Argomenti

Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Scegliere con il cuore

Il cuore sceglie per sintonia al Piano divino senza il filtro della mente. Il cuore è collegato alla Vita Una e sceglie sempre per il bene supremo. Se una nostra scelta non va nella direzione del bene comune, significa che non è stata fatta col cuore ma con la speculazione della mente analitica.
La mente analizza e scompone l'intero in tutte le sue parti per capire come è fatto. Quando siamo di fronte ad una scelta dobbiamo analizzarla per vedere tutte le possibilità, sapendo che discriminare significa distinguere ciò che appartiene all'Anima da ciò che concerne la personalità. Fatta la distinzione il cuore sceglie ciò che appartiene all'Anima Una. Non lasciamo che la mente scelga poiché essa sceglierà secondo il bisogno personale.

Contenuti: 

Pensiero del giorno: Non disperdere la semina

Quando un'impresa vi sta a cuore, se volete essere preparati e ben armati per portarla a termine, non annunciatela in anticipo. Cominciate a eseguirla; avrete poi abbastanza tempo per presentarla e commentarla. Perché queste precauzioni? Perché attorno a voi, come pure in voi, ci sono entità oscure che sono pronte a ostacolarvi servendosi dei membri della vostra famiglia, dei vostri amici, dei vostri colleghi di lavoro e dei vostri vicini; incontrerete allora grandi difficoltà, o addirittura fallirete, molto semplicemente. Senza poi parlare di quelli che, apparentemente animati dalle migliori intenzioni, cercheranno di scoraggiarvi dicendo: «Ma credi che ne valga la pena?... Non dovresti piuttosto lasciare questo compito ad altri?».
Dunque, per quanto potete, aspettate che i vostri buoni progetti abbiano perlomeno un inizio di realizzazione, prima di parlarne. Quando avranno cominciato a prendere forma, saranno come un albero ben radicato che i venti non possono abbattere. E quell'albero darà frutti che potrete distribuire attorno a voi. 

Omraam Mikhaël Aïvanhov 

Contenuti: 

Pensiero del giorno: Prima salire, poi scendere

Nessuno si avventurerebbe nelle profondità della terra o dei mari senza equipaggiarsi ed essersi prima esercitato. Quando però si tratta di scendere nelle profondità della propria natura, si pensa che sia facile, che non si rischi nulla. Ebbene, i maggiori pericoli sono proprio lì, e per poterli evitare occorre equipaggiarsi ed esercitarsi, cercando di elevarsi fino alle regioni situate al di sopra della coscienza e della coscienza di sé: le regioni della supercoscienza.
L'esploratore del subconscio deve per prima cosa salire più in alto, perché è nel mondo superiore che acquisirà delle conoscenze sul mondo inferiore, come pure sulla natura delle entità che lo abitano. Inoltre deve anche sviluppare la purezza e la padronanza di se stesso, in modo da formare attorno a sé un'aura luminosa che lo proteggerà e gli permetterà di orientarsi in quel labirinto oscuro. Sentendo che egli è ben armato, gli spiriti inferiori si dilegueranno. E se è in pericolo, le entità celesti, sapendo che al termine della sua evoluzione l'uomo deve esplorare gli abissi che sono in lui, non lo abbandoneranno. 

Omraam Mikhaël Aïvanhov 

Contenuti: 

Pensiero del giorno: Plasmare la materia

L’aspirante sul sentiero del perfezionamento spirituale è alle prese con la manipolazione della materia. Deve imparare a renderla duttile per poter meglio manifestare lo Spirito divino che la anima. L’impresa non è facile poiché deve iniziare dai propri corpi della personalità che sono fatti, per l’appunto, di materia grezza in gran parte disarmonica. Ci sono due modi per gestire la materia; il primo è dall’alto e compete alla Magia bianca; il secondo è dal basso e compete alla magia nera. Diciamo subito che il secondo è molto più utilizzato del primo, poiché è più facile da perseguire, anche se produce risultati effimeri nel tempo ed illusori. È senz’altro più facile plasmare la materia dal basso, ossia, reimpastando una forma o spezzettandola e ricucendola per farle cambiare aspetto. È il metodo, ad esempio, utilizzato dalla chirurgia che ripara gli organi del corpo umano come un meccanico ripara l’automobile. È la modalità che, non allineandosi alla Volontà di Dio, forza la forma per servire il potere della materia, anziché realizzare il potere dello Spirito. Qui non si vuole screditare la scienza chirurgica, bensì esemplificare una procedura di intervento meccanicistico, cambiando aspetto all’effetto senza intervenire sulla causa. La chirurgia svolge un grande compito per l'Umanità con l’intento di apportare benessere e guarigione; ciò nonostante il metodo applicato, nei limiti della visione scientifica, è relegato, in forza di quei limiti, alla forma.

Ben altra cosa è riplasmare la forma dall’alto, cioè, ricollegandosi al Codice Originario divino e con esso ristabilire il giusto aspetto che la forma deve avere per manifestare coerentemente il significato evolutivo che ha il compito di concretizzare. È come se il chirurgo accedesse al codice del DNA e da lì riprogrammasse l’organo malato restituendogli l’originaria funzione, così guarendolo. Un traguardo non tanto lontano, visto i progressi della ricerca in campo genetico negli ultimi anni.
Per ristabilire l’ordine armonico occorre, quindi, collegarsi con quell’aspetto superiore dell’essere umano che conosce il Codice e il Progetto originali. L’Anima è il vero conoscitore che, sintonizzato sul Proposito divino, allinea il proprio intento personale a quella Volontà superiore, tanto da poter “guarire” le forme con un atto di vera Magia d'Amore. Il Codice è fatto di numeri, questo lo sappiamo, ma l'Anima riorganizza la sequenza numerica non da scienziato esperto in matematica, bensì emanando un'onda d'Amore. Quella stessa onda che produsse un universo coeso e che torna a renderlo coeso e armonico entro e fuori di noi quando l'usura del tempo cioè il degrado di frequenza a cui ogni forma è soggetta da quando l’idea archetipica si condensa nei piani materiali mediante il pensiero — degrada le forme e fa loro perdere l'ordine e il ritmo. L’Anima è il vero e unico mago che può trasmutare ogni forma, da pallido e oscuro riflesso in splendente testimonianza del Vero, del Bene e del Bello. Così operò il Cristo quando risorse il corpo dalla morte restituendo all'Anima cosciente un corpo nuovo, talmente elevato in frequenza da essere nominato: "Glorioso". La vera Gloria è un'aura che emana da colui che ha vinto la limitazione della materia manifestando tangibilmente il suo elevato stato d'essere. Noi tutti, aspiranti e discepoli, evochiamo entro di noi quella Gloria con devoto Amore, affinché il  Cristo si palesi di nuovo nella Coscienza risvegliata e la Sua forza compia la magia della redenzione dei nostri corpi e delle forme da noi costruite, riplasmandoli secondo la Legge e l'Ordine divini.

Contenuti: 

Pensiero del giorno: Il tesoro oltre l'apparenza

Fate la conoscenza di una persona che vi sembra magnifica, provate un’attrazione, vorreste avvicinarvi a lei… È naturale, ma non abbiate fretta; anziché cercare a ogni costo di diminuire la distanza sul piano fisico, imparate ad ascoltare le vibrazioni della sua voce, a captare la luce del suo sguardo, a gioire dell’armonia dei suoi gesti. È così che a poco a poco riuscirete a entrare in relazione con quanto vi è di più sottile e spirituale in lei, e assaporerete sensazioni sconosciute, inesprimibili.
Se adotterete questo atteggiamento, finirete anche per scoprire che alcuni uomini e donne che tendete a ignorare o a disprezzare a causa del loro aspetto modesto e insignificante, in realtà sono esseri di grande valore. Allora, frequentateli ed essi vi daranno molto più di quanto non potrebbero fare altre persone, in apparenza più interessanti o seducenti.

Omraam Mikhael Aivanhov

Contenuti: 

Pensiero del giorno: Riconoscenza

Quante buone cose ci procura un semplice moto di riconoscenza per la vita che abbiamo ricevuto! Perché in quel moto ci sono elementi che superano – e di molto – il semplice sentimento. A partire dall'istante un cui pensiamo a ringraziare, quel sentimento di riconoscenza non si limita a esistere passivamente, ma agisce. In virtù della legge di affinità, con le sue vibrazioni esso ci procura impressioni, sensazioni e aspirazioni della sua stessa natura. E tutte le benedizioni ci arrivano allora da questa piccola cosa: abbiamo pensato a ringraziare. 
Qualcuno dirà: «Ma io sono infelice, malato, nella miseria... Non posso ringraziare». Sì che può: anche se infelice, cercando bene troverà almeno una ragione per ringraziare. Ciascuno ringrazi per ciò che possiede e per ciò che gli manca, per ciò che gli dà gioia e per ciò che gli dà dolore. È così che alimenterà dentro di sé la fiamma della vita.

Omraam Mikhaël Aïvanhov 

Contenuti: 

Pensiero del giorno: Sentirsi sotto attacco

Per addestrarsi nella pratica dell’innocuità che, ovviamente, nasce già nell’intenzione della comunicazione e prosegue nella formulazione del pensiero, propagazione del sentimento e precipitazione dell’azione conseguente, occorre innanzitutto non sentirsi sotto attacco da parte del proprio interlocutore.
Sentirsi sotto attacco è uno stato emotivo che, a prescindere da un reale e concreto pericolo di offesa, chiude l’individuo in un guscio di protezione ermetico che impedisce ogni possibilità di dialogo quando addirittura non lo veste di una corazza che lo rende guerriero pronto al contrattacco. Per evitare questo doloroso stato bisogna addestrarsi a togliersi ogni maschera che impedisce la visione reale di se stessi per cui ad ogni presunta provocazione si reagisce. Ciò succede poiché ci si identifica nell'immagine che la provocazione evoca. Occorre ripetere dentro di sé: "Io non sono quello; Io sono l'Anima, centro di Luce, Amore e Potere". Ripetendo questa affermazione mantrica si evita di cadere nella provocazione e di prestare il fianco all'attacco. Nessuno può attaccarci se non noi stessi spalancando la porta del nostro lato oscuro, così invitando le forze della separatività a prenderne il dominio. Questa è la nostra fragilità che, come una ferita aperta e sanguinante, deve essere curata nel centro di Pace del Cuore. È il centro di stabilità permanente capace di risuonare con tutte le vibrazioni in entrata e sintonizzarsi su quelle che, più delle altre, realizzano legami sinergici o punti di incontro. Ogni volta che la personalità è colpita da un’onda sconosciuta la percepisce come pericolosa e si pone subito in difesa. Attivare la sintonia del Cuore significa riconoscere quell’onda energetica come complementare alla nostra e poterla cavalcare in pace.

Contenuti: 

Pensiero del giorno: La grande famiglia

In apparenza, ogni essere umano è isolato, separato. In realtà, c’è una parte spirituale di lui che vive nella collettività, che vive in tutte le creature e, per il suo pieno sviluppo, egli deve prenderne coscienza.
Ogni tanto qualcuno viene da me a lamentarsi con aria infelice: «Sono solo, non ho una famiglia». In realtà ha una famiglia immensa, ma la sua coscienza è talmente limitata e oscurata che egli non lo percepisce. Ed è così per milioni di esseri nel mondo: si sentono soli, e invece… Inizino ad ampliare la propria coscienza, e capiranno che anche se non hanno più né padre né madre né fratello né sorella né alcuna famiglia di sangue, questa non è una ragione valida per credersi soli. In realtà, sono tutti figli e figlie dello stesso Padre, lo Spirito cosmico, e della stessa Madre, la Natura universale. Lavorino per tutti i loro fratelli e sorelle nel mondo, e non si sentiranno mai più abbandonati e infelici.

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Contenuti: 

Pensiero del giorno: Lo spirito che domina

Ci sono esseri ritenuti buoni e altri ritenuti cattivi. Ma in realtà ogni essere umano è, in proporzioni disuguali, una mescolanza di buono e cattivo. È quanto vi è di buono in ciascuno a spingerlo a studiarsi per correggersi e migliorarsi. E migliorandosi, si cambia il proprio destino. 
Tutti noi abbiamo il potere di cambiare il corso del nostro destino, di invertire le correnti del destino o di avanzare controcorrente senza essere trascinati via, senza annegare o essere scaraventati sugli scogli. Dobbiamo anzi imparare a utilizzare la forza delle correnti contrarie, per volare al di sopra di tutti gli ostacoli, salire sul vento e lanciarci verso il cielo. Ma solo lo spirito in noi è in grado di realizzare questo prodigio. Quando ci associamo allo spirito, quando ci uniamo allo spirito, noi non subiamo più il destino: entriamo sotto la legge della Provvidenza, e la Provvidenza cancella il vecchio destino. Camminavamo verso la morte, e ora camminiamo verso la vita.

Omraam Mikhaël Aïvanhov 

Contenuti: 

Pagine

Abbonamento a RSS - Argomenti