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Costruiamo insieme una società armonica

Rete Universale

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 PROGRAMMA  SINTETICO  RETE  UNIVERSALE

Un programma politico che possa definirsi tale deve essere composto di tre parti principali: uno studio delle cause che hanno portato alla situazione attuale in modo da poter capire su cosa agire e come. È solo conoscendo la causa della malattia che possiamo dare il rimedio.

 

La politica di oggi vuole dare direttamente il rimedio senza conoscere la causa. Ovviamente le cause derivano dal passato, quindi attraverso uno studio della storia, in tale chiave, sarà facile giungere a questo obiettivo.

Nel futuro collochiamo il nostro programma ideale che ci permette di avere la direzione verso cui andare per arrivare alla meta nel più breve tempo possibile senza errori. Ideale che non sarà mai raggiunto in modo completo, ma parzialmente si, sempre. L’ideale futuro comprende a sua volta tre parti:
i principi fondanti, gli obiettivi e la loro attuazione, l’organizzazione che permetta l’attuazione, il controllo, la tutela di tali obiettivi e principi.

Conoscendo le cause passate e lo scopo futuro possiamo individuare le strategie del presente per rimuovere gli ostacoli e gli errori passati, per uscire da questa situazione e per andare in direzione futura. Quindi tutte le nostre azioni presenti sono fatte con la consapevolezza che ogni nostro intervento è volto a norme transitorie, graduali, progressive (dal passato verso l’ideale futuro) affinché il cambiamento non procuri danni a nessuno. Tutto è transitorio fino a che non si arriva all’ideale, quindi ad esempio, contributi alle famiglie numerose, ai poveri, alle giovani coppie, al volontariato, sono tutte norme transitorie in quanto in un sistema ideale sono problemi già risolti, che non esistono più.    

CAUSE:

-         La democrazia.

-         La costituzione italiana.

-         Il nostro sistema parlamentare: forma di Stato e  di governo. Separazione dei poteri (magistratura).

-         Nessun partito ha un programma vero, coerente. Non ne hanno l’interesse. E sono conviti di avere la verità assoluta, che pertanto va imposta a tutti.

-         Solo le persone di buona volontà possono farlo, ma non ne hanno la motivazione.

-         L’adattabilità degli italiani (e tanto più i meridionali).   

Democrazia = potere al popolo.  E fin qui ci siamo. Poi però è l’attuazione di questo potere al popolo che non va bene, cioè che “la maggioranza decide e comanda”.   Così la minoranza deve subire per almeno una legislatura se va bene, altrimenti anche per sempre. Conseguenze: si è costretti a fare strategie ed alleanze per sperare di raggiungere la maggioranza. Inoltre nel momento in cui c’è convivenza tra governo ed opposizione è impossibile trovare una soluzione, perché si agisce per attaccare l’altro, di vederne il negativo perché il suo negativo diventa un merito per sé. Cioè c’è solo una critica distruttiva, non costruttiva. Infine, il governo comunque è costretto a scendere a compromessi con l’opposizione e quindi a non esprimersi completamente .Ma si sapeva che era un male minore in attesa quindi di una soluzione migliore, però poi ci si è dimenticati, non la si è più cercata in quanto nessuno ne aveva la motivazione o l’interesse a farlo.

Ma in realtà cosa si vuole intendere per “popolo”? Tutto il popolo? o solo una parte? La maggioranza, la minoranza, o ognuno individualmente? Popolo significa tutti. Ma comandare tutti non è possibile. E allora? Si è trovato l’escamotage che governa la maggioranza. SOLUZIONI: potere al popolo significa che ognuno deve governare su sé stesso, cioè per governo non si intende di avere potere sugli altri bensì su sé stessi, cioè essere liberi di autodeterminare il proprio destino e la propria realizzazione. Quindi il ruolo dello Stato dovrebbe essere solo quello di favorire e permettere ad ognuno di essere padrone e monarca di sé stesso. L’errore di fondo di ogni partito politico è stato, ed è, di credere di essere depositari della verità e che quindi questa verità deve essere “imposta” a tutti. Allora il principio di partenza, che potremmo indicare come principio “zero”, dice che non esiste una verità assoluta, bensì una verità individuale che ci porta al concetto di autonomia individuale e alla formulazione del primo principio:

1°)  “non imposizione”: nessuno deve imporre la sua volontà agli altri se non vuole che qualcuno la imponga a sé stesso. Ognuno ha ragione se non vuole imporre agli altri la sua ragione, la sua verità, i suoi desideri, il suo interesse. Anche l’idea migliore, se imposta è sbagliata per principio, in quanto è sbagliata nell’intenzione, nella motivazione che la anima: essa porta sempre al conflitto, una pace imposta porta alla guerra. Non bisogna porsi come scopo l’idea giusta bensì risolvere i conflitti. Cioè non bisogna affezionarsi all’idea, l’idea è un mezzo non uno scopo.

2°) ”libertà di scelta” la libertà si concretizza nella possibilità di scegliere liberamente le esperienze più idonee per la propria crescita interiore. Ma  libertà è anche essere liberi dal giudizio di poter “essere” se stessi. l’importante è non "fare" del male: è il giudizio che ci uccide. Es, la legge sulla privacy, che ognuno possa scegliere che sia applicata per sé stesso o no, perché se l’intento della legge è di difendere il cittadino, allora il cittadino dovrà avere la libertà di scegliere se farsi difendere o no, se quella legge lo difende o se invece lo svantaggia addirittura. Oppure il voto segreto, anche qui bisogna dare la possibilità di scegliere il voto non segreto per sé stesso. Ma libertà è anche libertà di scegliere di autolimitare la propria libertà attraverso dei patti preventivamente concordati tra associati, e questo ci porta al successivo principio di responsabilità.

3°) non ci può essere libertà senza “responsabilità”, ognuno deve avere la responsabilità delle proprie azioni, cioè le conseguenze della sua propria scelta devono ricadere solo su di lui, nel bene e nel male. Solo se c’è responsabilità ci può essere libertà in quanto bisogna avere la possibilità di scegliere e rischiare secondo il proprio stile di vita senza essere giudicati, e questo può avvenire solo se i vantaggi o gli svantaggi futuri di questa scelta ricadranno solo su di lui, avendo così la possibilità di sperimentarsi e capire  ciò che è giusto per sé stesso. Solo diventando responsabili si può determinare una crescita interiore.

4°)  “coerenza”: per poter crescere ognuno deve avere la possibilità di vivere nel sistema che ritiene più coerente con sé stesso in quel momento, cioè nella fase evolutiva in cui si trova. lo Stato deve offrire ai suoi cittadini la possibilità di fare tale scelta. Ciò significa che si possono prevedere e creare più sistemi. Quindi esisterà un sistema generale che sono i principi universali della Rete e poi dei sottosistemi a cui ciascuno individuo potrà sentirsi più vicino. LA RETE QUINDI NON HA UN’IDEOLOGIA SUA, MA COORDINA LE VARIE IDEOLOGIE.

5°) ogni cambiamento deve avvenire con “gradualità e progressività”: nel passaggio da un sistema ad un altro, da un obiettivo ad un altro, da una tappa alla successiva altrimenti si crea maggiore incoerenza e quindi maggiore ingiustizia. Cioè ci vuole una visione globale nell’apportare qualsiasi modifica.

www.reteuniversale.it

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