Feeds

High Seroconversion Rates in Trypanosoma Cruzi Chronic Infection Treated with Benznidazole in People Under 16 Years in Guatemala

Medici Senza Frontiere - feed -

Title: High Seroconversion Rates in Trypanosoma Cruzi Chronic Infection Treated with Benznidazole in People Under 16 Years in Guatemala Authors: Brum-Soares, L; Cubides, JC; Burgos, I; Monroy, C; Castillo, L; González, S; Viñas, PA; Urrutia, PP Abstract: Geographical, epidemiological, and environmental differences associated with therapeutic response to Chagas etiological treatment have been previously discussed. This study describes high seroconversion rates 72 months after benznidazole treatment in patients under 16 years from a project implemented by Doctors without Borders in Guatemala.

Conviction of Mladic, the &#39epitome of evil,&#39 a momentous victory for justice &#8211 UN rights chief

ONU - aiuti umanitari - feed -

Welcoming today&#39s conviction of former Bosnian Serb army commander Ratko Mladic on multiple counts of genocide, crimes against humanity and war crimes by a United Nations international tribunal, the Organization&#39s top human right official said that the verdict is &#8220a warning&#8221 to perpetrators of such crimes that they will be brought to justice.

World community has ‘collective responsibility’ to stop human trafficking, support victims – UN chief

ONU - aiuti umanitari - feed -

Briefing the Security Council Tuesday, top United Nations officials, including the Secretary-General and the head of the Organization’s anti-crime office, underscored the international community’s collective responsibility to stop criminals and terrorists from preying on vulnerable populations and migrants.

EasyReading, il nuovo font adatto ai dislessici

GreenMe -

Published in: Arte e Cultura

A mettersi in testa di trovare un font che facilitasse la lettura proprio a chi soffre di dislessia (e non solo) è stato un grafico torinese, Federico Alfonsetti, un ex piccolo editore quasi sessantenne con la passione per il font e che definisce la sua la “start up più vecchia d’Europa”.

Eppure, quella start-up ha messo a punto un sistema di lettura che scavalca ogni ostacolo.

Cos’è la dislessia

La dislessia è un disturbo del neurosviluppo di origine genetica caratterizzato dalla difficoltà di decodificare un testo, leggerlo e interpretarlo correttamente. Si tratta di un problema rientrante in un insieme più ampio di disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) tra cui la disortografia, la disgrafia e la discalculia, in alcuni casi presenti contemporaneamente.

Bambini e ragazzi dislessici riscontrano una maggiore fatica di altri nel leggere e nello scrivere, impiegano più energie nello studio stancandosi prima, commettono un maggior numero di errori ortografici e tendono a distrarsi facilmente. I bambini hanno tempi differenti nell’apprendimento di scrittura e lettura, per questo motivo solo intorno agli 8 anni è possibile distinguere un bambino più lento da uno dislessico.

Secondo stime recenti, la dislessia oggi tocca almeno il 10% della popolazione mondiale, ovvero circa 700 milioni di persone.

Come nasce EasyReading

EasyReading è il risultato di quasi un decennio di studi, che ha mosso i suoi primi passi nella Casa Editrice Angolo Manzoni di Torino grazie a Federico Alfonsetti, Enzo Bartolone e Nino Truglio assieme alla loro decennale esperienza nel campo della leggibilità, del testo scritto.

Una volta creato, il font è stato sottoposto al vaglio dell’Ordine degli psicologi della Toscana, che lo hanno testato su oltre 600 studenti di quarta elementare della provincia di Prato e riconosciuto come “carattere ad alta leggibilità”.

“Leggere con questo font equivale a d un miglioramento pari a un anno di lettura – spiega Alfonsetti – perché il font è strutturato in modo da evitare lo scambio percettivo tra lettere simili per forma e l’effetto affollamento percettivo, che è quello che crea difficoltà nei dislessici”.

Da qui al successo il passo è stato breve: alcune case editrici italiane lo hanno adottato, la Fondazione Pomodoro a Milano e la Fondazione Einaudi lo hanno scelto per i loro libri. Università, scuole, Slow Food, Pearson Italia, De Agostini e casa Oz di Torino stampano con quel font. L’ultimo riconoscimento ufficiale è arrivato dal Miur, che lo ha premiato per la bellezza del design e per l’utilità.

Cos’è e com’è fatto EasyReading

È composto da 811 glifi (lettere, numeri, accenti, simboli, punteggiatura).

Supporta tutte le lingue che usano l’alfabeto latino ed è un font ibrido, perché presenta contemporaneamente lettere con grazie (serif) e lettere senza grazie (sans-serif).

Lo specifico design delle lettere con grazie dedicate, utili a prevenire lo scambio percettivo tra lettere simili per forma (si tratta di lettere quali la 'd', la 'p', la 'q' e la 'b' che, normalmente, nei font tradizionali, sono rappresentate da un identico disegno ribaltato orizzontalmente o verticalmente) e ha permesso di determinare ampi spazi calibrati che contrastano il cosiddetto effetto affollamento percettivo (crowding effect) dando così un più ampio respiro alla lettura.

Infine, evita lo scambio percettivo grazie alla forte caratterizzazione del disegno, laddove per ogni singola lettera viene utilizzato un modello grafico differente e dalle grazie dedicate.

Leggi anche:

Dislessia: come riconoscerla e cosa si può fare

Dislessia nei bambini: una stimolazione celebrale per aiutarli nella lettura 

Un progetto di tutto rispetto, insomma, su cui ha messo gli occhi anche Microsoft e che senza dubbio aiuterà tanti bambini dislessici ad affrontare le loro scomeesse quotidiane.

Germana Carillo

Come disintossicare il corpo a partire dai piedi

GreenMe -

Published in: Salute & Benessere

La riflessologia plantare sostiene che le diverse zone dei nostri piedi sono correlate al sistema di organi e tessuti del nostro corpo. E’ per questo che, secondo questa teoria, sarebbe possibile eliminare un po’ di tossine dal corpo anche a partire dai piedi.

Si possono effettuare a questo scopo dei trattamenti molto semplici. Si tratta di pediluvi in cui si utilizzano ingredienti naturali particolari e sapientemente miscelati. Esistono diverse ricette in cui, per disintossicare il corpo dalle tossine, ci si serve di vari tipi di sale oppure di argilla o ancora di perossido di idrogeno.

Pediluvio disintossicante al sale

Per realizzare questo pediluvio occorrono:

  • 1 tazza di Sali di Epsom
  • 1 tazza di sale marino
  • 2 tazze di bicarbonato di sodio
  • Oli essenziali (facoltativi)
  • Bacinella di acqua bollente

Nell’acqua bollente sciogli per bene tutti gli ingredienti e quando è di una temperatura accettabile immergi i piedi per circa mezz’ora. Questo pediluvio potrebbe far sperimentare stanchezza e debolezza ma è in grado anche di lenire eventuali irritazioni della pelle e soprattutto di disintossicare il corpo.

Pediluvio detox alla bentonite (argilla)

Per preparare questo pediluvio vi occorreranno:

  • Bentonite (mezza tazza)
  • Sali di Epsom (mezza tazza)
  • Oli essenziali (facoltativo)
  • Bacinella con acqua calda

Sciogliete i Sali di Epsom in acqua calda a cui, se gradite, potete aggiungere qualche olio essenziale dal potere depurativo come il limone, il pompelmo, il ginepro o il cipresso. Mescolate poi l'argilla con una piccola quantità di acqua avendo cura di girare con un cucchiaio di legno e non di metallo. Una volta sciolta aggiungete l'argilla al pediluvio e immergerete i piedi per circa 20 minuti.

Bagno detox al perossido di idrogeno e zenzero

Questo è un bagno detossificante consigliato per tutto il corpo e non solo per i piedi. Per realizzarlo occorrono:

Bisogna riempire la vasca con acqua calda e aggiungere lo zenzero essiccato e il perossido di idrogeno. A questo punto, per ottenere miglioramenti a livello della pelle e favorire la depurazione del corpo, basta rimanere immersi per una mezz’ora buona.

Sui pediluvi e il detox potrebbe interessarvi anche:

Bende disintossicanti per i piedi

Esistono anche delle apposite bende per la disintossicazione a partire dai piedi realizzate con sostanze naturali e che vanno applicate prima di andare a dormire. La mattina vanno tolte e, se si sono scurite, significa che hanno fatto il loro lavoro, ovvero hanno tirato fuori le tossine dal corpo. Se le volete sperimentare si trovano nelle erboristerie ben fornite ma soprattutto online.

Naturalmente tutti questi rimedi possono funzionare meglio se vi si associa una buona idratazione (bevete dunque molta acqua), una sana alimentazione, una vita all’aria aperta (nella natura) e un po’ di attività fisica.

Francesca Biagioli

Foto copertina: topfithealthy.com

Natale: 10 Calendari dell'Avvento fai-da-te

GreenMe -

Published in: Accessori e Decorazioni

Nell'ultimo fine settimana di novembre, invece di acquistare un Calendario dell'Avvento nuovo, potete crearne uno con le vostre mani, grazie al fai-da-te e al riciclo creativo. Sarà molto più originale di quanto trovereste in vendita.

Ecco tante idee per realizzare il vostro Calendario dell'Avvento fai-da-te.

1) Con una vecchia scala e dei vasetti  

Qualsiasi materiale di recupero può adattarsi alla realizzazione di un Calendario dell'Avvento. Lo dimostra questa idea, se avete una vecchia scala di legno, oppure un ramo da appendere alla parete e dei vasetti da decorare a tema natalizio, potrete creare questo fantastico calendario dell'avvento, oppure prenderne solo spunto.

2) Con i rotoli di carta  

Un calendario realizzato con materiale riciclato, ideale anche da fare con l’aiuto dei piccoli di casa, dei bambini, per tenerli impegnati con un’attività creativa e divertente. Qui le istruzioni.

3) Con il pallet  

Una delle mille idee per il riciclo creativo dei pallet è proprio quella di dare vita a un coloratissimo Calendario dell'Avvento. Costruitelo a partire dalle assi di un pallet e assegnate un pupazzetto regalo a ogni giorno che vi separa dal Natale. Qui il tutorial.

4) Con i palloncini  

Questo originale Calendario dell'Avvento è stato realizzato a partire da una base e dei palloncini affiancati l'uno all'altro. Qui troverete le istruzioni per realizzarlo

5) Con le mollette da bucato  

Con le mollette del bucato potrete creare un calendario dell'avvento davvero originale. Prendete una base su cui incollare con della colla a caldo le mollette, colorate tutto a vostro piacimento, appendete poi ad ogni molletta ciò che più preferite: un sacchetto di carta, dei sacchetti di stoffa, o dei semplici pacchetti regalo. In ognuno ci sarà una sorpresa da scoprire giorno dopo giorno. 

6) Con le bustine del pane  

Potrete dare vita a un fantastico Calendario dell'Avvento riunendo tante bustine del pane da decorare, come suggerisce il blog Family welcome. Si tratta di un Calendario dell'Avvento da realizzare con 24 bustine colorate da appendere ad un ramo. Qui le istruzioni e tante altre idee.

7) Con i vasetti dello yogurt  

Potete decidere di mettere da parte dei vasetti dello yogurt colorati, ad esempio rossi e verdi, per realizzare ogni anno un nuovo Calendario dell'Avvento, con sorprese sempre diverse, da mettere sotto ogni vasetto. Qui tutte le istruzioni.

8) Con coni di carta di giornale

Ecco un'idea molto carina per preparare un Calendario dell'Avvento. Si tratta di creare 24 coni di carta di giornale che avranno all'interno 24 piccoli oggetti, come caramelle, pensierini e piccole sorprese. I bambini potranno prendere un pacchettino  cono regalo al giorno. Potrete poi scegliere la base che preferite per appenderli, un ramo di un albero, stendere un filo su una parete di casa, un asse di legno con dei chiodini, delle mollette incollate su un asse di legno, etc, etc. 

9) Con le calze  

Un altro esempio per creare un Calendario dell'Avvento davvero originale. Si tratta di utilizzare delle calze da appendere ad un filo o a un festone, in cui inserire una piccola sorpresa da scoprire giorno dopo giorno. Qui tutte le istruzioni.

10) Con buste da lettera 

 

Un'ultima idea per creare in poco tempo e quasi senza spendere un Calendario dell'Avvento personalizzato. Si tratta appendere dei fili alla parete o sul supporto che preferite, e a quei fili appendere 24 buste a vostro piacimento. In ogni busta basterà inserire una caramella, una sorpresa oppure se volete un'idea ancora più originale, potreste inserirvi anche delle bustine da tè. Qui le istruzioni. 

 

Marta Albè

 

Leggi anche:

Decorazioni di natale fai-da-te dal riciclo delle vecchie lampadine
Decorazioni di Natale con frutta, piante spontanee e erbe aromatiche
5 idee per decorazioni natalizie ecologiche e fai-da-te

Nati con la cultura: ecco i musei a misura di neonati (FOTO)

GreenMe -

Published in: Speciale bambini

Nati con la Cultura è un progetto ideato con l’obiettivo di capire quali sono le caratteristiche che deve avere un museo per potersi definire davvero a misura di bambino e poter così incentivare la frequentazione di questi luoghi a famiglie con piccoli di ogni età. Un modo insomma per avvicinare i nuclei famigliari alla cultura, riscoprire la bellezza di trascorrere una giornata al museo tutti insieme e far crescere cittadini più informati e coscienziosi.

Quali sono dunque le caratteristiche che devono avere i musei family friendly? Si tratta di facile accessibilità agli spazi, area relax, presenza di fasciatoio, materiale informativo adatto ai più piccoli, attività pensate per i bambini nel corso dell’anno e altro.

   

A questo proposito è stato stilato un vero e proprio decalogo che tutti i musei che vogliono ottenere la certificazione di Nati con la Cultura devo rispettare. In pillole i musei family & kids friendly devono garantire:

  • 1. Accessibilità
  • 2. Percorsi e linguaggi dedicati
  • 3. Servizi per la visita: fasciatoio, parcheggio, passeggino, alzatine, scalda biberon
  • 4. Aree dedicate: decompressione, allattamento, attività
  • 5. Manifesto per gli operatori
  • 6. Materiale dedicato: ex ante, ex post, in itinere
  • 7. Audience al centro: fasce orarie suggerite, politiche di pricing
  • 8. Condivisione interna
  • 9. Attività pilota per fasce d’età
  • 10. Immagine coordinata: nati per la cultura

Bella anche l’idea di realizzare un Passaporto Culturale da regalare a tutti i nuovi nati e che permette di accedere gratuitamente a questi musei nel primo anno di vita del bambino insieme a due adulti. Il passaporto è valido tutti i giorni di apertura del museo, viene consegnato all’Ospedale Sant’Anna di Torino al momento della nascita e in eventuali altri ospedali che vorranno aderire ma si può anche scaricare dal sito di Nati con la cultura

  I 32 MUSEI DI NATI PER LA CULTURA

Dal progetto, ideato dall’Ospedale Sant’Anna di Torino, dalla Onlus Fondazione Medicina a Misura di Donna in collaborazione con Abbonamento Musei e Osservatorio Culturale del Piemonte, attualmente sono stati accreditati solo musei piemontesi. Ecco quali:

  • Borgo e Rocca Medievale
  • Camera Centro per la Fotografia
  • GAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
  • Museo Egizio
  • MAO Museo d’Arte Orientale
  • MEF Museo Ettore Fico
  • MUSLI Museo della scuola e del libro per l’infanzia
  • Palazzo Falletti di Barolo
  • Museo Nazionale del Cinema
  • MAUTO Museo Nazionale dell’Automobile
  • Museo Nazionale del Risorgimento Italiano
  • Palazzo Madama - Museo d’Arte Antica
  • PAV Parco d’Arte Vivente
  • Pinacoteca dell’Accademia Albertina
  • Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
  • La Venaria Reale
  • Palazzina di Caccia di Stupinigi
  • Infini.TO Parco Astronomico
  • Atlante dei Suoni (Venasca)
  • Ecomuseo Sogno di luce (Alpignano)
  • Casa Cavassa/La Castiglia (Saluzzo)
  • Museo Son de Lenga (Dronero)
  • Castello di Miradolo (San secondo di Pinerolo)
  • Giardino Botanico di Oropa
  • Museo Camillo Leone (Vercelli)
  • Museo Civico di Cuneo
  • Museo del Tesoro del Duomo (Vercelli)
  • Museo Civico A. Garda (Ivrea)
  • Museo Valdese (Torre Pellice)
  • Palazzo Mazzetti (Asti)
  • WIMU Museo del Vino (Barolo)
Sui musei adatti ai bambini potrebbe interessarti anche:

Se siete in Piemonte, non vi resta che fare subito un salto in uno di questi musei insieme alla vostra famiglia!

Francesca Biagioli
Foto: naticonlacultura.it

Atorvastatina: Pfizer ritira lotto del farmaco anticolesterolo

GreenMe -

Published in: Salute & Benessere

Il medicinale Atorvastatina Pfizer è infatti indicato in aggiunta alla dieta per ridurre i livelli elevati di colesterolo totale, colesterolo LDL, apolipoproteina B e trigliceridi in soggetti adulti, adolescenti e bambini di età uguale o superiore ai 10 anni affetti da ipercolesterolemia primaria, comprese ipercolesterolemia familiare (variante eterozigote) o iperlipemia combinata (mista) (corrispondente ai Tipi IIa e IIb della classificazione di Fredrickson), quando la risposta alla dieta o ad altre misure non farmacologiche non basti.

ATORVASTATINA PFIZER, inoltre, viene prescritto anche per ridurre il colesterolo totale e il colesterolo LDL in soggetti adulti con ipercolesterolemia familiare omozigote in aggiunta ad altri trattamenti ipolipemizzanti (ad esempio, LDL aferesi) o se tali trattamenti non sono disponibili.

Leggi anche:

Come abbassare il colesterolo

Colesterolo: 10 cibi per ridurlo e tenerlo a bada

Perché è stato ritirato il lotto dell’Atorvastatina

Come si legge sullo “Sportello dei Diritti”, l’intervento si è reso necessario a seguito della notifica di allerta da parte dell’agenzia tedesca e della ditta concernente fuori specifica per i parametri TAMC e TYMC, riscontrato durante il test di stabilità di un lotto al tempo zero. La Pfizer Italia Srl ha comunicato l’avvio della procedura di ritiro che il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute è invitato a verificare.

Germana Carillo

Addio Jacob, il piccolo malato di cancro ci ha lasciato portando il suo Natale nel cuore

GreenMe -

Published in: Come è andata a finire?

.In un post di Facebook la famiglia ha scritto di essere grata a tutti coloro che hanno inviato messaggi e auguri:

"Avete portato la gioia e ottimismo per il futuro. Grazie per aver dedicato del tempo e per esservi interessati al viaggio del nostro dolce ragazzo. Purtroppo, ci sono molti altri bambini come lui che speriamo continuerete ad aiutare".

A Jacob era stato diagnosticato un neuroblastoma ad alto rischio quando aveva appena 5 anni. Ma la sua voglia di vivere non lo aveva mai abbandonato.

Leggi: IL COMMOVENTE NATALE ANTICIPATO DI JACOB, MALATO TERMINALE A SOLI 9 ANNI 

Era un grande appassionato dell'Antartide e per questo la sua famiglia chiede di portare avanti la sua eredità facendo qualcosa per gli animali che vivono in questo habitat.

Per chi vuole, quindi, è possibile fare una donazione in onore di Jacob ai gruppi ambientalisti che si occupano di salvare i pinguini.

Addio piccolo grande Jacob, che la terra ti sia lieve.

Roberta Ragni

Coperte a coda di sirena: idee e tutorial per realizzarle con l'uncinetto

GreenMe -

Published in: Eco fai-da-te

Grazie alla sua forma che ricorda la coda di una sirena, la coperta è una sorta di sacco a pelo che avvolge dai piedi fino al petto. Ormai sul web ce ne sono in vendita diverse ma realizzarla col faidate non è difficile se si sa lavorare all'uncinetto. Di sicuro ci vuole una buona manualità e anche un po' di tempo a disposizione.

Melanie Campbell, una creativa che vive in Michigan, ha iniziato a realizzare delle coperte a forma di coda di sirena, mettendole in vendita su Etsy. In poco tempo le sue creazioni hanno fatto il giro del mondo.

Molto amate anche dai bambini, le coperte a coda di sirena sembrano proiettarti nel mondo delle favole. E per chi è già grande, sono un ottimo alleato contro il freddo.

Qui di seguito vi mostriamo alcuni schemi accompagnati da videotutorial per realizzare queste bellissime coperte.

Schema 1

Dalla pagina Etsy di Helena:

Cosa occorre

600 g. di lana per uncinetto 8-10 mm;

uncinetto 10 mm;

un ago da lana.

Si comincia dal fondo della coda, mentre invece le pinne si fanno a parte e poi si uniscono in un secondo momento. Per realizzare le pinne bisogna creare due parti separatamente e poi unirle.

Come ultima cosa, una volta pronte, le pinne si cuciono alla coda della coperta.

Qui il video tutorial:

Schema 2

Il secondo tutorial è della blogger Nadia Fuad, che su Yarnutopia, ha condiviso lo schema per realizzare diverse coperte a coda di sirena, in base alle taglie. Ci sono quelle per bambini e per adulti. Qui il pdf da scaricare con il materiale che occorre e i tre schemi (Small, Medium, Large).

Qui il videotutorial di Nadia:

Su Etsy potrete trovare, a pagamento, anche altri modelli come questo e questo ma ce ne sono molti altri.

Se siete abili all'uncinetto potete anche ispirarvi a queste immagini per realizzare le vostre coperte. Si tratta di varianti della coperta a sirena, adatte ai bambini. Ce ne sono tantissime e davvero originali.

Foto 

Foto

Foto

Foto

LEGGI anche:

Potrebbero essere un dono bellissimo, fatto con le proprie mani, da regalare a Natale ma anche ai compleanni, sia per grandi che per bambini. Se non sapete lavorare all'uncinetto, le coperte a coda di sirena si trovano facilmente anche su Amazon e su Etsy.

Francesca Mancuso

Giornata Nazionale degli Alberi 2017. #unalberoè per salvare un albero in città

GreenMe -

Published in: Eventi & Iniziative

Contrastano il dissesto idrogeologico e proteggono il suolo, mitigano il clima e migliorano l’aria e la qualità della vita nelle aree urbane: il verde urbano in Italia assorbe 12 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, il 3% del totale.

E non solo: secondo uno studio condotto da Nature Conservancy, organizzazione che si occupa di tutelare l’ambiente, soltanto tutelando gli alberi già in vita, si contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 di 7 miliardi di tonnellate all’anno entro il 2030.

Gli alberi, insomma, quali elementi fondamentali dell’ecosistema, sono un patrimonio da salvaguardare ed è per questo motivo che in alcune città italiane ci saranno iniziative dedicate agli alberi per tutta la settimana. In più, in occasione della Giornata Nazionale, le scuole di ogni ordine e grado sono invitate dal Ministero dell’Ambiente a organizzare iniziative per promuovere la conoscenza dell’ecosistema boschivo, la tutela della biodiversità e il rispetto delle specie arboree.

Il futuro non si brucia!

Anche Legambiente, per l’edizione 2017, propone alle scuole italiane l’adesione alla campagna “Il futuro non si brucia!“, contro l’emergenza incendi che quest’estate hanno devastato patrimoni boschivi immensi. Le scuole sono così invitate a “mettere a dimora nuovi alberi: un’occasione per restituire alla comunità spazi belli e accoglienti, ma anche per compensare la perdita di tanti alberi a causa degli incendi, coinvolgendo bambini, ragazzi, insegnanti, genitori, nonni, volontari e amministratori”.

Il 2017 infatti sarà ricordato come l'annus horribilis per la devastazione causata dal fuoco che ha divorato anche gran parte del patrimonio naturalistico italiano. Nel 2017, secondo i dati elaborati da Legambiente aggiornati al 30 ottobre scorso, sono andati in fumo, solo in Italia, ben 140.430 ettari di superfici boschive, pari al 293% del totale della superficie bruciata in tutto il 2016 (47.926 ettari).

Sempre gli alberi, sono i protagonisti del concorso fotografico dall’omonimo titolo Il futuro non si brucia! dedicato alle classi e alle scuole che parteciperanno alla Festa degli Alberi. Un concorso per raccogliere le immagini del lavoro svolto durante la giornata di piantumazione di alberi e piantine.

"Per fare un albero ci vuole un hashtag#unalberoè

Promossa da Conlegno (Consorzio Servizi Legno Sughero) e Legambiente, l'iniziativa invita gli utenti a pubblicare foto, video, contributi scritti e disegni su Facebook, Twitter e Instagram utilizzando l’hashtag #unalberoè per porre l’attenzione sull’importanza che il verde riveste nella vita quotidiana.

Ogni 50 post pubblicati nella giornata del 21 novembre utilizzando l’hashtag #unalberoè, Conlegno si impegna a donare un albero per dare vita a spazi verdi nelle aree che maggiormente necessitano di interventi.

Il desiderio di condividere l’impegno quotidiano di Conlegno per la salvaguardia del patrimonio forestale e della biodiversità è alla base della partnership con Legambiente confermando una seria assunzione di responsabilità e un forte impegno nel monitoraggio, controllo e attuazione dei regolamenti atti a migliorare le politiche di gestione e tutela dell’ambiente.

Germana Carillo

Calendario dell'avvento 2017 di greenMe.it: scaricalo gratis e colora i mandala

GreenMe -

Published in: Accessori e Decorazioni

Calendario dell'avvento, la storia

Nel 1920 un pasticcere di un paesino tedesco realizzava un quadretto fatto di cartone con 25 caselle, ognuna riempita con cioccolato di forme diverse e con richiami natalizi. Da quel momento, questo pensierino, realizzato per i bambini che attendevano con ansia il Natale, si è trasformato nel Calendario dell’avvento.

Una tradizione che da tanti anni esiste anche in Italia e che ci accompagna per tutto il periodo di dicembre, il mese più amato soprattutto dai più piccoli.

Anche se in commercio esistono tanti Calendari dell’avvento, quello più speciale da realizzare e colorare assieme ai bambini, è quello costruito con le proprie mani.

E in questo caso con una caratteristica in più: i mandala.

Calendario dell'avvento con i mandala

Sappiamo bene tutti i benefici che comporta l’arte di colorare i mandala: migliora la concentrazione, la creatività e la memoria. Senza dimenticare che realizzare il calendario in famiglia, soprattutto con l'aiuto dei più piccoli, è un bellissimo modo per condividere emozioni e sentimenti in attesa del Natale.

LEGGI anche: NATALE: 10 CALENDARI DELL'AVVENTO FAI-DA-TE

Come costruire il Calendario dell’avvento 2017 di greenMe.it

Il Calendario è scaricabile gratuitamente,clicca qui

1) Se lo stampate a casa, dovete cliccare sulle opzioni di stampa "dimensioni effettive" per avere il giusto formato.

Stampa il calendario fronte/retro in modo da avere su ciascun foglio da un lato il mandala grande da colorare e dall'altro lo stesso in formato piccolo insieme al numero del giorno. Guarda le foto sotto, è semplice!

2) Dopo aver stampato, riponete i fogli su una superficie piana:

 

3) Prendete un foglio stampato, giratelo dalla parte del mandala piccolo con il numero e i tratteggi

4) Piegate il foglio seguendo tutte le linee tratteggiate, come mostrano queste immagini:

     

5) Continuate fino ad ottenere questa casella

6) Quando avrete piegato tutte le caselle appendetele con l'aiuto di spago e mollette

 

Ed ecco il risultato:  

SCARICA QUI IL CALENDARIO DELL'AVVENTO così per ogni giorno sarà possibile colorare insieme ai vostri bimbi sia il mandala interno grande, sia il mandala "piccolo" della copertina che segnerà in questo modo i giorni che mancano all'arrivo del Natale! 

Redazione greenMe.it

Zuppa di zucca: la ricetta (anche contro i malanni di stagione)

GreenMe -

Published in: Ricette

L'aggiunta di curcuma e pepe fra gli ingredienti rende questa zuppa di zucca un toccasana anche per i malanni di stagione.

Ingredienti
  • 1 Kg di zucca
  • 1 cipolla
  • 600 gr di patate
  • olio evo q.b.
  • sale q.b.
  • 1 punta di cucchiaino di curcuma in polvere
  • pepe macinato q.b.
  • acqua q.b.
googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1498149132762-1'); });
  • Tempo Preparazione:
    20 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    60 minuti circa
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
  Come preparare la zuppa di zucca: procedimento

 

  • Pulire la zucca dai semi e dai filameti interni e dalla buccia,
  • tagliarla in piccoli pezzi di egual misura,
  • sbucciare la cipolla e tagliarla finemente,
  • pelare le patate e tagliarle in piccoli pezzetti.
  • Mettere in una pentola capiente la cipolla, la zucca e l'olio e far rosolare,
  • aggiungere quindi le patate,
  • coprire d'acqua,
  • regolare di sale ed unire curcuma e pepe preferibilmente macinato al momento.
  • Cuocere a fuoco moderato mescolando ogni tanto per circa un'ora,
  • a cottura ultimata porzionare e servire la zuppa di zucca ancora calda.

 

Come conservare la zuppa di zucca:

La zuppa di zucca, una volta fredda, potrà essere conservata in frigorifero per un paio di giorni.

 

Ti potrebbero interessare anche altre ricette di zuppe detox, zuppe invernali o altre ricette con la zucca

Ilaria Zizza

La Porta Alchemica di Roma e il segreto della pietra filosofale

GreenMe -

Published in: Lazio

 

Nel colorato e multietnico quartiere Esquilino, c’è la Porta Alchemica, simbolo dell’alchimia occidentale e unica superstite tra le cinque porte di Villa Palombara.

Essa viene considerata come la più alta testimonianza della tradizione magico-alchemica europea e si dice appunto che conservi il segreto della pietra filosofale.

Detta anche Porta Magica, Porta Ermetica o Porta dei Cieli, è una struttura in pietra con diverse iscrizioni di carattere esoterico ed iniziatico ed è l’unico resto dell’antica villa Palombara edificata nella seconda metà del ’600 dal Marchese di Pietraforte, Massimiliano Palombara (1614 -1680), appassionato d’esoterismo ed alchimia e frequentatore della corte di Cristina di Svezia.

Foto Il monumento originariamente era una dei 5 ingressi esterni della villa, che il marchese aveva fatto incidere con simboli alchemici al fine di attirare l’attenzione di chi potesse decifrarne i segreti. Attualmente il portale che è murato e circondato da una recinzione ha due serie di tre simboli planetari, ciascuno associato ad un metallo e ad un criptico motto.   In alto, invece, c’è un disegno con due triangoli sovrapposti, che vanno a formare una stella di Davide unita ad ulteriori simboli. Alla base c’è una parola palindroma Si Sedes Non Is (se siedi non vai) che al contrario si trasforma invece in Si Non Sedes Is (se non siedi vai).
Si dice che nella realizzazione di questa porta fu importante la presenza della Regina Cristina di Svezia, personaggio controverso e continua fonte di scandalo nella Roma secentesca. Costretta ad abdicare al trono a causa della sua conversione al cattolicesimo, trascorse gli anni dell’esilio fino alla morte a Roma dove fondò l’Accademia dell’Arcadia e si circondò di intellettuali e uomini di scienza.   Foto Tra questi personaggi illustri c’era anche il medico esoterista Giuseppe Francesco Borri, che fu ospite per diversi anni alla villa durante un periodo di semilibertà dalla prigionia a Castel Sant’Angelo. La tradizione identifica addirittura il Borri anche con il protagonista della versione leggendaria della storia della porta, narrata nel 1802 da Francesco Girolamo Cancellieri.
Si dice poi che le iscrizioni siano state ispirate da un pellegrino trovato una mattina nel giardino della villa mentre cercava una pianta capace di produrre l’oro. Capendo le sue doti da alchimista il marchese di Palombara lo aveva invitato nel suo laboratorio. La mattina seguente, però il misterioso pellegrino, era scomparso lasciando alle sue spalle dell’oro purissimo ed una serie di appunti pieni di quei simboli ermetici poi scolpiti nella villa.   Quant'è bella Roma, leggete qui:

L’attuale posizione della Porta Alchemica non è comunque quella originale, dato che la Villa Palombara sorgeva poco più in là, tra la Via Gregoriana (oggi Merulana) e il lungo rettilineo di quella che era la Via Felice, la strada voluta da Sisto V che congiungeva Santa Croce in Gerusalemme con Trinità dei Monti.

Dominella Trunfio

La bellissima storia dell'amicizia tra un uomo e una famiglia di orsi

GreenMe -

Published in: Animali

 Nikolai Lukich Machulyak lavorava in una Artel, ovvero una cooperativa dell’Unione Sovietica ed è passato alla storia per la sua strana amicizia con un orso polare e la sua famiglia.

Due anni prima, nel dicembre del 1974, un cacciatore della zona aveva ucciso un orso, dopo che l’animale gli aveva rovinato la tenda. Nikolai Lukich Machulyak all’epoca aveva trovato un cucciolo e l’aveva chiamato Masha.

Troppo piccolo per cacciare da solo, l’uomo aveva nutrito l’orso fino alla primavera del 1975, stagione in cui l’animale era sparito. Un anno dopo, si erano rincontrati e l’orso nel frattempo aveva raggiunto i 150 chilogrammi.

Seppur spaventato, Nikolai Lukich Machulyak aveva iniziato nuovamente a nutrire Masha. Un giorno però l’uomo nella tana di Masha trova un'orsa di 300 chili con i suoi cuccioli. Probabilmente affamata, aveva cacciato la piccola Masha per dare riparo ai propri figli.

Cosa fece Nikolai Lukich Machulyak? Anche questa volta, al posto di scappare a gambe levate, mosso dallo spirito compassionevole, l’uomo lasciò il cibo alla famiglia di mamma orsa.

Nei mesi successivi la storia continuò e furono in tanti coloro che videro l’orsa crescere i propri cuccioli. Ma il risvolto della medaglia fu che l’orsa si avvicinò troppo al paese correndo troppi rischi.

Altre bellissime storie di amicizia:

Sotto suggerimento della moglie, Nikolai Lukich Machulyak smise di nutrire mamma orsa e tutto tornò a seguire il suo corso.

Questa bellissima storia viene raccontata per la prima volta in un articolo che potete trovare a questo link.

Dominella Trunfio

Foto

Il Comune regala cucce di legno per i randagi del quartiere

GreenMe -

Published in: Cani

Si chiama “Un rifugio per ogni zampa” ed è un’iniziativa lanciata qualche tempo fa, che trova oggi la realizzazione: 22 cucce di legno per altrettanti randagi che affronteranno così l’inverno in maniera più serena.

L’iniziativa è patrocinata dall’amministrazione maruggese su iniziativa degli animalisti del posto di Zampettando e finanziata dall’associazione tedesca che si occupa del sostegno dei cani senza padrone, Tierfreunde Italiane Ev.

Era stata proprio l’associazione tedesca a lanciare l’appello per l’installazione delle cucce.

“Abbiamo identificato le migliori posizioni per collocare le cucce che sono state ancorate a terra e su ognuna è stato messo un avviso per informare che il bene è di proprietà del Comune”, si legge sul sito ufficiale dell’associazione.

E ancora:

“La speranza è che con questo gesto concreto si faccia un passo in più verso i cani che vivono in strada per garantire sempre il benessere animale”.

Altre idee per aiutare cani e gatti randagi:

Un curo grande quello degli abitanti di Marruggio, prima di questa iniziativa ufficiale in tanti avevano costruito delle cucce per cani, come riparo momentaneo. Una bella iniziativa che si unisce alle altre come quella di arginare il fenomeno del randagismo attraverso le campagne di microchippatura e sterilizzazione.

Dominella Trunfio

Foto

Abuela Margarita Nuñez: insegnamenti e frasi celebri della guardiana della tradizione Maya

GreenMe -

Published in: Costume & Società

I Maya, la civiltà mesoamericana che ha vissuto fino all’era colombiana tra Guatemala, Messico e altri paesi dell’America Centrale, hanno oggi la loro portavoce in questa figura unica ed ecclettica, l’Abuela Margarita, appartenente al consiglio degli anziani indigeni. La sua è una vita dedicata alla “semina” della salute e della conoscenza in cambio della gioia che ne consegue.

Con parole, canti e cerimonie sacre l’Abuela Margarita ricorda la grande lezione che ci hanno lasciato i nostri antenati, ossia il rispetto e la cura per la Madre Terra e l’amore sacro per noi stessi e per ogni forma vivente.

Abuela Margarita, la storia e gli insegnamenti

Fonte foto

“Ho 71 anni [ndr: l’intervista è del 2010] sono nata in campagna, nello stato di Jalisco, Messico, e vivo in montagna. Sono vedova, ho due figlie e due nipoti da parte delle mie figlie, però ne ho a migliaia con cui ho potuto imparare l’amore senza attaccamento. La nostra origine sono la madre Terra e il padre Sole. Sono venuta sulla terra per ricordare a voi ciò che c’è dentro ciascuno”.

Con queste parole, l’Abuela Margarita apre una delle sue interviste più celebri (grazie a Ima Sanchez, pubblicata su “La Contra” de “La Vanguardia”), in cui definisce i punti cardini del suo pensiero.

Messicana, india Chichimeca (popolazioni seminomadi dell’America centro-sud), come membro del Consiglio Intertribale degli Anziani d’America, che riunisce indiani di diverse tribù per eseguire cerimonie, viaggia per il mondo per diffondere le sue conoscenze tramandate proprio dalla tradizione Maya.

Guaritrice, è cresciuta con la sua bisnonna, anch’essa guaritrice e “produttrice di miracoli”. Pratica i circoli di danza del sole, della terra, della luna e la ricerca della visione. Appartiene al consiglio degli anziani indigeni e si dedica alla mera coltivazione della terra per mantenersi.

Conduce pratiche sulla ruota di medicina e, soprattutto, riconosciuta maestra spirituale e portatrice della Sacra Pipa, guida il Temazcal (capanna di sudore). “Per noi il Temazcal è medicina. Le pietre si mettono al fuoco e diventano rosse, si usa l’acqua che si vaporizza al contatto con le pietre e così abbiamo l’aria. Poi mettiamo le preghiere. Le realizziamo in tela di cotone, o lino, piccole borse di tabacco dei sette colori delle sette direzioni: l’est, il sud, l’ovest, il nord, il cuore della terra, il cuore del cielo ed il centro. Il tabacco è una pianta sacra per noi, non un vizio, serve per pregare, per chiedere permessi. Le preghiere si fanno affinché tutte le forme di vita delle direzioni ci aiutino nel Temazcal, per lasciare andare tutto quello che non necessitiamo, per sciogliere tutta la ruggine che inquina il nostro campo energetico, per ringraziare l’universo di essere Uno con il Grande Spirito, per rinascere ancora una volta dal Sacro Ventre della Madre Terra e curare tutte le nostre emozioni. Questo è il Temazcal”.

Tutto il suo lavoro ha a che fare con i quattro elementi, fuoco, acqua, aria, terra, che chiama “nonni” ed è fermamente convinta che tutto l’intero universo possa viaggiare e spostarsi in altri luoghi, grazie al proprio potere interiore.

La morte non esiste

È proprio da questo punto che qui deriva la sua prima certezza: “La morte non esiste”.

“La morte è semplicemente lasciare il corpo fisico, se vuoi. Te lo puoi portare via”. Ed è un assunto basato su un principio matematico: tutto il tuo corpo è pieno di fuoco e di spirito, che occupano il 100% dentro di noi. “L’aria sono i tuoi modi di pensare e ascendono se sei leggero. Di acqua abbiamo più dell’80% e sono i sentimenti ed evaporano. E terra siamo meno del 20%”. È per questo che non ci costerebbe nulla portarci via il corpo nel momento in cui torniamo allo spirito, in modo da poter mantenere i cinque sensi e non soffrire più degli attaccamenti terreni.

L’amore e il risveglio femminile

Non riguarda solo la donna, ma uomini e donne insieme. Il “risveglio femminino” è uno dei temi principali della sua opera di diffondimento, così come il lavoro sulle emozioni mediante l’amore. Il femminile ha una relazione molto diretta con il cuore, per cui il “risveglio femminile” per l’Abuela è cambiare le nostre emozioni in amore. Per lei il “femminile” si ritrova sia nell’uomo che nella donna, si tratta dell’amore, del realizzare una cosa con l’amore.

L’amore non è solo la sessualità, ma la predisposizione ad amare. Secondo gli insegnamenti di Abuela Margarita, noi nasciamo con due possibilità: l’amore e la paura. “E credo che la migliore cosa sia non avere paura”.

La donna e il rispetto della Terra

Nei pensieri dell’Abuela, la donna deve cominciare a valorizzarsi, ad amarsi e onorarsi, a sapere che vale. Per migliaia e migliaia di anni, la donna era considerata uguale all’uomo con la sola differenza di essere uno la manifestazione mascolina, l’altra quella femminile. E finché la donna era così considerata, la Terra non si è mai ammalata.

“Il giorno che la donna lasciò il suo spazio, quel giorno cominciò ad avvelenarsi la Terra”.

E alla domanda “qual è la missione della donna?”, Abuela conclude così : “Insegnare all’uomo ad amare. Quando avrà imparato, avrà un’altra maniera di comportarsi con la donna e con la madre terra. Dobbiamo vedere il nostro corpo come sacro e sapere che il sesso è un atto sacro, quello è il modo per renderlo dolce e ci riempie di senso. La vita arriva per mezzo di questo atto d’amore. Se banalizzi questo, cosa ti resta? Restituire il potere sacro alla sessualità cambia la nostra attitudine verso la vita. Quando la mente si unisce al cuore tutto è possibile”.

Abuela Margarita, frasi celebri Fonte foto
  • Quando desidero qualcosa lo chiedo a me
  • La morte non è la morte, è la paura che abbiamo di cambiare
  • La morte è semplicemente lasciare il corpo fisico, se vuoi
  • Imparare ad onorarci, tutte siamo il centro, tutte siamo la sponda
  • La felicità è tanto semplice! Consiste nel rispettare ciò che siamo, e siamo terra, cosmo e grande spirito. E quando parliamo della madre terra, parliamo anche della donna che deve occupare il suo posto di educatrice

  • Sono il potere dentro di me, sono l’amore del sole e la terra, sono il grande spirito e sono eterna, la mia vita è piena di amore e gioia
  • Testa, cuore e la terza cosa importante e la sessualità. Ed è un grande potere con la quale manifestiamo noi stessi
  • Siamo la piramide della conoscenza e tutto è dentro di noi. Nasciamo cosi: i nostri sensi sono presenza del nostro spirito
  • Fate fluire il vostro Amore, finite di vivere con le cose che non vi piacciono, l’ignoranza è non sapere chi siamo

Germana Carillo

20 anni di cambiamenti della Terra: il video della nasa che fa riflettere

GreenMe -

Published in: Ambiente

Vita. È l'unica cosa che, finora, rende la Terra unica tra le migliaia di altri pianeti che abbiamo scoperto, chiosa l'Agenzia spaziale americana. Dall'autunno del 1997, i satelliti della Nasa hanno osservato continuamente e globalmente tutta la vita vegetale sulla superficie della terra e dell'oceano. In un certo senso ne hanno monitorato il respiro.

Nell'emisfero settentrionale, gli ecosistemi si svegliano in primavera, assorbono anidride carbonica ed espirano ossigeno. Quasi una magia, che si ripete ciclicamente.

I satelliti che osservano la Terra hanno tenuto traccia anche della diffusione della nuova vegetazione. Nel frattempo, negli oceani, piante microscopiche si muovono attraverso le acque superficiali illuminate dal sole e danno vita a miliardi di organismi che assorbono l'anidride carbonica. I satelliti hanno mappato anche i loro vortici di colori.

Una nuova animazione ha mostrato com'è cambiata la Terra negli ultimi 20 anni.

“Si tratta di immagini incredibilmente evocative del nostro pianeta vivente”, ha detto Gene Carl Feldman, oceanografo del Goddard Space Flight Center della Nasa a Greenbelt, nel Maryland. “Quella è la Terra, respira ogni singolo giorno, cambia con le stagioni, risponde al Sole, ai venti che cambiano, alle correnti oceaniche e alle temperature”.

Perché è importante l'osservazione della Terra dallo spazio?

Essa permette agli scienziati di monitorare la salute delle colture, delle foreste e del mare. Purtroppo, si scoprono anche i mutamenti a lungo termine provocati dal riscaldamento globale e dai cambiamenti climatici. In futuro, le osservazioni permetteranno anche di effettuare previsioni su come gli ecosistemi risponderanno al clima che cambia.

I satelliti hanno visto l'Artico diventare più verde, le acque oceaniche che si riscaldano e le popolazioni di fitoplancton che si spostano nei cinque grandi bacini oceanici del pianeta. Al tempo stesso si espandono i “deserti biologici” dove prospera poca vita. Ma accade anche il contrario.

“L'intero Pacifico orientale, dalla costa del Sud America fino alla linea di confine, è passato da quello che era l'equivalente di un deserto biologico a una rigogliosa foresta pluviale. E l'abbiamo visto accadere in tempo reale”, ha detto Feldman.

Studi recenti sulla vita oceanica hanno dimostrato che una tendenza a lungo termine dell'innalzamento delle temperature della superficie del mare sta causando l'espansione delle regioni oceaniche note come "deserti biologici".

“Mentre le acque superficiali si riscaldano, si crea un confine più netto tra le acque profonde, fredde, ricche di sostanze nutritive e le acque superficiali soleggiate e generalmente povere di nutrienti” prosegue Feldman. Ciò impedisce alle sostanze nutritive di raggiungere il fitoplancton in superficie e potrebbe avere conseguenze significative l'ecosistema marino.

Anche sulla terraferma gli equilibri sono alterati. Le praterie del Senegal, ad esempio, subiscono drastici cambiamenti stagionali. Le erbe e gli arbusti prosperano durante la stagione delle piogge da giugno a novembre, poi si asciugano quando la pioggia smette di bagnarle.

Quando la temperatura è giusta, e l'acqua e la luce del sole sono disponibili, le piante effettuano la fotosintesi e producono vegetazione. Le foglie assorbono la luce blu e rossa, ma riflettono la luce del vicino infrarosso nello spazio. Confrontando il rapporto tra luce rossa e infrarosso, gli scienziati della Nasa sono riusciti a quantificare la vegetazione che ricopre il terreno e hanno potuto monitorare l'impatto sulle piante delle stagioni piovose e aride sia in Africa che nel resto del mondo, tenendo conto anche di fattori negativi come gli incendi causati dall'uomo.

Nell'Oceano Artico, si verifica invece un'anomala esplosione di fitoplancton. Quando il ghiaccio marino stagionale si scioglie, le acque riscaldate e la maggiore luce del sole scatenano un'improvvisa e massiccia fioritura di fitoplancton che nutre uccelli, leoni marini e pesci appena nati. Ma con il riscaldamento delle temperature atmosferiche, la fioritura ha luogo prima che gli animali possano arrivare sul posto per trarne vantaggio.

Ecco il video che mostra i cambiamenti subiti dalla Terra negli ultimi 20 anni, dal 1997 a oggi:

Il clima si sta riscaldando più velocemente nelle regioni artiche e l'impatto sulla Terra è visibile dallo spazio. La tundra dell'Alaska occidentale, del Québec e di altre parti sta diventando più verde, poiché gli arbusti estendono la loro portata verso nord.

Anche le foreste settentrionali stanno cambiando. Gli enormi incendi verificatisi nel 2004 e nel 2015 hanno spazzato via milioni di ettari di foreste in tutto il mondo.

LEGGI anche:

La speranza degli scienziati è che i satelliti possano essere d'aiuto, mappando gli incendi, la deforestazione e altri cambiamenti per correre ai ripari e attuare misure di prevenzione.

Francesca Mancuso

Foto: Nasa

Pagine

Abbonamento a Il portale della Fratellanza aggregatore