Il karma della Germania

di Carmelo Percipalle

Angela Merkel bambina

Forse il tentativo dei flussi di coscienza della Germania è quello di scontare il karma negativo accumulato con i crimini perpetrati nel corso della sua storia recente, forse un’improvvisa ma non inaspettata presa di consapevolezza dei drammi dell’umanità, ha spinto il popolo tedesco guidato da Angela Merkel, ad un cambio di direzione che definirei materno e amorevolmente accogliente nei confronti del popolo dei rifugiati.
Forse l’immagine straziante di un bambino, figlio di tutta l’umanità, ucciso dalla vergogna di essere umani, il cui corpo giaceva fra mare, terra e cielo a testimoniare l’esito di un sacrificio forse necessario per scuotere i nostri animi assopiti dal qualunquismo e dall’inedia del vivere, ha assolto al suo compito: ritrovare la Grande Madre.

La Compassione

Siamo tutti figli della stessa terra, dello stesso cielo e tutti viviamo immersi nelle stesse acque del desiderio ma tutti siamo esseri umani, tutti diversi e tutti inevitabilmente uguali e non possiamo più tollerare quello che è intollerabile.
È interessante riflettere sulla virtuosa simmetria che si è venuta a costituire fra Angela Merkel, capo di un partito fortemente cattolico e figlia di un pastore evangelico e Papa Francesco impegnato a risvegliare l’essenza del cristianesimo anche a costo di prendere a bastonate simboliche i suoi stessi fedeli.
Quanto stride tutto ciò con gli atteggiamenti xenofobi del nostro Salvini.
Quanto stride in tutto ciò l’atteggiamento dei paesi dell’ex Unione Sovietica e soprattutto quello del leader ungherese Orban che ha coniato questo nuovo e rivoltante termine: la democrazia illiberale.
La follia esiste e questi ne sono un esempio.
Abbiamo bisogno di unione, di unità dentro e fuori di noi.
L’umanità ha un disperato bisogno di amore. Ognuno di noi ha un disperato bisogno di amore.
È in gioco la sopravvivenza stessa dell’umanità. Mica niente!

 

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