La variabile della coscienza umana

di Edoardo Conte

L’insegnamento teosofico afferma che esiste la Coscienza Una di cui le singole unità di coscienza fanno parte come gocce dello stesso mare. Questo assioma contiene un mistero ancora non svelato che pure è possibile penetrare almeno un poco.

È indubbiamente vero che la “Coscienza” è il prodotto della relazione tra Spirito e materia, nel senso in cui l’impulso spirituale, che è volontà di vita, muove in una certa direzione. Quello stesso “muovere” crea materia che a sua volta interagisce. Detta con la terminologia della fisica quantica l’onda di possibilità (Spirito unitario) si manifesta scindendosi in particelle materiche. In modo misterioso tale trasformazione produce un terzo fattore che pure è mediano, cioè mediatore tra i due. È la Coscienza: colei che sperimenta la relazione e la rende possibile.

Diciamo subito che esiste un'unità di coscienza commisurata ad ogni particella o forma di sostanza. La prima è la coscienza dell’atomo. L’atomo è l’espressione basilare della Vita manifesta. Nel libro: “La coscienza dell’atomo” Alice Bailey spiega in modo dettagliato cosa sia la coscienza: “...Vi è un concetto idealistico che riconosce la forma materiale, ma vede pure la Vita entro di essa, una Coscienza, o Intelligenza, la quale evolve per mezzo di quella forma esteriore”. Dunque Coscienza è la capacità di fare esperienza e, quindi, evolvere. Tutte le creature hanno questa capacità poiché tutte le creature sono vive ed evolvono!

Eppure la capacità di esperire è molto differente da una creatura all’altra. L’atomo cresce mediante intelligenza — qualità intrinseca alla materia — che si esplica attraverso la relazione tra atomi di differenti caratteristiche. Intelligenza e diversità… questi i due fattori che determinano le modalità della coscienza atomica. La coscienza pone in contatto diversità materiche costruendo legami molecolari (da cui intelligere, ossia, legare insieme). La funzione basilare della Coscienza, di tutte le unità di coscienza, è dunque, quella di costruire relazioni, rapporti e sinergie; in una parola: l’intreccio della vita. Ma quell’intreccio è vario e variegato, per cui si distinguono livelli di coscienza via via crescenti: dall’atomo alle stelle passando per l’uomo.

Non v’è dubbio che la coscienza di un essere umano sia la Coscienza per eccellenza, poiché l’uomo è mediatore tra Cielo e terra o Spirito e materia. Il fattore di sintesi che fonde i due in uno. A ben vedere la funzione della coscienza umana è ben diversa da quella dell’atomo. Se la coscienza dell’atomo risponde a un certo automatismo che potremmo definire di “Natura” (dato che le connessioni atomiche sono regolate da tale legge e, dunque, sottostanno a regole o schemi fissi, seppur nella varietà di collegamento; in altre parole, sono sottoposte a libertà vigilata) la coscienza umana possiede il libero arbitrio che non è facoltà di Intelligenza; bensì: d'Amore. La differenza è abissale! Diversamente dalla coscienza della sostanza, quella di un essere umano può anche scegliere di andare contro la legge del creato per conoscere e valutare la Verità. E infatti lo fa! Può farlo poiché l'infinito Amore che permea la Creazione glielo concede come premio evolutivo.

Questa differenza che al primo sguardo sembrerebbe una stranezza paradossale, è al contrario, la grande opportunità del genere umano. La storia del peccato originale ha questo fondamento. Eva sceglie il pomo che Adamo mangia; lo sceglie contro l'apparente volontà di Dio. Lo sceglie non come atto di disobbedienza, ma come affermazione della necessità e diritto di esperire. Eva, che esprime la qualità dell’energia cosciente (la Shakti dell’induismo), sceglie; sceglie per il bene dell'Umanità!  L’atomo non può scegliere; non può discriminare il bene dal male… l’essere umano: SI. 
Alan Watts, sensibile spiritualista inglese, scrive a tal proposito: “In un universo dove la libertà dello Spirito offre possibilità così gigantesche, il peccato è un semplice spreco di tempo”. E ancora: “Scelgo il bene poiché in qualsiasi momento posso fare il male”. Questa è la variabile della coscienza umana; una variabile unica; conquistata in ere ed ere di evoluzione. Il suo nome è: LIBERTA’.

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