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‘Unlock opportunities’ and pave the way for sustainable development, UN chief urges on World Population Day

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As the number of people on the planet continues to rise, UN Secretary-General António Guterres marked World Population Day by highlighting the close link between the 2030 Agenda for Sustainable Development and demographic trends – urging everyone to “unlock opportunities for those left behind and help pave the way for sustainable, equitable and inclusive development for all”.

5 iniziative dagli USA che non ti aspetti per migliorare il clima

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Buona parte degli Stati Uniti si sta opponendo alle politiche anti-ecologiche del Presidente Donald Trump. Una delle sue scelte “rivoluzionarie”, da neoeletto, è stata infatti quella di ritirare gli USA dagli Accordi di Parigi sul clima.

Nonostante questo, gli Stati Uniti sono comuque sulla buona strada per limitare entro il 2025 le emissioni di anidride carbonica: ben 5oo i milioni di tonnellate in meno che saranno immesse nell’atmosfera. Certo, per raggiungere questo incredibile obiettivo le tecnologie ecologiche devono essere realizzate ed utilizzate al meglio. A comunicare queste (e altre) iniziative “verdi” è il magazine dell’Università di Padova. Stando a quanto si apprende, nel 2017 le emissioni di gas serra registrate sono state le più basse da 25 anni. Inoltre, sulle strade statunitensi saranno 4 milioni i veicoli a impatto zero che vi circoleranno. Senza dimenticare che le aziende che hanno scelto la strada dell’ecosostenibilità rispettando gli Accordi di Parigi sono ben 70.

Le proposte dagli USA per migliorare il clima.

E le soluzioni che l’America “verde” intende mettere in campo per contrastare l’inquinamento del pianeta sono molteplici. Si parte, infatti, dal velocizzare la chiusura degli impianti che utilizzano il carbone, per poi proseguire con:

  • l’incremento dell’efficienza energetica, ristrutturando le abitazioni private;
  • la diminuzione di idrofluorocarburi (HFCs, un super inquinante);
  • il maggiore utilizzo di veicoli elettrici;
  • politiche per la riduzione dell’utilizzo del carbone nei luoghi di lavoro.

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A Washington i neri resistono con la musica alla speculazione

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Mentre la capitale diventa una delle città più ricche e alla moda degli Stati Uniti, i neri lottano per riprendersi i loro spazi. Il movimento nato con dei concerti spontanei nelle strade ora vuole mettere un freno alla gentrificazione.

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Gli ambienti naturali fanno bene alla salute

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L’idea, che trascorrere del tempo libero in ambienti naturali è un bene per la nostra salute e il benessere, non è nuova. I genitori dicono ai loro figli, di andare a giocare fuori, essendo un bene per loro, da generazioni. Uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, dice che, stare in natura per appena due…

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Volatili: le mangiatoie aumentano la popolazione urbana di specie un tempo rare

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È un’abitudine sempre più diffusa quella di nutrire con una mangiatoia i piccoli uccelli nel balcone o cortile di casa. A causa dei cambiamenti climatici, della scomparsa degli habitat e anche del gran numero di gatti domestici lasciati incautamente liberi su balconi e giardini (potrebbe bastare un campanello al collo per rimediare), molte specie di uccelli sono a rischio. Consapevoli di questo, in Gran Bretagna – ma non solo – si abbellisce l’uscio con una mangiatoia (ce ne sono anche di molto divertenti, come dimostra la fotogallery).

Adesso una ricerca evidenzia che questa abitudine sta aumentando la biodiversità tra i volatili nelle regioni urbanizzate…

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Le vette alpine ripulite dai rifiuti

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Il tempo in cui, alla pari del mare, erano considerate oasi di pulizia sono ormai alle spalle. Anche le montagne sono vittime del crescente inquinamento del Pianeta. Le prime a cadere sotto i colpi della plastica, dei mozziconi di sigaretta e dei portamonete sono state le vette asiatiche. Ma con l’arrivo delle alte temperature e lo scioglimento della neve, anche le vette alpine hanno visto riaffiorare i «segni» della stagione invernale ormai alle spalle. Una conseguenza quasi inevitabile, con l’apertura al turismo di massa. Il resto lo sta facendo il riscaldamento globale che, sciogliendo parte dei ghiacciai, dà il via libera alla spazzatura lasciata dagli scalatori per decenni. Necessario è dunque correre ai ripari. Come? Chiedendo in primis ai frequentatori delle montagne di dare il proprio contributo per preservare l’ambiente.

IN SVIZZERA VIA AL CLEAN UP TOUR E AL PROGETTO SHERPA  – Se qualche anno fa le autorità nepalesi hanno iniziato a chiedere un deposito cauzionale di quattromila dollari per ogni team di scalatori, rimborsato se ognuno di loro riporta alla base almeno otto chili di rifiuti, adesso in Svizzera ci si organizza con vere e proprie spedizioni per riportare la spazzatura a valle e smaltirla correttamente. Consiste in questo il Clean up Tour dell’associazione ambientalista Summit Foundation, che sta letteralmente ripulendo le piste da sci delle principali località turistiche elvetiche. Cittadini, esponenti degli enti locali e soprattutto turisti sono coinvolti nel riportare a valle i “resti” della stagione invernale. Dalla Romandia i tour si sono a poco a poco espansi a Hasliberg, Gryon, Nendaz, Zinal e arriveranno fino ad Airolo in Ticino. L’organizzazione fornisce tutto il necessario per la raccolta (guanti, sacchetti, etc) e offre anche colazione e pranzo. Per ora sono stati raccolti 500 chilogrammi tra carte, pezzi di plastica, mozziconi di sigaretta ma anche parti di attrezzatura da sci quando non intere tavole da snowboard. Secondo Alice Laurin, coordinatrice dell’iniziativa nella Regione del Dents du Midi, si raccolgono circa 2 o 3 kg di rifiuti per persona e ci si rende conto di quanto sia importante la sensibilizzazione e il coninvolgimento delle persone.

E poi c’è il progetto «Sherpa», lanciato dall’azienda ticinese dei rifiuti, dalla Federazione alpinistica ticinese e dalla locale del Club Alpino svizzero. Tramite dei sacchetti reperibili direttamente presso le strutture alpine su territorio ticinese, è possibile evitare l’accumulo di rifiuti e diminuire i costi ambientali dei voli in elicottero che riforniscono le capanne. Compilando il guest book «Sherpa» negli enti aderenti è inoltre possibile partecipare all’estrazione di premi ecologici (quali una bicicletta nuova fiammante). La missione ha l’obiettivo di ripulire le montagne e trasmettere ai più giovani il senso di responsabilità e di rispetto per la natura e per chi la abita.

L’INSEGNAMENTO DAL MONDO DELLO SPORT – Esperienze analoghe, negli anni, si sono concretizzate anche in Italia: dall’Irpinia al Bellunese. Buona abitudine per i frequentatori della montagna sarebbe quella di portarsi nello zaino un sacchetto di plastica da usare come portarifiuti, ed evitare di gettare a terra cose che potrebbero essere non solo spiacevoli da vedere, ma soprattutto pericolose per l’ambiente e per chi primariamente lo abita. Se quest’operazione può sembrare facile e scontata per alcuni, spesso può risultare difficile per chi in montagna sta correndo una gara, e non ha con sé zainetti o tasche abbastanza capienti. Così, un paio di anni fa, è nata la campagna «Io non getto i miei rifiuti». Obbiettivo: sensibilizzare i podisti al rispetto della natura e dell’ambiente. Oltre alla squalifica immediata dell’atleta sorpreso a gettare a terra il rifiuto, le gare aderenti alla campagna scelgono di allestire i propri ristori in modo sostenibile, non servendo acqua in bicchierini di plastica e posizionando più punti destinati alla raccolta dei rifiuti lungo il percorso.

Twitter @fabioditodaro

Fonte: Wise Society

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La riscoperta del treno per le vacanze dei giovani

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Chi scrive, ha già scelto come andare in vacanza: «intercity notte», partenza da Milano alle 19,50 dell’1 agosto e arrivo a Taranto l’indomani alle 8. Una necessità, ormai da molti anni, che nel 2019 ricalca però anche un trend: la riscoperta dei treni notturni per le lunghe percorrenze. Una soluzione «slow», che permette di bypassare le lunghe code in aeroporto e in autostrada. Oltre che di dare il proprio contributo all’ambiente, seguendo l’esempio di Greta Thunberg, che da mesi gira il mondo sostenendo la causa ecologica.

Viaggiare in treno: trentamila ragazzi italiani quest’estate hanno fatto richiesta di biglietti Interrail, Image by iStock

L’IMPEGNO MANIFESTO DELLA SVEZIA – La Svezia, sulla scia di quanto fatto da Greta, ha già dichiarato di voler stanziare 50 milioni di corone per far nascere una rete di treni letto internazionali che colleghino quotidianamente Stoccolma e Göteborg con le principali destinazioni dell’Europa continentale: prime tra tutte Berlino, Bruxelles e Parigi. «Non basta solo promettere trasporti sostenibili, bisogna anche offrire delle soluzioni alternative – ha dichiarato il viceministro delle Finanze, Per Bolund -. L’obbiettivo è ripristinare quella rete di servizi notturni che voli low cost e alta velocità hanno messo fuori mercato». La cifra di partenza messa a disposizione dal governo svedese è limitata (in euro supera di poco i 5 milioni), ma è un segnale importante che si affianca al successo fatto registrare sia dal collegamento notturno internazionale tra Stoccolma e Narvik (in Norvegia) sia dal servizio letto estivo Stoccolma-Berlino. Nessun altro Paese ha finora dichiarato apertamente di voler seguire l’esempio svedese. La sensazione però è che, 136 anni dopo il primo viaggio dell’Orient Express, la palla abbia ormai iniziato a rotolare.

L’OFFERTA ITALIANA – Detto dell’attrattiva che l’Interrail sta suscitando sui neomaggiorenni, l’Italia non ha finora dichiarato cosa intende fare, a riguardo. I treni notte sono sempre esistiti, ma continuano a rappresentare l’extrema ratio per i tanti meridionali emigrati al Nord. Da Milano, ci vogliono quasi 12 ore per raggiungere la

Sleeping train from Laocai to Hanoi in vietnam

Puglia, 16 per essere a Reggio Calabria, addirittura 20 per staccare la spina a Palermo. Il viaggio, detto per esperienza, è più comodo di quanto si possa pensare. Ogni cuccetta, prima di una nuova partenza, viene rifornita con lenzuola, federe, spazzolino, tappi antirumore e ciabattine: tutto usa e getta. Al mattino, assieme alla colazione, viene fornito anche un quotidiano (che bella abitudine). La base dunque esiste, ma a questo punto andrebbe migliorata per fare in modo che il viaggio notturno, più che una necessità, diventi una scelta. Come? Più che aumentando i collegamenti, che per le principali città già ci sono, migliorando la qualità dei viaggi. L’uso di treni piuttosto vecchi li rende ancora abbastanza rumorosi. Qualcosa si potrebbe fare anche sui prezzi, in modo da permettere a questi treni di recuperare terreno rispetto ai voli low-cost. In fondo, adesso, la scelta sarebbe tutt’altro che controtendenza. A Trenitalia il compito di agevolare per una volta la vita a chi vive al di là di Napoli, visto che laggiù l’Alta Velocità è qualcosa di visibile soltanto sul piccolo schermo.

Twitter @fabioditodaro

Fonte: Wise Society

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Tuesday’s Daily Brief: #GlobalGoals progress, essential meds, updates from Cox’s Bazar, Sudan and DR Congo

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This Tuesday’s UN top stories are: high-level discussions on the progress made towards the 17 Sustainable Development Goals; falling behind on universal education dream; the UN list of essential medicines updated; life-threatening floods in Rohingya refugee camp in Cox’s Bazar, Bangladesh; and human rights in Sudan and in the Democratic Republic of the Congo.

Monday’s Daily Brief: global homicide figures, neo-Nazi recruitment, Kashmir, and migrants’ plight in USA

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This Monday, we cover: a record high number of civilian casualties in Kashmir this year; a new UN study showing that more people die due to homicide than war; how neo-Nazis target children online to expand their ranks; and condemnation by the UN human rights chief, Michelle Bachelet, over detention conditions for migrants in the USA.

Da Nord a Sud: ecco le spiagge che offrono più servizi

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Lo stato di salute delle nostre spiagge, si sa da tempo, non è dei migliori. Da anni si parla della possibilità di certificare quelle «amiche» dell’ambiente, ma nella realtà dei fatti la situazione non è poi così idilliaca. I nostri litorali sono pieni di rifiuti, plastica in primis. Uno scenario che, con le dovute differenze territoriali, può essere indicativo delle condizioni generali delle coste dalla Sicilia alla Liguria. Questa situazione ha spinto «Altroconsumo», nella sua consueta indagine annuale sugli stabilimenti balneari italiani, a dare maggiore rilevanza proprio alla capacità degli stessi di agevolare un corretto smaltimento dei rifiuti. Dote che è ancora lontana dalla perfezione.

IL PRIMATO DI CERVIA – La presenza dei cestini (differenziati) per i rifiuti ha rappresentato però soltanto una parte dell’inchiesta condotta dalla principale associazione italiana di consumatori. Nel valutare tutti gli stabilimenti balneari (quelli già aperti tra il 20 aprile e il 15 maggio) di Cervia, Anzio, Finale Ligure, Castiglione della Pescaia, Porto Recanati, la penisola Sorrentina e il litorale di Palermo, sono stati presi in considerazione diversi aspetti. Si è partiti da una valutazione generale, guardando anzitutto alle strutture di intrattenimento per i più piccoli presenti: dall’esistenza di un’area giochi fino al campo dal beach volley. L’analisi ha riguardato anche la disponibilità del wi-fi, di cui sempre più di rado riusciamo a fare a meno. Punti in più anche sono stati dati anche a chi ha allestito all’interno dello stabilimento zone relax (con divanetti, amache o poltrone su cui rilassarsi) e aree fitness (attrezzata per svolgere attività sportiva, un po’ come in palestra). Dai risultati assegnati a questi parametri è venuto fuori il primato di Cervia, che conferma come in riviera romagnola, pur partendo da una «materia prima» (il mare) esteticamente meno apprezzato rispetto a quella che bagna altri tratti di costa italiana, si è riusciti a vincere la scommessa del turismo balneare puntando sulla qualità dei servizi e sul costante aggiornamento secondo le esigenze dei turisti. Per intrattenimento, servizi accessori e raccolta dei rifiuti gli stabilimenti hanno ottenuto quattro stelle.

Tra le spiagge italiane, quella di Cervia nell’indagine annuale di Altroconsumo è risultata prima per la qualità dei servizi e per il costante aggiornamento secondo le esigenze dei turisti: ci si può anche sposare… foto: Sandraeurbanofotografi

BENE COMUNQUE DALLA LIGURIA AL LAZIO – Nell’analisi è stata considerata anche la disponibilità delle docce,  dell’acqua calda e di una fontanella per lavare i piedi prima di andare via (meglio se gratuita). Questi servizi «accessori», di cui fanno parte anche i parcheggi per raggiungere le spiagge in bicicletta, sono stati valutati in tutte le strutture. Al secondo posto della classifica si è piazzata Castiglione della Pescaia, famosa località della Maremma, in Toscana. Ottima l’offerta ristorativa e buoni i giudizi relativi alla raccolta dei rifiuti, all’informazione e alla cortesia del gestore. Media invece la valutazione dei servizi accessori: la doccia fredda è sempre gratis, spesso ci sono le fontanelle d’acqua e la cabina comune in cui poter lasciare i giochi, raramente invece c’è l’acqua potabile a disposizione, il parcheggio bici e la doccia calda. A seguire Finale Ligure, una delle località del Ponente ligure più apprezzate, dove però le strutture di intrattenimento, le attività di ristorazione e la raccolta dei rifiuti sono mediamente un po’ meno curate. Per un soffio giù dal podio Anzio, indietro soprattutto per la carenza di strutture di intrattenimento (scarseggiano campi, piscina e area fitness) e per la disponibilità da parte dei gestori dei lidi passati in rassegna.

SUD A DUE FACCE – Dall’indagine – da cui si deduce che ad agosto serviranno tra 10 e 70 euro per affittare ombrellone e due sdraio nelle spiagge private italiane – emerge infine un Sud a due facce. Non potendo competere sui servizi accessori, vista la conformità della costa, la Penisola Sorrentina ha cercato di recuperare terreno sul fronte della raccolta differenziata (contenitori presenti in tutti gli stabilimenti visitati). D’altra parte, però, il litorale di Palermo si ritrova in coda alla classifica. In mezzo a giudizi piuttosto bassi, si salvano soltanto i servizi di ristorazione. Non vanno bene neanche i servizi accessori: di rado c’è qualcosa in più di fontanelle e doccia fredda comune. E – altra nota dolente – la raccolta dei rifiuti non prevede alcuna differenziazione: negli stabilimenti aperti abbiamo trovato solo sacchi per rifiuti generici. Considerando il punto di partenza, è d’obbligo fare di più.

Twitter @fabioditodaro

Fonte: Wise Society

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