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Incendi in Australia: le incredibili immagini della natura che si rigenera dopo le fiamme

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Dallo scorso autunno ad oggi, le fiamme divampate nell’Australia meridionale hanno distrutto circa otto milioni di ettari di terreni. Gli incendi, innescati in parte da fulmini e in parte dall’uomo, si sono diffusi nelle praterie semi aride e nelle foreste di eucalipti, carbonizzando completamente la vegetazione.

La natura però è in grado di rigenerarsi e di “risorgere dalle proprie ceneri” ed è capace di riprendersi in tempi molto più brevi di quanto immaginiamo.

Già ora, mentre i roghi continuano a interessare la zona, le piante stanno reagendo emettendo nuove foglie e rami, come testimoniano le numerose immagini diffuse online dai residenti.

Oltre alle immagini strazianti che mostrano un ambiente completamente devastato, dall’Australia arrivano anche fotografie piene di speranza, in cui si percepiscono la forza e la determinazione della natura.

Murray Lowe ha scattato diverse fotografie nell’area di Kulnura sulla costa centrale australiana. Dopo la pubblicazione, le immagini sono diventate virali e l’autore, stupito da tanto interesse, ha colto l’occasione di questa inaspettata popolarità e ha deciso di vendere le fotografie per destinare i proventi a chi ha avuto danni a causa degli incendi.

Ventured out into the fire grounds today to capture some images of how the Aussie bush responds to fire, and the way it…

Pubblicato da Murray Lowe su Lunedì 6 gennaio 2020

Le piante, che noi percepiamo come inermi e indifese, sono in realtà esseri straordinari, capaci di reagire all’ambiente esterno, difendersi e adottare strategie di sopravvivenza incredibili.

Pensate che le piante possono perdere fino al 90% della propria biomassa per poi rinascere da quel “misero” 10% che è sopravvissuto: qualcosa di impensabile, se applicato a noi esseri umani o agli animali.

Regrowth is already showing in the Blue Mountains after the #bushfires. pic.twitter.com/JM8oWXHH3m

— Bianca Nogrady (@BiancaNogrady) January 8, 2020

In secondo luogo, alcune specie sono talmente evolute da riuscire a resistere alle fiamme e a trarre addirittura benefici dagli incendi, tanto da favorirli grazie alla produzione di resine e oli combustibili.

Queste specie hanno sviluppato semi ignifughi e  vedono nel fuoco un vantaggio, poiché gli incendi distruggono la concorrenza e creano nuovi spazi liberi da colonizzare.

Senza nulla togliere all’immensa gravità degli incendi australiani, la forza della natura rappresenta comunque una speranza: una volta spente le fiamme, la vegetazione sarà in grado di rigenerarsi.

Molto probabilmente in futuro il paesaggio di queste aree sarà diverso da com’era prima degli incendi, ma tornerà a popolarsi di specie vegetali rigogliose, anche se ci vorrà tempo.

Pubblicato da Koala Hospital Port Macquarie su Lunedì 9 dicembre 2019

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Foto cover: Murray Lowe, Facebook

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L’Alto Adige sostiene i negozi di paese: incentivi fino a 15000 euro per tutelare vecchie e nuove attività

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In Alto Adige, soprattutto nelle zone periferiche, la sopravvivenza dei piccoli negozi di paese è a rischio. Per questo la Giunta provinciale di Bolzano ha approvato dei criteri per i contributi relativi al biennio 2020-2021 rivolti alla tutela di queste attività.

L’obiettivo è quello di favorire il commercio interno ai paesini, sia tutelando i negozi già presenti sia incentivando l’apertura di nuovi esercizi. Il commercio di vicinato rappresenta un vantaggio non solo per i commercianti locali, ma anche per i residenti, che non si trovano costretti a dover percorrere lunghe distanze per avere accesso ai prodotti necessari nella quotidianità.

Incentivare l’apertura di nuove attività

Stando al provvedimento, la Ripartizione economia può assegnare contributi fino a 15.000 euro per l’apertura di  esercizi di vicinato nelle località che ne sono prive. Per “esercizi di vicinato” si intendono negozi che lavorano in paesi con almeno 150 abitanti e che vendono generi alimentari di prima necessità al dettaglio.

Tutelare gli esercizi commerciali

Per garantire la sopravvivenza dei negozi di paese già presenti sul territorio, la Provincia mette a disposizione incentivi che vanno dai 9000 agli 11.000 euro. Le attività che possono usufruire di questo contributo devono svolgere uno dei seguenti servizi: vendita di prodotti locali, consegna a domicilio, vendita di giornali o servizio postale.

Inoltre tra i requisiti figurano:

  • volume di affari medio annuo dichiarato ai fini IVA, negli ultimi tre anni, non superiore a 400.000 euro;
  • massimo tre addetti a tempo pieno non considerando tra questi il coniuge ed i parenti del titolare entro il secondo grado in linea retta;
  • superficie di vendita fino a 150 m²;
  • orario giornaliero di apertura superiore a tre ore per sei giorni la settimana.
Come fare richiesta

Le domande per richiedere i contributi devono essere effettuate online all’Ufficio di commercio e servizi della Provincia entro il 30 aprile 2020 (per la tutela) oppure entro il 31 agosto 2020 (nel caso in cui si voglia aprire una nuova attività). I dettagli sono disponibili sul portale della Provincia nella sezione degli interventi straordinari a favore dei servizi di vicinato.

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La mareggiata svela una discarica abusiva di 20 ettari nascosta sotto la sabbia vicino Messina

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Quello che è accaduto vicino Messina ha dell’incredibile o forse no dato che siamo in Italia. Le mareggiate hanno riportato alla luce nei giorni scorsi una discarica abusiva di ben 20 ettari fino ad allora rimasta sotto la sabbia!

Una vera e propria montagna di rifiuti sono quelli portati a galla dalle avverse condizioni meteo marine degli ultimi giorni di dicembre e dei primi di gennaio. Spazzatura che era stata interrata lungo la Riviera di Ponente a Milazzo, a ridosso della foce del torrente Mela.

Secondo le prime indagini della Capitaneria di Porto, che ovviamente ha messo sotto sequestro la zona, la discarica abusiva oggi tornata alla luce potrebbe risalire addirittura agli anni ’60.

Le mareggiate che si sono verificate alcuni giorni fa hanno causato un fenomeno erosivo del terreno in cui erano stati nascosti i rifiuti e di conseguenza questi sono stati dissotterrati e si sono riversati in mare, poi sulla spiaggia e anche in prossimità di alcune abitazioni.

In realtà la zona non è nuova a tali spiacevoli sorprese. Lo scorso anno proprio nello stesso luogo erano stati sequestrati 8000 metri quadrati di discarica abusiva. Le più recenti mareggiate non hanno fatto altro che evidenziare una situazione ambientale decisamente più critica di quanto si pensasse.

Sull’increscioso fatto è intervenuto anche il ministero dell’Ambiente Sergio Costa che una volta venuto a conoscenza della situazione ha “immediatamente inviato il capo del Reparto Ambientale Marino, l’ammiraglio Aurelio Caligiore, per effettuare una verifica ispettiva

Adesso non resta che capire bene l’area interessata dalla vecchia discarica abusiva (stimata in circa 20 ettari) e capire di quali rifiuti era composta per poter fare quanto prima i dovuti interventi di bonifica. Il problema sarà però trovare i fondi dato che l’ente comunale sicuramente non ne ha a sufficienza (si parla già di circa 10 milioni di euro), dovrà quindi intervenire la Regione Sicilia.

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Gli eroici adolescenti che salvano i koala sull’isola dei canguri caricandoli nella propria auto

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I koala vivono una vita piuttosto tranquilla ed è difficile che si muovano rapidamente. Ecco perché gli incendi boschivi che stanno devastando l’Australia rappresentano un pericolo particolarmente grave per loro. Fortunatamente ci sono diversi volontari all’opera per salvarli, tra loro un gruppo di adolescenti che si sta impegnando a raccogliere questi animali sull’isola dei canguri.

A Kangaroo Island, la famosa isola dei canguri australiana, a causa degli incendi sono morte 2 persone oltre a migliaia di animali (la stima totale di tutta l’Australia ha ormai raggiunto il miliardo di vittime) tra cui canguri, ornitorinchi, opossum e koala.

I koala in particolare sono a rischio in quanto si siedono sugli alberi, dormono, mangiano e la complicata digestione delle foglie di eucalipto li rende pigri. Si stima che siano già 25.000 i koala vittime delle fiamme sull’isola (praticamente metà della popolazione locale) e innumerevoli altri sono rimasti feriti e bruciati.

Alcuni giovani isolani hanno deciso di raccogliere il maggior numero possibile di questi animali nella loro auto in modo da metterli al sicuro dalle fiamme. Il salvataggio è stato anche immortalato in un video.

Nelle immagini si vedono una madre con il suo cucciolo sulla schiena che si trova nel bagagliaio della macchina mentre sui sedili anteriori ci sono altri quattro koala.

“Abbiamo messo la madre nel bagagliaio perché era un po ‘aggressiva – ha spiegato uno degli adolescenti – Le piccole creature sembrano un po’ sfinite. Cerchiamo di raccoglierne il maggior numero possibile”

I koala sull’isola sono stati finora risparmiati dal problema della clamydia che ha colpito invece gli animali che vivono sulla terraferma. La malattia viene trasmessa per via sessuale, portando a infertilità e infezioni dolorose del tratto urinario. Pertanto nei commenti al video c’è chi ha avvisato gli adolescenti di non portare assolutamente gli animali fuori dall’isola.

Situazioni terribili come queste ci mostrano che il lato buono dell’umanità ancora esiste! Addirittura un cacciatore ha sfidato le fiamme per salvare i koala dagli incendi.

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Poetry Pharmacy: la farmacia che prescrive versi invece di pillole ai suoi ‘pazienti’

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Poesie al posto di medicine è quello che dispensa una speciale farmacia che cura l’anima dei suoi “pazienti” con i versi più belli scritti dai poeti di tutto il mondo.

La prima farmacia al mondo che “cura” con pillole di poesia si trova nello Shropshire in Inghilterra. In realtà l’idea di base non è nuova, vi abbiamo parlato della piccola farmacia letteraria che si trova a Firenze e propone “Soluzioni letterarie per problemi reali” (non è però specificatamente dedicata alla poesia come in questo caso).

La nuova originale farmacia ha sede nella città di Bishops Castle ed è nata dall’idea della poetessa Deborah Alma. All’interno del suo negozio la donna ha organizzato i libri in base allo “stato d’animo” che suscitano perché crede che la poesia possa aiutare ad alleviare una vasta gamma di disturbi emotivi dall’esaurimento allo stress, al mal d’amore.

La maggior parte delle persone che hanno già visitato la farmacia della poesia (aperta nell’ottobre scorso) hanno cercato aiuto in particolare per alleviare lo stress e le tensioni della vita moderna.

La farmacia propone anche seminari di poesia e consultazioni poetiche, invitando i suoi “pazienti” in un’apposita sala in cui vengono poste loro una serie di domande. La seduta si conclude poi con la prescrizione di una o più poesie accuratamente scelte.

Deborah viaggia anche a bordo di un’originale ambulanza vestita da infermiera per visitare festival, biblioteche, scuole, pub, centri cittadini, conferenze (ovunque venga invitata insomma) per portare le sue pillole poetiche in grado di “curare” diversi mali.

Alma ha lavorato per anni con pazienti affetti da demenza notando:

“come la poesia può cambiare l’umore di qualcuno e anche il modo in cui alle persone piace essere ascoltate con molta attenzione, così attentamente da scrivere ciò che dicono e valorizzare ciò che dicono”.

La poetessa è convinta che questa espressione dell’arte:

“possa fare molte cose: può favorire un’intima connessione con qualcuno che ha attraversato un problema prima di te e che lo ha elaborato e ne è uscito, può essere una preghiera, può essere una maledizione, può essere una poesia d’amore o un incantesimo”.

Effettivamente esistono anche conferme scientifiche a tutto ciò. L’Organizzazione mondiale della sanità ha recentemente pubblicato un rapporto in cui afferma che esistono diverse prove dei benefici per la salute delle arti, poesia compresa.

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Turista fai da te? Cosa fare a Londra e cosa organizzare in anticipo

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Oggi sono numerosi coloro che, invece di chiedere aiuto ad un’agenzia di viaggi, preferiscono organizzare completamente da soli i propri viaggi, che si tratti di 10 giorni a New York o di un fine settimana a Parigi poco importa. Del resto trovare un volo aereo e un albergo è cosa assai facile, grazie alle tante proposte disponibili in rete. Negli ultimi tempi si sta ampliando la schiera di coloro che aiutano il turista fai da te a organizzare il soggiorno all’estero, o anche in una città italiana.

Questi siti, dei quali un ottimo esempio è Hellotickets, non offrono viaggi o alberghi, ma esperienze di vario genere. Chi si ferma a Londra per qualche giorno potrà prenotare con largo anticipo alcune tra le più interessanti esperienze cui prendere parte in città.

Cosa si intende per esperienza

Viaggiare fino a un luogo remoto, trovare dove pranzare o dove soggiornare per la notte, sono tutti compiti decisamente semplici da svolgere. Il difficile sta nell’organizzare le giornate, approfittando di tutte le attrazioni disponibili in uno specifico luogo, o anche viaggiando verso le mete più interessanti.

I siti che propongono esperienze in qualsiasi città del mondo fanno questo, aiutano il turista, o anche chi è in viaggio per lavoro, a trascorrere un giorno o una serata svolgendo un’attività insolita. Le proposte sono centinaia e variano a seconda del periodo dell’anno, del luogo verso cui si viaggia, delle esigenze del singolo turista. Lo scopo è quello di semplificare le cose al viaggiatore, visto che prendere parte ad alcuni eventi può non essere così semplice come sembra.

Chiaro, in alcune città del mondo ogni sera è disponibile un qualche tipo di esperienza, sia essa un concerto o un match sportivo. Ognuno però ha i propri gusti e le proprie predilezioni; se si desidera prendere parte al concerto della nostra band preferita è consigliabile prenotare in anticipo. Allo stesso modo è consigliabile partire dall’Italia con la prenotazione per un tour nella natura o la visita guidata a un museo già previste, per evitare spiacevoli inconvenienti.

A Londra per vedere la città

Londra è una delle più grandi metropoli europee, posta su una grande isola non troppo distante dal continente. La sua storia affonda le radici nell’antichità, anche se tra le attrazioni principali che si possono edere in città la gran parte risalgono agli ultimi secoli di storia umana. Chiaramente molti degli edifici storici della città sono conosciuti in tutto il mondo, come ad esempio il Big Ben, la grande torre che si staglia sul centro cittadino, che porta al suo culmine un enorme orologio. D’obbligo è anche visitare gli edifici che ospitano la famiglia reale, come ad esempio Buckingham Palace, soprattutto al momento del cambio della guardia, o i giardini di Kensington Palace. Chi viene a Londra si reca quasi certamente in queste sontuose residenze, meglio prenotare un biglietto di ingresso con largo anticipo.

Nei dintorni di Londra

Ci sono delle località in Gran Bretagna che sono ben note a chiunque. Si pensi ad esempio a Stonehenge, il famoso cerchio di pietre colossali costruito nell’antichità; oppure Oxford, la città che ospita la ben nota università; o ancora Windsor, il grande castello reale. Tutte queste località si possono raggiungere in giornata, prendendo parte a tour organizzati, durante i quali una guida racconterà tutte le caratteristiche e le peculiarità della zona. Per chi si ferma qualche giorno a Londra può essere un interessante intermezzo da inserire all’interno di un fitto programma di visita alla città.

A spasso per la città

Londra è la città in cui sono vissuti alcuni tra i musicisti che hanno segnato l’ambiente musicale di tutto il globo; allo stesso modo proprio a Londra sono stati girati alcuni tra i film più noti, si pensi ad esempio a Harry Potter. Oggi è possibile prendere parte a tour che seguono le orme dei Beatles, o della Londra Rock. Per tutti gli appassionati del mago descritto nei libri di J.K. Rowling si organizzano in città vari tour che seguono le orme di Harry Potter nel corso delle sue peripezie. Un modo diverso per vedere Londra sotto un punto di vista originale. Per altro la città è stata co protagonista in moltissimi film, guide esperte sono in grado di mostrare tutti i lati nascosti che riguardano questo ambito. Un altro buon modo per visitare Londra è la possibilità di acquistare in rete i biglietti per gli autobus Hop on Hop off; si tratta di autobus che girano costantemente nelle zone più interessanti della città, sui quali si sale con abbonamento. Non è necessario seguire ogni singolo tour, si può salire e scendere ad ogni fermata; sul bus una guida interattiva permette di ascoltare interessanti notizie della zona in cui si sta viaggiando. A Londra sono spesso disponibili anche tour enogastronomici, alla scoperta di piatti e bevande poco noti nel nostro Paese.

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Fine del mercato di tutela Luce Gas, perché è importante non farsi cogliere impreparati

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Inizialmente fissata per il 1° luglio 2020 al’interno della legge sulla concorrenza varata già nel 2017, la  data di fine del mercato Tutelato dell’energia pare aver subito un’ulteriore proroga nonostante il parere dubbioso dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA).

Il recente decreto Milleproroghe ha quindi fissato al 1° gennaio 2022, la data ultima per il fatidico passaggio (fonte Sole24Ore del 30/12/2019) su cui aleggia ancora una certa confusione e scarsa informazione.

Chiunque abbia ancora attiva una fornitura di energia elettrica e gas con le condizioni contrattuali definite proprio dall’ARERA, usufruirà di un maggiore lasso di tempo per valutare nel dettaglio le offerte commerciali che circolano all’interno del mercato libero.

Si parla di una platea di quasi 18 milioni di utenti (più del 50% sono utenze domestiche) corteggiata da decine di compagnie energetiche storiche alle quali si uniscono quelle innumerevoli nate più o meno di recente.

Ma vediamo, innanzitutto, cosa succederà allo scadere di questa data, e cerchiamo di rispondere alle domande più frequenti che si pongono i clienti:

È vero che se non scelgo per tempo un gestore del mercato libero, mi verrà disattivata l’utenza?

Nonostante il terrorismo di molti gestori, è importante sapere che la tua utenza non subirà nessuna interruzione della fornitura e il servizio sarà garantito fino al momento del passaggio ad una nuova offerta.

Come faccio a scegliere il fornitore più adatto?

Alcuni utenti hanno ancora difficoltà a districarsi tra la rete di offerte commerciali proposte dai vari gestori di energia esistenti. Per questo il Ministero metterà a disposizione dei consumatori una serie di servizi che diano la possibilità di conoscere tutte le opportunità.

Utilizzare dei comparatori del mercato libero energia può essere una soluzione efficace?

Sul web sono presenti numerosi servizi di comparazione che danno la possibilità di confrontare le offerte aggiornate messe a disposizione dalla maggior parte dei gestori di energia elettrica e gas presenti sul mercato libero.

Tra quelli più utilizzati si trova RisparmiaTU che garantisce la possibilità di confrontare gratuitamente le offerte di luce, gas ma anche internet.

Grazie all’interfaccia intuitiva, l’utilizzo è diventato semplicissimo sia su mobile che su desktop. Ti basta scegliere su cosa vuoi risparmiare, indicare la località dove si trova l’utenza ed eventualmente il consumo annuo. Grazie ad motore estremamente versatile e potente il sistema ti mostrerà in meno di un secondo un elenco di offerte aggiornate. A colpo d’occhio potrai quindi confrontare le caratteristiche in luce fra le varie caratteristiche.

Se decidi di cambiare il tuo contratto e passare al mercato libero, oppure di passare ad un’offerta più conveniente, ti basterà compilare il modulo di contatto oppure comporre  direttamente il numero del centralino ed usufruire del servizio di consulenza telefonica sempre gratuita.

Cosa succede se non trovo nessuna offerta che mi soddisfi entro il termine prestabilito?

Nel caso non sia stata effettuata  alcuna scelta al momento della scadenza prefissata, i clienti che risulteranno privi di fornitore, verranno assegnati, attraverso un sistema di aste al “servizio di salvaguardia” che assegnerà la tua utenza al migliore offerente tra i gestori del mercato libero. Il rischio è di ritrovarsi con una tariffa che non è in linea con le proprie abitudini di consumo.

Alla fine, quello che sembra importante, ad ogni modo, è avere il quadro completo della situazione al momento della scadenza del termine ultimo per il passaggio al mercato libero. Conoscere i prezzi e trovare l’offerta luce gas giusta al momento giusto può evitare la corsa ad un acquisto poco consapevole ed affrettato.

Informarsi è quindi assolutamente indispensabile per riuscire a risparmiare sulla spesa luce e gas che tanto affligge le tasche di tutti gli Italiani.

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Maxi multa fino a 1700 euro per chi usa lo smartphone alla guida. In arrivo le modifiche al codice della strada

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La proposta di modifica al Codice della Strada sarà presto discussa e votata alla Camera e potrebbe portare diverse novità. Le nuove modifiche puntano a garantire una maggiore sicurezza e prevedono un inasprimento delle sanzioni per chi utilizza lo smartphone mentre è alla guida.

Le multe previste andranno infatti dai 422 ai 1697 euro, contro le attuali somme che vanno invece dai 161 a 647 euro. In caso di recidiva, inoltre, se si viene fermati per la stessa infrazione nell’arco di due anni, ci si vedrà sospendere la patente da uno a tre mesi.

Lo smartphone è una delle principali cause di incidenti su strada e, già oggi, può essere utilizzato alla guida solo utilizzando gli auricolari o in vivavoce, anche nel caso in cui si sia fermi al semaforo o in colonna bloccati nel traffico con decurtazione di 5 punti della patente. Se si usano gli auricolari, si deve indossare una sola cuffia, così che un orecchio sia libero e possa così percepire eventuali pericoli.

Purtroppo tali regole non vengono quasi mai rispettate e le conseguenze possono essere davvero disastrose: le modifiche che verranno discusse hanno l’obiettivo di ridurre questo diffuso e pericoloso comportamento, come si è già tentato di fare in passato.

Oltre alle maggiori sanzioni per chi guida al cellulare, verranno esaminate altre proposte di modifica, tra cui l’introduzione di maggiori tutele per chi utilizza la bicicletta o si muove a piedi, come la distanza di sicurezza laterale di un metro e mezzo quando si supera l’introduzione della distanza di sicurezza laterale di 1,5 metri quando si supera un ciclista e attraversamenti pedonali rialzati.
Altra novità sarà l’obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza per gli scuolabus, ma solo a partire dal 2024.

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Due procioni si intrufolano in un giardino e una volta scoperti si fingono statue (Video)

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Qualche notte fa due simpatici procioni hanno fatto irruzione in un giardino privato, muovendosi con fare furtivo.
Dietro alla finestra, il proprietario di casa era pronto a filmarli e ha colto un atteggiamento davvero curioso: dopo aver dato un colpetto al vetro, i due animali si bloccano immediatamente e uno dei due sembra davvero fingere di essere una statua.

Nel video si vedono chiaramente i due procioni bloccati sul posto subito dopo il ticchettio sulla finestra, come a dire “Fermi tutti, se non ci muoviamo, non ci noteranno”.

Probabilmente i due animali erano molto spaventati dal rumore e, poiché sono animali furbi e astuti, hanno evidentemente pensato che l’unica difesa possibile in quel momento fosse rimanere immobili.

Il video dei due procioni è diventato presto virale perché, a prescindere dal motivo per cui hanno reagito in quel modo, la loro reazione risulta davvero divertente.

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Fiumicino: il primo aeroporto con l’asfalto al grafene e plastica riciclata che dura il doppio

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L’aeroporto di Fiumicino sarà il primo aereoporto intercontinentale a sperimentare l’uso di un asfalto arricchito con un additivo prodotto con grafene e plastica riciclata

Si chiama Gipave, l’additivo hitech e green ideato da un’azienda italiana e in grado di far durare il doppio l’asfalto, con conseguenti benefici economici e soprattutto ambientali..

Una tecnologia innovativa completamente made in Italy, che contiene grafene e plastica riciclata e che conferisce all’asfalto maggiori prestazioni in termini di resistenza e durata.

L’asfalto arricchito con questo additivo ha una vita più lunga rispetto a quello convenzionale e, inoltre, la sua produzione consente di recuperare plastica dura che altrimenti diventerebbe un dannoso rifiuto.

Il prodotto è realizzato da Interchimica, società italiana specializzata in soluzioni sostenibili per il settore stradale.

Il Gipave verrà sperimentato per la prima volta in un aeroporto intercontinentale, per la precisione al Leonardo Da Vinci di Roma Fiumicino, dove verrà impiegato per il rifacimento di un tratto lungo 100 metri e largo otto.

Sul percorso oggetto di manutenzione transitano ogni giorno velivoli di grandi dimensioni e l’obiettivo è proprio quello di valutare le performance del Gipave in situazioni di grande stress, sperando che il test confermi i buoni risultati ottenuti sulle strade.

Siamo orgogliosi di avere condiviso con ADR-Aeroporti di Roma la sperimentazione della prima stesa al mondo, in un…

Pubblicato da Iterchimica su Venerdì 3 gennaio 2020

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L’impressionante e surreale cielo arancione in Nuova Zelanda (FOTO)

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Non è Marte e nemmeno Photoshop: è il cielo della Nuova Zelanda che appare arancione a causa degli incendi in Australia. Le foto, scattate da un nostro lettore residente a Auckland, città a nord del Paese, mostrano un atmosfera surreale, ma purtroppo e tristemente, del tutto reale.

Anche i ghiacciai della Nuova Zelanda sono cambiati a causa del disastro australiano (e già minacciati dai cambiamenti climatici), mostrandosi ora marroni, e parliamo di una Nazione che, pur essendo nel medesimo continente, non è di certo “vicina” per come intendiamo le distanze in Europa.

La città di Auckland, dove sono state scattate queste foto arrivate poi in redazione senza alcun filtro, si raggiunge con più di 3 ore di volo dalla capitale australiana Sidney, in emergenza idrica già a metà novembre. Per avere un paragone nel nostro continente questa è una distanza simile a quella Roma-Stoccolma.

Il fumo degli incendi arriva dunque anche lì, a causa dei venti “favorevoli” ma soprattutto di un disastro che non si ferma e che è solo colpa nostra. Molte aree della Nuova Zelanda sono state infatti invase da una fitta foschia arancione che si è ampiamente diffusa sull’Isola trasportando grandi quantità di polveri e ceneri.

Stando alle dichiarazioni degli esperti datate 2 gennaio molto del fumo si era già disperso e avrebbe dovuto abbandonare l’Isola entro la fine della settimana scorsa. Ma queste foto sono state scattate il 5 gennaio tra le 14 e le 16 ora locale (Mission Bay e centro città) e non sembrano mostrare segni di miglioramento generale.

D’altronde gli incendi non si fermano e la preoccupazione per la salute del nostro Pianeta continua a crescere.

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Foto: Redazione greenMe

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Incendi Australia: oltre 180 persone, tra cui 40 minorenni, indagate. Rischiano fino a 25 anni di carcere

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I devastanti incendi che ormai da mesi stanno distruggendo il sud dell’Australia potrebbero essere stati causati dall’uomo. Inizialmente si credeva fosse stato un fulmine ad aver dato origine ai roghi: oggi la polizia del Nuovo Galles del Sud ha invece fatto sapere di aver avviato indagini contro oltre 180 persone per gli incendi che hanno colpito le arre boschive australiane dall’autunno del 2019 a oggi.

Dall’inizio di novembre, la NSW Police ha intrapreso azioni legali contro 183 persone, tra cui 40 minorenni, per ben 205 reati connessi agli incendi.

In particolare, 24 persone sono state accusate per aver appiccato deliberatamente gli incendi, 53 sono indagate per non aver rispettato il divieto ad accendere fuochi e altre 43 dovranno rispondere per aver gettato a terra oggetti in grado di dare inizio alle fiamme, come sigarette accese.

Police have taken legal action against 183 people for more than 200 bushfire-related offences since November last year.https://t.co/WzoxRigKPL

— NSW Police Force (@nswpolice) January 6, 2020

Le indagini sono in corso e la polizia ha chiesto alla cittadinanza la massima collaborazione nel fornire prove fotografiche o video in proprio possesso, per trovare altri eventuali responsabili e ha ricordato quali sono le pene previste per chi appicca incendi.

A causa degli incendi, l’Australia sta vivendo una vera e propria emergenza che sta causando morti, evacuazioni, danni ad abitazioni ed aziende, oltre alla perdita di grandi aree di foresta e alla morte di mezzo miliardo di animali, tra cui koala, canguri, pipistrelli, pesci e insetti impollinatori.

Chi accende un fuoco, danneggiando cose e mettendo in pericolo la vita delle persone, o chi non spegne un incendio dopo averlo provocato rischia da 12 mesi a 25 anni di reclusione, oltre a sanzioni pecuniarie, in base alla gravità delle conseguenze del gesto.

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Verdure in cambio di mozziconi di sigarette. L’idea di una azienda agricola nel ravennate per ripulire l’ambiente

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Un’azienda agricola della provincia di Ravenna ha avuto una brillante idea per ripulire, almeno in parte, l’ambiente. Cosa fa? Offre ortaggi in regalo a chi gli porta mozziconi di sigarette!

E’ uno scambio davvero conveniente ed ecologico quello che propone la Valle delle Albicocche, azienda agricola di Bagnacavallo nel ravennate. Fino ad ora sono state circa 100 le persone che hanno partecipato portando mozziconi di sigaretta raccolti in giro per le strade e ottenendo in cambio verdure di stagione.

L’iniziativa “5 kg di frutta e verdura per un pugno di mozziconi”, lanciata in collaborazione con l’associazione Cambiavento di Imola, ad oggi ha portato in azienda ben 40 kg di “cicche” che altrimenti sarebbero rimaste abbandonate in strade e parchi non solo della provincia di Ravenna ma anche di Rovigo, Bologna, Ferrara e Rimini (da tutte queste località arrivavano i volontari che hanno raccolto gli scarti di sigaretta).

Ma c’è di più: i mozziconi avranno una seconda vita grazie ad un artista del riuso, Matteo Zini, che ne utilizzerà una parte per realizzare delle opere.

Gli agricoltori di Bagnacavallo stanno avviando anche un progetto di riciclo dei mozziconi di sigarette. Come scrivono sul loro sito:

“Nelle prossime settimane effettueremo la prova di carbonizzazione idrotermale per la quale utilizzeremo i restanti kg di mozziconi e quelli che continuerete a portarci, perché la raccolta continua, proprio in previsione di questa seconda fase, per tutto il mese di gennaio. Per i 5 kg di frutta e verdura chiediamo un po’ più di mozziconi, almeno mezzo chilo”.

Insomma da un’operazione lanciata quasi per gioco potrebbe nascere qualcosa di davvero importante per salvaguardare il nostro ambiente e pensate se anche altre aziende agricole prendessero spunto…

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La risonanza magnetica di un carlino diventa virale (ma mostra una terribile verità)

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Il carlino di un amico è andato dal veterinario“, ha scritto il comico americano Andy Richter su Twitter dopo aver pubblicato la foto della risonanza magnetica di un carlino, che nel giro di breve è diventata virale con più di 130.000 like e moltissime condivisioni.

Dopo che il tweet ha conquistato i social, Andy ha pubblicato un aggiornamento per far sapere a tutti che “il carlino ha ottenuto un certificato di buona salute e si è lasciato conquistare dalla fama.

Ad aver reso l’immagine virale è senz’altro stato l’aspetto buffo del carlino visto da una prospettiva insolita, con degli occhi enormi e il muso ancora più sporgente di quanto appaia normalmente, caratteristica dovuta alla brachicefalia, condizione caratterizzata da uno sviluppo anomalo del cranio, più largo che lungo.

Tutto simpatico se non fosse che la particolarità di questa razza è dovuta all’essere umano che, nel corso del tempo, l’ha trasformata a suo piacimento affinché assomigliasse ai bambini, pensando così di renderla più bella. Peccato che l’aspetto carino dell’animale non sia affatto positivo per la sua salute, come ha sottolineato il veterinario Rory Cowlam all’Independent:

“Attraverso la selezione umana, li abbiamo allevati per assomigliare più a un bambino umano perché lo troviamo carino. Ma sfortunatamente quell’aspetto carino non è molto buono per l’animale.”

E in effetti tra i tanti utenti che hanno commentato l’immagine, oltre a quelli che l’hanno trovata adorabile, ce ne sono stati altri che l’hanno giudicata terrificante.

Che piaccia o meno esteticamente, purtroppo il carlino appare così a causa di anni di allevamento selettivo che ha reso la sua razza particolarmente fragile a livello di salute. Come altri cani brachicefali, per esempio il bulldog, il boxer, il bull terrier, il pechinese, il carlino soffre di problemi respiratori, problemi agli occhi dovuti all’eccesso di pelle intorno ai bulbi oculari, inclinazione alle allergie, problemi alla schiena, epilessia, sindromi gastroenteriche, patologie neurologiche, disfunzioni al parto.

Insomma, è bello e ricercato ma a caro prezzo! Ne vale davvero la pena?

My friend’s pug went to the vet pic.twitter.com/kP4r5o4ZOQ

— Andy Richter (@AndyRichter) December 17, 2019

Perché non comprare un carlino

Come dicevamo, la particolare fisionomia del carlino è dovuta all’intervento umano sulla genetica di questo cane, un intervento pericoloso per la sua salute che tuttavia continua a essere praticato a causa dell’enorme richiesta del mercato.

Ecco tutti i problemi di cui soffre questa razza, che dovrebbero convincerci a rinunciarvi, così da non alimentare gli allevamenti, sempre più numerosi:

  • disturbi agli occhi e difficoltà a chiudere le palpebre, dovuti alla testa appiattita e alla forma pronunciata degli occhi;
  • dermatiti e allergie dovute ai funghi che proliferano meglio tra le pieghe della pelle tipica del carlino;
  • difficoltà respiratorie dovute alle narici piccole, che si devono sempre al caratteristico muso corto e appiattito;
  • problemi muscoloscheletrici dovuta alla piccola taglia del cane, forzata dall’allevamento selettivo;
  • difficoltà di bilanciamento della temperatura corporea a causa del naso piatto;
  • difficoltà al momento del parto dovute alla testa grande e sproporzionata rispetto al corpo.

Meglio quindi non acquistare i carlini e semmai adottare quelli abbandonati nei canili.

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Photo Credit: Twitter

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I pericoli di cuocere al cartoccio che non ti aspetti (e che le aziende negano)

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Alluminio o carta argentata che dir si voglia. E’ risaputo (e scritto sulle confezioni) che è bene evitare l’utilizzo di questo strumento a contatto con gli alimenti crudi e acidi. Non altrettanto sottolineati, però, sono i rischi della cottura al cartoccio.

Max Laudadio e tutto il team di Striscia la notizia hanno riportato recentemente alla ribalta il tema dell’alluminio a contatto con gli alimenti e, dopo due anni di lavoro, sono riusciti a dimostrare la pericolosità di questo strumento che spesso utilizziamo con troppa leggerezza in cucina, “costringendo” anche il Ministero della Salute a fare lo stesso arrivando al medesimo risultato.

Tracce di alluminio migrano nei cibi. Ecco perché non dobbiamo avvolgerli direttamente nella carta stagnola. Ma cosa dire della cottura al cartoccio?

La storia purtroppo non cambia. Anche in questo caso utilizzare la carta argentata è pericoloso e le case produttrici sembra non ne siano neppure a conoscenza oppure che facciano orecchie da mercante.

Se infatti andate a vedere cosa c’è scritto sulle confezioni di alluminio da utilizzare per le preparazioni culinarie noterete che, tra i vari consigli per l’uso, c’è proprio la cottura al cartoccio.

Effettivamente, fino almeno al 2017, il pericolo migrazione dell’alluminio verso i cibi dovuto al calore è stato sottovalutato e il ministero della Salute stesso affermava che:

“Il consumo di singoli alimenti cucinati in foglio di alluminio non costituisce un rischio elevato per la salute del consumatore”.

In seguito ai nuovi test, opera dei laboratori dell’Istituto Superiore di Sanità (circa 500 prove secondo Il Salvagente), sono stati invece confermati i pericoli. E anche l’inchiesta di Laudadio l’aveva provato facendo un doppio esperimento, ossia cuocendo al cartoccio diversi alimenti avvolti nella pellicola di alluminio con o senza l’utilizzo di condimenti acidi.

Questo tipo di condimenti sono assolutamente sconsigliati proprio perché favoriscono la migrazione di alluminio al cibo (e questo è segnalato anche sulle confezioni) ma la cottura al cartoccio ha presentato lo stesso problema anche senza l’uso di tali condimenti e dunque i rischi sono dovuti al contatto con il calore elevato.

Il ministero, in seguito a questi risultati, ha attivato una campagna sull’uso corretto dell’allumino in cucina invitando tutti i genitori a non incartare con alluminio i panini dei propri figli. Il problema è che le aziende produttrici ancora non hanno fatto seguito a questa allerta e non segnalano i rischi della cottura al cartoccio, anzi ne esaltano la funzionalità proprio per questo tipo di cottura.

Dunque sembra proprio necessaria una correzione urgente per evitare che i consumatori non informati sulle ultime novità e conferme ministeriali continuino ad utilizzare questo materiale in modo scorretto e pericoloso per la salute.

Nel frattempo il viceministro Pierpaolo Sileri ha dichiarato che il ministero ha, già da mesi, scritto alla Commissione europea chiedendo di discutere del problema alluminio nelle riunioni che si occupano di sicurezza alimentare. Si attende quindi anche la risposta dell’Ue in merito.

Le aziende interessate dalla questione, in attesa di ulteriori conferme, si mostrano caute anche se Cuki, leader del settore, non esclude la possibilità di cambiare le diciture in etichetta.

Nel frattempo evitiamo le cotture al cartoccio e, il più possibile, l’utilizzo di alluminio a contatto con i cibi soprattutto in gravidanza e con bimbi al di sotto dei 3 anni. Fortunatamente esistono tante alternative: è arrivato il tempo di usarle!

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Il viso come mappa della salute. Ecco i segnali da non sottovalutare

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Come altre parti del corpo, anche il viso può svelarci qualcosa di importante sulla salute generale del nostro organismo. Ecco i segnali a cui fare attenzione.

La medicina occidentale difficilmente andrà ad analizzare alcune caratteristiche del viso per capire se il paziente è più o meno in salute. Diverso è quello che avviene nella medicina tradizionale cinese dove la lingua, i capelli, le unghie ma anche il viso, possono essere specchio di ciò che accade all’interno del corpo.

Il viso, infatti, sarebbe collegato ai nostri organi in maniera molto precisa e dunque potrebbe essere una sorta di mappa di quello che non possiamo vedere, ossia lo stato di salute di stomaco, reni, fegato, ecc.

Ecco allora che brufoli ma anche arrossamenti, borse sotto gli occhi e altre problematiche che possono apparire sul viso ci forniscono indicazioni utili (da confermare poi sempre con l’aiuto di un medico e delle dovute analisi).

Precisiamo che non esiste una vera base scientifica per la mappatura dei volti cinese che si basa su anni di osservazione e sulla convinzione che l’energia, il Qi, fluisca da e verso gli organi lungo percorsi invisibili.

Importante valutare dove questi disturbi appaiono dato che, come abbiamo detto, ad ogni punto del viso corrisponde una zona interna del nostro corpo. Vediamole una ad una.

Fronte

Questa zona del viso è legata all’intestino tenue, organo influenzato principalmente dal sistema nervoso. Profonde linee orizzontali sulla fronte possono indicare un sistema nervoso iperattivo e una cattiva salute intestinale. Altre cause di problemi in questa zona includono cattive scelte alimentari, in particolare il consumo di troppi zuccheri e carboidrati raffinati.

Tra le sopracciglia

Questa zona rispecchia la salute del fegato, organo che si occupa della disintossicazione dell’organismo. Se il corpo è sovraccarico di tossine, alimenti difficili da digerire ma anche emozioni negative, si manifestano problemi in quest’area.

Contorno occhi

Quando il corpo è disidratato o subisce uno stress elevato questo influisce negativamente sui reni e si manifesta sotto forma di borse sotto gli occhi, occhiaie, gonfiori o problemi infiammatori intorno alle sopracciglia.

Naso

Il naso è diviso in due parti, quella sinistra indica la parte sinistra del cuore e la destra si riferisce alla parte destra. Eventuali problemi potrebbero manifestarsi sotto forma di arrossamenti o punti neri e l’untuosità di questa zona del viso potrebbe essere un segno di problemi di pressione sanguigna o colesterolo.

Guance

Le guance sono collegate allo stomaco, alla milza e al sistema respiratorio. Le guance rosse possono essere un segno di infiammazione dello stomaco mentre i brufoli potrebbero essere collegati alla presenza di allergie.

Bocca

La bocca è specchio della situazione di stomaco e colon. Afte e piaghe in questa parte del viso possono essere un segno di ulcere allo stomaco o segnalare che si sta seguendo una dieta a base di troppi alimenti crudi e freddi che costringe lo stomaco a lavorare eccessivamente per riscaldare il cibo.

Mento

La mascella e il mento corrispondono al sistema ormonale e riproduttivo. I brufoli in questa zona possono essere specchio di problemi al ciclo mestruale o di un eccessivo stress.

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Il pesce spatola cinese è il primo animale della nuova decade ad essere dichiarato ufficialmente estinto

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Il pesce spada cinese è il primo animale del 2020, e della nuova decade, ad essere dichiarato ufficialmente estinto, a dirlo sono stati i ricercatori cinesi, secondo i quali si può parlare ormai di estinzione definitiva dato che non viene più avvistato dal 2003.

Il pesce spada cinese o pesce spatola cinese, anche chiamato pesce elefante per via del suo muso a “proboscide“,  esemplare d’acqua dolce tra i più grandi del mondo di circa 7 metri di lunghezza, un tempo popolava le acque del fiume Yangtze. Come premesso, non viene più avvistato da 17 anni e secondo i cinesi l’estinzione definitiva sarebbe avvenuta probabilmente entro il 2005, anche se si sarebbe estinto funzionalmente, ovvero non era più in grado di riprodursi già dal 1993. L’IUCN, dal canto suo, riporta che ne rimanevano, nell’ultimo aggiornamento risalente al 2009, da 0 a 50 esemplari. Ma per i cinesi in quella data erano già praticamente estinti.

Ma il pesce spada cinese, il cui nome latino è Psephurus gladius, non è l’unico ad essere scomparso dal fiume Yangtze, è successo anche al delfino o baiji nel 2006 e lo storione cinese è a forte rischio. Il motivo? Fattori altamente stressanti dovuti alla costruzione di dighe, sovrasfruttamento, traffico, pesca eccessiva, porti fluviali e inquinamento, come dichiarato dagli autori dello studio pubblicato su Science of the Total Environment, che ne conferma l’estinzione:

L’ecosistema mega fluviale del fiume Yangtze un tempo ospitava diverse megafauna acquatiche, ma è sempre più influenzato da vari fattori di stress antropogenici che hanno provocato una continua perdita di biodiversità”.

L’ecosistema fluviale in questione, di ben 6.300 chilometri, con oltre 4.000 specie acquatiche nelle sue acque, è infatti in grave difficoltà. E proprio per questo, dopo la scomparsa definitiva del Psephurus gladius, già dichiarato in pericolo critico nel lontano 1996 dall’IUCN, Pechino ha deciso di vietare la pesca commerciale sullo Yangtze per i prossimi 10 anni. Anche se, stando al parere degli studiosi, i pesci spatola cinesi, in quanto migratori, si sarebbero estinti anche a causa della diga delle Tre Gole, eretta nel 2003, che gli impediva di nuotare a monte per riprodursi e deporre le uova, e quindi riprodursi.

In ogni caso il divieto di pesca è una misura senz’altro opportuna, anche se  probabilmente non sufficiente, per evitare che lo Yangtze si spopoli sempre di più, come ha ribadito Yu Zhenkang, vice ministro dell’agricoltura e delle questioni rurali:

Il divieto di pesca è una misura chiave per frenare efficacemente il declino dell’ecosistema fluviale e qualsiasi ulteriore calo della biodiversità“.

Speriamo che porti risultati prima che sia troppo tardi per altri pesci!

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“Bevono troppo”: 10mila cammelli saranno abbattuti per preservare l’acqua in Australia

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Diecimila cammelli selvatici saranno abbattuti nell’Australia meridionale da tiratori professionisti in elicottero per impedire loro di consumare acqua nella regione devastata dalla siccità.

L’abbattimento dovrebbe durare cinque giorni e l’ordine è stato diramato dal capo della comunità degli aborigeni di Anangu Pitjantjatjara Yankunytjatjara dopo le lamentele della popolazione secondo cui, gli animali invaderebbero le loro proprietà in cerca di acqua e la loro flatulenza contribuirebbe al riscaldamento globale.

Così, mentre continuano gli arresti per incendi dolosi e quasi 4 milioni di ettari di terreno sono già andati perduti, adesso arriva quest’altra brutta notizia, come se, già non bastasse il fatto che sono già morti 480milioni di animali a causa degli incendi che stanno devastando l’Australia.

Questa ordinanza purtroppo non è nuova, ogni anno il programma di gestione dei cammelli ne prevede un numero di abbattere per paura che essi possano prosciugare le poche sorgenti d’acqua, fonti preziosissime e sacre per le comunità aborigene.

“I cammelli abbattono le recinzioni, invadono le nostre case per raggiungere le fonti d’acqua, sono dappertutto”, spiega un membro della comunità.

Per il National Feral Camel Management Plan, senza un piano di controllo, la popolazione di cammelli selvatici potrebbe addirittura raddoppiare ogni nove anni. Secondo Tim Moore, amministratore delegato di RegenCo,“un milione di cammelli selvatici emettono metano equivalente a una tonnellata di anidride carbonica all’anno, inquinano insomma come 400mila auto sulla strada”.

Quindi da un lato, la carenza di acqua, dall’altro l’inquinamento: per questi poveri cammelli selvatici non sembra esserci scampo, nonostante il Dipartimento dell’Energia e dell’Ambiente ha affermato che le emissioni di animali selvatici non dovrebbero essere considerate nella stima delle emissioni di un paese in quanto non sono gestite a livello nazionale.

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Perché i cugini della stessa età hanno un legame ancora più speciale di quello tra fratelli

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Spesso si parla di quanto sia speciale il legame tra fratelli e di come, anche in età adulta, possa sfociare in bellissime amicizie. Ma che dire dei cugini più o meno coetanei? Molti di noi sono cresciuti a stretto contatto con questi primi amici d’infanzia, condividendo intere giornate, cerimonie, momenti felici e tristi.

Una condivisione nata da intrecci familiari che spesso non si esaurisce con l’età ma che, anzi, continua a vivere sotto forma di amicizia. Non succede sempre, ma quando accade, è pura magia. Perché tra cugini ci si conosce a fondo, come tra fratelli, e ci si sente quindi liberi di mostrarsi per quello che si è, senza filtri, in un clima di reciproca fiducia, coltivata fin dalla tenera età.

Ed è proprio il fatto che quel tipo di amicizia, tra cugini, nasca nell’infanzia a renderla un po’ magica perché in quel periodo della vita siamo tutti più fiduciosi verso l’altro, non ci sono paletti se non quelli trasmessi dai genitori, si condividono momenti, giochi, storie, senza filtri, senza cinismo, senza pregiudizio.

I cugini hanno inoltre un vantaggio rispetto ai fratelli perché questi ultimi, trascorrendo tutto il tempo insieme sotto lo stesso tetto, tendono a bisticciare di più. Mentre tra cugini ritrovarsi, ogni volta, è una gioia. E da grandi, ricordare quei momenti di spensieratezza, è altrettanto speciale.

Inoltre, come i fratelli, conoscono bene la famiglia d’origine e questa consapevolezza li rende più predisposti alla confidenza e con un senso dell’umorismo per certi versi simile, proprio perché alimentatosi nello stesso contesto.

I cugini, per chi ha la fortuna di averli avuti accanto, sono stati i primi a condividere gioie e dolori, vittorie e sconfitte, momenti di gioco e di festa, traguardi importanti e persino segreti reciproci. E quando il legame non si spezza con l’età adulta, ci si ritrova con degli amici davvero unici, che si conoscono a vicenda perfettamente, capaci di ascoltarsi, supportarsi, di ridere con spontaneità.

Si è trasparenti tra cugini e questo contribuisce ad alimentare la complicità. I cugini sanno come sono fatti reciprocamente, quali sono i loro difetti e pregi, e se si ha la fortuna di crescere sulla stessa lunghezza d’onda, ecco che quel legame diventa in età adulta qualcosa di meraviglioso.

E voi avete dei cugini speciali? La vostra amicizia ha resistito al trascorrere del tempo e com’è oggi?

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