Yoshino per l’invenzione delle batterie agli ioni di litio, onnipresenti nella nostra società, dai cellulari ai computer portatili alle auto elettriche,...

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Madrid invasa da più di 12.000 pappagalli verdi e il Governo decide di abbatterli per preservare l’ecosistema

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A Madrid c’è una vera e propria invasione di pappagalli argentini, molto di moda come animali domestici negli anni ’80 e ’90 ma ora liberi e aumentati a dismisura. I circa 12mila esemplari presenti in città stanno creano diversi problemi all’ecosistema e il governo ha deciso di abbatterli (almeno in parte).

Il consiglio comunale di Madrid ha annunciato lunedì un piano per cacciare e abbattere la maggior parte dei 12.000 pappagalli argentini (parrocchetti monaci) che minacciano la sicurezza e la biodiversità della capitale spagnola.

Il problema è che questi uccelli sono molto longevi (vivono circa 20 anni in cattività) e si riproducono rapidamente (tra le 6 e le 8 uova ogni anno), emettono rumori considerati fastidiosi, trasmettono malattie ad altri uccelli (e potenzialmente anche agli umani), mangiano il loro cibo e cacciano le altre specie.

Danneggiano inoltre la vegetazione della città per prendere bastoncini e legnetti utili a creare i loro grandi nidi (arrivano a pesare fino a 200 kg) che sono anche un potenziale pericolo per chi si trova sotto agli alberi. Finora questi non hanno causato alcun danno alle persone, sebbene l’amministrazione abbia ricevuto 197 denunce da gennaio ad agosto 2019 da parte di cittadini che si lamentavano per la presenza di questi uccelli.

Ad annunciare il nuovo piano di riduzione dei parrocchetti, previsto per l’autunno 2020, è stato il delegato per l’ambiente, Borja Carabante. L’esponente del governo madrileno ha spiegato che il piano non riguarderà solo gli uccelli ma anche le uova di questa specie invasiva che saranno sterilizzate per fermare la crescita esponenziale di questi uccelli.

Carabante ha sottolineato che il piano sarà intrapreso in conformità con la legge sul benessere degli animali e il comune lavorerà insieme alla Società Ornitologica Spagnola per uccidere i parrocchetti senza troppe sofferenze.

Come ha dichiarato il Consiglio comunale di Madrid:

“Il piano globale includerà la cattura di esemplari che minacciano la biodiversità nelle aree verdi della capitale per sacrificarli successivamente in modo etico e controllato in centri specializzati. Verrà inoltre effettuata la sterilizzazione delle uova, una misura che alla fine consentirà di ridurre la popolazione”

Non è chiaro quanti parrocchetti verranno uccisi ma l’amministrazione ci tiene a sottolineare che non verrà sterminata l’intera popolazione locale.

Un’invasione simile si è verificata anche nel nostro paese. Proprio i parrocchetti in Puglia hanno assaltato e distrutto le coltivazioni di mandorle creando non pochi danni agli agricoltori locali.

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Francesca Biagioli

Foto: Ferran Nadeu

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Più alberi in città, incentivi anche per ciclomotori, biciclette e riduzione degli imballaggi: Il DL Clima domani in Consiglio

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Decreto Clima, ci siamo quasi? Dopo lo slittamento subito nei giorni scorsi, la misura sul clima riceve una nuova riscrittura e domani sarà ufficialmente (e finalmente) discussa in Consiglio dei Ministri. Dal taglio ai sussidi alle fossili all’aumento dei fondi per la rottamazione fino al buono mobilità: l’ultima versione della bozza del decreto Clima avrebbe oggi un nuovo aggiornamento. Ecco di cosa si tratta.

Innanzitutto, nel testo, che si riduce da 14 a 11 articoli, non compare più la riduzione dei sussidi ambientali dannosi, che invece finirà in manovra. O meglio: nella bozza ricompare il taglio dei sussidi alle fonti fossili per raggiungere gli obiettivi del Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria, ma l’entità del taglio verrà stabilita in legge di Bilancio. Di anno in anno, quindi, e gli importi sono per il 50% destinati ad un Fondo del Ministero dell’Economia, grazie al quale verranno finanziati interventi in materia ambientale e di sostegno alla transizione ecologica industriale.

Buono mobilità

Verrà istituito un fondo, il “Programma sperimentale buono mobilità”, per incentivare la rottamazione dei vecchi veicoli. Il buono mobilità sarebbe destinato ai cittadini residenti nei Comuni sotto procedura di infrazione Ue per smog che, entro il 31 dicembre 2021, cambiano auto (fino ai modelli Euro3) o motocicli (fino alla classe Euro2 e Euro3 a due tempi). Vale 1.500 euro per i primi e 500 euro per i secondi.

Piani di mobilità

Le città metropolitane e i centri con più di 100mila abitanti dovranno approvare entro il 31 dicembre 2020 i Piani urbani di mobilità sostenibile per assicurare l’abbattimento dell’inquinamento dell’aria e acustico. Dal 1° gennaio 2021 le risorse statali per la mobilità sostenibile saranno attribuite agli enti territoriali se e solo se abbiano approvato il Piano urbano e si impegnino a finanziare progetti coerenti.

La quota di risorse di competenza per il 2019 del ministero dell’Ambiente è destinata, nei limiti di 20milioni per il 2020 e altri 20 per il 2021, a sovvenzionare progetti dedicati alle corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale, che possono essere presentati dai Comuni sotto procedura d’infrazione Ue per la qualità dell’aria.

Esercenti e spesa

Previsto anche un contributo massimo di 5mila euro per gli esercenti che attrezzano Green corner per prodotti sfusi o alla spina, alimentari e per l’igiene personale nei propri negozi. Il contenitore offerto dall’esercente non dovrà essere monouso e il periodo di durata di questo tipo di vendita deve essere  di minimo tre anni.

Tornano anche gli incentivi green per la spesa per un valore di 20 milioni totali per ciascuno degli anni 2020 e 2021, coperti con  fondi del ministero dell’economia e dell’ambiente.

Scuola e trasporto scolastico

Il provvedimento contempla l’avvio di una campagna di informazione e sensibilizzazione su questioni ambientali rivolta a tutte le scuole e finanziata da uno specifico Fondo, “Programma #iosonoAmbiente” per il triennio 2020-2022. Anche su questo fronte, dunque, aumentano le risorse rispetto al testo precedente (erano a 500mila). Il Fondo è destinato “al finanziamento di progetti e iniziative, incluse attività di volontariato degli studenti, per la diffusione dei valori della tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile e alla promozione di percorsi di conoscenza ambientale” legati all’insegnamento dell’educazione civica.

La misura destina, infine, 20 milioni per “la realizzazione o l’implementazione del servizio di trasporto scolastico” con mezzi di trasporto ibridi, elettrici o non inferiori a Euro 6 immatricolati dal primo settembre di quest’anno in poi. Si tratta di “progetti sperimentali” dedicati ai bimbi degli asili e agli alunni delle scuole elementari.

Al lavoro per gli ultimi ritocchi al Decreto clima che – possiamo finalmente dirlo ufficialmente – domani sarà discusso…

Pubblicato da Sergio Costa su Mercoledì 9 ottobre 2019

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Germana Carillo

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Uccidi un leone e potrai uccidere gratis una leonessa: la scandalosa offerta “2×1” per i cacciatori di trofei

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La Mukulu African Hunting Safaris, società che organizza tour di caccia in Sudafrica, ha lanciato una scioccante promozione per i suoi clienti: i cacciatori che riescono a uccidere un leone, avranno diritto a uccidere una leonessa gratis.

Una sconcertante offerta “2X1” che normalmente vediamo sugli scaffali dei supermercati, applicata alla vita di animali selvatici: un vero e proprio oltraggio se si considera che la popolazione di leoni africani è diminuita del 40% negli ultimi 20 anni, secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite.

I prezzi per poter cacciare i leoni variano tra i 13.500 e i 27.000 euro, a seconda della categoria in cui è inserito l’animale. Grazie alla scioccante offerta della società safari è possibile uccidere una leonessa senza costi aggiuntivi dopo aver ucciso il primo leone, con un risparmio di circa 10mila euro.

L’offerta ha scadalizzato gli animalisti e le associazioni che ogni giorno si battono per fermare l’assurda pratica della caccia.

Eduardo Gonçalves, fondatore della campagna “Ban Trophy Hunting” ha spiegato che purtroppo uccidere animali nei safari è un’attività che attira sempre più persone:

“Il business della caccia ai trofei è in forte espansione. Prima erano solo i nobili proprietari terrieri e i colonnelli dell’esercito a cacciare i safari, oggi sono ingegneri, dirigenti di società di servizi o pensionati che uccidono gli animali per divertimento”, ha dichiarato l’attivista.

Le società che organizzano safari di di caccia sono sempre più numerose e le offerte sono in aumento: esistono anche promozioni last minute e sconti applicati in particolari situazioni.

Un’altra compagnia di safari di caccia, ad esempio, offre escursioni di caccia in Sudafrica che durano 5 giorni durante i quali si ha la possibilità di scegliere 7 diverse specie di animali per un valore approssimativo di 2000 euro.

Secondo Gonçalves, la massiccia caccia di leoni nelle riserve naturali sudafricane sta causando una pericolosa riduzione di questi felini.

Ciò comporta, oltre a una minaccia diretta per la specie, una diminuzione della variabilità genetica tra gli animali, che provoca malattie, deformità nei nuovi nati e morti premature.

“È come il Black Friday, ma per gli animali ogni giorno è un giorno nero. Stiamo affrontando una crisi di estinzione, ma stiamo permettendo a sempre più cacciatori di sparare ad animali rari e in via di estinzione”, ha concluso Gonçalves.

Queste aberranti offerte di caccia non fanno che peggiorare una situazione già molto grave che riguarda gli animali selvatici.

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Tatiana Maselli

Photo credit: Mukulu African Hunting Safaris

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Se ti cadono i capelli è colpa dello smog: lo rivela una nuova ricerca

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La caduta dei capelli è un problema molto diffuso ma che a provocarlo fosse (anche) lo smog ancora non lo si sapeva. A dirlo sono stati alcuni ricercatori della Corea del Sud secondo i quali la colpa sarebbe del particolato fine PM10, che riduce la produzione di proteine indispensabili per farli crescere.

Lo studio, condotto da Hyuk Chiu Kwon, è stato presentato a Madrid in occasione del Congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV), dove si è parlato proprio del legame fra caduta dei capelli e inquinamento atmosferico dovuto, per esempio, a fumi di benzina e diesel, miniere, combustione di combustibili fossili, produzione di cemento, mattoni, ceramica.

A essere colpite dalle particelle inquinanti di 10 micrometri di diametro, chiamate appunto PM10, le quali contengono numerosi acidi, sostanze chimiche organiche, metalli e particelle di polvere e suolo, sono nello specifico le cellule del cuoio capelluto poste alla base dei follicoli piliferi. Queste ultime, a causa delle particelle inquinanti, subiscono una riduzione delle proteine che fanno crescere i capelli.

Gli scienziati, sono arrivati a questo risultato esponendo le cellule, per 24 ore, a concentrazioni varie di particolato diesel e polveri somigliati al PM10. Quindi hanno utilizzato una tecnica chiamata “western blotting” per verificare quanto accaduto: il PM10 e il particolato diesel avevano ridotto proprio i livelli di β-catenina, ciclina D1, ciclina E e CDK2, proteine che aiutano i capelli a crescere. Cosa che peggiora quando lo smog aumenta.

“Mentre il legame tra inquinamento atmosferico e malattie gravi come il cancro, la BPCO e la CVD è ben stabilito, non c’è quasi nessuna ricerca sugli effetti dell’esposizione al particolato sulla pelle e sui capelli umani in particolare – ha dichiarato Hyuk Chul Kwon, a capo del team –  La nostra ricerca spiega le modalità di azione degli inquinanti atmosferici sulle cellule della papilla dermica del follicolo umano, mostrando come gli inquinanti atmosferici più comuni portano alla perdita dei capelli. “

Motivo per cui i capelli crescono meno e tendono a cadere di più. Senza contare tutte le conseguenze sulla salute dovute allo smog già portate alla luce da altri studi. In particolare la ricerca condotta dal chirurgo del trapianto di capelli Rajendrasingh Rajput aveva già evidenziato come l’inquinamento provocasse una maggiore sensibilità del cuoio capelluto, causando prurito, forfora e grasso in eccesso. Tutti sintomi che aumentano la perdita dei capelli a causa di graffi o irritazioni da inquinanti presenti nell’aria.

Da qui l’importanza, prima di tutto, di una corretta igiene dei capelli con lavaggi regolari per mantenere la chioma e il cuoio capelluto liberi da un eccesso di inquinamento. Inoltre per contrastare gli effetti dello smog lo studioso consiglia di indossare cappelli per proteggersi dall’esposizione al particolarato e ridurre i danni attraverso lo styling a basse temperature.

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Laura De Rosa

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La bici usata? Portala da Decathlon: torna Trocathlon dove puoi acquistare e vendere l’attrezzatura sportiva

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Vi siete mai chiesti cosa farne dell’attrezzatura sportiva che non usate più? Oppure, avreste mai voluto acquistare una bicicletta o un paio di sci senza però dover spendere eccessivamente? Adesso è possibile.

Decathlon offre una mano agli appassionati di sport con un evento dedicato proprio a chi vuole vendere la propria attrezzatura o acquistarla. Come? Organizzando anche quest’anno il Trocathlon: l’evento di Decathlon dove è possibile acquistare e vendere attrezzatura sportiva.

Che cos’è Trocathlon

Il Trocathlon, un’iniziativa lanciata anni fa, che ha luogo due volte l’anno – rispettivamente a marzo ed ottobre – e si svolge in quasi tutti i negozi Decathlon in Italia, vi dà l’opportunità di scegliere di cosa liberarvi.

Stiamo parlando di un vero e proprio mercatino dell’usato in grado di offrire al cliente maggiori tutele rispetto al “fai da te”: l’attrezzatura in vendita infatti sarà prima valutata da un consigliere di vendita tecnico. A quel punto, a seguito di un’attenta verifica verrà dato il giusto valore al prodotto, tutelando sia chi compra sia chi vende.

Sono invitati a partecipare tutti gli amanti dello sport e soprattutto coloro che vogliono aiutare l’ambiente, promuovendo il riciclo e il riuso.

Quest’evento è rivolto a chiunque voglia cambiare la sua attrezzatura sportiva a favore di qualcosa di nuovo; è in cerca di qualcosa di più tecnico; chi sta abbandonando un sport non ha più bisogno dei suoi vecchi attrezzi o chi al contrario si sta affacciando ad una nuova disciplina per la prima volta. È rivolto anche ai più piccoli, che crescendo alla velocità della luce, hanno bisogno di un ricambio sempre più frequente.

I vantaggi di Trocathlon

Il Trocathlon non è solamente scambio, ma anche vantaggio. L’iniziativa dà a tutti la possibilità di acquistare qualcosa che si tiene d’occhio da tempo, ma che non si è riusciti ancora a portare a casa. Nel caso invece voleste approfittare dell’evento per vendere qualcosa ed il vostro prodotto non avesse ottenuto richieste, si può ricorrere al Marketplace: una speciale sezione del sito decathlon denominata 2hand.it dedicata alla vendita di prodotti usati.  Inoltre su questo sito è possibile scovare tutti gli eventi Trocathlon nella vostra zona.

Le date

L’iniziativa partirà l’11 ottobre, data in cui potrete lasciare in deposito la vostra merce fino al 24 ottobre. Dalla stessa data d’inizio, l’11 ottobre fino al 27, avrà luogo anche la vendita. Il 25, 26 e 27 invece effettueranno solo la vendita con uno sconto, su tutta la merce rimasta, del 20%.

Che altro dire? Cosa aspettate? Andate a recuperare quella vecchia bicicletta che non usate più, grazie al Trocathlon potrebbe trovare una nuova casa.
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Seggiolino con dispositivo anti-abbandono: ecco tutte le caratteristiche che dovrà avere

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Il seggiolino con dispositivo anti-abbandono è diventato ormai obbligatorio per legge, si attende solo l’ ufficialità tramite la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Ma quali sono le caratteristiche di questi nuovi strumenti di sicurezza per i bambini in auto?

Dopo molte discussioni e ritardi, la ministra dei Trasporti ha firmato il tanto atteso decreto attuativo dell’articolo 72 del Codice della Strada che prevede l’obbligatorietà di installare in auto seggiolini con dispositivo anti-abbandono per i bambini fino a 4 anni. (Qui potete leggere integralmente il decreto)

Ma di cosa si tratta esattamente e che caratteristiche devono avere questi strumenti per essere a norma?

Innanzitutto si tratta di un dispositivo di allarme la cui funzione è avvisare il guidatore della presenza del bambino in auto una volta spenta la vettura. Questo è estremamente utile nei casi in cui, il genitore o chi accompagna il piccolo, erroneamente si dimentica della sua presenza, la funzione principale dei nuovi seggiolini con dispositivo è proprio quella di prevenire l’abbandono dei bambini di auto.

In futuro tutti i seggiolini verranno venduti con dispositivo integrato ma anche le vetture potrebbero dotarsi di un strumento anti-abbandono. Nella fase iniziale dell’obbligatorietà, invece, la cosa più probabile (anche per agevolare le famiglie che già hanno seggiolini auto) sarà quella di acquistare un sistema indipendente dal seggiolino stesso e dal veicolo che possa essere adattabile ai supporti in possesso.

Come si legge sul decreto, il dispositivo anti-abbandono può dunque essere:

  • integrato all’origine nel sistema di ritenuta per bambini
  • una dotazione di base o un accessorio del veicolo, compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso
  • indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo
Caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali essenziali

Le caratteristiche del dispositivo vengono definite nell’allegato A del decreto:

  • a) il dispositivo anti-abbandono deve segnalare l’abbandono di un bambino di età inferiore a 4 anni, sul veicolo sul quale è trasportato, da parte del conducente del veicolo stesso mediante l’attivazione di uno dei segnali di cui alla lettera d
  • b) il dispositivo deve essere in grado di attivarsi automaticamente ad ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente
  • c) il dispositivo deve dare un segnale di conferma al conducente nel momento dell’avvenuta attivazione
  • d) nel caso in cui il dispositivo rilevi la necessità di dare un segnale di allarme, quest’ultimo deve essere in grado di attirare l’attenzione del conducente tempestivamente attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili all’interno o all’esterno del veicolo
  • e) il dispositivo anti-abbandono deve essere in grado di attivare il sistema di comunicazione indicato alla lettera g
  • f) se alimentato da batteria, il dispositivo deve essere in grado di segnalare al conducente livelli bassi di carica rimanente
  • g) i dispositivi anti-abbandono possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l’invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate

Insomma un dispositivo in grado di garantire la massima sicurezza ai piccoli viaggiatori.

Le sanzioni

Chi, una volta entrata in vigore la legge, verrà trovato privo di dispositivo anti-abbandono in auto potrà incorrere in una sanzione amministrativa che parte da 81 euro e può arrivare fino a 326 euro (56,70 per chi paga entro 5 giorni).

E’ prevista anche la decurtazione di 5 punti della patente.

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Francesca Biagioli

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L’incredibile storia di ‘Miracle’: il cane sopravvissuto per un mese sotto le macerie dell’uragano Dorian

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Gli hanno dato il nome di “Miracle” e non è un caso. Il cane che è stato trovato tra le macerie un mese dopo che l’uragano Dorian ha colpito le Bahamas ha infatti tutta l’aria di un miracolo: debole ed emaciato, ma vivo, è stato rintracciato grazie all’utilizzo di un drone.

Uno sguardo dolcissimo e decisamente poche forze, Miracle il cagnolone è stato tirato fuori dalle rovine dai soccorritori del Big Dog Ranch Rescue, a Loxahatchee Groves, nella contea di Palm Beach, a più di trenta giorni dalla devastante tempesta che si è abbattuta sulle Bahamas provocando morte e distruzione.

Miracle lo hanno localizzato con un drone bloccato sotto i detriti e, dopo averlo consolato con un po’ di cibo, sono stati in grado di tirarlo fuori.

Ora ha avanti a sé “una lunga strada da percorrere. Non può camminare da solo e ha parassiti nell’intestino”,

dicono dall’ente benefico.

Miracle è il 138esimo cane salvato dalla Big Dog Ranch Rescue e rimarrà fino a quando la sua famiglia non lo rivendicherà, se nessuno lo farà Big Dog Ranch si opererà per trovargli una sistemazione definitiva.

E allora buona fortuna, Miracle!

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Germana Carillo
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Arrivano piogge torrenziali in Amazzonia: salti di gioia e urla di felicità da parte dei volontari

GreenMe -

Nel bel mezzo della tragedia ecco qualcosa di miracoloso: un gruppo di volontari ringrazia il cielo per l’arrivo di un’improvvisa pioggia torrenziale che porta sollievo dopo i terribili incendi. Ci troviamo nell’Amazzonia boliviana, nella provincia di Guarayos, ma questo gesto, così sentito ed emozionante, ha già fatto il giro del mondo.

I volontari, che da giorni cercavano di spegnere le fiamme, all’arrivo della pioggia si sono scatenati saltando di gioia, urlando, inginocchiandosi a terra con le braccia alzate verso il cielo.

Esta imagen me conmovió hoy. Es la de un bombero agradeciendo por la lluvia. Fotografía: "Júbilo por la lluvia…

Pubblicato da Irina Ráfols su Mercoledì 2 ottobre 2019

Poi si sono uniti formando un cerchio e tenendosi per mano hanno pronunciato una preghiera di ringraziamento, come riporta El Dia digital:

“Sia benedetto il Signore per averci benedetto, per averci concesso un po’di riposo per riprendere forza, … benedici tutti noi signore, Santa Cruz e Bolivia, tutti quelli che hanno combattuto così tanto e quelli che hanno lasciato al tuo fianco”, hanno pregato tenendosi per mano e in cerchio i volontari.”

Certo, la situazione in questa zona dell’Amazzonia continua a essere critica ma le piogge intense hanno perlomeno contribuito a spegnere un po’ le fiamme, essendo durate circa 35 minuti, seguite da pioviggine che ha inumidito la zona, come ha dichiarato Diego Suarez, capo del gruppo di vigili del fuoco della Fondazione Quebracho.

Una gioia contagiosa, la loro, che sta facendo emozionare tutto il mondo.

Bomberos voluntarios festejan con alegría y lágrimas en los ojos la llegada de una lluvia torrencial en el municipio de Guarayos, en la Chiquitanía, donde se registraron varios focos de incendios

#ÚLTIMO Bomberos voluntarios festejan con alegría y lágrimas en los ojos la llegada de una lluvia torrencial en la provincia Guarayos, donde se registraron varios focos de incendio. Vídeo: Radio San José

Pubblicato da Los Tiempos su Martedì 1 ottobre 2019

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Laura De Rosa

Photo Credit: Diego Suárez

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Farmaco antipsicotico fa crescere il seno agli uomini: Johnson&Johnson condannata ad un risarcimento record da 8 miliardi di dollari

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Si torna a parlare ancora una volta dei problemi giudiziari di Johnson & Johnson. In questo caso però, a mettere nei guai la nota azienda, non è stato il borotalco ma un farmaco antipsicotico, il Risperdal, per il quale J&J è stata condannata a pagare ben 8 miliardi di risarcimento.

Il Risperdal è un farmaco antipsicotico spesso prescritto nel trattamento della schizofrenia e del bipolarismo ma che presenta un grave effetto collaterale, quello di far crescere il seno agli uomini (ginecomastia). Secondo l’accusa la multinazionale statunitense, nonostante sapesse di questo rischio, non ha avvisato in alcun modo medici e pazienti, perciò è stata condannata ad un risarcimento da capogiro.

E’ stata una giuria di Philadelphia a ordinare a Johnson & Johnson di pagare i danni ad un uomo, Nicholas Murray, che ha usato il Risperdal da bambino e che appunto gli ha causato un ingrossamento delle mammelle. Murray, che oggi ha 26 anni, ha dichiarato di aver visto crescere il seno dopo l’assunzione di Risperdal iniziata nel 2003, quando i medici gli prescrissero il farmaco in seguito ad una diagnosi di disturbo dello spettro autistico.

La sanzione per i danni subiti dal ragazzo è stata fissata in 8 miliardi di dollari, la più alta tra quelle a cui l’azienda è stata condannata a causa del Risperdal (più di 13 mila sono le azioni legali avanzate contro questo farmaco).

Soddisfatti gli avvocati dell’accusa che hanno dichiarato:

“Questa giuria, così come altre giurie in altre controversie, ha nuovamente imposto danni punitivi a una società che ha pensato solo a fare profitti sulla pelle dei pazienti”

Johnson & Johnson però non si arrende e ha definito la condanna “gravemente sproporzionata”, l’azienda è quindi estremamente fiduciosa che verrà di molto ridimensionata in fase di appello.

Come sappiamo questa multinazionale è ormai abituata ad affrontare cause su cause, alcune delle quali finite poi con maxi risarcimenti a suo carico (come nel caso del  borotalco) oppure di essere accusata di fatti molto gravi, come quello di aver scatenato un’epidemia di oppioidi.   Nonostante questo non accenna a fare un passo indietro sulla composizione dei suoi prodotti cosmetici e neppure ad agire in maniera più rispettosa dei pazienti riguardo ai suoi farmaci.

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Francesca Biagioli

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Gli astronomi osservano per la prima volta la formazione di due stelle gemelle, che questa notte ci regalerà una pioggia di stelle cadenti

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Lo spazio continua a regalarci sorprese e, proprio pochi giorni fa, un team di scienziati ha osservato per la prima volta come nascono due stelle gemelle.

Grazie allo strumento ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) situato in Cile, gli astronomi hanno infatti assistito in tempo reale alla formazione delle stelle.

Le immagini ad alta risoluzione catturate durante il fenomeo mostrano due dischi in cui stanno nascendo due nuove stelle, all’interno di una rete di gas e polvere che assume una curiosa forma di pretzel.

Le due stelle riprese dal ALMA sono nate nel sistema [BHB2007] 11, un piccolo e giovane ammasso stellare nella nebulosa oscura Barnard 59, che a sua volta fa parte delle nubi di polvere note come nebulosa Pipa.

Da osservazioni precedenti dello stesso fenomeno, era stato possibile scoprire la struttura esterna che si forma quando due stelle nascono: ora, grazie all’elevata risoluzione del sistema ALMA, gli scienziati del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics hanno potuto vedere anche la struttura interna e capire meglio il modo in cui le stelle accrescono la massa delle stelle.

Un anello di polvere e gas circonda una giovane stella che accresce la materia dell’anello per potersi ingrandire. Ognuno dei due dischi è grande quanto la fascia di asteroidi del nostro sistema Solare e la distanza tra i due dischi è pari a 28 volte quella che separa il Sole dalla Terra.

I due dischi sono poi circondati da un terzo disco più grande composto da polvere organizzata a forma di spirale e che ha una massa 80 volte superiore a quella di Giove.

Le stelle accrescono la loro massa a partire dal disco più grande in due fasi: durante il primo step, la massa è trasferita dal disco più grande ai due dischi che circondano le stelle e nel secondo step le stelle raccolgono massa dai dischi circumstellari.

Il risultato di questo lavoro è stato pubblicato pochi giorni fa sulla rivista Science e fornisce nuovi e importanti dettagli sulla formazione delle stelle e dell’Universo.

Non avendo a disposizione dati su come si sia creato il Sole, questi studi consentono di comprendere la nascita dei sistemi solari e la formazione di pianeti rocciosi all’interno di tali sistemi.
Sapendo come nascono le stelle è dunque possibile capire le condizioni che permettono la nascita di sistemi stellari multipli.

Il fenomeno osservato dagli astronomi grazie allo strumento ALMA determinerà una caduta di polvere luminosa simile alle stelle cadenti.

Le minuscole meteore saranno visibili durante la notte tra l’8 e il 9 ottobre: non si tratterà di una pioggia molto intensa, ma lontano da fonti di inquinamento luminoso i più fortunati potranno esprimere un desiderio.

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Tatiana Maselli

Photo credit: ALMA

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Canova in mostra a Roma per uno dei più importanti eventi culturali dell’autunno

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Oltre 170 opere di Antonio Canova saranno ospitate a Palazzo Braschi dal 9 ottobre in una mostra-evento incentrata sul legame tra lo scultore e la città di Roma.

La mostra “Canova. Eterna bellezza” rappresenta l’evento culturale di punta dell’autunno romano e vedrà esposte più di un centinaio di opere e prestiti prestigiosi provenienti da Musei e collezioni italiani e stranieri, tra cui quelli dell’Ermitage di San Pietroburgo e dei Musei Vaticani.

Un viaggio per esplorare le opere di Canova e il fascino che la capitale ha avuto sullo scultore.
Giuseppe Pavonello, curatore della mostra, ha infatti voluto raccontare l’arte di Canova nel contesto che l’artista trovò a nella capitale, quando arrivò nel 1779.

Lungo il percorso espositivo che si snoda in 13 sezioni, un gioco di luci attentamente studiato, permetterà di ammirare le opere simulando la luce della torcia, ricreando l’atmosfera in cui lo scultore mostrava i propri lavori agli ospiti nell’atelier romano di via Colonnette.

Il percorso è inoltre arricchito da installazioni multimediali e da 30 fotografie di Mimmo Jodice che ritraggono i marmi dello scultore attraverso lo sguardo di uno dei più grandi maestri della fotografia.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con l’Accademia nazionale di San Luca, con il Museo Antonio Canova di Possagno e con Gypsotheca, sarà aperta fino al 15 marzo e, per visitarla, i romani potranno utilizzare la tessera Mic Card, che con 5 euro consente ai residenti l’ingresso ai musei della città.

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Tatiana Maselli

Photo credit: Alexander Koksharov

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Il Reattore 4 di Chernobyl apre ai turisti: si potrà visitare la sala di comando con tuta e mascherina

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Negli ultimi anni la centrale nucleare di Chernobyl ha visto un enorme aumento del numero di visitatori. L’interesse verso l’area del più grande disastro nucleare del mondo è cresciuta soprattutto dopo il lancio della mini serie televisiva “Chernobyl prodotta da HBO e l’Ucraina ha deciso di sfruttare il momento di popolarità.

Il governo ha infatti avviato un progetto per incoraggiare ulteriormente i turisti a visitare la zona, aprendo le porte alle stanze della centrale finora vietate.

Lo scorso luglio il presidente ucraino Volydymyr Zelensky ha firmato un decreto in cui Chernobyl è stata riconosciuta come attrazione turistica ufficiale e in cui sono stati previsti 21 itinerari da proporre ai visitatori.

“Dobbiamo dare a questo territorio ucraino una nuova vita”, aveva dichiarato Zelensky all’epoca della firma.

Il primo itinerario a vedere la luce sarà quello del Reattore 4, ma poiché nella sala di controllo è ancora rilevabile un alto tasso di radiazioni a 33 anni dall’incidente nucleare, sono previste delle regole per i coraggiosi turisti.

Ai visitatori saranno infatti fornite tute, elmetti e maschere, che dovranno essere indossati obbligatoriamente. Le visite potranno durare al massimo cinque minuti e al termine, ci si dovrà sottoporre a un test per misurare il grado di esposizione alle radiazioni.

Per poter aprire l’area ai turisti, il governo ha effettuato investimenti importanti, tra cui quello di 1,5 miliardi di euro per la costruzione di una cupola protettiva atta a impedire fuoriuscite di materiale radioattivo.

Alcune sezioni, tra cui il “cimitero delle macchine” del villaggio di Rossokha, rimangono vietate, almeno per il momento.

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Tatiana Maselli

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Sono nati i tartarughini di Pesaro salvati dalla tempesta e figli di Luciana: già in mare 32 di loro

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I tartarughini di Luciana, l’esemplare di Caretta caretta approdata la scorsa estate sulla spiaggia di Baia Flavinia, Pesaro, sono finalmente nati e alcuni di loro sono già stati riconsegnati alle acque del mare.

Luciana aveva deposto le uova il 30 luglio: un evento straordinario poiché quello della città marchigiana è il nido di Caretta caretta più a nord mai osservato in Europa e probabilmente nel mondo.

Una nidificazione eccezionale che al momento rappresenta un caso isolato ma che potrebbe indicare un cambiamento delle abitudini della Caretta caretta nell’alto Adriatico, probabilmente dovuto all’aumento delle temperature.

“Che le abitudini di Caretta caretta stiano cambiando lo vediamo ormai da diversi anni, basti pensare che nel 2004 le presenze nell’Alto Adriatico erano stimate intorno alle 20-25.000, nel 2014 erano già circa 70.000, praticamente triplicate in dieci anni. Quella che stiamo vedendo potrebbe essere una colonizzazione dell’Alto Adriatico da parte di queste tartarughe, e la nidificazione di Pesaro è uno degli elementi a sostegno”, ha spiegato Sandro Pari, presidente di Fondazione cetacea, organizzazione che si occupa della tutela e della riabilitazione degli animali marini.

Dalla deposizione delle uova il nido è stato sorvegliato giorno e notte proprio dai responsabili della Fondazione cetacea, oltre che da numerosi volontari che si sono adoperati per evitare che la tana venisse danneggiata o disturbata.

Una storia di solidarietà che ha coinvolto tutta la popolazione, turisti compresi, e che è stata seguita con molta partecipazione anche online grazie ai continui aggiornamenti della Fondazione sui Social Network.

Tutto procedeva in modo regolare, quando giovedì scorso una tempesta si è abbattuta sulla città di Pesaro: il mare grosso, la pioggia, il vento e un brusco calo delle temperature avrebbero potuto mettere in serio pericolo le piccole tartarughe proprio nei giorni in cui era prevista la schiusa.

Giovedì mattina dunque lo staff della Fondazione Cetacea è intervenuto per evitare che il nido venisse danneggiato mettendo a rischio la sopravvivenza dei piccoli.

I membri della Fondazione e i volontari hanno così scavato la sabbia, dissotterrato il nido e recuperato diverse uova ancora chiuse e circa trenta tartarughini già nati, che sono stati immediatamente portati in una clinica veterinaria di Riccione in attesa di poter essere rilasciati in mare.

Buone notizie per gli studiosi, ma anche per la tanta gente comune, che in questo periodo si è appassionata alla storia…

Pubblicato da Fondazione Cetacea su Giovedì 3 ottobre 2019

L’emozionante liberazione dei tartarughini pronti a prendere il mare è avvenuta lo scorso sabato: 32 piccole Carretta carretta sono state rilasciate da una barca al largo dallo staff della Fondazione, con l’aiuto della Capitaneria di porto.

Stamattina, dopo il caldo saluto in porto di una parte dei numerosissimi volontari che in questi due mesi hanno vigilato…

Pubblicato da Fondazione Cetacea su Sabato 5 ottobre 2019

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Tatiana Maselli

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UNO lancia la versione ufficiale in Braille: ora anche i non vedenti potranno giocare

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Il popolare gioco di carte UNO, che nel 2021 compirà 50 anni, diventa accessibile ai non vedenti e agli ipovedenti: tutte e 108 carte, infatti, riporteranno l’alfabeto Braille, stampato sia sul fronte che sul retro: in questo modo i giocatori possano leggerne il colore, il numero o le istruzioni come “Inverti” o “Salta”.

Ad annunciarlo è Mattel, che ha collaborato con la Federazione nazionale dei ciechi degli Stati Uniti per creare i nuovi pezzi trasformando un gioco essenzialmente visivo in qualcosa di accessibile ai 39 milioni di non vedenti in tutto il mondo.

Questa è la seconda modifica inclusiva: già nel 2017, le carte sono state ripensate in modo che anche il daltonico potesse partecipare ai giochi (UNO ColorADD).

Con il lancio di UNO Braille, stiamo avendo un impatto reale su una comunità che è stata messa in un angolo per troppo tempo, fornendo un gioco cui sia i non vedenti che gli ipovedenti possono partecipare”, ha affermato Ray Adler della Mattel.

La confezione UNO Braille presenta il linguaggio Braille sul davanti e sul retro per una chiara identificazione e indirizza i giocatori su UNOBraille.com dove possono trovare le istruzioni di gioco con file leggibili in braille da scaricare. I giocatori possono anche accedere alle istruzioni vocali tramite Amazon Alexa e Google Home.

UNO Braille è disponibile nei negozi Target a livello nazionale negli States e su Target.com per 9,99 dollari. Per ora qui da noi è possibile solo acquistarlo online e fare affidamento a questa versione non originale.

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Germana Carillo

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