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Il randagismo

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A cura di: 
Valentina Abbruzzese

II fenomeno del randagismo è una triste realtà prodotta dal distorto rapporto uomo/animali. Ogni anno in Italia vengono abbandonati decine di migliaia di cani e gatti da individui senza scrupoli.
La maggioranza di questi animali è destinata a morire di fame, di sete, di stenti o in incidenti stradali (pericolosi, oltretutto, anche per l'uomo).
Altri sono destinati ad una vita di stenti in strada, nei canili, ad essere torturati nei laboratori di vivisezione o utilizzati come carne da macello nei combattimenti clandestini di animali.

Sono almeno due milioni gli animali abbandonati che vivono in strada nel nostro Paese. Una cifra destinata ad aumentare di anno in anno a causa dell'insensibilità, della crudeltà ma anche dell'indifferenza della stragrande maggioranza delle persone.

Dal 1991 la legge 281/91 in materia di prevenzione del randagismo e tutela degli animali d'affezione è ancora scarsamente applicata dai Comuni Italiani.

Gli Animalisti Italiani chiedono all'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) di impegnare i Sindaci di tutta Italia all'applicazione della legge quadro 281/91 che, integrata dalle leggi regionali sul randagismo, stabilisce l'istituzione di rifugi, la sterilizzazione, il tatuaggio e l'anagrafe degli animali in tutti i Comuni italiani.

Alle amministrazioni regionali e comunali chiediamo anche l'aumento di aree attrezzate per cani nelle spiagge.

Dal 2002 le competenze su questo argomento sono passate alle Regioni - e ai Comuni - e non sono più prerogativa delle singole Capitanerie di porto. Sono comunque in aumento le spiagge che accettano animali.

Le cause dell'abbandono:
1) La cattiva abitudine di regalare cuccioli ai figli nel periodo natalizio-invernale, senza la consapevolezza di portare a casa un essere vivente che avrà bisogno di cure, di attenzioni e di tempo per tutta la vita. Troppo spesso un cane viene considerato una sorta di "nuovo" peluche o giocattolo, che verrà poi inevitabilmente abbandonato alla prima difficoltà.

2) La scarsa sensibilità delle persone.

3) La latitanza dei Comuni italiani che non applicano il tatuaggio, l'anagrafe e la sterilizzazione degli animali (previsti dalla Legge 281 sul randagismo e dalle leggi regionali).

4) La difficoltà di andare in vacanza con il proprio animale: sono ancora pochi gli alberghi e le spiagge che accettano animali.

Valentina Abbruzzese

www.animalisti.it

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