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Costruiamo insieme una società armonica

Medicina popolare di: Raphael sgrmail@fastwebnet.it

Quando si entra nell’ambito delle medicine o terapie "alternative" emerge un certo modo di intendere il mondo, la società, gli individui e la realtà stessa. Ricercando ciò che può unire le diversità, si potrebbe dire, che la medicina è ciò che ci permette di "recuperare" lo stato di salute (fisico, mentale-emotivo e sociale-relazionale), ovvero di "ben-essere", di buona esistenza, di vivere armonico.

Tutto ciò che NON aderisce a tali concetti NON dovrebbe essere chiamato medicina. La salute è un diritto primario, anzi fondamentale, chiaramente legato al principio di "diritto alla vita", al principio di "dignità degli esseri" e al "diritto" di libera scelta di una propria “visione” dell’esistenza. Credo se ne possa dedurre che il diritto alla salute, alla propria salute, non può essere condizionato da "visioni di vita" altrui (anche se maggioritarie) e limitato da implicazioni di tipo economiche o mercantili di mestieri e prodotti.

Ri-definire continuamente i principi fondamentali e trovare il modo di applicarli è alla base del processo evolutivo delle società aperte ed è il modo per migliorare la qualità della vita degli individui e dei popoli. In tal senso, si vuole promuovere una medicina che sappia essere coerente, nei fatti, ai principi portanti di una società aperta, favorendo il nascere di una medicina popolare.

Cosa si intende per medicina popolare?
Si intende una medicina senza barriere, fatta dalla gente per la gente, dove chiunque, liberamente, voglia o possa essere di aiuto a chi, liberamente, richieda intervento. Una medicina della solidarietà attiva, da mettere in atto, secondo le proprie capacità e disponibilità, a titolo completamente gratuito. Libertà di pratica, secondo le differenti terapie, da parte di chi mette se stesso a disposizione, secondo le proprie conoscenze e capacità, senza nulla chiedere in cambio. E a chi domanda dov’è lo scambio: rispondo che colui che dà riceve. Riceve anche senza che vi sia un rapporto di tipo mercantile poiché, nel momento stesso in cui opera per il bene dell’altro, innesca uno scambio energetico che gli ritorna amplificato.

La Medicina popolare è: Il Popolo per il Popolo. Responsabilmente con Fratellanza.
E’ un appello per tutti coloro che intendono attivarsi per dar vita ad una rete di solidarietà popolare da estendere il più possibile. E’ un appello a tutti coloro che considerano la salute come un diritto della collettività ma anche una responsabilità di tutti. E’ un appello a tutti coloro che intendono diventare "portatori di ben-essere", per attivarsi da subito, secondo le capacità già acquisite, per poi crescere ed evolversi lungo tale percorso. E’un appello a tutti coloro che già "praticano", per modificare la visione di "mestiere remunerato". La salute non è merce di scambio e non può essere quantificata in termini economici ne egoici.

Come attivarsi ?
Dando vita ad UNITA’ locali dove praticare gratuitamente ogni forma di medicina atta a migliorare le condizioni di ben-essere fisico, mentale-emotivo, sociale-relazionale, di tutti coloro che ne richiedono liberamente l’intervento.

Cosa praticare?
Attraverso tutte le metodologie nelle quali si ha pratica ed esperienza. Una madre che carezza il proprio figlio, già sta compiendo medicina popolare perché sta migliorando lo stato di benessere e non chiede nulla in cambio. Un terapeuta "alternativo" che opera attraverso responsabilità, conoscenza, esperienza, buon senso, umiltà, gratuità è un portatore e fautore di ben-essere e fa medicina popolare. Un medico che mette il proprio "mestiere" al servizio del popolo, gratuitamente, fa medicina popolare. Chi ascolta e risponde, secondo la propria visione del mondo, responsabilmente e senza alcuna imposizione di "verità assolute", compie un atto di medicina popolare. Chiunque mette a disposizione benevolenza, dedizione, esperienza, attività, è un terapeuta della medicina popolare. Chi condivide o offre cibo a chi ne ha bisogno è terapeuta della medicina popolare. Chi attiva incontri per parlare, ascoltare ed insieme cercare soluzioni, è un terapeuta della medicina popolare.

Come organizzarsi?
Eleggendo dei coordinatori interni alla UNITA’che faranno riferimento ad un coordinamento centrale. Come una ruota che si esprime attraverso i suoi raggi.

Da dove cominciare?
Dalla capacità di accogliere (da soli o in gruppo) chi ne sente il bisogno, con il sorriso interiore, con spirito di donazione gratuita, dando la propria adesione ad una UNITA’ DI SERVIZIO secondo le proprie disponibilità.

Non nemici da combattere ma squilibri da sanare