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La California vieta il set di cortesia in plastica nei bagni degli hotel

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Avete presente quel set di cortesia composto da bagnoschiuma e shampoo monouso che viene fornito dagli hotel ai propri ospiti? La California ha deciso di eliminarlo con l’obiettivo di ridurre la plastica che viene gettata via ogni giorno nelle strutture ricettive del suo territorio.

Il Governatore della California, Gavin Newsom, ha firmato un disegno di legge che proibisce agli hotel di fornire shampoo e bagnoschiuma in plastica. Questo sarà operativo a partire dal 2023 e si applicherà inizialmente alle strutture ricettive con più di 50 camere. Per tutte le altre, l’appuntamento con la messa al bando dei flaconcini in plastica con i prodotti per l’igiene personale sarà per il 2024.

Il provvedimento non riguarderà però ospedali, prigioni, case di riposo e rifugi per persone senza fissa dimora.

Gli hotel che non rispetteranno il divieto incorreranno in una multa di 500 dollari per ogni giorno in cui non hanno rispettato la norma. Se riprese anche successivamente, potrebbero veder crescere la multa fino a 2000 dollari.

In questo modo la California è convinta di ridurre in maniera molto significativa la quantità di rifiuti in plastica che viene prodotta ogni giorno dagli hotel.

La legislazione arriva in un momento in cui molte città e aziende, un po’ in tutto il mondo, si stanno muovendo per vietare la plastica monouso anche sotto altre forme: bottigliette  per l’acqua, sacchetti per la spesa, stoviglie usa e getta, contenitori, ecc.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, la California è in prima linea nella lotta contro la plastica monouso, è stato infatti il primo stato Usa a vietare i sacchetti di plastica nel 2014. Anche lo stato di New York ora si è mosso in questo senso e sta cercando di vietare la plastica monouso dei kit da bagno degli hotel con un nuovo disegno di legge.

Alcune catene alberghiere, come la Marriott International, hanno già annunciato l’intenzione di sostituire le confezioni monouso in plastica di sapone, shampoo e balsamo con dispenser o flaconi più grandi. Un programma che prevede di far risparmiare 800 tonnellate di plastica ogni anno.

Stavolta possiamo dire con orgoglio che l’Italia non è da meno. Quasi 30mila hotel italiani hanno già detto no alla plastica monouso e a quella non necessaria grazie ad un protocollo d’intesa tra Ministero dell’ambiente e Federalberghi.

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Francesca Biagioli

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Un diamante nel diamante: scoperto in Russia il “diamante matrioska”

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Lo chiamano già “diamante matrioska” il prezioso minerale estratto in Yakutia, nella Siberia orientale, dalla Yakutsk Diamond Trade Enterprise, che lo ha segnalato alla compagnia mineraria Alrosa. Potrebbe avere più di 800 milioni di anni ed è il primo del suo genere nella storia delle estrazioni di diamante.

Nonostante la sua struttura complessa, il minerale pesa solo 0,62 carati (0,124 grammi) e ha dimensioni massime di 4,8 x 4,9 x 2,8 mm. La caratterizzazione, avvenuta tramite spettroscopia Raman e altre a infrarossi, e con microtomografia a raggi X, ha permesso di formulare un’ipotesi su come si è formato il cristallo. Secondo gli scienziati della Alrosa, in particolare, all’inizio esisteva solo il diamante interno, sul quale poi è “cresciuto” quello esterno.

I diamanti si formano nelle profondità del nostro pianeta, in condizioni talmente particolari da risultare estremamente rari, e quindi molto preziosi. La loro chimica non è molto complessa, infatti sono costituiti esclusivamente di carbonio, ma la struttura microscopica (la distribuzione degli atomi di carbonio nello spazio) è talmente perfetta da essere raggiunta solo a pressioni e temperature elevatissime, presenti nel sottosuolo (tra 150 e 200 km sotto la crosta terrestre).

Ricercatissimi per la loro bellezza ma anche per le esclusive proprietà di resistenza meccanica e durezza che li rendono “indistruttibili”, i minerali, come spiega l’Accademia delle Scienze, includono relativamente spesso altri minerali (e in questo caso perdono di valore economico). Ma mai prima d’ora si erano trovati altri diamanti all’interno.

E, come l’inclusione di altri minerali è di estremo interesse per la scienza perché il processo è legato alla formazione del nostro mantello terrestre, così questa scoperta potrebbe aprire nuove porte sullo studio dell’origine del nostro Pianeta.

“La cosa più interessante per noi è stata scoprire come si è formato lo spazio aereo tra i diamanti interni ed esterni – spiega  Oleg Kovalchuk, Vicedirettore per l’Innovazione presso Alrosa – Abbiamo due ipotesi principali: secondo la prima versione, un minerale nel mantello ha catturato un diamante durante la sua crescita, e in seguito è stato dissolto nella superficie terrestre. Secondo la seconda versione, all’interno del diamante si formò uno strato di sostanza porosa di diamante policristallino a causa della crescita ultra rapida, quindi i processi di mantello più aggressivi lo hanno dissolto e, a causa della presenza della zona dissolta, il primo diamante ha iniziato a muoversi liberamente all’interno dell’altro con il principio della matrioska”.

Una scoperta davvero unica, che però ci auguriamo alimenti solo le indagini scientifiche e non mercati di discutibile etica che costano la vita a milioni di minatori e che sfruttano il lavoro dei bambini, considerati manodopera a basso costo.

Una bellezza, dunque, che non vorremmo vedere, ancora una volta, macchiata di sangue.

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Roberta De Carolis

Foto: Alrosa

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Scoperte 20 nuove lune: Saturno entra nel “Guinness dei primati del Sistema Solare”

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È di Saturno il nuovo record: con 20 nuove lune in più appena scoperte, il Signore degli Anelli sorpassa Giove: 82 contro 79. Un team di astronomi guidati dal Carnegie Institution for Science (Washington, Usa) ha scoperto altri 20 satelliti naturali del grande pianeta. Una nuova grande luce sull’origine del cosmo.

20 lune, tutte con un diametro di circa cinque chilometri, di cui 17 orbitano con moto retrogrado, ovvero con movimento opposto alla rotazione del pianeta attorno al suo asse, mentre 3 “in linea”, quindi con moto progrado. Tra queste ultime 2 sono più vicine al pianeta, impiegando due anni terrestri per compiere un moto completo, mentre tutte le altre lune, 18, sono più distanti, e hanno bisogno di più dei nostri 3 anni per chiudere un’orbita (una delle lune retrograde, tra l’altro, è la più lontana di tutte le lune di Saturno attualmente note).

La scoperta è avvenuta grazie al telescopio Subaru, presso il Mauna Kea Observatory (Hawaii), e potrebbe aggiungere significative informazioni sull’origine dell’Universo. Due delle lune prograde appena trovate, infatti, potrebbero essere parti di una luna più grande che in un lontano passato, per cause ancora sconosciute, si è “spezzata”, e, allo stesso modo, le lune retrograde appena annunciate hanno inclinazioni simili ad altre già note, indicando che sono probabilmente frammenti di un satellite più grande.

Con le nuove lune si popolano dunque i gruppi nei quali sono classificate le attuali 82 lune saturniane, basati sulle loro caratteristiche orbitali: gruppo Inuit con inclinazione di 46 gradi, gallico con 36 gradi e norreno con moto retrogrado. Tutti i nomi, in linea con la tradizione, sono riferiti a personaggi di mitologie antiche.

Foto: Carnegie Institution for Science

Solo notizie “Saturno-centriche”? No, molto di più: questo tipo di lune esterne (possibili frammenti di altre preogenitrici) è visibile anche attorno a Giove, cosa che indica come siano probabilmente avvenute diverse violente collisioni nel nostro Sistema Solare in tempi ancestrali.

“Agli albori del Sistema Solare, la nostra stella era circondata da un disco rotante di gas e polvere da cui nacquero i pianeti. Si ritiene che un simile disco di gas e polvere circondasse Saturno durante la sua formazione ”, spiega Scott Sheppard, che ha guidato lo studio – Il fatto che queste nuove lune siano state in grado di continuare a orbitare attorno a Saturno dopo la frammentazione delle lune madri indica che queste collisioni si sono verificate dopo che il processo di formazione del pianeta era per lo più completo”.

Molto di più, dunque, di una lodevole “curiosità”.

“Utilizzando alcuni dei più grandi telescopi del mondo, stiamo completando l’inventario delle piccole lune attorno ai pianeti giganti – conclude infatti Sheppard – [Queste] hanno un ruolo cruciale nell’aiutarci a determinare come si sono formati e si sono evoluti i pianeti del nostro Sistema Solare”.

Foto: Scott Sheppard/Carnegie Institution for Science

E fino al 6 dicembre possiamo suggerire noi i nomi di questi “nuovi” affascinanti corpi celesti. Per partecipare alla competizione per il nome più bello è sufficiente collegarsi a questo link.

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Roberta De Carolis

  Cover: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute via Carnegie Institution for Science

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Non solo l’uomo moderno, anche i Maya inquinavano e più di quanto si pensasse. Lo studio

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L’uomo non inquina solo da quando è “moderno”: una nuova ricerca dell’Università del Texas ad Austin dimostra infatti che l’antica popolazione Maya inquinava di più di quanto potessimo pensare, emettendo in atmosfera ingenti quantità di gas serra a causa di pesanti interventi sul territorio portati a termine a fini agricoli.

Ricerche precedenti della medesima Università avevano già segnalato un impatto non trascurabile sull’ambiente del popolo precolombiano, dovuto alle infrastrutture urbane e rurali che hanno alterato a livello globale gli ecosistemi all’interno di importanti foreste tropicali.

Lo studio aveva dato il primo segnale di come l’Antropocene, l’era geologica dei significativi impatti dell’uomo sul territorio e il clima (nel quale viviamo tuttora), fosse iniziato in realtà prima di quanto si pensasse.

Foto: Università del Texas ad Austin

Ma con questa ricerca, condotta nella zona paludosa del Belize (America Centrale) su 250 chilometri quadrati di immagini laser ad alta precisione, si è iniziato a comprendere i dettagli di tale impronta, decisamente più pesante di quanto potessimo immaginare.

Il lavoro ha infatti svelato l’ampio campo paludoso e i sistemi di canali che i Maya avevano realizzato per l’agricoltura e le prove di commerci e spostamenti della popolazione, che hanno probabilmente inciso sull’innalzamento del livello del mare e la siccità. I cambiamenti climatici indotti dall’uomo potrebbero essere dunque iniziati molto prima del previsto.

Foto: T. Beach et al./Università del Texas ad Austin

“Ora stiamo cominciando a comprendere l’impronta completa dell’Antropocene nelle foreste tropicali – spiega a questo proposito Tim Beach, autore principale dello studio – Queste grandi e complesse reti di zone umide potrebbero aver cambiato il clima molto prima dell’industrializzazione, e potrebbero essere la risposta all’antica domanda su come una grande civiltà della foresta pluviale si sia alimentata”.

I Maya hanno dovuto affrontare importanti pressioni ambientali, compreso l’innalzamento del livello del mare nei periodi Preclassico e Classico (da 3.000 a 1.000 anni fa) e la siccità da 1.200 a 900 anni fa, e il lavoro dimostra che il popolo ha risposto a tali pressioni convertendo le foreste in complessi di campi paludosi e scavando canali per gestire la qualità e la quantità dell’acqua.

“Queste zone umide perenni erano molto attraenti durante le pesanti siccità – spiega su questo Sheryl Luzzadder-Beach, co-autore dello studio – ma i Maya dovevano anche stare attenti alla qualità dell’acqua per mantenere la produttività e la salute umana”.

E non si sono limitati a questo, perché hanno anche reagito ai grandi spostamenti della popolazione e alle mutate richieste di produzione alimentare dal tardo preclassico al primo postclassico (1.800 – 1.000 anni fa), ampliando la loro rete di campi e canali (i ricercatori hanno trovato le prove di antiche colture di mais, oltre a gusci e ossa di animali, indicando un diffuso raccolto proteico). Con impatti non trascurabili sugli ecosistemi.

Foto: T. Beach et al./Università del Texas ad Austin

Una ricerca che fa riflettere su quello che sta accadendo ora.

“Anche questi piccoli cambiamenti potrebbero aver riscaldato il pianeta – ha concluso infatti Beach – il che fornisce una prospettiva che fa riflettere sull’ordine di grandezza dei cambiamenti nel corso dell’ultimo secolo che stanno accelerando da ora agli anni a venire”.

Il lavoro è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

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Roberta De Carolis

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Fa una raccolta fondi e porta i suoi studenti per la prima volta al cinema. Realizza così il sogno di 26 bambini del Guatemala

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Edwin Linares è un insegnante del Guatemala che ha pensato di fare una bella sorpresa ai suoi studenti in occasione della Giornata dei Bambini. Ha organizzato una raccolta fondi e li ha portati per la prima volta al cinema, ma non solo, gli ha fatto trascorrere una giornata davvero indimenticabile da piccoli turisti!

I nostri bambini danno per scontato che il cinema sia una delle tante possibilità che gli si offre per fare qualcosa di piacevole e divertente. In molte altre parti del mondo, però, guardare un cartone o un film sul grande schermo è un vero lusso. Uno di questi luoghi è sicuramente il Guatemala dove il tasso di povertà è molto alto.

Dato che i suoi studenti non avevano mai conosciuto la magia del cinema e che le loro famiglie non avevano soldi sufficienti a offrirgli la possibilità di pagare il biglietto d’ingresso, Edwin Linares, professore della scuola Tacón Arriba di Chiquimula in Guatemala, ha deciso di raccogliere lui stesso il denaro necessario a portare in gita al cinema i suoi ragazzi.

Le vite di questi bambini non sono per niente facili. Risiedono infatti in una zona rurale e non hanno mezzi pubblici a disposizione. Se vogliono andare a scuola, sono costretti a fare a piedi ogni giorno un tragitto su strada sterrata di circa due ore.

Come potrete immaginare, il cinema per loro era davvero un sogno lontano. E invece, grazie ad un post su Facebook in cui il professore chiedeva aiuto e donazioni in occasione della giornata dei Bambini, questo si è trasformato in realtà.

Nel messaggio apparso sui social e ora cancellato si leggeva:

“Il 2 ottobre vogliamo offrire ai miei studenti un’esperienza unica con il supporto di un gruppo di persone. Se desideri collaborare, puoi aiutare con 20.00 quetzales per pagare il biglietto del cinema o il biglietto di andata e ritorno. Non hanno TV, non possono guardare film. Riesci a immaginare quanto sarebbero felici se avessero l’opportunità di vederne uno su uno schermo gigante? Se qualcuno vuole collaborare, può scrivermi tramite posta in arrivo. Grazie in anticipo ”.

E la sua iniziativa ha colto nel segno! Grazie ai fondi raccolti, i 26 studenti sono potuti arrivare al centro commerciale dove è presente il cinema (immaginate l’emozione) e godersi lo spettacolo!

Ma non solo, dato che la raccolta aveva superato i soldi necessari per la gita al cinema, il surplus è stato utilizzato per pagare i pullman che hanno permesso ai ragazzi di fare delle soste in luoghi turistici che non avevano mai visitato e si sono fermati anche a mangiare al ristorante.

Così ha commentato l’insegnante:

“È stata un’esperienza unica. Non c’è elettricità nella comunità, quindi i bambini non hanno nemmeno una TV a casa. Hanno trascorso una giornata indimenticabile. Non volevano tornare a casa. Erano felici”

La scuola in cui insegna Linares non riceve alcun aiuto dal governo e, anche senza un salario dignitoso (viene aiutato dai genitori degli allievi e ha anche un altro lavoro), il professore fa ogni giorno del suo meglio per educare questi bambini (insegna a tutte le classi da solo!):

“Nonostante tutte le difficoltà, sono molto felice di avere i miei studenti”.

Un piccolo ma enorme regalo fatto davvero con il cuore da questo professore speciale ai suoi studenti!

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Francesca Biagioli

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Rifatevi gli occhi con i pompieri di questo calendario! Forse poi non ricorderete più che giorno sia (ma è a fin di bene)

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2020 con i pompieri australiani: come ogni anno dal lontano 1993, i vigili del fuoco della grande isola dell’Oceania posano in un calendario sexy ma ironico, in compagnia dei nostri amici animali. Il ricavato, stavolta, andrà a favore della fauna selvatica.

In tempi di incendi devastanti, che stanno causando enormi danni ambientali, i pompieri con super lavoro hanno bisogno di aiuto (non per loro ma per chi soffre). E perché non cercarlo in modo accattivante, mostrando muscoli e splendidi sorrisi in compagnia di cani, gatti, ma anche animali selvatici? 6 diversi calendari sono in vendita, con prezzi che variano dai 13 ai 17 euro l’uno.

Dal 1993 sono stati già raccolti 3 milioni di dollari australiani (quasi 1 milione e 900 mila euro), che negli anni hanno aiutato organizzazioni che si battono per la salute e i diritti dei più deboli (l’anno scorso i fondi sono stati devoluti alla Children’s Hospital Foundation, alla Westmead Children’s Hospital Burns e a sostegno della ricerca sulle ustioni sui bambini).

Sexy ma teneri con i nostri amici animali, i pompieri ci invitano a guardarli con attenzione, non solo per il loro aspetto, ma anche per il nobile lavoro che svolgono e, in questa occasione, per l’intento con cui si sono messi in gioco.

Pronti a rifarvi gli occhi (e il cuore)? Ecco qualche “anteprima”:

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Roberta De Carolis

Foto: Australian Firefighters Calendar via Facebook

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Già 100mila italiani con febbre, raffreddore e mal di gola a causa degli sbalzi termici. Come difenderci?

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E’ solo ottobre e già siete alle prese con febbre, raffreddore e mal di gola? Sappiate che non siete soli! Sono già circa 100mila gli italiani nelle vostre stesse condizioni a causa degli sbalzi termici e il bilancio è destinato a raddoppiare la prossima settimana.

Questo inizio di autunno ha visto un’alternanza delle temperature davvero poco salutare per il nostro organismo, il che sta rendendo ancora più difficile il già di per sé pesante cambio di stagione, esponendoci maggiormente all’azione di batteri e virus. E’ così che tante persone, in maniera anomala rispetto al periodo, si sono già ammalate.

Si tratta della conseguenza dell’azione di virus parainfluenzali che portano alla comparsa di febbre, raffreddore e mal di gola. Attualmente sono 100mila gli italiani a casa con i primi disturbi stagionali ma gli esperti prevedono che la prossima settimana saranno altri 140mila a seguirli.

Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’università degli studi di Milano, sono ben 266 i virus respiratori che possono trovare terreno fertile nel nostro organismo proprio grazie agli sbalzi termici di quest’ultimo periodo che hanno visto le temperature alzarsi e poi abbassarsi di 5 ma anche di 10 gradi in pochi giorni (per non dire da un giorno all’altro).

Come ha spiegato:

“Freddo o caldo non conta, il virus viene aiutato dallo sbalzo termico in generale: la variazione di temperatura altera il rinnovo del muco degli alveoli, si tratta di un meccanismo di lavaggio fatto da cigli vibratili sulla parete respiratoria. Lo sbalzo di temperatura ferma il rinnovo del muco e così il virus entra e fa quel che vuole”.

C’è il rinovirus, molto comune che provoca raffreddore, e tanti altri che possono scatenare febbre, mal di gola, bronchiti, dolori articolari ma anche disturbi intestinali (non si è fatta attendere molto quest’anno neanche l’influenza gastrointestinale).

Come precisano gli esperti, però, non si tratta ancora dell’influenza vera e propria che arriverà solo nelle prossime settimane. Il problema è che quest’ultima potrebbe coglierci già debilitati e quindi essere ancora più pesante del solito da smaltire.

Come possiamo difenderci? Cerchiamo più possibile di rafforzare le nostre difese immunitarie, utilizzando ad esempio dei rimedi naturali.

A questo proposito leggi anche:

Se poi raffreddore e mal di gola già vi hanno colpito, ecco alcuni rimedi naturali che potreste sperimentare per combattere i sintomi e cercare di guarire più velocemente:

 

Francesca Biagioli

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Giornate Fai d’autunno dedicate a Leopardi: apre al pubblico anche l’Orto sul Colle dell’Infinito

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Torna anche quest’anno l’appuntamento con le giornate Fai d’autunno che permettono di visitare alcuni tesori culturali e artistici del nostro paese solitamente chiusi al pubblico. Sabato 12 e domenica 13 ottobre saranno aperti oltre 700 siti in tutta Italia.

I giovani del Fai accompagneranno i visitatori, a fronte di un piccolo contributo, a scoprire palazzi antichi, chiese, castelli, borghi, giardini ma anche fari, mulini e tante altre meraviglie che offrono le varie regioni d’Italia la maggior parte dei quali, nel resto dell’anno, sono chiusi.

Quest’anno, l’iniziativa autunnale del Fai è dedicata a L’Infinito di Giacomo Leopardi in occasione del duecentesimo anniversario della sua poesia più famosa. Per questo è prevista un’apertura speciale, quella dell’Orto sul Colle dell’Infinito a Recanati, acquisito dal Fai e inaugurato il 26 settembre alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il giardino si trova in un antico monastero, a pochi passi dalla casa del poeta ed è proprio qui che la celebre poesia L’Infinito è ambientata.

Tra le aperture consigliate dal Fai vi sono poi:

  • Avvocatura dello Stato e Biblioteca Angelica (Roma)
  • Fondazione Giangiacomo Feltrinelli (Milano)
  • Santuario di Santa Venera (Capaccio, Salerno)
  • Cappella Reale (Monza)
  • Farmacia Sansone (Mattinata, Foggia)
  • Parco di Villa Ghislanzoni del Barco Curti (Vicenza)
  • Teatro Romualdo Marenco (Novi Ligure, Alessandria)
  • Biblioteca corridoio ala nobile e Chiesa del Real Collegio Capizzi (Bronte, Catania)

Ma le possibilità sono davvero tantissime e per tutti i gusti. Sul sito del Fondo Ambiente Italiano (Fai) potete trovare l’elenco completo dei siti che partecipano all’iniziativa e conoscere le specifiche per visitarli.

Non perdetevi l’occasione di ammirare almeno uno dei tanti tesori custoditi dal Fai e ricordate che l’appuntamento con queste giornate si ripeterà poi in primavera!

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Francesca Biagioli

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Friday’s Daily Brief: Day of the Girl Child, mayors lead on climate emergency, Turkey Syria offensive, new statelessness pledges, extremism in social media

ONU - aiuti umanitari - feed -

Our top stories for Friday: Day of the Girl Child celebrated around the world; city mayors lead on climate fight; humanitarian alarm rising over Turkey’s Syria offensive; history’s made as countries step forward to tackle global statelessness; Burkina Faso violence forces 500,000 from their homes; 'white extremist’ use of social media in attacks must be curbed.

Terribile incendio a Los Angeles: evacuate 100.000 persone, un morto

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A nord di Los Angeles, in California, è scoppiato un terribile incendio: sono già state evacuate 23mila case, corrispondenti a circa 100.000 persone, e quasi 2mila ettari sono in fiamme.

L’incendio di Saddleridge è iniziato durante la notte tra giovedì e venerdì e purtroppo continua a divampare, alimentato dai forti venti.

25 abitazioni sono andate distrutte secondo i Vigili del Fuoco e diverse autostrade della regione chiuse.

Photo Credit: David Crane

Photo Credit: David Crane

Photo Credit: David Crane

Il capo della polizia di Los Angeles Michel Moore su Twitter ha scritto ai cittadini:

“Abbiamo dichiarato un avviso tattico in tutta la città in risposta a #SaddleRidgeFire e stiamo lavorando con @LAFD per eseguire le evacuazioni necessarie. Se vivi nell’area dell’autostrada 210 e di Yarnell a Sylmar, ti invitiamo a prepararti e a seguire tutte le istruzioni di pubblica sicurezza.”

Il sito dei vigili del fuoco di Los Angeles riporta notizie aggiornate sulla situazione in corso che, al momento, ne vede impegnati oltre 1.000 nell’incendio. E sempre sul loro sito si legge che un civile ha subito un arresto cardiaco ed è morto in ospedale.

L’incendio, nel frattempo, si starebbe spostando verso la città di Santa Clarita, dove le lezioni di scuola sono state cancellate. Edison giovedì sera ha iniziato a interrompere l’alimentazione a circa 45.000 persone nell’area colpita.

Sul web molti abitanti della zona stanno condividendo video e immagini davvero spaventose.

Fires in #losangeles are nuts right now. #LAFD pic.twitter.com/jBeMFQC9Qt

— codyblue (@codybluemedia1) October 11, 2019

Firefighters respond to #brushfire in #Sylmar , CA pic.twitter.com/sHmcAPwQTq

— David Crane (@vidcrane) October 11, 2019

This is my view in Porte Ranch pic.twitter.com/jFCGi6LdM7

— Emmanuel Soto ♛ (@sotioux) October 11, 2019

Purtroppo si tratta solo di uno dei tanti incendi del sud della California alimentati dai forti venti e ora molte aree della regione sono sotto avvertimento di bandiera rossa.

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Laura De Rosa

Photo Credit: Twitter

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A Torino effettuato trapianto combinato di 4 organi: è la prima volta in tutta Europa

GreenMe -

Non era mai successo prima non solo in Italia, ma in tutta Europa, che un paziente venisse sottoposto a un trapianto combinato di ben 4 organi: polmoni, fegato e pancreas.

E’ successo a Torino a un uomo di 47 anni affetto da fibrosi cistica, trasferito da qualche giorno presso la rianimazione dell’ospedale Molinette, diretta dal professor Luca Brazzi.

L’uomo era in condizioni gravi e necessitava di un intervento tempestivo che permettesse di trattare in maniera adeguata la fibrosi.

Motivo per cui il team multidisciplinare del trapianto polmone e fegato delle Molinette ha ritenuto opportuno procedere con un trapianto combinato.

I medici hanno iniziato con i due polmoni, intervento eseguito da Massimo Boffini coadiuvato da Paolo Lusi, per proseguire con il trapianto di fegato e pancreas, eseguito da Renato Romagnoli, coadiuvato da Damiano Patrono e Francesco Tandoi.

L’intervento è durato più di 15 ore ma è riuscito perfettamente e gli organi trapiantati hanno ripreso in modo regolare a funzionare. Il paziente è ancora in Terapia intensiva cardiochirurgica ma dovrebbe essere dimesso a breve dalla rianimazione.

Complimenti al Centro Trapianti di Organi Toracici e al Centro Trapianti di Fegato e Pancreas torinesi, che si confermano tra i migliori di tutta Europa.

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Laura De Rosa

 

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Questa balena incinta è morta intrappolata in una rete da pesca fantasma abbandonata nell’oceano

GreenMe -

Era intrappolata in una rete da pesca questa povera balena trovata morta sull’isola di Sanday, nell’arcipelago delle Orcadi, in Scozia. Purtroppo, secondo gli esperti dello Scottish Marine Animal Stranding Scheme (Smass), era persino incinta.

Il decesso è stato provocato proprio dalla rete di nylon in cui si era impigliata, che le ha causato difficoltà nel muoversi e nutrirsi, e questo nonostante fosse in perfetta salute.

Purtroppo gli attrezzi da pesca abbandonati in mare rappresentano un enorme rischio per la fauna marina, e fra questi anche le cosiddette “reti fantasma” che vengono perse o abbandonate in acqua. Esse si muovono per chilometri trascinate dalle correnti e in questo modo uccidono moltissimi animali, senza alcun beneficio per gli esseri umani.

Yet another baleen whale found to be a victim of entanglement- this time an adult female minke whale which was found…

Pubblicato da Scottish Marine Animal Strandings Scheme su Martedì 8 ottobre 2019

A tal proposito il WWF ha spiegato che non solo catturano pesci, ma intrappolano anche:

tartarughe marine, delfini, focene, uccelli, squali, foche e molte altre specie.

Gli animali si imbattono nelle reti per sbaglio, magari perché non sono in grado di vederle, rimanendone intrappolati e venendone talvolta mortalmente feriti.

Una sola rete può uccidere moltissimi animali senza contare, spiega sempre il WWF, i danni provocati alle barriere coralline che ne risultano spesso danneggiate.

E che dire del problema plastica? Le reti moderne vengono spesso realizzate in nylon o altri composti plastici che durano secoli o che, nel tempo, si riducono in microplastiche, puntualmente ingerite dagli animali.

La morte di questa balena in dolce attesa mette in luce un’emergenza forse meno conosciuta di altre, quella delle reti fantasma, che si aggiunge alle tante nefandezze umane che stanno distruggendo, a volte per pura negligenza, mari e oceani.

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Laura De Rosa

Photo Credit: Facebook

 

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Questo locale di San Paolo trasforma i mozziconi di sigarette in tavole da surf per bambini bisognosi

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Mozziconi di sigarette addio? Assolutamente no, perlomeno in questo locale di San Paolo dove sono i benvenuti. E a differenza di quanto si potrebbe pensare, è un bene. Qui infatti i fastidiosi mozziconi vengono puntualmente riciclati e addirittura trasformati in tavole da surf per bambini, e che tavole!

I clienti di “Lar Mar“, il nome del locale gestito da appassionati di surf, che è anche negozio e organizza continuamente eventi, sono caldamente invitati a lasciare qui le loro “cicche”. L’obiettivo è raccoglierne migliaia nell’ambito della campagna “Bitucas+Surf“.

E ogni 3.000 mozziconi riciclati, Neco Carbone, che fa parte del team, realizzerà una tavola destinata a scuole di surf per bambini bisognosi di Santos, sulla costa di San Paolo, come dichiarato sulla pagina Instagram del locale:

“Insieme a Neco Carbone daremo vita alla nostra Cigarette Board, una tavola da surf composta da migliaia di mozziconi di sigarette raccolti qui su #LarMar. Tutti possono aiutare a far parte di questo progetto! Porta a casa Mar i mozziconi che raccogli. Qui raccoglieremo tutti i mozziconi!”

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Inspirados na ideia do designer Taylor Lane, nós junto com o shaper @Neco_Carbone criaremos a nossa própria Cigarette Board, uma prancha de surf feita com milhares de bitucas de cigarros coletados aqui na #LarMar. . Todos podem ajudar a fazer parte desse projeto! Basta trazer pra Lar Mar as bitucas que vocês juntarem. Aqui coletaremos as bitucas de todos! A ideia é fazer as pessoas não jogarem mais bituca no chão das ruas e dar uma finalidade para este lixo. . A ação será contínua! A cada 3k bitucas recolhidas faremos uma prancha. Essas pranchas não serão vendidas. Todas serão doadas para escolinhas de surf para crianças carentes em Santos, litoral de São Paulo. . De uma maneira criativa, encontramos a nossa forma de ajudar, mesmo sabendo que o mundo precisa de muito mais que isso! BLESS YOU ALL!

A post shared by LAR MAR (@_larmar_) on Sep 24, 2019 at 2:00pm PDT

L’idea è stata ispirata dal progetto “The Cigarette SurfBoard” del designer Taylor Lane, creatore della prima tavola da surf costruita con materiale riciclato nonché vincitore di numerosi premi statunitensi per la sostenibilità.

Il locale “Lar Mar” si trova in via João Moura 613 a Pinheiros, dove è possibile scaricare mozziconi di sigarette dal mercoledì alla domenica.

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Laura De Rosa

Photo Credit: Instagram

 

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Frode uova biologiche: galline stipate nei capannoni, ma le uova sono marchiate come bio

GreenMe -

Solo pochi giorni fa l’associazione animalista Essere animali ha divulgato i risultati di un’inchiesta sulle condizioni drammatiche in cui vengono allevate le galline ovaiole in gabbia.

L’associazione ha diffuso un video girato in incognito in un allevamento di Verghereto (FC) fornitore del Gruppo Eurovo, multinazionale italiana che vende uova a marchio Le Naturelle. Le immagini sono state diffuse da numerosi siti Internet e dal TG3 e, la risposta di Euronovo non si è fatta attendere:

Lunedì 07/10/2019, l’associazione “Essere Animali” ha pubblicato su Youtube un video girato in un allevamento in batteria di Verghereto (FC), denunciando la crudeltà nel trattamento dei capi allevati. In tale video compare un camion di proprietà del Gruppo Eurovo, nel quale è ben evidente il marchio “le Naturelle”. Il video è stato poi ripreso da un servizio del TG3 Edizione Emilia Romagna e da diversi siti internet.
L’azienda oggetto del video è un fornitore di Gruppo Eurovo (titolare del marchio “le Naturelle”), ma ha fornito allo stesso Gruppo esclusivamente uova da allevamento all’aperto, differente rispetto a quello visibile nel video, e mai uova da allevamento in batteria. Pertanto Gruppo Eurovo respinge fermamente ogni connessione, coinvolgimento e collegamento ai comportamenti assunti dagli operatori dell’azienda fornitrice in altre parti dell’allevamento e si dichiara completamente estraneo ai fatti documentati nel video.
Negli allevamenti di proprietà e in quelli dei fornitori, Gruppo Eurovo garantisce e pretende il rispetto rigoroso delle normative sulla gestione degli allevamenti e sul benessere animale, con numerosi controlli. Ulteriori e doverose verifiche saranno condotte con la massima priorità presso l’azienda oggetto del video.
Gruppo Eurovo condanna fermamente e si dissocia da qualsiasi azione crudele e inumana compiuta ai danni degli animali negli allevamenti, ha dichiarato la multinazionale in un comunicato.

La replica di Eurovo non è però convincente, poiché all’interno dell’allevamento le galline erano tenute in gabbia e non a terra.

Le terribili immagini riprese dall’inviato di Essere Animali, sono poi state mandate in onda ieri sera durante un servizio del TG1, dove è stata mostrata anche un’anteprima esclusiva, realizzata dallo stesso investigatore in incognito, questa volta in un due siti produttivi che dichiaravano di allevare le galline a terra e all’aperto, e non in gabbia.

Cinque milioni di persone hanno potuto vedere con i loro occhi qual è il trattamento riservato alle galline negli allevamenti di Castrocaro (FC) e San Zaccaria (RA), di proprietà della stessa azienda dell’allevameno di Verghereto e che forniscono uova per il Gruppo Sabbatani.

Anche in questi allevamenti l’associazione ha documentato maltrattamenti, violenze sugli animali, negligenza da parte dei dipendenti e condizioni limite in cui le galline sono costrette a vivere.

Inoltre, queste strutture dichiarano di allevare le galline a terra, ma la realtà è molto diversa: nelle sconvolgenti immagini mandate in onda, le povere galline vengono detenute all’interno di capannoni, stipate in migliaia senza mai vedere la luce del sole o un filo d’erba.

Quando le galline devono essere spostate da un capannone all’altro o inviate al macello vengono letteralmente scaraventate da un posto all’altro, lanciate e prese a calci.

Gli animali vivono inoltre in pessime condizioni igieniche e, nel video, una dipendente afferma di aver visto alcuni topi nutrirsi delle uova destinate al consumo umano.

Le uova prodotte nell’allevamento di Ravenna sono  addirittura marchiate come provenienti da allevamento biologico.

Si tratta di una truffa, una vera e propria frode alimentare, poiché per legge le uova biologiche devono provenire da galline che trascorrono all’aperto almeno un terzo della loro vita.

 

A seguito del servizio mandato in onda dal TG1, FederBio si è schierata a fianco dell’associazione che ha denunciato i finti allevamenti biologici di galline e chiede di fare chiarezza sui comportamenti e sulle pratiche riscontrati nei tre allevamenti, che ha definito inaccettabili:

“Le immagini mandate in onda dal TG1 nell’edizione serale del 10 ottobre, riferite a un allevamento di galline ovaiole sono inaccettabili e lontane dai principi e dalle norme stabilite a livello europeo e nazionale per la certificazione biologica, come correttamente viene affermato anche nel servizio.
Dalle notizie disponibili l’azienda in questione non ha ancora l’allevamento certificato biologico ma solo i terreni, dunque quanto denunciato si potrebbe configurare come una vera e propria frode. È necessario chiarire immediatamente la posizione effettiva dell’allevamento nel sistema di certificazione dei prodotti biologici da parte dell’organismo di certificazione che l’azienda ha scelto e che opera quale incaricato di pubblico servizio per conto del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Da tempo FederBio si è impegnata, anche con la collaborazione dell’organizzazione no profit Compassion in World Farming (CIWF), per la messa a punto di un disciplinare che interpreti correttamente le normative sull’allevamento biologico, in particolare per quanto riguarda il benessere animale. FederBio ha inoltre chiesto ai Ministeri competenti di attivare un tavolo di lavoro affinché questa non rimanga un’iniziativa privata, ma diventi un elemento distintivo di tutto l’allevamento biologico italiano. Ben vengano quindi le denunce delle associazioni animaliste che richiamano l’attenzione sulla necessità di garantire un rigoroso rispetto delle normative che sono dietro il logo europeo dei prodotti biologici. Riteniamo indispensabile il massimo rigore nei confronti di chi non rispetta e non fa rispettare le regole, tradendo la buona fede pubblica a tutela di chi produce vero biologico e del consumatore”, ha dichiarato Paolo Carnemolla, Coordinatore Unità di crisi FederBio.

Per quanto riguarda i consumatori che vogliono acquistare uova biologiche, il consiglio è quello di rivolgersi a piccoli produttori, magari a km0, che assicurino condizioni di vita dignitose alle galline.
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Tatiana Maselli

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Autobook: gli autobus da Cortina a Venezia si trasformano in librerie viaggianti

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Leggere in corriera è più facile per chi vive in Veneto! Da luglio scorso, grandi e piccini che viaggiano in autobus tra Cortina e Venezia possono scoprire il piacere della cultura in viaggio grazie al progetto Autobook, nato dalla collaborazione tra Cortina Express e l’associazione Bagus.

La compagnia di trasporti ha infatti messo a disposizione ben tre bus che nella tratta da Cortina fino alla Laguna e viceversa offrono ai passeggeri una vera e propria libreria viaggiante con tanti titoli a bordo: ogni passeggero troverà nelle retine sul retro dei sedili un libro e una scheda di “buone maniere per l’utilizzo”.

E, attenzione, non sono libri a caso: “i testi selezionati sono utili allo sviluppo di una nuova consapevolezza su tematiche importanti dei giorni d’oggi, come la violenza di genere, la disabilità, il viaggiare  e mangiare slow ed il rispetto per l’ambiente”, si legge in una nota.

E non solo, perché un po’ di spazio è stato dato anche alla promozione del territorio di Cortina e alle sue realtà quali quella delle Regole d’Ampezzo e Fondazione Cortina 2021 e ad un corretto atteggiamento sulle piste da sci con “la tua sicurezza sugli sci” di Francesco Persio.

Così da “Intelligenza emotiva” di Daniel Goleman ad alcuni libri di chi collabora con Bagus, come quelli della formatrice emotivo relazionale Cristiana Clementi, della professoressa Maria Rita Parsi e anche di alcuni testimonial come “Se ami qualcuno dillo” di Marco Bonini, “Un altro (d)anno” di Valentina Tomirotti, “Il Bracconiere” di Valentina Musmeci.

Anche i bambini troveranno come passare il tempo con tre volumi de “I mini Montessori”. In più si trovano una sezione più divertente, con il libro del vignettista satirico Federico Palmaroli “Se, ciao core” e alcuni libri vincitori del Premio Cortina d’Ampezzo organizzato da Una Montagna di Libri, degli anni precedenti.

L’obiettivo è di sostenere il bisogno crescente di ritornare al passato e alle cose semplici. E cosa c’è di più semplice di un libro, il profumo della carta appena stampata, il rumore delle pagine che rincorrono la nostra lettura, e il ritrovare noi stessi all’interno di una storia”, concludono gli organizzatori

E allora, cosa c’è di più bello che sfogliare un libro quando si è in viaggio? Su un treno, su un bus o in aereo, non dimentichiamoci mai di portare con noi un testo da leggere e facciamolo anche per i nostri bambini: apprezzeranno di più una “attesa” se voi starete vicino a loro a raccontare una storia!

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Germana Carillo
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Carie: un nemico silenzioso che può causare gravi malattie al cuore e ad altri organi

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L’igiene orale? È più importante di quanto si possa immaginare. La salute della bocca, dei denti e delle gengive può infatti influire sulla salute generale: come altre aree del corpo, anche la bocca pullula di batteri, per lo più innocui. Ma la bocca è pur sempre il punto di accesso al tratto digestivo e respiratorio e alcuni di questi batteri possono causare vere e proprie malattie.

Secondo gli specialisti della Mayo Clinic, per esempio, avere delle carie, oltre ad essere un problema davvero sgradevole alla vista, può significare incorrere in malattie cardiache e polmonari: l’accumulo di batteri nelle gengive, nei denti e nella bocca può causare infiammazioni che colpiscono principalmente il flusso sanguigno e le arterie.

Normalmente le difese naturali del corpo e una buona assistenza orale, come la spazzolatura quotidiana e il filo interdentale, tengono sotto controllo i batteri. Tuttavia, senza una corretta igiene orale, i batteri possono raggiungere livelli che potrebbero portare a infezioni orali, come carie e malattie gengivali. E non solo. Il grosso dei problemi arriva insomma quando perseveriamo nella cattiva abitudine di non lavarci i denti, provocandoci delle carie, un nemico pericoloso che potrebbe danneggiare gravemente anche il cuore e altri organi.

Quando i batteri della carie raggiungono il cuore, aderiscono a qualsiasi parte e possono produrre dapprima un’infiammazione e poi una endocardite, cioè un’infezione nella parte interna del cuore che mette a rischio la vita. Secondo gli studiosi, se si hanno carie e i seguenti sintomi, meglio andare dal dottore:

  • febbre e brividi
  • stanchezza estrema
  • dolori articolari e muscolari
  • sudorazione notturna
  • mancanza di respiro
  • gonfiore di piedi, gambe e addome
  • dolore durante la respirazione
  • perdita di peso senza motivo apparente
  • presenza di sangue nelle urine
  • macchie rosse o viola sulla pelle

In più, quando i batteri della carie si depositano nella gola, ostruiscono la respirazione e influenzano direttamente i polmoni, causando polmonite batterica e persino bronchite, che può complicare e generare infezioni in altri organi, accumulo di liquidi o pus nei polmoni.

Conclusione, è di fondamentale importanza mantenere una corretta igiene orale. Ecco come fare:

  • lavarsi i denti almeno due volte al giorno con uno spazzolino a setole morbide con dentifricio al fluoro
  • usare il filo interdentale ogni giorno
  • usare il collutorio per rimuovere le particelle di cibo rimaste dopo la spazzolatura e il filo interdentale. Qui trovate cinque bellissime ricette per il collutorio home-made
  • seguire una dieta sana e limitare il cibo con zuccheri aggiunti
  • sostituire lo spazzolino ogni tre mesi o prima se le setole sono aperte o usurate
  • pianificare controlli dal dentista e pulizie dentali regolari;
  • evitare il fumo

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Germana Carillo

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