Pensiero per l'estate: La deriva animale

Gli esseri umani rappresentano uno stadio evolutivo molto interessante dal punto di vista antropologico: sono l’anello di unione tra l’animale e l’illuminato. Non paia inadeguato o sorprendente l'accostamento!
La natura animale che costituisce la base strutturale dell’umanità è forte e sempre presente nell’essere umano ai primi stadi d'evoluzione, soprattutto quando le condizioni ambientali attivano gli istinti. L’animale è, per l’appunto istintivo; ossia, risponde in modo automatico, secondo la Legge di Natura, alle sollecitazioni esterne. Osservando gli animali domestici, che sono i più mansueti, non possiamo non concludere che la paura sia il loro sentire di base, poiché risponde all'istinto primario di sopravvivenza. Basta osservare un gatto attraversare la strada per rendersene conto; infatti: non appena sente un rumore sospetto si ferma all’istante guardandosi attorno. L’animale ha paura del diverso e lo guarda… guardingo. Il salto evolutivo tra l’animale e l’uomo sta appunto in questa basilare differenza. L’essere umano evoluto; cioè l’uomo che ha superato l’istinto animale e ascolta l’ambiente e gli altri attivando l’intuito, non ha più paura dello "sconosciuto", sia esso individuo o accadimento, ed instaura con l'esistenza un rapporto di fiducia e comprensione. Egli sa che tutto è Uno e utilizza la rete vitale di connessione, cioè, la rete eterica, come intreccio di condivisione. L’essere umano evoluto in coscienza è a pieno diritto un uomo; mentre l’individuo che agisce ancora attraverso gli istinti è poco più che animale. L’uomo evoluto agisce immaginando il futuro; l’uomo animale è sempre immerso nel passato e vive di ricordi per lo più traumatici. Quando l'essere umano ha acquisito tutta l'umanità che gli compete come co-creatore e riesce ad immaginare il meglio per sé e per tutti, allora la vita gli si illumina e realizza lo stato di illuminato. Egli vede le cose e le persone sotto la giusta luce dell'inclusività e sa che il futuro dell'Umanità sarà altrettanto luminoso.

Riflettendo su queste considerazioni non è difficile trarne le giuste conseguenze ed avere una risposta chiara su ciò che l'Umanità sta affrontando, dal punto di vista evolutivo, in questo scorcio di secolo. Le spinte xenofobe sono dell’uomo animale; la solidarietà è dell’essere umano propriamente detto! Non vi è molto da aggiungere. Chi ha orecchie per intendere… intenda!

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