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EasyReading, il nuovo font adatto ai dislessici

Published in: Arte e Cultura

A mettersi in testa di trovare un font che facilitasse la lettura proprio a chi soffre di dislessia (e non solo) è stato un grafico torinese, Federico Alfonsetti, un ex piccolo editore quasi sessantenne con la passione per il font e che definisce la sua la “start up più vecchia d’Europa”.

Eppure, quella start-up ha messo a punto un sistema di lettura che scavalca ogni ostacolo.

Cos’è la dislessia

La dislessia è un disturbo del neurosviluppo di origine genetica caratterizzato dalla difficoltà di decodificare un testo, leggerlo e interpretarlo correttamente. Si tratta di un problema rientrante in un insieme più ampio di disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) tra cui la disortografia, la disgrafia e la discalculia, in alcuni casi presenti contemporaneamente.

Bambini e ragazzi dislessici riscontrano una maggiore fatica di altri nel leggere e nello scrivere, impiegano più energie nello studio stancandosi prima, commettono un maggior numero di errori ortografici e tendono a distrarsi facilmente. I bambini hanno tempi differenti nell’apprendimento di scrittura e lettura, per questo motivo solo intorno agli 8 anni è possibile distinguere un bambino più lento da uno dislessico.

Secondo stime recenti, la dislessia oggi tocca almeno il 10% della popolazione mondiale, ovvero circa 700 milioni di persone.

Come nasce EasyReading

EasyReading è il risultato di quasi un decennio di studi, che ha mosso i suoi primi passi nella Casa Editrice Angolo Manzoni di Torino grazie a Federico Alfonsetti, Enzo Bartolone e Nino Truglio assieme alla loro decennale esperienza nel campo della leggibilità, del testo scritto.

Una volta creato, il font è stato sottoposto al vaglio dell’Ordine degli psicologi della Toscana, che lo hanno testato su oltre 600 studenti di quarta elementare della provincia di Prato e riconosciuto come “carattere ad alta leggibilità”.

“Leggere con questo font equivale a d un miglioramento pari a un anno di lettura – spiega Alfonsetti – perché il font è strutturato in modo da evitare lo scambio percettivo tra lettere simili per forma e l’effetto affollamento percettivo, che è quello che crea difficoltà nei dislessici”.

Da qui al successo il passo è stato breve: alcune case editrici italiane lo hanno adottato, la Fondazione Pomodoro a Milano e la Fondazione Einaudi lo hanno scelto per i loro libri. Università, scuole, Slow Food, Pearson Italia, De Agostini e casa Oz di Torino stampano con quel font. L’ultimo riconoscimento ufficiale è arrivato dal Miur, che lo ha premiato per la bellezza del design e per l’utilità.

Cos’è e com’è fatto EasyReading

È composto da 811 glifi (lettere, numeri, accenti, simboli, punteggiatura).

Supporta tutte le lingue che usano l’alfabeto latino ed è un font ibrido, perché presenta contemporaneamente lettere con grazie (serif) e lettere senza grazie (sans-serif).

Lo specifico design delle lettere con grazie dedicate, utili a prevenire lo scambio percettivo tra lettere simili per forma (si tratta di lettere quali la 'd', la 'p', la 'q' e la 'b' che, normalmente, nei font tradizionali, sono rappresentate da un identico disegno ribaltato orizzontalmente o verticalmente) e ha permesso di determinare ampi spazi calibrati che contrastano il cosiddetto effetto affollamento percettivo (crowding effect) dando così un più ampio respiro alla lettura.

Infine, evita lo scambio percettivo grazie alla forte caratterizzazione del disegno, laddove per ogni singola lettera viene utilizzato un modello grafico differente e dalle grazie dedicate.

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Dislessia nei bambini: una stimolazione celebrale per aiutarli nella lettura 

Un progetto di tutto rispetto, insomma, su cui ha messo gli occhi anche Microsoft e che senza dubbio aiuterà tanti bambini dislessici ad affrontare le loro scomeesse quotidiane.

Germana Carillo

Come disintossicare il corpo a partire dai piedi

Published in: Salute & Benessere

La riflessologia plantare sostiene che le diverse zone dei nostri piedi sono correlate al sistema di organi e tessuti del nostro corpo. E’ per questo che, secondo questa teoria, sarebbe possibile eliminare un po’ di tossine dal corpo anche a partire dai piedi.

Si possono effettuare a questo scopo dei trattamenti molto semplici. Si tratta di pediluvi in cui si utilizzano ingredienti naturali particolari e sapientemente miscelati. Esistono diverse ricette in cui, per disintossicare il corpo dalle tossine, ci si serve di vari tipi di sale oppure di argilla o ancora di perossido di idrogeno.

Pediluvio disintossicante al sale

Per realizzare questo pediluvio occorrono:

  • 1 tazza di Sali di Epsom
  • 1 tazza di sale marino
  • 2 tazze di bicarbonato di sodio
  • Oli essenziali (facoltativi)
  • Bacinella di acqua bollente

Nell’acqua bollente sciogli per bene tutti gli ingredienti e quando è di una temperatura accettabile immergi i piedi per circa mezz’ora. Questo pediluvio potrebbe far sperimentare stanchezza e debolezza ma è in grado anche di lenire eventuali irritazioni della pelle e soprattutto di disintossicare il corpo.

Pediluvio detox alla bentonite (argilla)

Per preparare questo pediluvio vi occorreranno:

  • Bentonite (mezza tazza)
  • Sali di Epsom (mezza tazza)
  • Oli essenziali (facoltativo)
  • Bacinella con acqua calda

Sciogliete i Sali di Epsom in acqua calda a cui, se gradite, potete aggiungere qualche olio essenziale dal potere depurativo come il limone, il pompelmo, il ginepro o il cipresso. Mescolate poi l'argilla con una piccola quantità di acqua avendo cura di girare con un cucchiaio di legno e non di metallo. Una volta sciolta aggiungete l'argilla al pediluvio e immergerete i piedi per circa 20 minuti.

Bagno detox al perossido di idrogeno e zenzero

Questo è un bagno detossificante consigliato per tutto il corpo e non solo per i piedi. Per realizzarlo occorrono:

Bisogna riempire la vasca con acqua calda e aggiungere lo zenzero essiccato e il perossido di idrogeno. A questo punto, per ottenere miglioramenti a livello della pelle e favorire la depurazione del corpo, basta rimanere immersi per una mezz’ora buona.

Sui pediluvi e il detox potrebbe interessarvi anche:

Bende disintossicanti per i piedi

Esistono anche delle apposite bende per la disintossicazione a partire dai piedi realizzate con sostanze naturali e che vanno applicate prima di andare a dormire. La mattina vanno tolte e, se si sono scurite, significa che hanno fatto il loro lavoro, ovvero hanno tirato fuori le tossine dal corpo. Se le volete sperimentare si trovano nelle erboristerie ben fornite ma soprattutto online.

Naturalmente tutti questi rimedi possono funzionare meglio se vi si associa una buona idratazione (bevete dunque molta acqua), una sana alimentazione, una vita all’aria aperta (nella natura) e un po’ di attività fisica.

Francesca Biagioli

Foto copertina: topfithealthy.com

Natale: 10 Calendari dell'Avvento fai-da-te

Published in: Accessori e Decorazioni

Nell'ultimo fine settimana di novembre, invece di acquistare un Calendario dell'Avvento nuovo, potete crearne uno con le vostre mani, grazie al fai-da-te e al riciclo creativo. Sarà molto più originale di quanto trovereste in vendita.

Ecco tante idee per realizzare il vostro Calendario dell'Avvento fai-da-te.

1) Con una vecchia scala e dei vasetti  

Qualsiasi materiale di recupero può adattarsi alla realizzazione di un Calendario dell'Avvento. Lo dimostra questa idea, se avete una vecchia scala di legno, oppure un ramo da appendere alla parete e dei vasetti da decorare a tema natalizio, potrete creare questo fantastico calendario dell'avvento, oppure prenderne solo spunto.

2) Con i rotoli di carta  

Un calendario realizzato con materiale riciclato, ideale anche da fare con l’aiuto dei piccoli di casa, dei bambini, per tenerli impegnati con un’attività creativa e divertente. Qui le istruzioni.

3) Con il pallet  

Una delle mille idee per il riciclo creativo dei pallet è proprio quella di dare vita a un coloratissimo Calendario dell'Avvento. Costruitelo a partire dalle assi di un pallet e assegnate un pupazzetto regalo a ogni giorno che vi separa dal Natale. Qui il tutorial.

4) Con i palloncini  

Questo originale Calendario dell'Avvento è stato realizzato a partire da una base e dei palloncini affiancati l'uno all'altro. Qui troverete le istruzioni per realizzarlo

5) Con le mollette da bucato  

Con le mollette del bucato potrete creare un calendario dell'avvento davvero originale. Prendete una base su cui incollare con della colla a caldo le mollette, colorate tutto a vostro piacimento, appendete poi ad ogni molletta ciò che più preferite: un sacchetto di carta, dei sacchetti di stoffa, o dei semplici pacchetti regalo. In ognuno ci sarà una sorpresa da scoprire giorno dopo giorno. 

6) Con le bustine del pane  

Potrete dare vita a un fantastico Calendario dell'Avvento riunendo tante bustine del pane da decorare, come suggerisce il blog Family welcome. Si tratta di un Calendario dell'Avvento da realizzare con 24 bustine colorate da appendere ad un ramo. Qui le istruzioni e tante altre idee.

7) Con i vasetti dello yogurt  

Potete decidere di mettere da parte dei vasetti dello yogurt colorati, ad esempio rossi e verdi, per realizzare ogni anno un nuovo Calendario dell'Avvento, con sorprese sempre diverse, da mettere sotto ogni vasetto. Qui tutte le istruzioni.

8) Con coni di carta di giornale

Ecco un'idea molto carina per preparare un Calendario dell'Avvento. Si tratta di creare 24 coni di carta di giornale che avranno all'interno 24 piccoli oggetti, come caramelle, pensierini e piccole sorprese. I bambini potranno prendere un pacchettino  cono regalo al giorno. Potrete poi scegliere la base che preferite per appenderli, un ramo di un albero, stendere un filo su una parete di casa, un asse di legno con dei chiodini, delle mollette incollate su un asse di legno, etc, etc. 

9) Con le calze  

Un altro esempio per creare un Calendario dell'Avvento davvero originale. Si tratta di utilizzare delle calze da appendere ad un filo o a un festone, in cui inserire una piccola sorpresa da scoprire giorno dopo giorno. Qui tutte le istruzioni.

10) Con buste da lettera 

 

Un'ultima idea per creare in poco tempo e quasi senza spendere un Calendario dell'Avvento personalizzato. Si tratta appendere dei fili alla parete o sul supporto che preferite, e a quei fili appendere 24 buste a vostro piacimento. In ogni busta basterà inserire una caramella, una sorpresa oppure se volete un'idea ancora più originale, potreste inserirvi anche delle bustine da tè. Qui le istruzioni. 

 

Marta Albè

 

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Nati con la cultura: ecco i musei a misura di neonati (FOTO)

Published in: Speciale bambini

Nati con la Cultura è un progetto ideato con l’obiettivo di capire quali sono le caratteristiche che deve avere un museo per potersi definire davvero a misura di bambino e poter così incentivare la frequentazione di questi luoghi a famiglie con piccoli di ogni età. Un modo insomma per avvicinare i nuclei famigliari alla cultura, riscoprire la bellezza di trascorrere una giornata al museo tutti insieme e far crescere cittadini più informati e coscienziosi.

Quali sono dunque le caratteristiche che devono avere i musei family friendly? Si tratta di facile accessibilità agli spazi, area relax, presenza di fasciatoio, materiale informativo adatto ai più piccoli, attività pensate per i bambini nel corso dell’anno e altro.

   

A questo proposito è stato stilato un vero e proprio decalogo che tutti i musei che vogliono ottenere la certificazione di Nati con la Cultura devo rispettare. In pillole i musei family & kids friendly devono garantire:

  • 1. Accessibilità
  • 2. Percorsi e linguaggi dedicati
  • 3. Servizi per la visita: fasciatoio, parcheggio, passeggino, alzatine, scalda biberon
  • 4. Aree dedicate: decompressione, allattamento, attività
  • 5. Manifesto per gli operatori
  • 6. Materiale dedicato: ex ante, ex post, in itinere
  • 7. Audience al centro: fasce orarie suggerite, politiche di pricing
  • 8. Condivisione interna
  • 9. Attività pilota per fasce d’età
  • 10. Immagine coordinata: nati per la cultura

Bella anche l’idea di realizzare un Passaporto Culturale da regalare a tutti i nuovi nati e che permette di accedere gratuitamente a questi musei nel primo anno di vita del bambino insieme a due adulti. Il passaporto è valido tutti i giorni di apertura del museo, viene consegnato all’Ospedale Sant’Anna di Torino al momento della nascita e in eventuali altri ospedali che vorranno aderire ma si può anche scaricare dal sito di Nati con la cultura

  I 32 MUSEI DI NATI PER LA CULTURA

Dal progetto, ideato dall’Ospedale Sant’Anna di Torino, dalla Onlus Fondazione Medicina a Misura di Donna in collaborazione con Abbonamento Musei e Osservatorio Culturale del Piemonte, attualmente sono stati accreditati solo musei piemontesi. Ecco quali:

  • Borgo e Rocca Medievale
  • Camera Centro per la Fotografia
  • GAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
  • Museo Egizio
  • MAO Museo d’Arte Orientale
  • MEF Museo Ettore Fico
  • MUSLI Museo della scuola e del libro per l’infanzia
  • Palazzo Falletti di Barolo
  • Museo Nazionale del Cinema
  • MAUTO Museo Nazionale dell’Automobile
  • Museo Nazionale del Risorgimento Italiano
  • Palazzo Madama - Museo d’Arte Antica
  • PAV Parco d’Arte Vivente
  • Pinacoteca dell’Accademia Albertina
  • Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
  • La Venaria Reale
  • Palazzina di Caccia di Stupinigi
  • Infini.TO Parco Astronomico
  • Atlante dei Suoni (Venasca)
  • Ecomuseo Sogno di luce (Alpignano)
  • Casa Cavassa/La Castiglia (Saluzzo)
  • Museo Son de Lenga (Dronero)
  • Castello di Miradolo (San secondo di Pinerolo)
  • Giardino Botanico di Oropa
  • Museo Camillo Leone (Vercelli)
  • Museo Civico di Cuneo
  • Museo del Tesoro del Duomo (Vercelli)
  • Museo Civico A. Garda (Ivrea)
  • Museo Valdese (Torre Pellice)
  • Palazzo Mazzetti (Asti)
  • WIMU Museo del Vino (Barolo)
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Se siete in Piemonte, non vi resta che fare subito un salto in uno di questi musei insieme alla vostra famiglia!

Francesca Biagioli
Foto: naticonlacultura.it

Atorvastatina: Pfizer ritira lotto del farmaco anticolesterolo

Published in: Salute & Benessere

Il medicinale Atorvastatina Pfizer è infatti indicato in aggiunta alla dieta per ridurre i livelli elevati di colesterolo totale, colesterolo LDL, apolipoproteina B e trigliceridi in soggetti adulti, adolescenti e bambini di età uguale o superiore ai 10 anni affetti da ipercolesterolemia primaria, comprese ipercolesterolemia familiare (variante eterozigote) o iperlipemia combinata (mista) (corrispondente ai Tipi IIa e IIb della classificazione di Fredrickson), quando la risposta alla dieta o ad altre misure non farmacologiche non basti.

ATORVASTATINA PFIZER, inoltre, viene prescritto anche per ridurre il colesterolo totale e il colesterolo LDL in soggetti adulti con ipercolesterolemia familiare omozigote in aggiunta ad altri trattamenti ipolipemizzanti (ad esempio, LDL aferesi) o se tali trattamenti non sono disponibili.

Leggi anche:

Come abbassare il colesterolo

Colesterolo: 10 cibi per ridurlo e tenerlo a bada

Perché è stato ritirato il lotto dell’Atorvastatina

Come si legge sullo “Sportello dei Diritti”, l’intervento si è reso necessario a seguito della notifica di allerta da parte dell’agenzia tedesca e della ditta concernente fuori specifica per i parametri TAMC e TYMC, riscontrato durante il test di stabilità di un lotto al tempo zero. La Pfizer Italia Srl ha comunicato l’avvio della procedura di ritiro che il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute è invitato a verificare.

Germana Carillo

Addio Jacob, il piccolo malato di cancro ci ha lasciato portando il suo Natale nel cuore

Published in: Come è andata a finire?

.In un post di Facebook la famiglia ha scritto di essere grata a tutti coloro che hanno inviato messaggi e auguri:

"Avete portato la gioia e ottimismo per il futuro. Grazie per aver dedicato del tempo e per esservi interessati al viaggio del nostro dolce ragazzo. Purtroppo, ci sono molti altri bambini come lui che speriamo continuerete ad aiutare".

A Jacob era stato diagnosticato un neuroblastoma ad alto rischio quando aveva appena 5 anni. Ma la sua voglia di vivere non lo aveva mai abbandonato.

Leggi: IL COMMOVENTE NATALE ANTICIPATO DI JACOB, MALATO TERMINALE A SOLI 9 ANNI 

Era un grande appassionato dell'Antartide e per questo la sua famiglia chiede di portare avanti la sua eredità facendo qualcosa per gli animali che vivono in questo habitat.

Per chi vuole, quindi, è possibile fare una donazione in onore di Jacob ai gruppi ambientalisti che si occupano di salvare i pinguini.

Addio piccolo grande Jacob, che la terra ti sia lieve.

Roberta Ragni

Coperte a coda di sirena: idee e tutorial per realizzarle con l'uncinetto

Published in: Eco fai-da-te

Grazie alla sua forma che ricorda la coda di una sirena, la coperta è una sorta di sacco a pelo che avvolge dai piedi fino al petto. Ormai sul web ce ne sono in vendita diverse ma realizzarla col faidate non è difficile se si sa lavorare all'uncinetto. Di sicuro ci vuole una buona manualità e anche un po' di tempo a disposizione.

Melanie Campbell, una creativa che vive in Michigan, ha iniziato a realizzare delle coperte a forma di coda di sirena, mettendole in vendita su Etsy. In poco tempo le sue creazioni hanno fatto il giro del mondo.

Molto amate anche dai bambini, le coperte a coda di sirena sembrano proiettarti nel mondo delle favole. E per chi è già grande, sono un ottimo alleato contro il freddo.

Qui di seguito vi mostriamo alcuni schemi accompagnati da videotutorial per realizzare queste bellissime coperte.

Schema 1

Dalla pagina Etsy di Helena:

Cosa occorre

600 g. di lana per uncinetto 8-10 mm;

uncinetto 10 mm;

un ago da lana.

Si comincia dal fondo della coda, mentre invece le pinne si fanno a parte e poi si uniscono in un secondo momento. Per realizzare le pinne bisogna creare due parti separatamente e poi unirle.

Come ultima cosa, una volta pronte, le pinne si cuciono alla coda della coperta.

Qui il video tutorial:

Schema 2

Il secondo tutorial è della blogger Nadia Fuad, che su Yarnutopia, ha condiviso lo schema per realizzare diverse coperte a coda di sirena, in base alle taglie. Ci sono quelle per bambini e per adulti. Qui il pdf da scaricare con il materiale che occorre e i tre schemi (Small, Medium, Large).

Qui il videotutorial di Nadia:

Su Etsy potrete trovare, a pagamento, anche altri modelli come questo e questo ma ce ne sono molti altri.

Se siete abili all'uncinetto potete anche ispirarvi a queste immagini per realizzare le vostre coperte. Si tratta di varianti della coperta a sirena, adatte ai bambini. Ce ne sono tantissime e davvero originali.

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LEGGI anche:

Potrebbero essere un dono bellissimo, fatto con le proprie mani, da regalare a Natale ma anche ai compleanni, sia per grandi che per bambini. Se non sapete lavorare all'uncinetto, le coperte a coda di sirena si trovano facilmente anche su Amazon e su Etsy.

Francesca Mancuso

Giornata Nazionale degli Alberi 2017. #unalberoè per salvare un albero in città

Published in: Eventi & Iniziative

Contrastano il dissesto idrogeologico e proteggono il suolo, mitigano il clima e migliorano l’aria e la qualità della vita nelle aree urbane: il verde urbano in Italia assorbe 12 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, il 3% del totale.

E non solo: secondo uno studio condotto da Nature Conservancy, organizzazione che si occupa di tutelare l’ambiente, soltanto tutelando gli alberi già in vita, si contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 di 7 miliardi di tonnellate all’anno entro il 2030.

Gli alberi, insomma, quali elementi fondamentali dell’ecosistema, sono un patrimonio da salvaguardare ed è per questo motivo che in alcune città italiane ci saranno iniziative dedicate agli alberi per tutta la settimana. In più, in occasione della Giornata Nazionale, le scuole di ogni ordine e grado sono invitate dal Ministero dell’Ambiente a organizzare iniziative per promuovere la conoscenza dell’ecosistema boschivo, la tutela della biodiversità e il rispetto delle specie arboree.

Il futuro non si brucia!

Anche Legambiente, per l’edizione 2017, propone alle scuole italiane l’adesione alla campagna “Il futuro non si brucia!“, contro l’emergenza incendi che quest’estate hanno devastato patrimoni boschivi immensi. Le scuole sono così invitate a “mettere a dimora nuovi alberi: un’occasione per restituire alla comunità spazi belli e accoglienti, ma anche per compensare la perdita di tanti alberi a causa degli incendi, coinvolgendo bambini, ragazzi, insegnanti, genitori, nonni, volontari e amministratori”.

Il 2017 infatti sarà ricordato come l'annus horribilis per la devastazione causata dal fuoco che ha divorato anche gran parte del patrimonio naturalistico italiano. Nel 2017, secondo i dati elaborati da Legambiente aggiornati al 30 ottobre scorso, sono andati in fumo, solo in Italia, ben 140.430 ettari di superfici boschive, pari al 293% del totale della superficie bruciata in tutto il 2016 (47.926 ettari).

Sempre gli alberi, sono i protagonisti del concorso fotografico dall’omonimo titolo Il futuro non si brucia! dedicato alle classi e alle scuole che parteciperanno alla Festa degli Alberi. Un concorso per raccogliere le immagini del lavoro svolto durante la giornata di piantumazione di alberi e piantine.

"Per fare un albero ci vuole un hashtag#unalberoè

Promossa da Conlegno (Consorzio Servizi Legno Sughero) e Legambiente, l'iniziativa invita gli utenti a pubblicare foto, video, contributi scritti e disegni su Facebook, Twitter e Instagram utilizzando l’hashtag #unalberoè per porre l’attenzione sull’importanza che il verde riveste nella vita quotidiana.

Ogni 50 post pubblicati nella giornata del 21 novembre utilizzando l’hashtag #unalberoè, Conlegno si impegna a donare un albero per dare vita a spazi verdi nelle aree che maggiormente necessitano di interventi.

Il desiderio di condividere l’impegno quotidiano di Conlegno per la salvaguardia del patrimonio forestale e della biodiversità è alla base della partnership con Legambiente confermando una seria assunzione di responsabilità e un forte impegno nel monitoraggio, controllo e attuazione dei regolamenti atti a migliorare le politiche di gestione e tutela dell’ambiente.

Germana Carillo

Calendario dell'avvento 2017 di greenMe.it: scaricalo gratis e colora i mandala

Published in: Accessori e Decorazioni

Calendario dell'avvento, la storia

Nel 1920 un pasticcere di un paesino tedesco realizzava un quadretto fatto di cartone con 25 caselle, ognuna riempita con cioccolato di forme diverse e con richiami natalizi. Da quel momento, questo pensierino, realizzato per i bambini che attendevano con ansia il Natale, si è trasformato nel Calendario dell’avvento.

Una tradizione che da tanti anni esiste anche in Italia e che ci accompagna per tutto il periodo di dicembre, il mese più amato soprattutto dai più piccoli.

Anche se in commercio esistono tanti Calendari dell’avvento, quello più speciale da realizzare e colorare assieme ai bambini, è quello costruito con le proprie mani.

E in questo caso con una caratteristica in più: i mandala.

Calendario dell'avvento con i mandala

Sappiamo bene tutti i benefici che comporta l’arte di colorare i mandala: migliora la concentrazione, la creatività e la memoria. Senza dimenticare che realizzare il calendario in famiglia, soprattutto con l'aiuto dei più piccoli, è un bellissimo modo per condividere emozioni e sentimenti in attesa del Natale.

LEGGI anche: NATALE: 10 CALENDARI DELL'AVVENTO FAI-DA-TE

Come costruire il Calendario dell’avvento 2017 di greenMe.it

Il Calendario è scaricabile gratuitamente,clicca qui

1) Se lo stampate a casa, dovete cliccare sulle opzioni di stampa "dimensioni effettive" per avere il giusto formato.

Stampa il calendario fronte/retro in modo da avere su ciascun foglio da un lato il mandala grande da colorare e dall'altro lo stesso in formato piccolo insieme al numero del giorno. Guarda le foto sotto, è semplice!

2) Dopo aver stampato, riponete i fogli su una superficie piana:

 

3) Prendete un foglio stampato, giratelo dalla parte del mandala piccolo con il numero e i tratteggi

4) Piegate il foglio seguendo tutte le linee tratteggiate, come mostrano queste immagini:

     

5) Continuate fino ad ottenere questa casella

6) Quando avrete piegato tutte le caselle appendetele con l'aiuto di spago e mollette

 

Ed ecco il risultato:  

SCARICA QUI IL CALENDARIO DELL'AVVENTO così per ogni giorno sarà possibile colorare insieme ai vostri bimbi sia il mandala interno grande, sia il mandala "piccolo" della copertina che segnerà in questo modo i giorni che mancano all'arrivo del Natale! 

Redazione greenMe.it

Zuppa di zucca: la ricetta (anche contro i malanni di stagione)

Published in: Ricette

L'aggiunta di curcuma e pepe fra gli ingredienti rende questa zuppa di zucca un toccasana anche per i malanni di stagione.

Ingredienti
  • 1 Kg di zucca
  • 1 cipolla
  • 600 gr di patate
  • olio evo q.b.
  • sale q.b.
  • 1 punta di cucchiaino di curcuma in polvere
  • pepe macinato q.b.
  • acqua q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    20 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    60 minuti circa
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
  Come preparare la zuppa di zucca: procedimento

 

  • Pulire la zucca dai semi e dai filameti interni e dalla buccia,
  • tagliarla in piccoli pezzi di egual misura,
  • sbucciare la cipolla e tagliarla finemente,
  • pelare le patate e tagliarle in piccoli pezzetti.
  • Mettere in una pentola capiente la cipolla, la zucca e l'olio e far rosolare,
  • aggiungere quindi le patate,
  • coprire d'acqua,
  • regolare di sale ed unire curcuma e pepe preferibilmente macinato al momento.
  • Cuocere a fuoco moderato mescolando ogni tanto per circa un'ora,
  • a cottura ultimata porzionare e servire la zuppa di zucca ancora calda.

 

Come conservare la zuppa di zucca:

La zuppa di zucca, una volta fredda, potrà essere conservata in frigorifero per un paio di giorni.

 

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Ilaria Zizza

La Porta Alchemica di Roma e il segreto della pietra filosofale

Published in: Lazio

 

Nel colorato e multietnico quartiere Esquilino, c’è la Porta Alchemica, simbolo dell’alchimia occidentale e unica superstite tra le cinque porte di Villa Palombara.

Essa viene considerata come la più alta testimonianza della tradizione magico-alchemica europea e si dice appunto che conservi il segreto della pietra filosofale.

Detta anche Porta Magica, Porta Ermetica o Porta dei Cieli, è una struttura in pietra con diverse iscrizioni di carattere esoterico ed iniziatico ed è l’unico resto dell’antica villa Palombara edificata nella seconda metà del ’600 dal Marchese di Pietraforte, Massimiliano Palombara (1614 -1680), appassionato d’esoterismo ed alchimia e frequentatore della corte di Cristina di Svezia.

Foto Il monumento originariamente era una dei 5 ingressi esterni della villa, che il marchese aveva fatto incidere con simboli alchemici al fine di attirare l’attenzione di chi potesse decifrarne i segreti. Attualmente il portale che è murato e circondato da una recinzione ha due serie di tre simboli planetari, ciascuno associato ad un metallo e ad un criptico motto.   In alto, invece, c’è un disegno con due triangoli sovrapposti, che vanno a formare una stella di Davide unita ad ulteriori simboli. Alla base c’è una parola palindroma Si Sedes Non Is (se siedi non vai) che al contrario si trasforma invece in Si Non Sedes Is (se non siedi vai).
Si dice che nella realizzazione di questa porta fu importante la presenza della Regina Cristina di Svezia, personaggio controverso e continua fonte di scandalo nella Roma secentesca. Costretta ad abdicare al trono a causa della sua conversione al cattolicesimo, trascorse gli anni dell’esilio fino alla morte a Roma dove fondò l’Accademia dell’Arcadia e si circondò di intellettuali e uomini di scienza.   Foto Tra questi personaggi illustri c’era anche il medico esoterista Giuseppe Francesco Borri, che fu ospite per diversi anni alla villa durante un periodo di semilibertà dalla prigionia a Castel Sant’Angelo. La tradizione identifica addirittura il Borri anche con il protagonista della versione leggendaria della storia della porta, narrata nel 1802 da Francesco Girolamo Cancellieri.
Si dice poi che le iscrizioni siano state ispirate da un pellegrino trovato una mattina nel giardino della villa mentre cercava una pianta capace di produrre l’oro. Capendo le sue doti da alchimista il marchese di Palombara lo aveva invitato nel suo laboratorio. La mattina seguente, però il misterioso pellegrino, era scomparso lasciando alle sue spalle dell’oro purissimo ed una serie di appunti pieni di quei simboli ermetici poi scolpiti nella villa.   Quant'è bella Roma, leggete qui:

L’attuale posizione della Porta Alchemica non è comunque quella originale, dato che la Villa Palombara sorgeva poco più in là, tra la Via Gregoriana (oggi Merulana) e il lungo rettilineo di quella che era la Via Felice, la strada voluta da Sisto V che congiungeva Santa Croce in Gerusalemme con Trinità dei Monti.

Dominella Trunfio

La bellissima storia dell'amicizia tra un uomo e una famiglia di orsi

Published in: Animali

 Nikolai Lukich Machulyak lavorava in una Artel, ovvero una cooperativa dell’Unione Sovietica ed è passato alla storia per la sua strana amicizia con un orso polare e la sua famiglia.

Due anni prima, nel dicembre del 1974, un cacciatore della zona aveva ucciso un orso, dopo che l’animale gli aveva rovinato la tenda. Nikolai Lukich Machulyak all’epoca aveva trovato un cucciolo e l’aveva chiamato Masha.

Troppo piccolo per cacciare da solo, l’uomo aveva nutrito l’orso fino alla primavera del 1975, stagione in cui l’animale era sparito. Un anno dopo, si erano rincontrati e l’orso nel frattempo aveva raggiunto i 150 chilogrammi.

Seppur spaventato, Nikolai Lukich Machulyak aveva iniziato nuovamente a nutrire Masha. Un giorno però l’uomo nella tana di Masha trova un'orsa di 300 chili con i suoi cuccioli. Probabilmente affamata, aveva cacciato la piccola Masha per dare riparo ai propri figli.

Cosa fece Nikolai Lukich Machulyak? Anche questa volta, al posto di scappare a gambe levate, mosso dallo spirito compassionevole, l’uomo lasciò il cibo alla famiglia di mamma orsa.

Nei mesi successivi la storia continuò e furono in tanti coloro che videro l’orsa crescere i propri cuccioli. Ma il risvolto della medaglia fu che l’orsa si avvicinò troppo al paese correndo troppi rischi.

Altre bellissime storie di amicizia:

Sotto suggerimento della moglie, Nikolai Lukich Machulyak smise di nutrire mamma orsa e tutto tornò a seguire il suo corso.

Questa bellissima storia viene raccontata per la prima volta in un articolo che potete trovare a questo link.

Dominella Trunfio

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Il Comune regala cucce di legno per i randagi del quartiere

Published in: Cani

Si chiama “Un rifugio per ogni zampa” ed è un’iniziativa lanciata qualche tempo fa, che trova oggi la realizzazione: 22 cucce di legno per altrettanti randagi che affronteranno così l’inverno in maniera più serena.

L’iniziativa è patrocinata dall’amministrazione maruggese su iniziativa degli animalisti del posto di Zampettando e finanziata dall’associazione tedesca che si occupa del sostegno dei cani senza padrone, Tierfreunde Italiane Ev.

Era stata proprio l’associazione tedesca a lanciare l’appello per l’installazione delle cucce.

“Abbiamo identificato le migliori posizioni per collocare le cucce che sono state ancorate a terra e su ognuna è stato messo un avviso per informare che il bene è di proprietà del Comune”, si legge sul sito ufficiale dell’associazione.

E ancora:

“La speranza è che con questo gesto concreto si faccia un passo in più verso i cani che vivono in strada per garantire sempre il benessere animale”.

Altre idee per aiutare cani e gatti randagi:

Un curo grande quello degli abitanti di Marruggio, prima di questa iniziativa ufficiale in tanti avevano costruito delle cucce per cani, come riparo momentaneo. Una bella iniziativa che si unisce alle altre come quella di arginare il fenomeno del randagismo attraverso le campagne di microchippatura e sterilizzazione.

Dominella Trunfio

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Abuela Margarita Nuñez: insegnamenti e frasi celebri della guardiana della tradizione Maya

Published in: Costume & Società

I Maya, la civiltà mesoamericana che ha vissuto fino all’era colombiana tra Guatemala, Messico e altri paesi dell’America Centrale, hanno oggi la loro portavoce in questa figura unica ed ecclettica, l’Abuela Margarita, appartenente al consiglio degli anziani indigeni. La sua è una vita dedicata alla “semina” della salute e della conoscenza in cambio della gioia che ne consegue.

Con parole, canti e cerimonie sacre l’Abuela Margarita ricorda la grande lezione che ci hanno lasciato i nostri antenati, ossia il rispetto e la cura per la Madre Terra e l’amore sacro per noi stessi e per ogni forma vivente.

Abuela Margarita, la storia e gli insegnamenti

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“Ho 71 anni [ndr: l’intervista è del 2010] sono nata in campagna, nello stato di Jalisco, Messico, e vivo in montagna. Sono vedova, ho due figlie e due nipoti da parte delle mie figlie, però ne ho a migliaia con cui ho potuto imparare l’amore senza attaccamento. La nostra origine sono la madre Terra e il padre Sole. Sono venuta sulla terra per ricordare a voi ciò che c’è dentro ciascuno”.

Con queste parole, l’Abuela Margarita apre una delle sue interviste più celebri (grazie a Ima Sanchez, pubblicata su “La Contra” de “La Vanguardia”), in cui definisce i punti cardini del suo pensiero.

Messicana, india Chichimeca (popolazioni seminomadi dell’America centro-sud), come membro del Consiglio Intertribale degli Anziani d’America, che riunisce indiani di diverse tribù per eseguire cerimonie, viaggia per il mondo per diffondere le sue conoscenze tramandate proprio dalla tradizione Maya.

Guaritrice, è cresciuta con la sua bisnonna, anch’essa guaritrice e “produttrice di miracoli”. Pratica i circoli di danza del sole, della terra, della luna e la ricerca della visione. Appartiene al consiglio degli anziani indigeni e si dedica alla mera coltivazione della terra per mantenersi.

Conduce pratiche sulla ruota di medicina e, soprattutto, riconosciuta maestra spirituale e portatrice della Sacra Pipa, guida il Temazcal (capanna di sudore). “Per noi il Temazcal è medicina. Le pietre si mettono al fuoco e diventano rosse, si usa l’acqua che si vaporizza al contatto con le pietre e così abbiamo l’aria. Poi mettiamo le preghiere. Le realizziamo in tela di cotone, o lino, piccole borse di tabacco dei sette colori delle sette direzioni: l’est, il sud, l’ovest, il nord, il cuore della terra, il cuore del cielo ed il centro. Il tabacco è una pianta sacra per noi, non un vizio, serve per pregare, per chiedere permessi. Le preghiere si fanno affinché tutte le forme di vita delle direzioni ci aiutino nel Temazcal, per lasciare andare tutto quello che non necessitiamo, per sciogliere tutta la ruggine che inquina il nostro campo energetico, per ringraziare l’universo di essere Uno con il Grande Spirito, per rinascere ancora una volta dal Sacro Ventre della Madre Terra e curare tutte le nostre emozioni. Questo è il Temazcal”.

Tutto il suo lavoro ha a che fare con i quattro elementi, fuoco, acqua, aria, terra, che chiama “nonni” ed è fermamente convinta che tutto l’intero universo possa viaggiare e spostarsi in altri luoghi, grazie al proprio potere interiore.

La morte non esiste

È proprio da questo punto che qui deriva la sua prima certezza: “La morte non esiste”.

“La morte è semplicemente lasciare il corpo fisico, se vuoi. Te lo puoi portare via”. Ed è un assunto basato su un principio matematico: tutto il tuo corpo è pieno di fuoco e di spirito, che occupano il 100% dentro di noi. “L’aria sono i tuoi modi di pensare e ascendono se sei leggero. Di acqua abbiamo più dell’80% e sono i sentimenti ed evaporano. E terra siamo meno del 20%”. È per questo che non ci costerebbe nulla portarci via il corpo nel momento in cui torniamo allo spirito, in modo da poter mantenere i cinque sensi e non soffrire più degli attaccamenti terreni.

L’amore e il risveglio femminile

Non riguarda solo la donna, ma uomini e donne insieme. Il “risveglio femminino” è uno dei temi principali della sua opera di diffondimento, così come il lavoro sulle emozioni mediante l’amore. Il femminile ha una relazione molto diretta con il cuore, per cui il “risveglio femminile” per l’Abuela è cambiare le nostre emozioni in amore. Per lei il “femminile” si ritrova sia nell’uomo che nella donna, si tratta dell’amore, del realizzare una cosa con l’amore.

L’amore non è solo la sessualità, ma la predisposizione ad amare. Secondo gli insegnamenti di Abuela Margarita, noi nasciamo con due possibilità: l’amore e la paura. “E credo che la migliore cosa sia non avere paura”.

La donna e il rispetto della Terra

Nei pensieri dell’Abuela, la donna deve cominciare a valorizzarsi, ad amarsi e onorarsi, a sapere che vale. Per migliaia e migliaia di anni, la donna era considerata uguale all’uomo con la sola differenza di essere uno la manifestazione mascolina, l’altra quella femminile. E finché la donna era così considerata, la Terra non si è mai ammalata.

“Il giorno che la donna lasciò il suo spazio, quel giorno cominciò ad avvelenarsi la Terra”.

E alla domanda “qual è la missione della donna?”, Abuela conclude così : “Insegnare all’uomo ad amare. Quando avrà imparato, avrà un’altra maniera di comportarsi con la donna e con la madre terra. Dobbiamo vedere il nostro corpo come sacro e sapere che il sesso è un atto sacro, quello è il modo per renderlo dolce e ci riempie di senso. La vita arriva per mezzo di questo atto d’amore. Se banalizzi questo, cosa ti resta? Restituire il potere sacro alla sessualità cambia la nostra attitudine verso la vita. Quando la mente si unisce al cuore tutto è possibile”.

Abuela Margarita, frasi celebri Fonte foto
  • Quando desidero qualcosa lo chiedo a me
  • La morte non è la morte, è la paura che abbiamo di cambiare
  • La morte è semplicemente lasciare il corpo fisico, se vuoi
  • Imparare ad onorarci, tutte siamo il centro, tutte siamo la sponda
  • La felicità è tanto semplice! Consiste nel rispettare ciò che siamo, e siamo terra, cosmo e grande spirito. E quando parliamo della madre terra, parliamo anche della donna che deve occupare il suo posto di educatrice

  • Sono il potere dentro di me, sono l’amore del sole e la terra, sono il grande spirito e sono eterna, la mia vita è piena di amore e gioia
  • Testa, cuore e la terza cosa importante e la sessualità. Ed è un grande potere con la quale manifestiamo noi stessi
  • Siamo la piramide della conoscenza e tutto è dentro di noi. Nasciamo cosi: i nostri sensi sono presenza del nostro spirito
  • Fate fluire il vostro Amore, finite di vivere con le cose che non vi piacciono, l’ignoranza è non sapere chi siamo

Germana Carillo

20 anni di cambiamenti della Terra: il video della nasa che fa riflettere

Published in: Ambiente

Vita. È l'unica cosa che, finora, rende la Terra unica tra le migliaia di altri pianeti che abbiamo scoperto, chiosa l'Agenzia spaziale americana. Dall'autunno del 1997, i satelliti della Nasa hanno osservato continuamente e globalmente tutta la vita vegetale sulla superficie della terra e dell'oceano. In un certo senso ne hanno monitorato il respiro.

Nell'emisfero settentrionale, gli ecosistemi si svegliano in primavera, assorbono anidride carbonica ed espirano ossigeno. Quasi una magia, che si ripete ciclicamente.

I satelliti che osservano la Terra hanno tenuto traccia anche della diffusione della nuova vegetazione. Nel frattempo, negli oceani, piante microscopiche si muovono attraverso le acque superficiali illuminate dal sole e danno vita a miliardi di organismi che assorbono l'anidride carbonica. I satelliti hanno mappato anche i loro vortici di colori.

Una nuova animazione ha mostrato com'è cambiata la Terra negli ultimi 20 anni.

“Si tratta di immagini incredibilmente evocative del nostro pianeta vivente”, ha detto Gene Carl Feldman, oceanografo del Goddard Space Flight Center della Nasa a Greenbelt, nel Maryland. “Quella è la Terra, respira ogni singolo giorno, cambia con le stagioni, risponde al Sole, ai venti che cambiano, alle correnti oceaniche e alle temperature”.

Perché è importante l'osservazione della Terra dallo spazio?

Essa permette agli scienziati di monitorare la salute delle colture, delle foreste e del mare. Purtroppo, si scoprono anche i mutamenti a lungo termine provocati dal riscaldamento globale e dai cambiamenti climatici. In futuro, le osservazioni permetteranno anche di effettuare previsioni su come gli ecosistemi risponderanno al clima che cambia.

I satelliti hanno visto l'Artico diventare più verde, le acque oceaniche che si riscaldano e le popolazioni di fitoplancton che si spostano nei cinque grandi bacini oceanici del pianeta. Al tempo stesso si espandono i “deserti biologici” dove prospera poca vita. Ma accade anche il contrario.

“L'intero Pacifico orientale, dalla costa del Sud America fino alla linea di confine, è passato da quello che era l'equivalente di un deserto biologico a una rigogliosa foresta pluviale. E l'abbiamo visto accadere in tempo reale”, ha detto Feldman.

Studi recenti sulla vita oceanica hanno dimostrato che una tendenza a lungo termine dell'innalzamento delle temperature della superficie del mare sta causando l'espansione delle regioni oceaniche note come "deserti biologici".

“Mentre le acque superficiali si riscaldano, si crea un confine più netto tra le acque profonde, fredde, ricche di sostanze nutritive e le acque superficiali soleggiate e generalmente povere di nutrienti” prosegue Feldman. Ciò impedisce alle sostanze nutritive di raggiungere il fitoplancton in superficie e potrebbe avere conseguenze significative l'ecosistema marino.

Anche sulla terraferma gli equilibri sono alterati. Le praterie del Senegal, ad esempio, subiscono drastici cambiamenti stagionali. Le erbe e gli arbusti prosperano durante la stagione delle piogge da giugno a novembre, poi si asciugano quando la pioggia smette di bagnarle.

Quando la temperatura è giusta, e l'acqua e la luce del sole sono disponibili, le piante effettuano la fotosintesi e producono vegetazione. Le foglie assorbono la luce blu e rossa, ma riflettono la luce del vicino infrarosso nello spazio. Confrontando il rapporto tra luce rossa e infrarosso, gli scienziati della Nasa sono riusciti a quantificare la vegetazione che ricopre il terreno e hanno potuto monitorare l'impatto sulle piante delle stagioni piovose e aride sia in Africa che nel resto del mondo, tenendo conto anche di fattori negativi come gli incendi causati dall'uomo.

Nell'Oceano Artico, si verifica invece un'anomala esplosione di fitoplancton. Quando il ghiaccio marino stagionale si scioglie, le acque riscaldate e la maggiore luce del sole scatenano un'improvvisa e massiccia fioritura di fitoplancton che nutre uccelli, leoni marini e pesci appena nati. Ma con il riscaldamento delle temperature atmosferiche, la fioritura ha luogo prima che gli animali possano arrivare sul posto per trarne vantaggio.

Ecco il video che mostra i cambiamenti subiti dalla Terra negli ultimi 20 anni, dal 1997 a oggi:

Il clima si sta riscaldando più velocemente nelle regioni artiche e l'impatto sulla Terra è visibile dallo spazio. La tundra dell'Alaska occidentale, del Québec e di altre parti sta diventando più verde, poiché gli arbusti estendono la loro portata verso nord.

Anche le foreste settentrionali stanno cambiando. Gli enormi incendi verificatisi nel 2004 e nel 2015 hanno spazzato via milioni di ettari di foreste in tutto il mondo.

LEGGI anche:

La speranza degli scienziati è che i satelliti possano essere d'aiuto, mappando gli incendi, la deforestazione e altri cambiamenti per correre ai ripari e attuare misure di prevenzione.

Francesca Mancuso

Foto: Nasa

Come i fumi dei diesel stanno avvelenando i nostri bambini. Il monitoraggio davanti le scuole

Published in: Ambiente

La nota associazione ha effettuato dei monitoraggi nei pressi di dieci scuole dell’infanzia e primarie di Milano proprio nell’orario di entrata dei bambini, dalle 7:30 alle 8:30, con lo scopo di valutare la qualità dell’aria che respirano i più piccoli. Lo scenario che è emerso non è molto rincuorante: le concentrazioni di biossido di azoto (NO2) sono sempre al di sopra della media e anche di molto rispetto al limite fissato dall’OMS, ovvero 40 μg/m3, microgrammi per metro cubo.

Ricordiamo che il biossido di azoto è classificato tra le sostanze certamente cancerogene ed è particolarmente pericoloso proprio per i bambini. Tra l’altro ,secondo l’ultimo report dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), l’Italia è tra i paesi europei quello con il più alto numero di morti premature causate dal NO2 (si parla di oltre 17 mila casi l’anno!).

Ma torniamo alla situazione scuole. Dai dati raccolti da GreenPeace emerge che all’ingresso delle scuole di Milano prese a campione le concentrazioni nocive di questa sostanza oscillano in media da un minimo di 63,4 μg/m3 ad un massimo di 113,7 μg/m3 anche se si sono registrati picchi che sono arrivati fino a 124,6 μg/m3, valori decisamente troppo alti e potenzialmente pericolosi per la salute. I più piccoli sono poi particolarmente sensibili agli effetti patogeni del biossido di azoto e, secondo l’OMS, il pericolo esisterebbe anche con concentrazioni minori a quelle consentite (ovvero inferiori a 40 μg/m3).

Ma a cosa è dovuta questa situazione? Secondo l’INEMAR (INventario EMissioni ARia) il biossido di azoto che si trova nell’aria di Milano è per il 70% originato da veicoli a motore diesel.

Cosa fare per arginare la situazione? Greenpeace ha sollecitato il sindaco di Milano, ma anche i primi cittadini di Roma, Torino e Palermo (altre città particolarmente colpite dal problema della qualità dell’aria), a prendere immediatamente dei provvedimenti per eliminare questo inquinante dall’aria. La situazione più preoccupante è proprio a Milano, come ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia:

“La situazione riscontrata nelle scuole milanesi, all’orario della prima campanella, è peggiore di quella pur grave fotografata a Roma con la stessa metodologia poche settimane fa. I valori di NO2 registrati a Milano sono in media più alti di quasi il 50 per cento di quelli delle scuole della Capitale. I bambini di questa città giorno dopo giorno, cinque giorni a settimana, per nove mesi l’anno, fanno ogni mattina un terribile ‘pieno’ di gas irrespirabili prima di sedersi ai loro banchi. C’è un solo modo per abbattere le concentrazioni di biossidi di azoto nelle grandi città: limitare progressivamente la circolazione dei diesel, fino a vietarla nei prossimi anni”.

Sull’inquinamento atmosferico in Italia leggi anche:

Si aspetta quindi che i governanti prendano provvedimenti sulla scia di città come Parigi, Madrid, Atene, Copenaghen e Stoccarda che hanno già stabilito una data precisa in cui sarà vietato ai veicoli diesel di circolare.

Francesca Biagioli

I 10 benefici di bere acqua calda

Published in: Salute & Benessere

 Bere acqua calda innanzitutto migliora il metabolismo, per cui può essere anche un aiuto quando si vuole perdere peso. Inoltre, se l’acqua è già di per sé importante perché favorisce la corretta idratazione, essa lo sarà ancora di più se la temperatura è maggiore di quella ambiente, quando l’effetto sarà ancora più forte.

Ecco perché in molti consigliano di iniziare la giornata con un bicchiere di acqua calda o di acqua calda e limone.

Ecco allora 10 vantaggi di bere acqua calda:

1) Fa perdere peso

L’acqua calda è ottima per mantenere un metabolismo sano, che è quello che serve se state cercando di perdere qualche chilo. Il modo migliore per farlo è iniziare al mattino presto con un bicchiere di acqua calda e limone. L’acqua calda aiuterà ad abbattere il tessuto adiposo.

2) Aiuta nei casi di congestione nasale e mal di gola

Bere acqua calda è un ottimo rimedio naturale contro raffreddore, tosse e mal di gola. Scioglie il catarro e aiuta anche a rimuoverlo dal tratto respiratorio, fornendo anche sollievo alla gola e contro la congestione nasale.

3) Riduce i crampi mestruali

Il calore dell’acqua ha infatti un effetto calmante e lenitivo sui muscoli addominali, che alla fine può aiutare a curare i crampi e gli spasmi.

4) Disintossica il corpo

L'acqua calda è fantastica per aiutare il corpo a disintossicarsi. Quando si beve acqua calda, la temperatura corporea inizia a salire, il che si può anche tradurre in sudore. In questo modo, il corpo elimina le tossine e si “pulisce” correttamente. Anche in questo caso, aggiungere una spremuta di limone dà ulteriori benefici.

5) Previene l'invecchiamento precoce

Si sa benissimo ormai: bere molta acqua non solo mantiene la pelle idratata, ma libera dalle tossine in eccesso facilmente. Se l’ acqua è calda aiuta anche a riparare le cellule che aumentano l'elasticità della pelle e sono influenzate da radicali liberi dannosi.

6) Previene l’acne e i brufoli

Sempre per lo stesso motivo, l’acqua caldo pulisce in profondità il corpo ed elimina le cause alla radice delle infezioni legate all’acne.

7) Dona vitalità ai capelli e previene la forfora

Lo avreste mai detto? Bere acqua calda è anche un vantaggio per ottenere capelli morbidi e lucenti. Rende energiche le terminazioni nervose delle radici dei capelli, li rende attivi e ne accelera la crescita. Inoltre, bere acqua calda mantiene il cuoio capelluto idratato e aiuta a combattere il cuoio capelluto secco o la forfora.

8) Migliora la circolazione sanguigna 

Un altro importante vantaggio di bere acqua calda è che migliora la circolazione del sangue, fondamentale per la corretta attività muscolare e nervosa. Inoltre, mantiene sano il sistema nervoso abbattendo i depositi di grasso che si accumulano intorno.

9) Favorisce la digestione

L’acqua calda è particolarmente benefica per la digestione. Gli studi hanno dimostrato che bere acqua fredda durante o dopo un pasto può indurire l'olio presente nei cibi consumati, favorendo la creazione di un deposito di grasso sulla parete interna dell’intestino. Se invece si sostituisce il bicchiere di acqua fredda con uno caldo, è possibile evitare questo problema, rendendo più agevole anche la digestione.

Leggi anche:

I vantaggi di bere acqua calda e come prepararla

10) Risolve i problemi di stitichezza

Soprattutto se presa a stomaco vuoto, l’acqua calda aiuta anche a rimettere in moto le funzioni intestinali e, se bevuta con regolarità (la mattina appena alzati e la sera prima di andare a dormire), può migliorare i casi di stitichezza.

Germana Carillo

La nuova guida dell’OMS che fa chiarezza sugli alimenti per bambini tra i 6 e i 36 mesi

Published in: Speciale bambini

L’IBFAN Italia, associazione per la protezione dell’allattamento e dell’alimentazione infantile, ha tradotto in italiano la Guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità su come “Porre fine alla promozione inappropriata di alimenti per lattanti e bambini piccoli”, adottata con una Risoluzione dall’Assemblea Mondiale della Sanità nel maggio 2016. Si tratta di uno strumento utile a capire, tramite l’integrazione del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, qual è la normativa in materia e quali sono i consigli migliori per le mamme alle prese con l’alimentazione del neonato e del bambino piccolo.

Si mette in evidenza inoltre come alcune pratiche di marketing siano in grado di influenzare le scelte delle madri in merito all’allattamento, spesso scoraggiandole a proseguire la produzione di latte materno per passare alle soluzioni artificiali. Ricordiamo infatti che, secondo l’OMS, l’allattamento al seno dovrebbe essere esclusivo fino a 6 mesi del bambino ma sarebbe da continuare anche dopo come complemento agli alimenti solidi.

La Guida si occupa nello specifico degli alimenti consigliati ai bambini tra i 6 e i 36 mesi. Non solo quindi latte formulato ma anche pappe e pappette varie, tutti prodotti etichettati con le parole “bebè”, “lattante” o “bambino”.

Si inizia chiarendo la definizione, sul documento OMS infatti si legge:

“Si definiscono ‘alimenti per lattanti e bambini piccoli’ i cibi e le bevande in commercio che sono specificatamente commercializzati come adatti per l’alimentazione dei bambini fino a 3 anni d’età”.

Si passa poi alla parte più importante quella dedicata alle raccomandazioni divise in 7 punti fondamentali molto articolati che possiamo sintetizzare così:

  • 1) Quando si vuole promuovere la corretta alimentazione per i più piccoli bisognerebbe basarsi sulle linee guida
  • 2) Non si possono pubblicizzare prodotti sostituitivi del latte materno
  • 3) Gli alimenti per lattanti e bambini piccoli che non servono da sostituti del latte materno si possono promuovere solo se soddisfano tutti i rispettivi standard regionali, nazionali e internazionali in quanto a composizione, sicurezza, qualità e livelli nutritivi
  • 4) I messaggi utilizzati per promuovere gli alimenti per i più piccoli dovrebbero far riferimento ad un’alimentazione ottimale e non includere messaggi inappropriati. Ad esempio dovrebbero sempre dichiarare l’importanza di non introdurre alimenti complementari prima dei 6 mesi d’età ed essere sempre facilmente comprensibili dai genitori oltre che non raccomandare o promuovere l’uso del biberon.
  • 5) Non è ammessa la promozione incrociata per pubblicizzare sostituti del latte materno attraverso la pubblicità di alimenti adatti a lattanti e bambini piccoli.
  • 6) Le aziende che vendono alimenti per l’infanzia non dovrebbero creare conflitti d’interesse nelle strutture sanitarie e in generale all’interno del Sistema Sanitario Nazionale.
  • 7) I contesti in cui sono presenti lattanti e bambini piccoli dovrebbero essere liberi da ogni forma di commercializzazione di alimenti con alto contenuto di grassi trans, zuccheri aggiunti e sale.

Sulle campagne di marketing di latte formulato potrebbe interessarvi anche:

Per leggere e scaricare il documento originale potete cliccare qui.  

Francesca Biagioli

Come, quando e soprattutto cosa visitare in Astana

Published in: Asia

Ma se tu fossi anche altro? Magari sei un cultore dell'architettura o se volessi solo battere per una volta delle rotte che i vacanzieri italiani non pensano neanche? Beh sì Astana potrebbe fare al caso tuo: vediamo perché.

Territorio e meteo

Il Kazakistan è uno dei sette paesi col suffisso -istan, ma non è uguale per dire al Pakistan o all'Afghanistan. Non sono tutti uguali per DNA, per scenario, per territorio.

Nel caso del Kazakistan ci troviamo di fronte a un paese molto vasto con una popolazione di soli 18 milioni di abitanti, di tradizioni nomadi, per via di un territorio difficile da abitare e vivere. Qui tanta steppa e tante montagne. Condizioni perciò da conoscere che possono creare delle difficoltà al viaggiatore impreparato.

Per addentrarci in Astana, le estati possono toccare picchi di calore elevati (fino ai 40 gradi, anche molto afosi, stagnanti) e gli inverni fanno della capitale kazaka la seconda capitale mondiale più fredda, con medie superiori ai -20° e picchi fino a -40°. Quindi maggio e settembre sono senz'altro i periodi migliori per poter godere appieno delle tante giornate di sole che nascono qui.

Cosa visitare ad Astana

Astana è una città in divenire. Non troverete palazzi o monumenti di rilevanza storica, ma l'occhio avrà la sua parte con le tante nuove costruzioni e luoghi che vale la pena visitare. Da segnalare che, essendo di recente costruzione, sono state tracciate linee urbanistiche facili da rispettare. Ad esempio, tutti i palazzi e monumenti principali sono sulla stessa linea retta: il Palazzo Presidenziale, il monumento d'indipendenza, la Piramide della Pace tra i popoli e altro ancora. Un'altra particolarità è la divisione in lato e destro e sinistro rispetto al fiume che attraversa la città, l'Ishim, lungo 2.450 Km.

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Partiamo dal lato sinistro e precisamente dalla moschea Nur Gasyr, per qualche anno la più grande dell'Asia Centrale (ora è momentaneamente seconda, ma a breve diventerà terza). Non sono esperto di moschee ma vado a sensazioni e quindi posso solo dire che ne è valsa la pena visitarla. Fuori un bellissimo piazzale dona oltremodo alla struttura centralità e importanza.

Non distante anche una sosta o una visita valgono un gruppo di costruzioni che si trovano a poche centinaia di metri l'una dall'altra: la Piramide della Pace e della Riconciliazione, il monumento all'Indipendenza dalla U.S.S.R., datato 1991, l'Università delle Arti e il Museo Nazionale.

La Piramide della Pace e della Riconciliazione

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La Piramide ha una funzione ben precisa, quella di luogo di unione dei popoli e delle religioni. Al suo interno si sono tenute delle riunioni e conferenze a tema ed è visitabile la grande sala che le ha ospitate. Ha di sicuro un valore architettonico importante (la guida vi mostrerà come è stata costruita) e la vista dal vertice superiore è mozzafiato. Da qui potrete vedere molto bene la città e soprattutto l'interessante costruzione che ospita l'Università delle Arti e il monumento d'Indipendenza dall'Unione Sovietica.

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Detto che il Palazzo Presidenziale è visitabile internamente e nei giardini, ma a malincuore non visitato da chi scrive, passiamo ad altre due strutture che caratterizzano la città: il Khan Shatyr e la torre Bayterek.

Khan Shatyr

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La costruzione, finita nel 2006 e progettata dall'inglese Norman Foster, architetto anche della Piramide e, è un'ernorme tenda che ricorda quelle tradizionali kazake ed è rinomata per essere la tenda più alta del mondo. Dentro trovano posto un centro commerciale, simile ai nostri, e altre attività di intrattenimento, tra le quali un luna park e una spiaggia (Astana è lontana dal mare). http://www.khanshatyr.com/en

Torre Bayterek

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E' l'emblema della città, un albero della vita alto 105 mt. che gode di una vista completa della città e oltre (la steppa). Salendo con un ascensore fino ai 97 mt., simbolo dell'anno 1997 in cui Astana è diventata capitale del Kazakisthan, si apre una vetrata a 360° in cui è possibile perdersi osservando la città e i suoi palazzi oppure semplicemente l'orizzonte. Centrale, al piano rialzato, è il calco della mano del Presidente Nazarbayev. Usanza è mettere la propria mano nel calco ed esprimere un desiderio. Il mio, avverto, non si è avverato, ma forse lo farà in futuro.

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Quelle fin qui riportate sono solo alcune delle costruzioni più interessanti, che annoverano anche l'Opera, la Concert hall (opera dell'italiano Manfredi Nicoletti), il Palazzo di Indipendenza, le università, i palazzi di Governo e altre soluzioni architettoniche che lo spazio, la visione del Presidente kazako e le possibilità economiche hanno permesso e permetteranno in futuro.

Mario Notaro

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Ecco perché i genitori non dovrebbero sculacciare i propri figli

Published in: Speciale bambini

L’uso della sculacciata è stato oggetto di accesi dibattiti negli ultimi decenni. C’è chi assicura sia un metodo sicuro, necessario ed efficace, e chi sostiene che sculacciare è solo dannoso per i bambini e viola i loro diritti.

Vero è che, ormai dimostrato che con le sculacciate in realtà i bambini sono meno inclini ad obbedire, questa “forma di educazione” è entrata a pieno titolo tra i reati perseguibili per legge in diversi stati. E lo ribadiamo anche oggi, in occasione della Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia.

Non fosse altro che sembra sia assodato anche che sculacciare i bambini incida negativamente sul loro benessere mentale. A confermare quest’ultimo dato è uno studio pubblicato sulla rivista Child Abuse & Neglect, secondo cui i bambini che vengono puniti con sonore pacche sul popò tendono a soffrire di più di depressione, a fare anche uso di droghe nel corso della vita e ad avere anche tendenze suicide.

“La ricerca – si legge in un articolo – mostra chiaramente come la sculacciata abbia delle conseguenze negative sulla salute mentale, sociale e sullo sviluppo. Tra questi effetti, possono esserci problemi psicologici, abuso di sostanze stupefacenti, tentativi di suicidio, difficoltà cognitive. Allo stesso modo, è importante sottolineare che nessuno studio ha mai dimostrato l’efficacia della sculacciata per i bambini. Quelli che dicono che è sicura se fatta in un modo specifico, stanno esprimendo una loro opinione. E queste opinioni non sono supportate da evidenze scientifiche”.

Per giungere a questa conclusione, gli esperti dell’Università di Manitoba che ha condotto la ricerca hanno esaminato i dati di 8.300 adulti, chiedendo loro di compilare dei questionari riferendo quanto spesso venissero sculacciati quand’erano bambini e se il loro background familiare comprendesse abusi di tipo fisico o emotivo. Circa il 55% degli intervistati ha detto di essere stato sculacciato e coloro che avevano subito questo tipo di punizioni avrebbero fatto registrare anche una maggiore incidenza di depressione e altri problemi di salute mentale e tendenze suicide.

Elizabeth Gershoff, psicologa alla University of Texas at Austin, ha confermato questi dati passando in rassegna 88 studi pubblicati nei 62 anni precedenti. Con questo lavoro, ha verificato che quasi tutti gli studi erano concordi nel dire che i piccoli che subivano punizioni corporali erano anche coloro che in età adulta erano “più propensi a diventare delinquenti, a creare rapporti basati sull’abuso o a sviluppare comportamenti antisociali”.

Nel 2016, sempre la Gershoff ha analizzato i 75 studi pubblicati nei 13 anni precedenti e concludendo che in nessuno dei casi presi in esame i bambini sculacciati avevano corretto il loro comportamento. Di contro, le percosse costanti favorivano poi in età adulta lo sviluppo in loro di aggressività, relazioni complicate con il prossimo e malattie mentali.

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8 segreti per crescere bambini felici

Le sculacciate, quindi, cari mamme e papà, introdotte in casa come unico metodo educativo o di punizione non fanno bene! Tenete a mente ciò che potrebbero causare e cercate, piuttosto, di parlare con loro e ascoltarli.

Germana Carillo

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