Pensiero del giorno: L'energia è della Coscienza

L’energia, ossia il potenziale energetico, è prodotto da ogni punto focale o centro di identificazione dello Spirito ed è espressa, o meglio, irradiata, dall’Anima o Coscienza. Questo è un concetto da tenere presente quando si parla genericamente di energia.

L’energia dell’universo è il risultato dell’irraggiamento delle coscienze a partire da quella dell’atomo per arrivare a quella dei grandi esseri spirituali, passando da quella umana.

L’energia, quindi, non è appannaggio dei corpi. I corpi non producono energia, anzi, l’assorbono e utilizzano per trasformarla in forza e sostanza. Da questo assunto si ricava che se la coscienza non irradia energia nei corpi mentale, emotivo ed eterico della propria persona, quei corpi non riceveranno energia da impiegare nelle loro attività.

Il corpo mentale utilizza l’energia della coscienza per produrre forme-pensiero così dirigendola nel verso voluto; il corpo astrale la trasforma in forza emotiva, ponendo in attività sentimenti ed emozioni; quello eterico la distribuisce in sostanza vitale che nutre atomi, molecole, cellule ed organi del corpo fisico. Detto questo, risulta più comprensibile che spetta alla coscienza incarnata regolare l’afflusso energetico ai propri corpi in relazione all’attività che essa vuole programmare. È pur vero che quando la coscienza è identificata in uno dei propri corpi, preminentemente in quello emotivo, i corpi agiscono, anzi, reagiscono automaticamente utilizzando energia senza il suo permesso. A ciò la coscienza deve porre rimedio acquisendo la funzione dell’osservatore distaccato che gestisce l'energia.

Se, ad esempio, osserva che il proprio corpo emotivo, reagendo ad un impulso esterno, sta impiegando energia per rafforzare un’emozione oppositiva di rancore, può scegliere di chiudere il “rubinetto” energetico all’istante e di reindirizzare quell’energia in una forma di sentimento più inclusiva. In altre parole, sta alla coscienza decidere a quale forma emotiva, mentale o eterica dare energia. La responsabilità delle nostre azioni è, dunque, solo nostra. Possiamo decidere noi quale pensiero, sentimento o azione vogliamo che si fermi o inizi a muovere.

 

 

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