Dieci pensieri seme da ricordare

Sono dei "mantra" cioè delle frasi sintetiche che convogliano e dirigono il tipo di energia inerente al concetto espresso. Le civiltà più antiche se ne sono sempre servite per propiziare gli eventi. Possiamo ripetere i pensieri seme nelle occasioni più disparate; possiamo "dirli" mentalmente e visualizzare l'idea che contengono; possiamo suggerirli in alternativa a vecchi concetti consolidati o come momento di riflessione per produrre un dubbio e quindi un cambiamento.

La diversità è l'essenza della vita.
Questo è un Principio. La Vita Una procede ed evolve attraverso la diversità delle forme che a loro volta concorrono a significarne l'unicità. E' l'eterna danza che, piroettando: intreccia e mischia, scompone e trasforma. A volte consideriamo la diversità come attentato alla nostra tradizione e sicurezza; così facendo cadiamo nella separatività. Allora ci richiudiamo in noi stessi e, come i ricci, mostriamo gli aculei. Dobbiamo imparare ad accettare la diversità in ogni sua espressione, poichè dove c'è diversità c'è ricchezza.

Cinque sono le razze ma Una è l'Umanità.
Nel corso dei millenni sono apparse sul pianeta cinque razze ognuna delle quali ha sviluppato una diversa civiltà secondo la propria caratteristica e nota fondamentale. Ogni razza ha arricchito il patrimonio della progenie umana sfruttando la capacità creativa e portando in essere l'arte, la scienza, l'architettura, la politica, l'economia e la religione. Ogni razza ha fecondato col proprio seme la Terra ed ha modificato l'ambiente per rendere accogliente la propria dimora. Diversa la tradizione, la cultura, il colore della pelle, ma unica l'intelligenza, unico il sentimento, identico il sangue che scorre nelle vene.
Tutti gli esseri umani piangono e ridono per gli stessi motivi. Uomini e donne si cercano per formare famiglie e aspirano al benessere e alla felicità dei figli. Tutti invocano, pur con parole diverse, gli stessi sacri valori di libertà e uguaglianza.

La buona volontà è alla base dei rapporti umani.
Laddove si pratica la buona volontà avviene un incontro, si arriva ad un accordo, nonostante la distanza iniziale che separa due punti di vista. Quando vogliamo rapportarci agli altri dobbiamo trovare un punto in comune dal quale sviluppare strategie di consolidamento della relazione, necessarie ad ogni collettività.
Occorre procedere come su binari paralleli, la cui vicinanza è determinata dalla nostra volontà di essere complementari, di condividere l'esperienza, di individuare obiettivi comuni. Con la volontà di costruire punti di unione, si realizza quella rete di legami sinergici che vien detta: "Fratellanza".

La pace è una realizzazione interiore.
La pace non può essere imposta o gridata. La pace è un lungo percorso di crescita individuale che si snoda tra le pieghe della coscienza. Finchè non sia stata vissuta tutta l'invidia, la gelosia, la superbia, l'orgoglio e in una parola la separatività che agita l'animo umano, non potrà emergere il senso di equità che nasce dalla accettazione del lato oscuro celato dentro di noi.
La pace può giungere solo quando ognuno porta allo scoperto il nemico interiore e lo fa elidere, annichilire con il nemico esteriore. Noi esseri umani, siamo i peggiori nemici di noi stessi e ci ostiniamo a combattere gli uni contro gli altri perchè non vogliamo riconoscere i nostri misfatti, le nostre manchevolezze, le nostre fragilità. Chi vuole la pace cerca l'armonia lavorando in silenzio dentro il proprio cuore.

Il potere è la forza del servire e non del controllare.
La capacità di pesare le cose; di rispondere alle necessità (cioè la responsabilità; dal latino: responsum abilitas) contraddistingue da sempre l'essere umano a cui si attribuisce potere. Il "Gran sacerdote" era colui che deteneva le risposte alle domande, e quindi alle esigenze, della popolazione che, in virtù di ciò, lo riconosceva come sommo capo. Dunque, servire il popolo, e non "controllarlo, è la condizione del vero "potente", che assume su di sè il peso delle scelte, per il benessere della collettività.
A questo nobile scopo sono ora chiamati tutti gli individui che hanno raggiunto la consapevolezza di essere utili alla società civile secondo la propria capacità di discriminare e portare il necessario cambiamento.

L’ingegno umano è la misura di scambio fra i Popoli.
L'attuale sistema socio-economico che basa il benessere, singolo e sociale, sulla quantità di beni scambiati, non riesce ad adempiere in modo soddisfacente al compito di distribuire ricchezza, poichè aumenta le disparità.
Una economia incentrata sulla quantità produce scarsità, povertà, odio, ossia: Conflitto. Occorre incentivare la qualità della vita sviluppando una società in cui l'essere umano sia perno centrale attorno al quale ruotino gli elementi della cooperazione solidale e della equa distribuzione delle risorse.
Un sistema fondato sulla qualità realizza ricchezza, fiducia, cooperazione, ossia: Armonia.
Se ne deduce che il benessere di una Nazione, e la derivante circolazione monetaria, non possono dipendere dalla capacità di vendere merci bensì, dalla capacità di "produrre" soddisfacenti rapporti umani, basati sulla possibilità di esprimere i talenti individuali.

Le risorse appartengono a tutte le Nazioni.
Il pianeta Terra non conosce nè le Nazioni, nè i confini di proprietà degli Uomini. Esso cela, conserva ed elargisce i beni primari perchè i Regni di Natura più evoluti ne possano trarre sostentamento. E' in questo spirito che l'Umanità deve operare con scambievole collaborazione, utilizzando le materie prime secondo il principio di equità che gli appartiene.
Sì, la "uguaglianza" nasce con l'uomo, non prima dell'uomo. E' il Regno Umano che, unico in natura, sulla propria auto-coscienza fonda il diritto ad essere uguale; a riconoscersi in una "Unità senziente" (ogni uomo può ritrovare sè stesso specchiandosi negli occhi dell'altro).
Non bestie feroci; non vittime o carnefici, secondo l'equilibrio di natura che interviene a ristabilire la "parità", non l'uguaglianza. Questo principio, seppur latente, è la luce dell'anima che, da eoni, guida l'individuo, attraverso il conflitto, la guerra, il possesso, per giungere all'armonia: la fratellanza.
Quando l'Umanità si riconoscerà portatrice del principio di "uguaglianza", capirà che il benessere di tutti i popoli può essere attuato solo attraverso una equa condivisione di tutto ciò che la Terra offre.

La tecnologia è al servizio dell'Uomo nel rispetto dell'ambiente.
Riteniamo che la tecnologia sia da sempre la più alta espressione della creatività umana, atta ad armonizzare le esigenze del Genere Umano in rapporto alle leggi Universali, a quelle Sistemiche, alle leggi di Natura, ed a quei fondamenti del comportamento e delle aspirazioni a cui vien dato il nome di: "Etica".
Quindi la tecnologia è lo strumento che la mente umana ha perfezionato, di era in era, per interagire tra "il dentro" e "il fuori". Con la tecnologia si stabiliscono i rapporti tra individuo e individuo, popoli e razze; ma anche umanità e natura, civiltà e ambiente. Umanità, Natura e Tecnologia costituiscono la triade principale del pianeta, da cui si genera la totalità degli eventi e delle manifestazioni. Da ciò si deduce come sia di vitale importanza un rapporto ottimale tra l'Uomo e l'ambiente.

Il denaro non è un bene da possedere ma un mezzo di scambio che deve circolare.
Anche su questo concetto abbiamo ampiamente esposto la nostra opinione; tuttavia, è sempre bene metterne a fuoco l'aspetto fondamentale.
Il denaro rappresenta una particolare qualità, colore, o vibrazione dell'energia universale e sistemica, ed è il più efficace mezzo di trasformazione della materia. Se usato adeguatamente, con giusto movente, può arrivare a raffinarla talmente da "liberarne" lo Spirito. Infatti, Materia e Spirito, apparentemente opposti, in realtà non sono altro che lo stato di base e quello eccelso della stessa sostanza. Dobbiamo imparare a non trattenere il flusso monetario (strumento della abbondanza e della ricchezza dell'Umanità) per fini egoistici e speculativi; bensì a farlo fluire continuamente, affinché tutti ne possano disporre.

10° L'energia solare è la migliore risorsa.
Su questo concetto crediamo di poter affermare che tutti dovrebbero concordare. Tuttavia, la immensa speculazione che condiziona l'intero globo all'utilizzo del liquame prodotto dalla compressione dei secoli, altrimenti detto: "petrolio", ne pregiudica l'attuazione.
Sappiamo tutti che la luce del sole non inquina anzi, è strumento di crescita e benessere per tutte le creature viventi; eppure facciamo ben poco per utilizzarla quale fonte energetica attraverso il sistema fotovoltaico o a specchi parabolici (il cosiddetto solare termo-elettrico). Si parla di costi ancora troppo alti quando, al contrario, già stiamo pagando a caro prezzo l'insensato uso degli idrocarburi. E' ormai a forte rischio la salute individuale, l'equilibrio dell'ambiente e l'indebitamento dei paesi, cosiddetti: sottosviluppati.
Dobbiamo fare ora la "giusta scelta"; una scelta epocale che, dall'era della "combustione" (oggi l'energia si ricava bruciando combustibile, come milioni di anni fa), ci porti all'era della "vibrazione" (quella della corrente elettrica per l'appunto).
Per quanto riguarda il petrolio, riteniamo che debba essere utilizzato per produrre polimeri. La plastica rappresenta uno dei più ingegnosi e duttili "materiali" creati dall'uomo. Il rischio di inquinamento non deriva dalle specifiche caratteristiche di durabilità e non biodegradabilità; ma dal non riciclo dei manufatti derivati.