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L’uomo di Neanderthal poteva sopravvivere: l’estinzione è solo sfortuna. Lo studio

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Circa 40.000 anni fa scomparve l’uomo di Neanderthal, ma (stavolta) potrebbe non essere colpa nostra. Uno studio condotto da scienziati di tre istituti dei Paesi Bassi (Università di Tecnologia di Eindhoven, Università di Leida e Università di Wageningen) suggerisce che l’estinzione di questa specie potrebbe essere stata “banalmente” sfortuna.

La teoria finora consolidata sull’avvicendarsi delle specie umane afferma che gli uomini moderni hanno avuto un ruolo importante nell’estinzione dei Neanderthal: bande di individui Homo Sapiens avrebbero invaso il territorio abitato dai nostri “precedenti” (come Europa e Vicino Oriente), superandoli in astuzia e determinandone quindi la fine.

Ma forse abbiamo avuto troppa fretta a darci la colpa. Perché gli uomini di Neanderthal potrebbero aver fatto “tutto da soli” (tra l’altro già altri studi recenti hanno insinuato dubbi sulla presunta superiorità dei Sapiens).

Basandosi su modelli della biologia della conservazione, gli scienziati hanno cercato di simulare le condizioni di vita di questa antica specie, partendo da un presupposto finora incontestato: la popolazione dei Neanderthal era estremamente piccola, comprendendo forse non più di 10.000 individui, e così rimase per tutta la sua esistenza.

A questo punto hanno simulato processi a cui le popolazioni così esigue sono particolarmente vulnerabili: consanguineità, difficoltà nella ricerca del compagno e fluttuazioni casuali (nella mortalità e nella riproduzione).

Con loro sorpresa, il team ha scoperto che anche se gli uomini di Neanderthal fossero stati completamente identici agli umani moderni, avrebbero rischiato l’estinzione comunque, semplicemente a causa della loro piccola popolazione.

Questo suggerisce che non era necessaria alcuna invasione di un’altra specie affinché sparissero dalla faccia della terra: i Neanderthal potrebbero essere stati semplicemente sfortunati a vivere in piccolo numero.

“Le piccole popolazioni possono sopravvivere per lunghi periodi di tempo e poi improvvisamente scomparire – spiega Krist Vaesen, coautore dello studio –  Questo a causa di fluttuazioni casuali di nascite, morti, rapporti tra i generi sessuali e pressioni ambientali”.

Dunque è possibile che l’Homo Sapiens abbia accelerato il processo di estinzione, al limite, ma comunque non necessariamente. E non è questa l’unica ipotesi.

“I nostri risultati suggeriscono un altro scenario plausibile: una pacifica coesistenza delle due specie – aggiunge infatti il ricercatore – uno scenario in cui la semplice presenza di bande di esseri umani moderni ha ridotto le opportunità per i Neanderthal di trovare compagni, allevare e migrare”.

Nulla ancora di certo, chiaramente. Ma qualche dubbio in più che fa crollare antiche certezze.

“Indipendentemente dal fatto che fattori esterni o la competizione sulle risorse abbiano avuto un ruolo nell’estinzione dei Neanderthal – conclude Vaesen –  il nostro studio suggerisce che qualsiasi spiegazione plausibile deve tenere in considerazione anche i fattori demografici come variabili chiave”.

Il lavoro è stato pubblicato su PLOS ONE.

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Questo salone ricicla i capelli tagliati ai clienti per assorbire le fuoriuscite di petrolio

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Nei saloni Grand Royal Barbers localizzati a Surry Hills, Darlinghurst e CBD in Australia, i capelli tagliati ai clienti non finiscono nella spazzatura come succede di solito, ma nelle calze. Il motivo? Contribuire all’assorbimento delle fuoriuscite di petrolio.

Sì perché i capelli sono un bioassorbente naturale in grado di assorbire sostanze oleose “3-9 volte il loro peso“, e possono pertanto rivelarsi utili per ripulire le acque in caso di fuoriuscite di petrolio, sostituendo o affiancando i prodotti sintetici a base di polimeri di plastica normalmente utilizzati in queste circostanze. Che se da un lato risolvono un problema, dall’altro ne creano un altro.

A mettere in luce questa loro proprietà è stata, fra le altre, una ricerca del 2018 condotta da Megan L. Phillips e Rebecca Pagnucco dell’University of Technology Sydney.

We’re using all our clients cut hair to make hair booms that clean up oil spills in the ocean.What does your barber do…

Pubblicato da Grand Royal Barbers su Domenica 20 ottobre 2019

I 3 negozi Grand Royal Barbers, che fanno parte della società “Sustainable salons“, ovvero “Saloni sostenibili“, attenta alle problematiche ambientali e impegnata nella riduzione dei rifiuti nei saloni australiani, ogni settimana raccolgono tutti i capelli tagliati, inviandoli alla società che li utilizza per contrastare l’inquinamento dei mari. E sono stati i primi a farlo nel paese, anche se ora molti altri parrucchieri li hanno fortunatamente imitati.

Ai clienti del salone viene chiesto di pagare 2 dollari in più per contribuire alla causa e a quanto pare tutti hanno aderito volentieri.

E qui non solo si raccolgono capelli ma si riciclano anche tutte le bottiglie di plastica, tutti i rasoi e gli strumenti utilizzati per la tintura. Insomma, un salone da cui prendere esempio a 360 gradi!

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A Bologna il gioco da tavolo che supporta la giocoterapia per aiutare i bambini malati a sentirsi meglio

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Si chiama “Va Mo Là! Il memo di Bologna” il nuovo gioco da tavolo ideato da BolognaGames in collaborazione con Edizioni Pendragon, che supporta il progetto di giocoterapia promosso dall’Ageop, Associazione genitori ematologia oncologia pediatrica, il cui scopo è aiutare i bimbi malati a sentirsi meglio, a raccontarsi ed esprimere le loro emozioni.

Insomma un gioco sì, ma non uno scherzo, che consiste in una sfida di osservazione e memoria dove vince chi riesce ad accoppiare più immagini della città. Immagini che raccontano la storia e le tradizioni, modi di dire e personalità di spicco bolognesi, accompagnate da un libretto scritto da Eros Drusiani dove conoscenza e divertimento vanno a braccetto, come dichiarato anche dall’Ageop sulla propria pagina fb:

“Non solo un gioco, ma un vero e proprio memo su Bologna che ne racconti la storia, i personaggi, i luoghi e le usanze più particolari e meno conosciute per far scoprire non solo ai cittadini petroniani, ma a tutti coloro che vogliono portarsi a casa un po’ di bolognesità, tutti segreti più nascosti della città.”

Alla scoperta di storia, personaggi e usanze della città Bologna con Va mo là!, il nuovo gioco da tavolo ideato da…

Pubblicato da AGEOP RICERCA su Giovedì 28 novembre 2019

Lo scopo del progetto è duplice: da un lato sostenere la Candidatura dei Portici di Bologna a Patrimonio Mondiale Unesco, dall’altro utilizzare i ricavi del gioco, venduto in libreria, per finanziare un anno di giocoterapia per i bambini:

Bologna Games si impegna a sostenere un anno di Giocoterapia , grazie alla quale le Psicologhe possono condurre gli importanti colloqui anche con i bambini più piccoli, per i quali spesso è difficile esprimere le proprie emozioni: il gioco veicola ciò che difficile esprimere per superare così i traumi della malattia.”

Un regalo di Natale solidale da non perdere!

L’importanza della giocoterapia per i bambini malati

A proposito della giocoterapia, si tratta di una terapia che sfrutta il gioco per sostenere il bambino nelle sue difficoltà, riconoscendogli un potere curativo. Il gioco infatti, grazie alla componente di divertimento, aiuta lo sviluppo sociale, fisico, cognitivo dei bambini e favorisce il superamento di vari problemi.

Inoltre, come premesso, può favorire il racconto di sé e l’espressione delle emozioni, soprattutto in situazioni difficoltose come quelle che i bambini vivono durante la malattia, quando mantenere un po’ di leggerezza non può che fare bene.

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Trovato nella Via Lattea un buco nero che non dovrebbe esistere

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Non doveva essere lì e invece c’è, con una massa pari a 70 soli: il più grande e “impossibile” buco nero è stato appena trovato nella Via Lattea da un gruppo di astronomi guidati dal National Astronomical Observatory of China della Chinese Academy of Sciences (NAOC). Il “mostro cosmico” è a 15.000 anni luce da noi ed è stato battezzato LB-1.

Si stima che la nostra galassia, la Via Lattea, contenga 1 miliardo e 700 milioni di stelle, ma anche 100 milioni di buchi neri, corpi formati dal collasso di stelle massicce dai quali anche la luce non può sfuggire. Fino ad ora, gli scienziati non ne avevano mai trovato uno di massa superiore a 20 soli. La scoperta di un enorme buco nero pari a 70 volte la nostra stella ha rovesciato questa ipotesi.

Ma come è possibile che un oggetto cosmico così enorme non sia mai stato trovato prima? Gli scienziati spiegano che fino a pochi anni fa i buchi neri potevano essere scoperti solo quando divoravano gas da una stella compagna (in qualche caso “mangiando” la stella). Questo processo crea infatti potenti emissioni di raggi X che arrivano qui sulla Terra e che rivelano la presenza dell’oggetto collassato.

Purtroppo (o per fortuna) la stragrande maggioranza dei buchi neri nella nostra Galassia non è impegnata in simili “banchetti” e quindi non emette raggi X in grado di arrivare qui da noi. Di conseguenza, appena due dozzine circa di “nostri” buchi neri sono stati ben identificati e misurati.

Per ovviare a questo limite, il team di ricercatori della NAOC ha esaminato il cielo con il China’s Large Sky Area Multi-Object Fiber Spectroscopic Telescope[ (LAMOST), alla ricerca di stelle che orbitano attorno a un oggetto invisibile, attratte dalla sua gravità. Questa tecnica osservativa non è in realtà nuova, perché fu proposta per la prima volta John Michell nel 1783, ma è diventata possibile solo con il progresso tecnologico di telescopi e rivelatori.

Tra l’altro, una tale ricerca è ‘come cercare un ago in un pagliaio’, perchè solo una stella su mille può essere intorno a un buco nero. Ma è andata bene: dopo la scoperta iniziale, i telescopi ottici più grandi del mondo, il Gran Telescopio Canarias (Canarie) e i telescopi Keck (Usa) sono stati usati per determinare i parametri fisici del sistema. Con risultati incredibili nel vero senso della parola: una stella otto volte più pesante del Sole è stata vista orbitare con periodo di 79 giorni attorno a un buco nero pari a 70 soli.

“Secondo la maggior parte degli attuali modelli di evoluzione stellare, i buchi neri di tale massa non dovrebbero nemmeno esistere nella nostra Galassia – spiega Jifeng Liu, che ha guidato la ricerca -Stelle molto grandi con la composizione chimica tipica della nostra Galassia dovrebbero versare la maggior parte del loro gas in potenti venti stellari mentre si avvicinano alla fine della loro vita. Pertanto, non dovrebbero lasciarsi alle spalle un residuo così massiccio. LB-1 è due volte più massiccio di quello che ritenevamo possibile. Ora i teorici dovranno affrontare la sfida di spiegarne la formazione”.

Eh sì, ora la palla torna ai teorici dell’evoluzione perché questa scoperta non è solo una curiosità: apre le porte a nuove teorie sulla nascita e lo sviluppo del cosmo.

“Questa scoperta ci costringe a riesaminare i nostri modelli di come si formano i buchi neri di massa stellare – conferma a questo proposito David Reitze, dell’Università della Florida negli Stati Uniti, non coinvolto nello studio – Questo straordinario risultato […] punta davvero a una rinascita nella nostra comprensione dell’astrofisica del buco nero”.

Il lavoro, al quale hanno partecipato scienziati di Cina, Stati Uniti, Spagna, Australia, Italia, Polonia e Paesi Bassi, è stato pubblicato su Nature.

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Foto: Jingchuan YU, Beijing Planetarium

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Courmayeur: valanga si stacca dal Monte Bianco e travolge diversi sciatori

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È successo pochi minuti fa a Courmayeur, sul Monte Bianco, dove una valanga ha travolto alcuni sciatori a Punta Helbronner dopo essersi staccata a quota 3mila metri, sotto la stazione di arrivo della funivia SkyWay.

Questa zona è frequentata soprattutto da sciatori fuoripista e a quanto pare, secondo il bollettino valanghe dell’Arpa, in mattinata il pericolo risultava marcato. Sul loro sito si legge infatti che il pericolo principale per la giornata di oggi è rappresentato dalla presenza “di lastroni superficiali di neve ventata sopra i 2000 m, il cui distacco è possibile al passaggio di un singolo sciatore/escursionista.”

Pericolo che aumenta sui pendii molto ripidi sottostanti le creste e i colli. E per quanto riguarda le valanghe spontanee, il bollettino avverte che in alta quota sono possibili distacchi spontanei di lastroni superficiali mentre in basso indica l’eventualità di “possibili valanghe di neve bagnata, soprattutto dai pendii molto ripidi soleggiati.

Dramma a Courmayeur, valanga si stacca dal Monte Bianco: travolte più persone
Paura a Courmayeur, dove pochi minuti fa una valanga ha travolto più persone a Punta Helbronner sul Monte Bianco. Il distacco è avvenuto a quota 3mila metri sul posto il Soccorso Alpino Valdostano. pic.twitter.com/xjBwnpcBnc

— Luca Vincenzo Simbari (@SimbariLuca) November 30, 2019

Al momento due sono gli sciatori coinvolti nell’incidente, ma si attendono aggiornamenti da parte del Soccorso Alpino Valdostano che è sul posto, impegnato nelle ricerche di eventuali altre vittime.

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Photo Credit: Twitter

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Giornata Mondiale contro l’Aids 2019: domani primo dicembre il Colosseo si tingerà di rosso

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Domani primo dicembre il Colosseo si illuminerà di rosso per celebrare la Giornata mondiale contro l’Aids. Il rosso è infatti il colore simbolo di questa lotta e tingerà per 3 giorni anche il sito del Ministero della Salute. L’Aids continua infatti a essere un problema tristemente attuale sebbene nel corso del tempo siano stati fatti tanti passi avanti.

L’evento di sensibilizzazione, che si ripete ormai dal 1988 a livello mondiale, avrà inizio in Italia alle 17:30 con l’accensione dei fari che illumineranno la facciata del Colosseo, su cui verrà anche proiettato il logo “STOP AIDS”.

Parteciperanno all’iniziativa i componenti del Comitato tecnico sanitario del Ministero della Salute e le Associazioni di volontariato più rappresentative del settore oltre alle Istituzioni.

Lunedì 2 dicembre la vblogger Sofia Viscardi su SKY1 parlerà con i ragazzi di XFactor dell’HIV e dal primo dicembre sarà disponibile una clip sui social del programma dove i concorrenti metterranno alla prova le loro conoscenze in materia.

L’evento verrà raccontato su Twitter e su Instagram e trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del Ministero e potrà essere seguito tramite gli hashtag #HIVriguardatutti #stopAIDS #WorldAIDSDay.

A partire da domenica 1 dicembre sarà attivo anche il Telefono verde Aids e Infezioni sessualmente trasmesse al numero 800 861061, che offre servizio di counselling per chi dovesse averne bisogno. Gli esperti saranno disponibili anche sul web al contatto skype uniticontrolaids e all’indirizzo e-mail per persone sorde (tvalis@iss.it).

Giornata Mondiale contro l’Aids: origini

Questa importante ricorrenza ha cominciato a essere celebrata nel 1988 il primo dicembre di ogni anno, diventando nel corso del tempo un appuntamento fondamentale per sensibilizzare le persone sul delicato tema, commemorare le vittime e mostrare la solidarietà verso chi ne è affetto.

Purtroppo l’AIDS ha mietuto moltissime vittime nel mondo, circa 36,7 milioni di persone hanno contratto il virus dal 1984 in poi, come riporta Avis, e oltre 35 milioni sono morte.

Pian piano la situazione è migliorata: “nel 2000 solo 685.000 malati nel mondo potevano beneficiare della terapia antiretrovirale, ora vi hanno accesso più di 21 milioni di persone.”

Terapia che riduce il rischio di trasmissione di circa il 97%, specialmente da madre a bambino. Oggi si sta cercando di proseguire in questa direzione in modo da garantire accesso ai medicinali a 17 milioni di persone bisognose, di cui 1,2 milioni sono bambini.

Per quanto riguarda l’Italia la situazione attuale vede 130.000 pazienti cronicizzati e, negli ultimi 7 anni, 3.500 nuovi casi ogni anno soprattutto tra giovani di età compresa tra i 25 e i 29 anni. Le cause principali sono infezioni a trasmissione sessuale. La brutta notizia è che nella metà dei casi la malattia viene diagnosticata quando è in condizioni avanzate.

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Photo Credit: Facebook

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UN rights chief calls for dialogue to prevent conflict, ease social unrest in Ecuador

ONU - aiuti umanitari - feed -

The UN High Commissioner for Human Rights, Michelle Bachelet, on Friday denounced the  “high human cost”, of the recent unrest in Ecuador and urged all actors in the South American country to engage in dialogue to prevent new conflicts and forge an inclusive society “with full respect for its multicultural nature”. 

Friday’s Daily Brief: violence in DR Congo, protester deaths in Iraq, human rights in Colombia, climate change conference, ‘high human cost’ of Ecuador unrest  

ONU - aiuti umanitari - feed -

A recap of Friday’s stories in brief: attacks on communities in an Ebola outbreak hotspot in eastern DRC sparks a humanitarian crisis; Guterres expresses concerns at continued protester deaths in Iraq; UN-appointed panel raises concerns about violence against indigenous rights defenders in Colombia; 5 things you need to know about COP25; UN rights chief urges dialogue to ease Ecuador unrest. 

Lo speciale badge per far sapere ai clienti che le commesse hanno il ciclo

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In Giappone, parlare di mestruazioni e di sessualità femminile è ancora tabù, così il titolare di Michi Kake, negozio specializzato nella vendita di prodotti per il benessere femminile, ha lanciato questa bizzarra idea.

Takahiro Imazu, proprietario del punto vendita, ha deciso di offrire alle commesse uno speciale cartellino, grazie al quale potranno segnalare alle clienti di avere le mestruazioni.

Per realizzare i badge è stata scelta l’immagine di Seiri-Chan, un manga simbolo proprio del ciclo mestruale.

【オープン取材】大丸梅田店の「ミチカケ」が導入している“生理バッジ”は人気漫画「生理ちゃん」が目印。普段から付けている紙のプレートを裏返しにするだけで着用できます。着用の判断はスタッフに委ねているそう。https://t.co/uEaHqxYmm0#ミチカケ pic.twitter.com/eMJeysEiyu

— WWD JAPAN (@wwd_jp) November 22, 2019

L’iniziativa è sembrata sessista ad alcuni, ma in realtà ha l’obiettivo di incoraggiare le donne, rompendo il silenzio sulle mestruazioni, argomento di cui in Giappone si parla poco o per nulla.

“In Giappone, c’è la tendenza a non parlare dei periodi mestruali delle donne. Non tutti i clienti reagiranno positivamente, ma il boom del fem tech sta crescendo e i valori dei giovani stanno cambiando di conseguenza“, ha spiegato Takahiro Imazu.

Trattandosi di un negozio che vende articoli specifici per la salute e la sessualità femminili, tra cui prodotti da utilizzare prima delle mestruazioni per alleviare i sintomi della sindrome premestruale, durante le mestruazioni e dopo, è comprensibile che il personale sia aperto a trattare tutto ciò che riguarda la salute intima femminile.

In ogni caso a decidere se indossare o meno il badge saranno le dipendenti. Applicare il cartellino durante il ciclo mestruale sarà infatti facoltativo, poiché si tratta comunque di un argomento intimo e delicato.

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Dal Vicks al Ginko Bilboa, la lista aggiornata dei farmaci che fanno più male che bene

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La Ong francese Prescrire ha aggiornato la lista dei farmaci che, secondo le sue valutazioni, sarebbe meglio non assumere poiché presentano più rischi che benefici.

Da otto anni la Ong esamina in modo rigoroso l’efficacia e gli effetti collaterali dei medicinali autorizzati alla vendita nell’Unione europea e aggiorna l’elenco dei farmaci che non andrebbero somministrati.

Per stilare la lista, Prescrire si avvale della collaborazione di professionisti in campo medico e non così da fornire ai pazienti informazioni chiare, concise, affidabili e indipendenti relative all’efficacia dei farmaci e dei loro effetti avversi e soprattutto all’equilibrio tra rischi e benefici di ogni medicinale, poiché alcuni di essi risultano più pericolosi che utili.

La lista per il 2020 comprende ben 105 specialità medicinali, 12 in più rispetto all’anno precedente, e include farmaci prescritti per le patologie più disparate, da quelle oncologiche a quelle dermatologiche.
Tutti i medicinali inseriti nell’elenco presentano eccessivi effetti avversi rispetto all’efficacia, spesso considerata pari al placebo.

L’elenco include farmaci di uso comune come alcuni sciroppi per la tosse: lo sciroppo per bambini Clarix e lo sciroppo Vicks 0,15% gli adulti, a base di pentossivina, sono tra i nuovi farmaci inseriti nell’elenco poiché il principio attivo espone a disturbi cardiaci e a gravi reazioni allergiche.

Nella lista nera anche il tixocortol, un corticosteroide, e l’enzima l’alfa-amilasi, entrambi usati nei farmaci per il mal di gola. Questi principi attivi sono responsabile di reazioni allergiche anche gravi e la somministrazione di alfa amilasi ha portato anche alla morte di un paziente nel 2017.

Nel nuovo elenco sono stati inclusi anche alcuni farmaci formulati a partire da estratti naturali come i cerotti alla capsaicina estratta dai peperoncini e usata nel trattamento del dolore neuropatico, che ha dimostrato di essere poco più efficace del placebo ma di provocare irritazioni e forti ustioni.

Un altro farmaco a base di composti naturali inserito nella lista aggiornata è il Tanakan, un medicinale generico sotto forma di compresse che contengono estratti di Ginkgo biloba. Il farmaco è prescritto per la prevenzione del declino cognitivo dovuto all’età ma comporta un rischio di emorragie, disturbi digestivi e convulsioni che non ne giustificano l’uso.
Il Ginkgo biloba è anche inserito nella preparazione Ginkor forte, prescritta nell’insufficienza venosa senza che vi sia un’evidenza relativa alla sua efficacia.

Secondo il rapporto aggiornato di Prescrire, andrebbero evitati anche i farmaci che contengono argilla, usati per disturbi intestinali e diarrea, poiché l’argilla usata nei medicinali è spesso contaminata da piombo.

I medicinali presenti nell’elenco sono spesso causa di effetti avversi gravi, ricoveri e in alcuni casi di morte, ma nonostante questo continuano ad essere venduti.

Gli autori della lista si augurano che tali medicinali vengano ritirati dal commercio e, nell’attesa, consigliano di non assumere nessuno dei 105 farmaci in elenco, a scopo preventivo.

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Made in Nature, il biologico che fa bene all’ambiente!

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Mangiare sano rispettando la natura e se stessi! Il mercato dell’agricoltura biologica negli ultimi anni sta continuando a crescere con l’obiettivo di tutelare l’ambiente e l’ecosistema circostante, salvaguardare la biodiversità, la salute e l’informazione dei consumatori. L’importanza della produzione e agricoltura biologica ha trovato poi negli ultimi anni la sua meritata legittimazione con il Testo unico sul biologico, con cui per la prima volta si è provato a mettere ordine in un settore e in un mercato in crescita.

Alle disposizioni legislative hanno fatto seguito in Italia iniziative che hanno promosso e continuano a mettere in risalto l’importanza di un’alimentazione biologica. Tra questi Made in Nature, il progetto finanziato dall’Unione Europea e CSO Italy, per promuovere la cultura della frutta e verdura biologica in Italia, Francia e Germania.

È partito Made in Nature, il Progetto europeo di CSO Italy che ha l’obbiettivo di promuovere il biologico in Italia, Germania e Francia! #enjoyitsfromeurope #madeinnature

Pubblicato da Made in Nature – Scopri i valori del biologico europeo su Lunedì 1 aprile 2019

Made in Nature, il progetto che riscopre il valore del biologico

Ma qual è lo stato attuale del biologico in Italia? Non dei più rosei visto che la produzione di frutta e verdura biologica vive un momento di crisi dettato dall’attuale emergenza climatica, con una perdita di produzione superiore al 30% su base annua. E i numeri non sono rassicuranti neanche dal punto di vista della distribuzione.

Ma i promotori di Made in Nature sono anche consapevoli che la strada per sensibilizzare e ampliare la conoscenza del biologico è ancora molto ampia.  Il biologico fa bene all’ambiente, è infatti un modello che limita le emissioni di gas serra e favorisce la fissazione del carbonio nel terreno e per questo è da considerare come un potenziale strumento per ridurre il riscaldamento globale.

Il nostro Paese è stato il primo produttore di biologico al mondo fino a pochi anni fa e detiene la cultura di prodotto più profonda d’Europa. E per ripartire deve puntare su identità e differenziazione. L’offerta di frutta e verdura italiana deve essere quindi identificabile e di qualità elevata per riuscire a penetrare in un mercato sempre più affollato. Solo così potrà differenziarsi in un settore molto esigente in termini di qualità e di prezzo.

Il 32% in Francia dichiara di acquistare regolarmente biologico e il 52 % saltuariamente. Mentre negli ultimi dieci anni il mercato del biologico in Germania è passato da 5,8 miliardi di euro del 2008 ai 10,9 miliardi di euro del 2018 e con la crescita costante dell’attenzione dei consumatori verso le modalità di produzione del cibo. Tutti gli indicatori sono positivi per il biologico a livello globale e da questo successo si deve riuscire a creare diversità legata al Made in Italy.

Il biologico sceglie la natura, facciamolo anche noi!


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Camionista scoppia in lacrime dopo aver ritrovato il suo gatto scomparso da mesi

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Era abituato a viaggiare ed esplorare il mondo Ashes, un gatto grigio di 3 anni che da sempre accompagnava l’amico Matthew nei suoi spostamenti a bordo di un camion. Finché, un giorno, non si è perso accidentalmente in un parcheggio, dove i due avevano sostato. Matthew lo ha cercato e ricercato ma di lui nessuna traccia.

Poi, in quello stesso parcheggio, a distanza di mesi, è arrivata Kimberly T., che dalla West Coast si stava trasferendo alla zona di Rochester, New York. Fermandosi al Love’s Travel Stop in Ohio, ha notato, prima di tornare in macchina, un gatto grigio infreddolito. Impietosita, ha tentato di capire se fosse di qualcuno nei paraggi, ma non avendo trovato nessuno, lo ha caricato in auto avvolgendolo in una coperta calda. Quindi è partita per Rochester, intenzionata a raggiungere la Lollypop Farm, dove avrebbe sicuramente trovato aiuto.

Una volta arrivata, il team ha scoperto che Ashes aveva un microchip e che il proprietario lo aveva registrato con un indirizzo del Texas a oltre 1.465 miglia di distanza. Quest’ultimo è stato quindi contattato e scoprendo il perché, non ha trattenuto le lacrime di gioia, incredulo di fronte a quelle parole che attendeva da tanto tempo.

Matthew, che al momento del ritrovamento era in Arkansas, ha quindi riorganizzato il suo programma di viaggio e si è diretto a New York nel più breve tempo possibile.

“È il mio miracolo di Natale”, ha detto quando ha rivisto il suo amico felino piangendo per la gioia.

Nel frattempo il team di Lost and Found ha consegnato a Ashes un’etichetta, un colletto e un’imbracatura nuovi di zecca dal Lollypop Farm Gift Shop mentre Matthew ha ringraziato tutti per essersi presi cura del suo gatto, sottolineando l’importanza del microchip, senza il quale non lo avrebbe mai ritrovato:

È quel microchip – senza di esso, non lo avrei mai recuperato. Se ami il tuo animale domestico, devi solo scheggiarlo. Le donne che lo hanno trovato gli hanno salvato la vita, ma il microchip lo ha portato a casa. “

Matthew couldn't believe it when he got a call saying that his 3-year-old cat Ashes, who had gone missing at a truck…

Pubblicato da Lollypop Farm, the Humane Society of Greater Rochester su Martedì 26 novembre 2019

Una bella storia a lieto fine che ci ricorda l’importanza del microchip per gli animali domestici, che rischiano altrimenti, in caso di smarrimento, di non essere mai più ritrovati.

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Photo Credit: Lollypop.org

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Ohio: l’assurda proposta di legge che obbliga i medici a reimpiantare le gravidanze extrauterine per non essere accusati di omicidio

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Un disegno di legge introdotto nella legislatura dello Stato dell’Ohio obbliga i medici a reimpiantare una gravidanza extrauterina o ectopica nell’utero di una donna, una procedura che nemmeno esiste. E chi si rifiuta rischia l‘accusa di omicidio per aborto. 

La legge, Ohio HB413, è stata firmata l’11 aprile 2019 dal governatore Mike DeWine, si chiama “disegno di legge sul battito cardiaco“, uno dei divieti di aborto più severi della nazione che lo equipara all’omicidio, criminalizzando anche i medici che lo praticano, come riporta The Guardian.

Poco è importato al governatore delle parole di ostetrici e ginecologi che hanno riferito che tale intervento è attualmente impossibile dal punto di vista medico, come ha ribadito su Twitter anche il dott. David Hackney:

Non posso credere di doverlo scrivere di nuovo, ma è impossibile. Andremo tutti in prigione”.

The new Ohio HB413, p.184: To avoid criminal charges, including murder, for abortion, a physician must “…[attempt to] reimplant an ectopic pregnancy into the women’s uterus”

I don’t believe I’m typing this again but, that’s impossible.
We’ll all be going to jail@ACOGAction pic.twitter.com/KtnNRShZLW

— David N Hackney MD, FACOG (@DavidNHackney) November 19, 2019

Non esiste infatti una tecnologia adatta a spostare una gravidanza ectopica o extrauterina, in cui il feto si impianta al di fuori delle pareti uterine, per rimetterla nell’utero. E va da sé che anche solo provarci metterebbe a serio rischio la donna in gravidanza. Ma a quanto pare chi sostiene questa legge non è altrettanto interessato alla vita delle madri che rischiano di perderla in un’operazione impossibile!

Il disegno, sponsorizzato dai rappresentanti Candice Keller e Ron Hood e co-sponsorizzato da 19 membri della Camera dei 99 membri dell’Ohio, si inserisce in un quadro più ampio di leggi anti-aborto introdotte in gran parte del paese, che considerano un uovo fecondato come “un bambino non ancora nato“.

Un disegno di legge che fa sorgere serie preoccupazioni, denotando la più totale mancanza di rispetto nei confronti delle donne, la cui emancipazione in materia di aborto evidentemente dà fastidio a molti.

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Photo Credit: Ansa

 

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Un’azienda californiana sta producendo ‘carne’ … dall’aria!

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La popolazione è in costante crescita e riuscire ad assicurare cibo a sufficienza per tutti è una vera e propria sfida, soprattutto se si vuole continuare a mangiare carne, poiché le risorse diminuiscono e gli allevamenti hanno un impatto enorme per la salute.

La soluzione al problema potrebbe arrivare da una società californiana che ha sviluppato un processo per produrre un surrogato sostenibile della carne risolvendo le crescenti richieste alimentari globali senza necessità di terreni coltivabili. Come? Utilizzando l’aria, o meglio, l’anidride carbonica.

Sembra incredibile, ma l’idea non è nuova: anche la NASA, durante i primi voli nello spazio, aveva pensato di creare cibo dall’anidride carbonica espirata dagli astronauti. Questo avrebbe permesso di eliminare la CO2 accumulata nelle navicelle e contemporaneamente di offrire cibo all’equipaggio.

Il progetto della NASA non ha mai visto la luce, ma ora che è stato ripreso dalla società Air Protein, la carne prodotta dall’aria potrebbe diventare realtà.

Il processo usa microbi in grado di convertire la CO2 in una sostanza proteica che ha lo stesso profilo aminoacidico della carne.
Questi microrganismi vengono coltivati all’interno di serbatoi di fermentazione dove vengono nutriti con una miscela di anidride carbonica, acqua e altri nutrienti.

Dal metabolismo di questi microrganismi si ottiene in poche ore una sorta di farina con un contenuto in proteine pari all’80% che, grazie al suo sapore neutro, può essere usata per creare sostituti della carne, arricchire farine ottenute dai cereali, realizzare bevande e altro ancora.

La farina ottenuta sarebbe inoltre ricca di vitamine (inclusa la vitamina B12)e minerali e totalmente priva di residui di ormoni, antibiotici e persticidi usati negli allevamenti.

Il tutto senza sofferenza animale, senza utilizzare risorse importantissime come il suolo e l’acqua e senza produrre inquinamento.

“Le statistiche sono chiare. Le nostre attuali risorse sono estremamente sollecitate, come dimostra l’Amazzonia in fiamme a causa della deforestazione e della siccità in costante aumento. Dobbiamo produrre più cibo con una dipendenza ridotta dalle risorse idriche e terrestri. La carne a base di aria affronta questi problemi di risorse e altro ancora,
Il mondo sta abbracciando la carne a base vegetale e crediamo che la carne a prodotta dall’aria sarà la prossima evoluzione del movimento alimentare prodotto in modo sostenibile che servirà come una delle soluzioni per nutrire una popolazione in crescita senza mettere a dura prova le risorse naturali” ha dichiarato Lisa Dyson, CEO di Air Protein

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite gli allevamenti intensivi sono i principali responsabili delle emissioni di gas serra e inquinano più dell’intero settore dei trasporti a livello mondiale. Anche per questo, negli ultimi anni si sono moltiplicate le alternative vegetali alla carne.

Questi prodotti però sono realizzati a partire da soia, fagioli o altri legumi, che necessitano di terreni per crescere. Utilizzare l’aria, farebbe risparmiare suolo e inoltre eliminerebbe l’uso dei pesticidi.

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Esattamente 155 anni fa centinaia di nativi americani vennero brutalmente uccisi nel massacro di Sand Creek

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Esattamente 155 anni fa, il 29 novembre 1864, centinaia di nativi americani persero la vita durante il massacro di Sand Creek, in Colorado.

A guidare il reggimento di milizie fu il colonnello americano John Chivington: 700 soldati a cavallo attaccarono a sorpresa un villaggio abitato da circa 600 nativi appartenenti alle tribù Cheyenne e Arapaho uccidendo e mutilando centinaia di persone, soprattutto donne, bambini e anziani.

L’attacco imprevisto avvenne in un contesto di lunghe guerre e scontri tra gli Stati Uniti e i nativi indiani per il controllo delle terre durante la corsa all’oro nel Colorado e fu progettato proprio dopo che alcuni capi delle tribù ottennero accordi con il governo americano che riconosceva ai nativi il controllo su alcune terre

L’episodio fu uno dei più terribili, violenti e sanguinosi avvenuto Stati Uniti e ancora oggi è ricordato come una delle peggiori pagine della storia americana.

All’alba del 29 novembre, dietro ordine del colonnello Chivington, i soldati attaccarono in modo indiscriminato gli abitanti del villaggio con armi da fuoco e da taglio.

I pochi nativi sopravvissuti e i testimoni presenti durante il massacro, tra cui un mercante di nome John Smith, riferirono in seguito i dettagli macabri dell’attacco: corpi letteralmente fatti a pezzi, dita orecchie e nasi tagliati ed esposti come trofei, testicoli usati come porta tabacco, teste private del cuoio capelluto e decine di neonati uccisi brutalmente.

Si stima che durante l’attacco persero la vita tra i 137 e 175 nativi, incapaci di difendersi poiché colti alla sprovvista.

I soldati americani inizialmente festeggiarono il massacro come una grande vittoria ma in poco tempo le testimonianze portarono alla luce la slealtà e la crudeltà dell’attacco. Vennero avviate delle inchieste e il Congresso condannò duramente l’operato del colonnello Chivington:

“Indossando l’uniforme degli Stati Uniti, che dovrebbe rappresentare un emblema di giustizia e di umanità; ricoprendo l’importante ruolo di comandante di un distretto militare, e quindi avendo l’onore di governare ciò che rientrava nei suoi poteri, Chivington ha deliberatamente pianificato ed eseguito un folle e vile massacro in cui numerose persone sono state vittime della sua crudeltà. Essendo chiaramente a conoscenza della cordialità del loro carattere, e avendo egli stesso in un certo senso tentato di collocare le vittime in una posizione di fittizia sicurezza, Chivington ha sfruttato l’assenza di qualsiasi tipo di difesa da parte loro e la loro convinzione di sentirsi al sicuro per dare gratificazione alle peggiori passioni che abbiano mai attraversato il cuore di un uomo”, fu il giudizio espresso dal Congresso.

Alla fine degli anni ‘90, il senatore del Colorado Nighthorse Campbell, figlio di nativi americani, presentò una proposta per definire con precisione l’area del terribile massacro allo scopo di darne un parco protetto.

La proposta fu accolta e divenne legge: si individuò dunque un territorio di circa 50 chilometri quadrati nella Contea di Kiowa, a sud est di Denver, e al termine delle indagini, il 7 novembre del 2000, nell’area in cui avvenne il massacro venne istituito il Sand Creek Massacre National Historic Site.

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Foto cover: Idiani d’America

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Amore di mamma: Suellen pedala per più di 5 ore al giorno per calmare e vedere felice suo figlio autistico

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Si chiama Suellen questa mamma che per più di 5 ore al giorno, ogni giorno, percorre le strade della sua città in bicicletta insieme al figlio autistico, Adryan Gabriel do Nascimento. Il motivo? Renderlo felice, dato che una delle sue grandi passioni è proprio la bicicletta.

Suellen Cristina Budenetz ha 29 anni e per lei le passeggiate quotidiane in bici sono sacre. Insieme a suo figlio parte alle 13:30 da casa, torna alle 16:00 per un breve caffè e poi riparte ancora fino a sera. Vaga per ore con il ragazzo in equilibrio sulla bici perché lui è innamorato di questo mezzo di trasporto, è il suo “giocattolo” preferito, come ha dichiarato a Folhanortesc:

“È innamorato delle biciclette, il suo giocattolo è un pezzo di vecchia bicicletta a cui di solito gira i pedali vedendo il movimento della ruota”.

Un’altra passione di Adryan sono gli autobus, soprattutto gli scuolabus gialli, ed è per questo che Suellen ha memorizzato tutti gli orari dei bus, per portare suo figlio a vederli mentre raccolgono gli studenti.

Suellen venne a conoscenza dei problemi di salute di suo figlio quando ancora era nel suo grembo, “uno spavento dopo l’altro“, visto che le avevano detto che non avrebbe parlato, non avrebbe camminato e avrebbe potuto vivere per sempre in uno stato vegetativo. Motivo per cui i medici le avevano suggerito di abortire. Ma lei rifiutò.

Gabriel appena nato venne ricoverato in terapia intensiva per tre settimane. Ci volle un mese e mezzo per completare tutti gli esami. Finché finalmente Suellen non riuscì a tornare a casa con il suo bambino ritrovando un minimo di serenità. A sei anni le disse per la prima volta “mamma“, facendola emozionare, e a quella stessa età gli venne diagnosticato un grave autismo.

Per Suellen iniziò una nuova sfida, crescere un bambino autistico, ma come sempre non si tirò indietro, pronta a tutto pur di renderlo felice.

E oggi, vederla su quella bici insieme a lui, è una gioia. Un esempio di amore sconfinato, di pazienza, meraviglia, forza e coraggio. Perché anche quando le catene cadono e le gomme si forano, poi arriva un sorriso a salvare tutto!

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Photo Credit: Herison Schorr

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