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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Che cos'è la realtà

La realtà è la dimensione causale che produce l’apparizione della forma. In quel Piano fuori dallo spazio-tempo esistono punti focali di realtà che sono le cause prime (Archetipi) determinanti gli effetti o forme nel piano della manifestazione apparente.

Ciò che è reale, quindi, è causa di ciò che definiamo effetto o forma. Dall’interazione tra la causa e il suo corrispondente effetto cogliamo il significato, il segno e la funzione evolutiva. Ogni effetto, che è il risultato emissivo del proposito causale, realtà del Piano Divino, deve necessariamente ritornare al suo punto di origine, per compiere il processo creativo. L’effetto, in definitiva, non è altro che il pacchetto di informazione o l’onda causale che dal punto d’origine si espande e propaga nell’area della coscienza fino al limite della sua capacità trasmissiva o circonferenza (il piano di apparenza). Raggiunta la manifestazione concreta, inverte il movimento per ritornare, prima o poi, al suo centro. Il “tempo” di percorrenza di andata e ritorno è denominato “karma” e indica la distanza che separa, pur legandoli indissolubilmente, il punto dalla circonferenza o l'effetto dalla sua causa. Quando tutti i punti sulla circonferenza sono tornati al centro causale il Piano è compiuto, l'equilibrio è ristabilito e la realtà è stata esperita in tutte le sue forme.

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Pensiero del giorno: La corda del pensiero

Una vetta non è unicamente un punto più elevato di altri. Ogni vetta, qualunque essa sia, è un centro vivo di energie pure. Una tale vetta esiste anche in ogni essere umano, ed è il suo spirito. Perciò, quando egli prega per ricevere aiuto, per prima cosa deve cercare di raggiungere la vetta che è in lui. Una volta che ci è riuscito, egli tocca il nodo di forze da cui tutto dipende.
Direte che la distanza che vi separa dalla vetta che è in voi (il vostro spirito) è immensa, addirittura insuperabile. Certo, ma con il pensiero voi avete un mezzo per legarvi a essa. Il pensiero è come una corda che voi lanciate fino a quel punto lassù, molto in alto, che volete raggiungere. Anche se quella vetta è ancora lontanissima, almeno vi siete “aggrappati” e non rischiate di cadere.

Omraam Mikhael Aivanhov

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Pensiero del giorno: 64, il Fiore della Vita

Il fiore della vita è composto da 64 cerchi che si intrecciano. Se lo guardassimo nella realtà tridimensionale vedremmo 64 sfere, o meglio, toroidi, che sono il campo magnetico di altrettanti tetraedri disposti in un solido regolare il cui campo magnetico totale è un altro toroide. Dunque i 64 cerchi rappresentano, in piano, l’energia vitale che fluisce dalla struttura vitale di base a forma di toroide. Ma perché proprio 64 cerchi? Non uno di più o uno di meno?

Il numero 64 non è nuovo alla geometria sacra. Fin dalle civiltà più antiche ha sempre raffigurato la struttura vitale di base. Infatti, Lo troviamo nei templi dell’antico Egitto, in quelli indù e perfino nella simbologia spirituale cinese. 64 sono gli esagrammi dell’I king, e le caselle dello Zolkin, il cuore del calendario Maya, o, addirittura, i codoni che servono a codificare il DNA umano.

Le leggi dell’universo manifesto recitano che il cambio di scala avviene normalmente per raddoppio o salto di ottava; ossia, che un dato valore numerico è doppio avanzando di un’ottava.

Le leggi spirituali della creazione ci indicano che il Divino è Uno nell’essenza e trino nell’aspetto; quindi, per manifestarsi, combina i tre aspetti in un quaternario, dando vita, nella sua interezza, al settenario creativo. Se iniziamo dall'UNO (1), l’unità essenziale, e raddoppiamo il valore per 7 volte, ossia, per il valore del settenario creativo, otteniamo la seguente serie: 1,2,4,8,16,32,64.

64 è, dunque, l’unità raddoppiata sette volte, o più scientificamente, il numero della matrice creativa.

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Pensiero del giorno: Quando non c'è l'Amore

Quando non c’è l’Amore, le qualità diventano difetti:

Chi ha il senso della responsabilità, ma manca d’Amore, diventa meschino.
Chi ha il senso del dovere, ma manca d’Amore, diventa duro.
Chi ha il senso della giustizia, ma manca d’Amore, diventa inflessibile.
Chi ha il senso della dignità, ma manca d’Amore, diventa critico.

Chi ha il senso dell’ordine, ma manca d’Amore, diventa maniacale.
Chi ha il senso dell’onore, ma manca d’Amore, diventa orgoglioso.
Chi ha il senso della franchezza, ma manca d’Amore, diventa crudele. 

Chi ha il senso della bellezza ma manca d'Amore diventa esteta.
Chi ha il senso della perfezione ma manca d'Amore diventa intransigente.
Chi è colto, ma manca d’Amore, diventa pretenzioso.
Chi ha il dono della parola, ma manca d’Amore, diventa pettegolo.
Chi coltiva il silenzio, ma manca d’Amore, diventa taciturno.
Chi è intelligente, ma manca d’Amore, diventa scaltro o manipolatore. 
Chi è gentile, ma manca d’Amore, diventa ipocrita.
Chi è competente, ma manca d’Amore, diventa puntiglioso. 
Chi è potente, ma manca d’Amore, diventa violento.
Chi è ricco, ma manca d’Amore, diventa avaro.
Chi ha fede, ma manca d’Amore, diventa fanatico.

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Pensiero del giorno: La donna collettiva

Il principio femminile possiede le chiavi della realizzazione nella materia. Che si tratti del bene o del male, è il principio femminile che realizza. Infatti la donna ha come funzione quella di mettere al mondo dei figli, ma il figlio può essere anche il simbolo di ogni compimento sul piano psichico e spirituale. Qualunque sia il piano – fisico, psichico o spirituale – sono le stesse leggi che entrano in azione.
La donna è costruita in modo tale che da essa emanano particelle molto sottili, una materia eterica che può servire a incarnare idee e progetti, e a dare loro un corpo. Perciò ogni donna deve diventare cosciente dei propri poteri, e decidere a quali progetti vuole associarsi. La salvezza dell'umanità dipende dall'orientamento che le donne prenderanno. Così come sul piano degli archetipi, in alto, esiste una sola Donna (la Madre divina), allo stesso modo le donne sulla terra devono unirsi per formare un'unica donna, una donna collettiva che metterà al mondo la nuova vita. La nuova vita verrà grazie alle donne, a tutte le donne, poiché sono loro a possedere la materia nella quale essa può prendere corpo.

Omraam Mikhael Aivanhov

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Pensiero del giorno: Codice matematico e Archetipi

La creazione è fatta di numeri. Il codice matematico è la Volontà del Dio che geometrizza progettando Universi. Potremmo quindi affermare che i numeri sono il linguaggio del Demiurgo o il Suo pensiero fattosi carne. Il linguaggio di programmazione informatica ne è un valido esempio seppur in un rapporto di scala ridotto. Tutte le forme sono, quindi, riconducibili al codice numerico che ne è causa, anche se lo manifestano a differenti livelli di frequenza o degrado della sua originaria integrità. Il ripristino del codice è, tuttavia, possibile solo a chi è in possesso di una visione e sapienza superiore. Noi comuni mortali più che saper padroneggiare il codice matematico siamo completamente coinvolti nelle molteplici forme che lo rappresentano, in modo più o meno degradato, attraverso gli accadimenti della vita. A fatica cerchiamo di capirne il perché, scossi dal turbinio degli effetti che causano disagi e sofferenza. Come uscirne?

Un modo c’è e ci è stato dato proprio per consentirci di manipolare la materia pur non avendo accesso diretto al codice originale. Esso consiste nel riconoscere quel codice sotto la veste di una forma tanto sintetica da essere definita archetipica; ossia: la trasposizione del numero in modello ideale o prototipico. Gli Archetipi hanno proprio questa funzione. Quali immagini perfette delle energie creative ci consentono di adattare e trasformare le forme degradate dei condizionamenti semplicemente raffrontandole con la loro archetipica perfezione. Così mastichiamo le vecchie forme di costrizione forgiando nuovi strumenti di liberazione. Quest’opera è alla portata di tutti poiché non richiede una sapienza particolare ma una costante elaborazione di una forma emulando il suo corrispondente superiore. Senza modello non c'è cambiamento!

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Pensiero del giorno: Le tre Aule

L'essere umano riceve l'educazione, in senso evolutivo, in tre Aule di apprendimento.

Nella prima Aula detta dell'ignoranza sperimenta la seduzione della forma e il suo condizionamento riguardo il pensiero, il sentimento e le cose materiali. Nell'Aula della Conoscenza impara la conoscenza informativa acquisita attraverso lo studio e la conoscenza formativa acquisita mediante la sperimentazione della disciplina che educa la personalità. Nell'Aula della Saggezza applica i risultati della sperimentazione corroborati dall'intuizione delle verità inerenti il Piano Divino; il comportamento adeguato al modello animico di manifestazione del Vero, del Bene e del Bello, e l'essenzialità del vivere nel flusso della vita attuando la Divina Indifferenza, così servendo il mondo senza appartenervi.

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Pensiero del giorno: Elevarsi al piano causale

Non troverete mai la stabilità e la sicurezza interiori che cercate finché rimarrete nella regione dei sentimenti e delle emozioni: il piano astrale. In quella regione, il clima e le condizioni atmosferiche cambiano continuamente: un momento il sole brilla e voi siete felici; poi arrivano le nubi ed ecco la tristezza. Un momento voi amate, poi avviene un litigio e non amate più… E il piano mentale, il mondo dei pensieri non è certo più stabile: quante volte cambiate opinione a seconda degli avvenimenti o di quelli che credete essere i vostri interessi! E allora, quanti errori e quante delusioni!
Per potersi muovere su un terreno stabile e sicuro, dovete cambiare piano, ossia dovete liberarvi dei piani astrale e mentale – i sentimentie i pensieri ispirati dalla natura inferiore –, ed elevarvi fino al piano causale. Dato che avrete sempre un cuore e un intelletto, dei sentimenti e dei pensieri, avrete sempre qualcosa da fare sui piani astrale e mentale. Ma è sul piano superiore, il piano causale, che dovete stabilire la vostra dimora. È là che riceverete la luce grazie alla quale potrete affrontare tutte le situazioni.

Mikhael Omraam Aivanhov

 

 

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Pensiero del giorno: Chiamare il Cielo

Ermete trismegisto, tre volte grande, è la figura mitica che meglio di altre ci pone in risonanza col Divino. Il grande sacerdote egizio, infatti, sentenziò: “Come sopra così sotto” a significare che vi è una corrispondenza, una analogia tra il Cielo e la terra, il Divino e l’umano, in modo che l’umano, alzando gli occhi al Cielo, possa invocare le Sue energie e qualità su di sé. Il Sopra, cioè il Divino, è perfetto nella Sua essenza; così, se lo si vuole portare sotto, laddove le cose non sono proprio perfette, occorre chiamarlo, affinché discenda al nostro livello inferiore. Questo movimento dal Sopra verso il sotto è, quindi, provocato dalla richiesta di chi sta sotto. Quella richiesta è alla base di tutte le cerimonie e di tutte le procedure di salvazione o di ristabilimento dell’armonia in terra. La richiesta è l'Invocazione che si eleva dal basso; la sola capace di evocare il Divino. Essa sottostà alla Legge divina di Economia della "Domanda e offerta", per cui, a domanda si risponde. Lo si può fare in molte forme ma la sostanza resta la stessa. Inviare una richiesta di aiuto, una domanda, per avere risposta. La risposta arriva sotto forma di “Modello”; il modello di perfezione divina che l’uomo deve emulare, imitare, diventare, sostituendolo a quello imperfetto che gli procura così tanto dolore. In questo modo avviene la comunicazione e comunione tra il Divino e l’umano. La miseria umana è aspirata e dissolta dall’Amore divino che le prende il posto. Durante il corso dei secoli le procedure si sono via via moltiplicate e raffinate, dalla preghiera, alla meditazione, alle tecniche più attuali di polarizzazione cuore/mente o quelle che utilizzano la fisica quantistica; tuttavia, il significato resta sempre lo stesso: riequilibrare la nostra vita in terra, rivolgendoci al Cielo.

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Pensiero del giorno: Divina indifferenza

La Divina Indifferenza consente di accogliere, nutrire e far crescere senza distinzioni tutte le creature che si affidano alla Sua Luce ed al Suo calore. Si impara a poco a poco a lavorare dal Centro, che è il sito della Maestria, anzichè da incerte posizioni periferiche. Gradualmente l'uomo si riconosce quale entità solare integrante ed intelligente della coscienza universale.

St. Germain

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