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Olio di Magnesio: cos'è, come prepararlo, benefici e controindicazioni

Published in: Salute & Benessere

Il magnesio partecipa ad oltre 300 reazioni biochimiche all’interno del nostro organismo e ogni giorno attraverso una corretta alimentazione dovremmo assicurarci il fabbisogno di questo minerale utile, tra le altre cose, a mantenere in buona salute muscoli, sistema nervoso e cardiovascolare.

Siamo abituati a pensare al magnesio come ad una sostanza che si deve assorbire esclusivamente per via interna. In realtà esiste anche la possibilità di servirsi di olio di magnesio per uso esterno.

Olio di magnesio, cos’è?

L’olio di magnesio è una preparazione liquida e non untuosa (come potrebbe far pensare il nome) da usare sulla pelle in determinate circostanze per favorire l’assunzione di questo minerale in una maniera alternativa rispetto al consumo di cibi che lo contengono o all'utilizzo di integratori di magnesio. I presunti benefici di questo olio sarebbero da imputare proprio al fatto che la soluzione, spalmata delicatamente sul corpo, permetterebbe alla nostra pelle di assorbire il prezioso minerale con vantaggi utili soprattutto in caso vi sia una situazione di carenza.

L’olio di magnesio si può acquistare già pronto (soprattutto online), ma essendo un prodotto di nicchia non è sempre facile trovarlo disponibile, ecco allora che può tornare utile conoscere una preparazione casalinga fai da te.

Come preparare l’olio di magnesio

Ecco cosa vi occorre se volete provare a preparare da soli dell'olio di magnesio:

  • 1 tazza di acqua distillata (250 ml)
  • 1 tazza di fiocchi di cloruro di magnesio (200 g)
  • Pentolino
  • Cucchiaio di silicone
  • Contenitore spray
  Come preparare l'olio di magnesio: procedimento

Scaldate l’acqua e, prima che raggiunga il bollore, toglietela dal fuoco e mescolatevi i fiocchi di cloruro di magnesio. Girate il composto con un utensile in silicone finché il magnesio non risulta completamente sciolto poi coprite per evitare l’evaporazione. Una volta raffreddato, versate il liquido in una bottiglia spray in modo da poterlo utilizzare più facilmente.

Fondamentale sottolineare che per realizzare olio di magnesio è bene evitare l’utilizzo di mestoli in metallo perché essi possono andare ad interagire con questo minerale influenzandone le proprietà.

Olio di magnesio, come usarlo

Spruzzate la miscela (dalle 10 alle 20 volte) sulle zone della pelle in cui desiderate sperimentare i benefici del magnesio e lasciatela agire per circa 30-40 minuti prima di risciacquare. Se ne può fare un uso quotidiano ripetendo l'operazione 3 volte al giorno.

  Olio di magnesio, benefici

L’olio di magnesio può essere utilizzato con diversi scopi:

  • Ridurre il dolore: in particolare quello ad articolazioni, muscoli e ossa. Si può sperimentare ad esempio in caso di mal di schiena, cervicale o mal di testa. Il magnesio favorisce infatti il rilassamento diminuendo l’infiammazione.
  • Migliorare la salute dentale: l’uso di olio di magnesio come complemento all'igiene orale può aiutare a migliorare la salute delle gengive e diminuire l'accumulo di placca sui denti. Va usato al pari del collutorio senza ingerirlo ma spuntandolo sempre dopo l’utilizzo.
  • Proteggere le ossa: buoni livelli di magnesio nel corpo contribuiscono a mantenere le ossa forti e sane.
  • Riequilibrare la pelle: usando regolarmente questo olio si può ottenere come vantaggio quello di pulire i pori della pelle aiutando a regolare la produzione di sebo e prevenendo la formazione di brufoli o acne.
  • Migliorare la circolazione degli arti inferiori: se applicato sulle gambe, il magnesio rilassa i muscoli e migliora la circolazione del sangue. Ciò sarebbe di aiuto nel ridurre il problema delle vene varicose.
  • Tenere a bada lo stress: livelli adeguati di magnesio permettono di aiutare il sistema nervoso nella gestione dello stress. Non è un caso che molti prodotti anti-ansia contengano proprio al loro interno questo minerale.
  • Migliorare la qualità del sonno: l’applicazione di questo olio naturale sulla pelle può aiutare le persone che hanno disturbi del sonno in quanto agisce positivamente su sistema nervoso e cervello.
  • Ridurre la stanchezza dei piedi: usato sui piedi, quest’olio è in grado di ridurre la sensazione di stanchezza impedendo anche la formazione di calli, crepe e altri problemi.
  • Rafforzare il sistema immunitario: assorbire correttamente il magnesio è fondamentale anche per mantenere in buona salute le difese naturali del nostro corpo.
Olio di magnesio, controindicazioni

Un effetto collaterale che potrebbe comparire le prime volte che si utilizza questo olio sul corpo è la sensazione di formicolio che spesso viene avvertita più forte dalle persone che sono carenti di questo minerale. L'inconveniente tende però piano piano a scomparire utilizzando costantemente l'olio.

Non esistono prove scientificamente che confermano i benefici soprariportati, c’è infatti chi non ritiene attendibile la possibilità che questo metodo riesca a garantire l'assorbimento del magnesio da parte della pelle. Si mette dunque in dubbio il fatto che l'utilizzo dell'olio possa davvero aumentare i livelli di magnesio intracellulare producendo benefici visibili.

Voi avete mai utilizzato questo olio? Confermate o meno la sua validità?

Francesca Biagioli

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Pfas nelle acque del Veneto: chi inquina non paga?

Published in: Acqua

È la domanda che pone Greenpeace nel nuovo rapporto “Emergenza Pfas in Veneto, chi inquina paga?”, elaborato dall’Istituto di ricerca indipendente olandese SOMO in collaborazione con Merian Research (Berlino), in cui si vuole tenta di gettare un luce sulla Miteni, l’azienda chimica di Trissino ritenuta la fonte principale dell’inquinamento da Pfas.

L’inquinamento da Pfas tocca un’area piuttosto vasta del Veneto compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova.

Dopo aver presentato un’istanza pubblica di accesso agli atti alla Regione Veneto, Greenpeace ha reso noto un grafico interattivo con una sintesi dei dati ufficiali del 2016 ottenuti nei mesi scorsi da cinque ULSS - 6 Euganea (ex ULSS 17), 8 Berica (ex ULSS 5 e 6) e 9 Scaligera (ex ULSS 20 e 21) - e relativi ad oltre 90 comuni veneti.

Per ogni comune è indicata la concentrazione minima, media e massima di Pfas nell’acqua potabile oltre al confronto con i livelli consentiti in Svezia e Stati Uniti.

Qui la lista dei Comuni che superano i livelli di sicurezza americani.

La posizione della Miteni

Ad oggi sono indagati dalla Procura di Vicenza per reati ambientali alcuni dirigenti della presente e della passata gestione di Miteni. Nel caso venissero confermate le ipotesi di reato a carico di Miteni, l’azienda dovrebbe coprire i costi delle bonifiche e altre richieste di risarcimento.

Ma, cosa quasi scontata, dall’indagine di SOMO emerge che Miteni ha chiuso i suoi bilanci in passivo negli ultimi 10 anni e che il collegio sindacale dell’azienda, nell’ultimo bilancio, ha invitato la proprietà a una “ricapitalizzazione per non compromettere la continuità aziendale”.

Dal 2009, Miteni fa parte del gruppo ICIG a sua volta controllato dalla holding lussemburghese ICI SE (International Chemical Investors), che, a fine 2016, aveva in cassa più di 238 milioni di euro. Sempre guardando al bilancio 2016, le risorse finanziarie con cui invece Miteni potrebbe far fronte ad eventuali risarcimenti erano pari ad appena 6,5 milioni di euro. Una cifra modesta se paragonata con i soli costi per il rifacimento degli acquedotti che la Regione Veneto stima in 200 milioni di euro.

“I dati pubblicati oggi indicano che Miteni versa in una situazione finanziaria estremamente difficile. La domanda che si fanno i cittadini e che si è fatta anche Greenpeace è: chi paga?”, commenta Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace. “Pare escluso che Miteni, se condannata, possa risanare questo territorio e risarcire i suoi cittadini per i danni sanitari e ambientali di un inquinamento che coinvolge più di 350 mila persone".

Eppure, l’ordinamento giuridico italiano così come quello europeo vorrebbe che “chi inquina paga”.

L’attuale proprietà Miteni si ne è lavata le mani sostenendo a più riprese di non essere responsabile dell’inquinamento (lo ha ricondotto, anzi, alle precedenti gestioni), e di non essere a conoscenza dei gravi rischi ambientali connessi allo stabilimento di Trissino prima di procedere all'acquisto. Nonostante ciò, la vendita della società da parte di Mitsubishi ad ICIG per solo 1 euro, a fronte di un valore superiore ai 33 milioni, e la continuità di cariche di Brian Anthony McGlynn nelle due gestioni, parecchi dubbi li pone.

Inoltre nel bilancio 2009, già durante la gestione ICIG, Miteni fa riferimento all'implementazione di una barriera idraulica, attiva già dal 2005, "secondo i programmi concordati con le autorità locali". La barriera idraulica è una delle tecniche di bonifica più comuni in siti inquinati dove la contaminazione può interessare direttamente le falde acquifere. Per quale ragione Miteni avrebbe realizzato nel 2005 un’opera così importante? Eppure varie autorità locali sostengono di essere state informate del “rischio PFAS” solo nel 2013.

Sulla presenza di Pfas in Veneto puoi leggere anche:

Intanto, Greenpeace ha chiesto a Zaia e alla Regione Veneto di "bloccare tutte le fonti di inquinamento da PFAS", sostanze chimiche pericolose per l’ambiente e per l’uomo, e di adottare livelli di sicurezza di PFAS nell’acqua potabile in linea con i valori più restrittivi vigenti in altri Paesi.

Germana Carillo

Giove e la luna dicono addio all'estate con l'ultima congiunzione del 2017

Published in: Universo

Il nostro satellite naturale e il gigante gassoso sembreranno quasi sfiorarsi, anche se in realtà saranno distanti milioni di chilometri. Tuttavia, per noi che li osserviamo dalla Terra la loro posizione darà luogo a una congiunzione, l'ultima dell'estate visto che un paio d'ore dopo, l'autunno farà ufficialmente il proprio ingresso, precisamente alle 22.02.

I due corpi celesti saranno visibili a ovest tra le luci del tramonto poco dopo le 19 ma l'arco temporale dell'osservazione è ristretto visto che la Luna e Giove tramonteranno praticamente insieme attorno alle 20.

La mappa che segue mostra il cielo attorno alle 19.15, quando tra il chiarore del sole appena tramontato faranno capolino Giove e la Luna.

Quest'ultima sarà un falcetto sottile visto che la luna piena ha avuto luogo il 6 settembre e la nuova il 20.

Un'occasione da non perdere visto che questa sarà l'ultima congiunzione tra la luna e Giove di tutto il 2017. Giove infatti sarà sempre più basso sull'orizzonte occidentale, visibili per qualche minuto poco dopo il tramonto del Sole.

LEGGI anche:

Ci consoleremo con un'altra splendida congiunzione, a fine settembre, quando la luna e Saturno daranno ancora una volta spettacolo.

Francesca Mancuso

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Uova al Fipronil in Sardegna e in Calabria, i lotti ritirati

Published in: Allerte alimentari

In Sardegna, per esempio, una partita di uova prodotta in un allevamento nel Campidano è stata ritirata dal commercio per la sospetta contaminazione del pesticida. A far scattare l’allarme è stato un allevatore della zona che, dopo aver ricevuto una segnalazione da parte di un supermercato, ha chiesto di effettuare delle analisi a una società privata.

Tre i formati di uova al Fipronil immessi sul mercato, con scadenza al 21 settembre. Si tratta di 3 tipologie di cartoni (uno da 180 e due da 90 pezzi) con uova medie e grandi provenienti da galline allevate in gabbia in un allevamento del Campidano. Il lotto è il 971T.

L’allarme che si è diffuso in Italia e in Europa negli ultimi mesi aveva spinto la Regione Sardegna a rassicurare i consumatori isolani con un comunicato dello scorso 21 agosto, in cui erano stati pubblicati i risultati del Piano straordinario di controllo attivato dall’assessorato regionale alla Sanità sulla base delle indicazioni del ministero della Salute.

Ma a un mese di distanza, ora l’Assessorato della Sanità della Regione Sardegna è “costretto” a comunicare che “precauzionalmente sono state ritirate dal commercio alcune partite di uova di un allevamento del cagliaritano per sospetta presenza di Fipronil. L’allevamento è stato bloccato in attesa che l’Istituto Zooprofilattico regionale effettui le analisi sui campioni consegnati in serata”.

Intanto, la produzione dell'azienda è stata fermata in attesa delle analisi in corso da parte dell'Istituto zooprofilattico della Sardegna, mentre per ora in commercio non ci sarebbero più confezioni sospette.

Uova al Fipronil in Calabria

Anche a Catanzaro si viene a conoscenza, ahinoi, di un’allerta Fipronil. Durante un controllo a campione su una partita di uova provenienti dalla Calabria, sono state infatti accertate tracce rilevanti dell’insetticida. In particolare, queste uova sarebbero state commercializzate su tutto il territorio nazionale con il marchio Uova rosse az. azienda agricola Tomaino Rosina, Serrastretta (Catanzaro) località San Nicola 5. Il lotto di produzione porta il codice 31TI29CZO79, mentre il marchio di identificazione dello stabilimento di produzione è IT 079047.

Tutto sulle uova al Fipronil:

Germana Carillo

Scoperta in Australia 'Octlantis', la città sottomarina dei polpi (VIDEO)

Published in: Animali

Le riprese video hanno mostrato l'ingresso di questa suggestiva città animata dai polpi Octopus tetricus, ritenuti finora esseri solitari. Il nuovo studio conferma i risultati di una ricerca precedente, secondo cui queste suggestive creature marine amano vivere insieme ai loro simili.

Ad osservarli è stato un gruppo internazionale di scienziati, che ne ha filmato il comportamento a largo delle coste australiane.

“Abbiamo registrato interazioni frequenti, segnalazioni, accoppiamenti, difese, sfratti di polpi dalle loro tane e tentativi di tenere lontani eventuali predatori. Queste osservazioni dimostrano che l'occupazione ad alta densità e i comportamenti sociali complessi non sono unici al sito che è stato in qualche misura influenzato dall'attività umana. Il comportamento conferma che le interazioni sociali complesse sono più diffuse tra i polpi rispetto a quanto precedentemente riconosciuto” spiegano i ricercatori.

L'insediamento fatto di conchiglie è il secondo del suo genere. Nelle 10 ore di registrazioni video del sito, gli scienziati hanno contato fino 16 dei polpi presenti, una cifra significativa per un animale ritenuto solitario.

Il professor David Scheel tra gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Marine and Freshwater Behavior and Physiology, studia il comportamento dei cefalopodi dal 2009 quando venne trovata la prima “città”, soprannominata Octopolis.

Anche se gli animali abitano nella stessa area, non sono sempre sono socievoli tra loro. Gli scienziati hanno notato alcuni comportamenti e movimenti che lasciavano intendere situazioni di difesa,di minaccia.

“Abbiamo molte domande e stiamo accumulando registrazioni video di comportamenti che ci permetteranno di trovare le risposte”, ha detto Scheel.

LEGGI anche:

Creature misteriose che non finiranno mai di stupirci.

Francesca Mancuso

Contaminanti nel latte crescita per bambini. Meglio quello vaccino?

Published in: Speciale bambini

Quel che è vero è che il latte di crescita destinato ai bimbi fino ai 3 anni viene fatto passare come la “scelta migliore” perché arricchito da sostanze come ferro, vitamine e sali minerali. Ma, come ammette anche l’Efsa, si tratta di un messaggio fuorviante: quel tipo di latte è in realtà troppo zuccherato, costoso (circa 0.80 euro in più al litro rispetto al latte normale) e in alcuni casi può essere dannoso per la salute.

Dalle analisi effettuate da Altroconsumo, infatti, è emerso molti latti per la crescita contengono zuccheri, aromi e in più contaminanti pericolosi, che possono essere un rischio per la salute soprattutto dei più piccoli.

In queste bevande il latte vaccino è soltanto uno degli ingredienti, il resto è composto da zucchero, aromi, maltodestrine, emulsionanti e oli vegetali. E proprio in questi oli, raffinati (olio di palma in primis), sono contenute sostanze pericolose a base di glicerolo e glicidolo. Note con i nomi di “3 MCPD” (3 monocloropropandiolo) e “GE” (glicidil esteri), queste sostanze sono considerate potenzialmente cancerogene e tossiche per i reni le prime, e genotossiche e cancerogene le seconde. In più, secondo le analisi, ad eccezione di due prodotti (Plasmon Nutrimune e Aptamil), tutti i latti contengono GE, mentre 11 campioni su 12 contengono 3 MCPD.

Qui trovate l’analisi completa. E qui le marche contaminate.

Meglio il latte vaccino?

È la domanda che di conseguenza ci si pone. Al di là del proprio stile alimentare e delle scelte che si fanno a tavola e in famiglia, il latte vaccino – nel caso in cui, per i più disparati e personali motivi, non si prosegua l'allattamento a termine al seno – sembra essere migliore.

“Il latte di crescita non è necessario per offrire ai bimbi un'alimentazione sana e completa: latte vaccino e una dieta equilibrata sono sufficienti (a meno che non ci siano esigenze particolari). La scelta migliore infatti, dopo l’anno di età, è usare il latte fresco pastorizzato, quello che si beve in famiglia. Non c'è ragione né di diluire il latte con acqua, né di usare quello scremato: anzi, i grassi del latte sono essenziali per lo sviluppo del bambino”.

Vero è anche che nel latte vaccino mancano alcuni elementi, ma in un dieta variegata non è difficile reperirli in altre fonti, come:

  • acido grasso DHA, con pesce di varietà differente
  • ferro, con carne magra, pesce, uova, frutta e verdura ricca di vitamina C, fagioli, lenticchie e cereali per aumentarne l'assorbimento
  • vitamina D, con pesce grasso e tuorlo
  • iodio

Sul latte per i bambini puoi leggere anche:

Germana Carillo

Dado vegetale granulare: la ricetta per prepararlo in casa

Published in: Ricette

Per preparare il dado in casa potete partire dalla formula più classica ossia cipolla, carota, sedano e pomodori, e poi aggiungere, ad esempio, anche bietola e cavolfiore. Gli ortaggi, una volta lavati e tagliati in pezzi, vengono mescolati con il sale ed essiccati per mantere intatti gli ingredienti e per prevenire eventuali muffe. La proporzione da mantenere è di 333 grammi di sale per ogni chilogrammo di ortaggi già puliti.  Diventerà opportuno, quindi, non aggiungere altro sale nelle ricette per la quali si utilizzerà il dado.

Ingredienti
  • 1 Kg di ortaggi di stagione già pulite e lavate
  • 333 gr di sale
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  • Tempo Preparazione:
    20 minuti
  • Tempo Cottura:
    6 ore circa
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficolta:
    bassa
  Come preparare il dado vegetale granulare: procedimento
  • Tagliare a pezzi gli ortaggi e mescolarli con il sale,
  • triturare finemente gli ortaggi appena salati in un robot da cucina fino ad ottenerne una purea
  • e foderare la leccarda del forno con della carta forno.
  • Versare al suo interno la purea di verdure e scolare eventualmente l'acqua che in modo del tutto naturale gli ortaggi abbiano rilasciato.
  • Mettere in forno caldo a 100° e far asciugare avendo cura di smuovere ogni tanto il composto.
  • La durata dell'essiccatura potrà variare in base alla tipologia di forno utilizzato ed alla scelta degli ortaggi impiegati per l'esecuzione della ricetta.
  • Il dado vegetale granulare sarà comunque pronto quando l'acqua si sarà asciugata del tutto ed il composto risulterà secco, se qualche punto dovessere risultare ancora morbido questo non inciderà sulla riuscita della ricetta, il sale manterrà intatta la vostra preparazione.
  • Conservare il dado vegetale granulare in frigorifero riponendolo in barattoli ermetici.

 

Come utilizzare il dado vegetale granulare:

Per la preparazione del brodo basterà utilizzare un cucchiaio di dado vegetale granulare per ogni Litro d'acqua e non sarà opportuno aggiungere altro sale; se aggiunto ad altre ricette per insaporirle è consigliabile aggiungere un cucchiaino alla volta e solo successivamente regolare di sale.

 

 Potrebbero interessarti altre ricette per preparare il dato vegetale homemade

Ilaria Zizza

Colchico autunnale, come riconoscere il falso 'zafferano' tossico

Published in: Natura & Biodiversità

Andare in prima persona a raccogliere ingredienti naturali che poi utilizzeremo in cucina o per realizzare prodotti fitoterapici fai da te è sicuramente un’attività che dà molte soddisfazioni. E' fondamentale però conoscere bene quello con cui abbiamo a che fare!  Non solo i funghi, infatti, possono essere pericolosi se non si sanno riconoscere ma anche bacche, fiori e piante tossiche che all’apparenza sono molto simili ad alcune varianti commestibili.

L’argomento si è riacceso dopo che una coppia di coniugi in Veneto è morta per aver raccolto e consumato il colchico autunnale, ovvero il falso zafferano con il quale hanno preparato un “risotto mortale” convinti di aver usato la pianta giusta. Subito dopo sono stati seguiti da un’altra famiglia che è finita in ospedale in seguito allo stesso errore ovvero dopo aver inavvertitamente consumato lo “zafferano bastardo” o “arsenico vegetale”.

Il pericolo deriva dal fatto che si tratta di un pianta velenosa (contiene colchicina) che se assunta porta alla comparsa di nausea, vomito, diarrea, dolori addominali e, nei casi di intossicazione molto forte o non subito individuata, anche alla morte.

Questa pianta, il Colchico d'autunno (Colchicum Autumnale), è effettivamente simile allo zafferano anche se da quello originario (Crocus sativus) si distingue per alcune caratteristiche che bisogna saper individuare per evitare spiacevoli e drammatici incidenti.

Come riconoscere il falso zafferano

Le due piante sono molto simili per il loro colore violetto e l'aspetto del fiore. Bisogna dunque prestare attenzione ad altre variabili che riguardano sia il luogo di raccolta e il periodo di fioritura che caratteristiche particolari della pianta.

Colchicum Autumnale - falso zafferano   Crocus sativus - vero zafferano

Ecco le differenze principali:

  • Lo zafferano non si trova in alta montagna, davvero molto difficile quindi raccoglierlo nel Nord Italia
  • La fioritura del falso zafferano va da agosto a settembre mentre il vero zafferano fiorisce tra fine ottobre e la prima metà di novembre
  • Lo zafferano è composto da 3 stami (quei filamenti che troviamo all’interno del fiore che hanno funzione di organi sessuali) mentre il colchico ne possiede 6

Il consiglio sempre valido rimane quello di evitare di raccogliere fiori, piante, erbe spontanee o funghi se non si ha la certezza di conoscerle molto bene!

Francesca Biagioli

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Alla scoperta dei borghi più autentici d'Italia

Published in: Eco-Turismo

Tema di quest’anno è l’autenticità, quelle delle storie antiche, delle ricette della tradizione, degli usi e costumi dei borghi meravigliosi ma troppo spesso, dimenticati e vittime dello spopolamento. La giornata patrocinata dal Ministero dei Beni culturali è realizzata in collaborazione con Legambiente.

In ogni regione, cittadini e visitatori potranno apprezzare le caratteristiche dei borghi che da sempre sono espressione dell’Italia migliore, quella che valorizza il proprio patrimonio artistico e culturale e la propria storia.

Tantissimi gli appuntamenti da nord a sud che si snoderanno tra dall'esaltazione della cucina locale e quella del saper fare produttivo artigianale. Non mancheranno esibizioni e rievocazioni storiche e ancora visite guidate a musei, residenze storiche e luoghi della cultura locale.

Per grandi e piccini eventi e spettacoli ludico-culturali, giochi collettivi e l’immancabile ‘Puliamo il mondo’, l’iniziativa di Legambiente che aiuta la natura ripristinando il decoro dei luoghi deturpati.

In Lombardia, tanto per citare alcuni esempi, l’atmosfera diventa medievale a Montesegale (Pavia), grazie alla Fiera di San Damiano, una rievocazione storica dedicata agli antichi mestieri e alle produzioni locali, dove i visitatori potranno camminare e confondersi fra cantastorie e sbandieratori e assistere a duelli di spada e al torneo degli arcieri.

Ad Oriolo Romano, in provincia di Viterbo, imperdibile l’appuntamento con la sagra del fungo porcino tra le vie antiche e ancora ad Aliano in provincia di Matera, in collaborazione con il Parco Letterario Carlo Levi, si farà un tuffo nel passato.

Altri meravigliosi borghi italiani:

Rievocando l’opera letteraria 'Cristo si è fermato ad Eboli', i pastori e le contadine con le loro capre e pecore percorreranno le storiche vie del paese, partecipando a letture dialettali e piccole performance sonore, raccontando le favole ai ragazzi all’interno delle case e delle piazze del borgo.

Per conoscere l’evento più vicino a te, clicca qui

Dominella Trunfio

Autunno, eccolo: tutto quello che non sapevate (FORSE) sulla data dell'equinozio

Published in: Universo

Il momento esatto sera questa sera alle 22.02 ora italiana. Da quel momento saremo ufficialmente in autunno. Oggi infatti è l'equinozio d'autunno, quello in cui la durata del giorno equivale a quella della notte, come accade anche all'arrivo della primavera.

Da oggi in poi però le giornate, o meglio le ore di luce, inizieranno ad accorciarsi fino a raggiungere il minimo il 21 dicembre, il giorno del solstizio d'inverno.

La data dell'equinozio d'autunno però non è sempre la stessa. A volte è il 22, altre il 23 settembre. Ma c'è una curiosità che non tutti conoscono. Se per gli astronomi, l'ultimo giorno d'estate è il 21 settembre nell'emisfero settentrionale, per i meteorologi l'ingresso dell'autunno non è il 22 ma il 1° settembre.

Ma come viene decisa la data di ogni autunno?

Astronomi e meteorologi usano diversi modi per decidere le date delle stagioni. I meteorologi usano il calendario gregoriano per dividere l'anno in quattro periodi uguali. Ciò significa che l'autunno inizia il 1° settembre e finisce il 30 novembre.

Dal canto loro, gli astronomi basano le loro stagioni su eventi celesti, e nel caso dell'autunno, la data viene decisa quando le ore di luce del giorno e quelle di buio sono perfettamente identiche. Ciò accade solitamente il 22 settembre.

C'è un terzo modo per determinare quando inizia l'autunno ed è utilizzato da coloro che studiano la fenologia, ossia la branca della biologia che studia i rapporti tra fattori climatici e cicli di vita degli animali. Essi guardano ai cambiamenti nel mondo naturale per determinare le stagioni.

E poi c'è Google, che si affida alle date degli astronomi per festeggiare l'arrivo dell'autunno con uno dei suoi colorati doodle.

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Siete pronti ad accogliere una delle stagioni più colorate e suggestive dell'anno?

Francesca Mancuso

Fotovoltaico: creata la cella super resistente che può essere lavata, strizzata e allungata

Published in: Energie rinnovabili

L’idea viene da un team di ricercatori della Rike e dell’Università di Tokyo che hanno appunto creato una cella solare ultrasottile e rivestita in entrambi i lati con una pellicola impermeabile che gli permette di essere allungata, compressa e lavata.

Il risultato non cambia: funziona sempre e comunque. La cella fotovoltaica si può integrare nella stoffa e l’obiettivo è quello di dare una svolta al fotovoltaico, così come lo si è inteso finora.

Lo studio è stato pubblicato in questi giorni su Nature Energy. Come si legge nel comunicato stampa ufficiale Takao Someya e il suo team di ricercatori hanno raggiunto l’obiettivo sperato.

La cella è capace di fornire energia elettrica anche dopo essere stata a contatto con l’acqua grazie a un materiale innovativo, il PNTz4T, un polimero cristallino semiconduttore già sperimento dal team in precedenti lavori sul fotovoltaico organico.

Si legge:

“Come substrato è stato utilizzato un film sottile di appena un 1 micrometro di spessore di parylene, polimero oggi impiegato comunemente per rivestire i dispositivi biomedici e i circuiti elettrici. Il parylene è flessibile e al tempo stesso garantisce un elevato livello di protezione dagli agenti esterni, ma per garantire l’impermeabilità, su ogni lato della cella solare è stato aggiunto un elastomero trasparente a base acrilica. Così mentre acqua e aria rimangono fuori, la luce viene prodotta ugualmente”.

"Siamo molto felici che il nostro dispositivo rispetti l’ambiente e garantisca efficienza e robustezza meccanica. Ci auguriamo vivamente che questi fotovoltaici organici lavabili, leggeri e stretchabili apriranno nuove strade per essere utilizzati come un sistema di alimentazione a lungo termine per sensori portatili e altri dispositivi”, dice Kenjiro Fukuda del Centro Riken.

Del fotovoltaico vi avevamo parlato qui:

Per quel che riguarda la resa, i risultati sono contenuti: 7,9 per cento di efficienza di base e la produzione di una corrente di 7,86 milliwatt per centimetro quadrato. I piccoli numeri però non scoraggiano gli scienziati, soprattutto perché le applicazioni finali a cui è destinata l’invenzione, come mini monitor dei parametri fisiologici incorporati negli abiti, non richiederebbero grandi quantità di energia.

Dominella Trunfio

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Vittima di bullismo per la sua passione per gli insetti pubblica a solo 8 anni una ricerca scientifica

Published in: Speciale bambini

Una strana curiosità e una voglia irrefrenabile di prendere in mano qualsiasi insetto, dalle formiche agli scarafaggi, senza paura. Un amore per la natura che per tanto tempo, ha fatto soffrire la piccola Sophia, vittima di bullismo.

Spesso isolata e presa in giro dai compagni di classe, la ragazzina si era confidata con la mamma di Nicole, dicendole di voler abbandonare questa sua attitudine per riconquistare il consenso tra i banchi di scuola.

Convinta, invece, che quella della figlia fosse una dote innaturale, Nicole ha scritto una lettera alla Società di entomologia del Canada, per chiedere a qualche professionista di parlare con Sophia e convincerla a proseguire sulla sua strada, anche senza la benedizione dei compagni.

A young girl who loves insects is being bullied & needs our support. DM your email & we'll connect you! #BugsR4Girls pic.twitter.com/kjtfSJSlre

— Ent Soc of Canada (@CanEntomologist) 25 agosto 2016

Questa la sua lettera:

Ciao! Ho una figlia di otto anni appassionata di apprendimento e di esplorazione del mondo degli insetti. Molte volte, i suoi compagni di classe la prendono in giro perché ama tenere gli insetti sulla sua spalla.

Ha passato un anno a chiedersi se quello che le piace, ovvero esplorare e scoprire cose nuove sugli insetti, può diventare in futuro il suo lavoro. Più e più volte le ho risposto di si, ma non so più come incoraggiarla.

Mi sono chiesta se un entomologo professionista potrebbe parlare con lei al telefono per incoraggiarla nel suo hobby e spiegare come potrebbe diventare la sua professione. Leggo costantemente articoli con informazioni sulle specie e come riconoscerle, ma non ho risposta per molte delle sue domande.

Mi piacerebbe che qualcuno potesse parlare con lei al telefono per cinque minuti o se qualcuno le potesse scrivere. Vorrei che un esperto le spiegasse che non è strana, come i bambini la definiscono, perché ama gli insetti.


Una bellissima lettera che non poteva non toccare il cuore della Entomological, che l’ha rilanciata su Twitter e condivisa in seguito da milioni di utenti. 
E qui arriva il bello. Perché la lettera e la sua viralità è stata ripresa da uno studente di entomologia, Morgan Jackson e utilizzata  come "case history" a supporto del paradigma di come comunicare la scienza attraverso le reti sociali, trascendendo il pubblico specializzato e riuscendo a raggiungere un pubblico molto più ampio.

Questo studio, un'indagile lunga e dettagliata, è stato pubblicato in questi giorni proprio negli Annali della Società Entomologica dell'America  con un co-autore d'eccezione e inaspettato, proprio Sophia Spencer, di soli 8 anni, che ha scritto:

"I miei animali preferiti sono le lumache ma soprattutto le cavallette. Lo scorso autunno ho incontrato il mio migliore amico e il suo nome è Hoppers. Dopo che mia madre ha inviato quella lettera, i miei compagni sono cambiati, adesso quando porto il mio microscopio a scuola, fanno a gara per vedere gli insetti", spiega Sophia.

Un rapporto meraviglioso quello tra bambini e animali:

Una bellissima storia che può aiutare anche altri ragazzi ad assecondare le proprie passioni, senza il timore di essere giudicati dagli altri.

Dominella Trunfio

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Sbornie emozionali: cosa sono, come affrontarle e come gestirle

Published in: Mente & emozioni

L'attivazione fisiologica data da un'esperienza emozionante in genere fa sì che quell'evento venga facilmente ricordato anche nel tempo; i risultati della ricerca hanno dimostrato come avvenimenti che hanno un forte, fortissimo impatto emotivo producono delle modifiche negli stati cerebrali che possono perdurare nel tempo. Due le conseguenze: la prima è che quello che succede dopo viene ricordato meglio (meglio rispetto al ricordo che ne avremmo normalmente, senza aver vissuto prima una “sbornia emotiva”); la seconda è che possono persistere “distorsioni” - che gli psicologi e non solo chiamano “bias” - o errori nel codificare e collegare nuove informazioni che, in realtà, non sono tra correlate. In altri termini: una sbornia emozionale di oggi può influire – per lungo tempo - sulla percezione delle esperienze future. Che quindi ne può risultare distorta.

Si possono evitare le “sbornie emozionali”? Probabilmente no. Questi "sbalzi" sono il risultato di esperienze intense, piacevoli o dolorose. In entrambi i casi, hanno conseguenze vibranti che si riverberano anche sul corpo. Nel primo caso, la sensazione può essere più legata all'euforia. E' un picco di energia dinamica, sconvolgente e scoppiettante. Quando cala, può lasciare una sensazione di vuoto, la difficoltà a rientrare in una dimensione più quotidiana. Nel secondo caso è destabilizzante, toglie i parametri di riferimento, è un lutto improvviso e nero, disorientante e annichilente, e può causare nel durante e successivamente mal di testa, di schiena, stanchezza, affaticamento.

Quale che sia la situazione che incontriamo nella vita, la “potenza” della sbornia emozionale conseguente dipenderà però, anche, sempre, da noi. Non solo dalla nostra capacità di gestire ed elaborare le emozioni ma anche dallo sguardo (non solo intellettuale ma profondo, “incarnato”) con cui viviamo e interpretiamo il mondo. Non si tratta solo di intelligenza emotiva, delle “life skill” illustrate da Goleman, ma anche e soprattutto di una “centratura” sul Sè che consenta di approcciarsi alla vita in modo diverso: il che non vuol dire diventare come dei Vulcaniani e, alla stregua di "Spock", negare le emozioni perché potrebbero “distruggerci” o farci male. Anzi: si tratta di viverle meglio e più pienamente.

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Per farlo occorre uscire un po' alla volta dalla usuale reattività istintiva per arrivare, gradualmente, ad una risposta emozionale che integri tutti i piani, anche quello del Sé. Per arrivarci non servono bacchette magiche ma buone pratiche: ad esempio un po' di mindfulness che, soprattutto nella sua versione originaria, collega mente, corpo, spirito ed emozioni; lo sviluppo dei propri talenti spirituali o comunque un lavoro personale orientato ad una maggiore autenticità personale e connessione con il Sè. Esperienze, queste, che nel tempo vanno ad incidere a livello profondo, modificando anche la struttura cerebrale; di conseguenza, spontaneamente, quello che per molti può rappresentare una “sbornia” (con tutte le spiacevoli conseguenze del caso) potrà diventare semmai solo... un bicchiere in più. Molto più facile da smaltire e senza effetti collaterali.

Anna Maria Cebrelli

Come, quando e perché piantare l’aglio in giardino

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Coltivazione

Propagazione a partire dalle teste d’aglio (i bulbi).

Il momento ideale per la messa a dimora è l'autunno, da settembre fino a dicembre.
Nei climi più miti è possibile anche piantarlo in tardo inverno fino all’inizio della primavera. In generale vanno tenute presenti almeno sei settimane prima che il terreno geli, in modo da ottenere un buon sviluppo delle radici prima che le piante entrino in dormienza.
Scegliete un luogo soleggiato, un buon suolo, umido ma ben drenato quello da evitare è il substrato torboso, ad alto contenuto di carbonio. Si può scegliere qualsiasi tipo di terriccio per piante, mescolandolo a sabbia di fiume per aumentarne la capacità drenante.
La propagazione di piante di aglio richiede la preparazione di piccole trincee con l’aggiunta di compost per arricchire il suolo e migliorare il drenaggio. Miscelate il terreno con uno strato di almeno 5cm di compost maturo. In caso terreno acido mescolare al compost anche un leggero strato di cenere di legno.
Un singolo bulbo d'aglio può produrre fino a otto piante. Separate gli spicchi, assicurandovi che la pellicola bianca di rivestimento sia intatta.
I bulbi vanno interrati in file distanti almeno 15 cm tra loro, a una profondità di 2-3 centimetri, distanziati di almeno 10 centimetri l’uno dall’altro.

Posizionate ogni spicchio con la punta appuntita verso l’alto e coprite le trincee con il terreno arricchito. Proteggete la superficie con diversi centimetri di pacciamatura, come paglia e foglie secche.

Propagazione tramite seme

Propagare l’aglio da seme è più complicato. Bisogna lasciare le piante fiorire e raccogliere i minuscoli semi neri che si ottengono scuotendo i fiori maturi e secchi delle piante e tenerli in luogo asciutto fino al momento della semina.
Crescere l'Allium dal seme può essere un processo frustrante, in quanto richiede molto più tempo delle piante che crescono direttamente da bulbo o bulbi lo e la loro germinazione spesso è difficoltosa.
Si seminano al coperto in autunno o all’inizio dell’inverno, dopo averli tenuti almeno quattro settimane in frigorifero per incoraggiare la germinazione. Coprite i semi con almeno con terreno da ¼ di pollice che li copre. Devono essere in una zona di almeno un centimetro di terriccio e tenete ad almeno 15 ° C, coperto per mantenere l'umidità e il calore, ben esposti alla luce dopo che le piantine sono spuntate.
In primavera andranno piantate in pieno terreno e otterrete i bulbi l’anni successivo, mentre piantando gli spicchi d’aglio otterrete un raccolto in pochi mesi.

I bulbilli

I bulbilli non sono i bulbi di aglio, ma dei minuscoli bulbi non divisi, che possono essere utilizzati alla stregua di semi. Si sviluppano di solito sullo scapo fiorale, vicino all’infiorescenza, e possono essere confusi con fiori. Sono invece cloni della pianta madre, delle dimensioni che vanno da quelle di un chicco di riso a quelle di un cece e possono essere piantati come gli spicchi d’aglio più grandi, dopo essere stati colti ed essiccati.

Concimazione
Se le piante di aglio, crescendo, invece di restare dritte si afflosciano, possono esserci problemi di mancanza di nutrienti nel terreno, come azoto, potassio, calcio e magnesio. Dato che l’aglio ci mette molto tempo a svilupparsi, ha bisogno di nutrimento e per questo è meglio concimare le piante al meglio fin dall’inizio: se lo piantate in autunno, è meglio concimarlo in primavera, poi continuare ogni tre, quattro settimane.

Irrigazione

Innaffiare l'aglio profondamente ogni otto o dieci giorni, se la primavera è asciutta, interrompendo verso giugno, quando ormai saranno maturi.

Raccolta e conservazione

Verso la fine di giugno iniziare a controllare i bulbi, raccogliendone uno e tagliandolo a metà per controllare a che punto è la maturazione. Si raccoglie quando almeno un terzo delle foglie appaiono pallide e secche e non va assolutamente lasciato fiorire, a meno che non vogliate provare a raccogliere i semi. Tagliate tranquillamente alla base gli steli dei fiori se iniziano a crescere.

Una volta raccolto, conservate le teste d’aglio in un luogo ombreggiato, caldo, asciutto e arieggiato per almeno una settimana. Evitare l’esposizione alla pioggia e al sole diretto.
L'aglio può essere conservato per mesi in luogo fresco, secco e buio. Le temperature fredde promuovono la crescita di germogli, quindi non conservateli in frigorifero.

Aglio, avversità.

Troppa umidità: il marciume può essere letale per la pianta, in quanto provoca la morte dei bulbi e delle radici e , di conseguenza, di tutta la pianta.

Funghi: Anche se l’aglio ha proprietà fungicide e battericide, grazie al suo contenuto di allicina, che viene rilasciata se il bulbo viene schiacciato , anche le muffe possono portare alla necrosi della pianta. Questa sostanza tiene lontani afidi e altri insetti.

Acari - Gli acari della sono un esempio di parassiti che riescono ad attaccare i bulbi d’aglio. Sono bianchi e lucidi e si trovano raggruppati sotto le radici delle piante, danneggiando la raccolta. Dato che possono trasmettersi da una generazione di piante all’altra, in caso di infezione da acari, è consigliabile ruotare le piantagioni evitando di piantare aglio nello stesso luogo gli anni successivi. E’ possibile trattarli immergendo i bulbi di aglio in acqua calda prima di piantarli.

Nematodi -un parassita dell’aglio è Ditylenchus dipsaci, un minuscolo verme che vive e si riproduce all'interno delle piante di aglio mangiando tutte le parti degli steli, delle foglie e dei bulbi. Può vivere senza acqua e sopravvivere per molti anni nel terreno. La cosa peggiore nei nematodi d'aglio è che la loro popolazione continua ad espandersi in modo esponenziale per anni senza segni visibili di danni. Ciò significa che per anni, le piante di aglio non saranno notevolmente colpite, ma poi la popolazione di nematodi, cresciuta a livelli astronomici decimerà l’intero raccolto.

Tisanotteri – sono insetti dotati di un apparato boccale di tipo pungente-succhiate. Quelli del genere Thrips sono i più comuni e succhiano la linfa delle piante gradualmente, rallentando la crescita e la produzione di bulbi.

Alcuni dei parassiti elencati possono essere trattati applicando appositi pesticidi in commercio, ma se si preferisce utilizzare un metodo più biologico, la prima cosa da fare è quella di praticare la rotazione delle colture, cercare semi e bulbi per la piantumazione puliti e garantiti, sterilizzare gli arnesi che si utilizzano nell’orto.
Stranamente, su alcuni di questi parassiti che si nutrono di aglio, l’estratto d’aglio funziona come repellente. Non resta che provare.

Consociazioni con l’aglio in giardino

Piantare aglio in giardino è un modo per migliorane la salute: aiuta le piante vicine a proteggersi dai parassiti, tiene lontani insetti come afidi, formiche, lumache, scarabei…contiene naturalmente zolfo e quindi è un potente fungicida. In generale cresce bene vicino alle Solanacee e alle Brassicacee, alle radici come rape e carote, ma possiamo crescerlo vicino anche alle piante da fiore, che saranno protette dalla sua presenza: rose, gerani, margherite, nasturzi…
Alcune piante officinali, invece, crescendo vicine all’aglio possono migliorare il suo sapore ed aiutare la sua crescita: piantatelo in mezzo alla ruta, che tiene lontani i vermi e alla camomilla.
Alcune piante però non beneficiano della sua vicinanza. Piantate ben lontani dalle piante di aglio le piante di asparagi, piselli, fagioli, salvia e prezzemolo.

Isabella Massamba (Isy)

 

L'antenata della rana Pac-Man riusciva a divorare un dinosauro

Published in: Animali

Nonostante il loro simpatico soprannome dovuto proprio all'apertura e alla forma della loro bocca, il vero nome di questo animale è rana cornuta e fa parte del genere Ceratophrys. Oggi questi anfibi vivono in Sud America ma i loro antenati ormai estinti, le rane diavolo, hanno destato scalpore per la loro capacità di ingurgitare i dinosauri.

Facciamo un viaggio indietro nel tempo e torniamo al tardo Cretaceo. Circa 68 milioni di anni fa, la rana diavolo (Beelzebufo ampinga) viveva indisturbata nell'attuale Madagascar. Si trattava di un anfibio dell'ordine degli anuri, a cui appartengono anche le rane e i rospi.

Confrontando il morso e la bocca delle rane Pac-Man con quello delle antenate rane diavolo, i ricercatori hanno notato numerose somiglianze. Ma non solo. La forza del morso della rana Beelzebufo avrebbe potuto permettere all'animale di mangiare giovani dinosauri.

La maggior parte delle rane hanno mascelle relativamente deboli e si nutrono di piccole prede che intrappolano soprattutto attraverso le loro lingue appiccicose ma le rane Pac-Man (Ceratophrys) hanno un morso eccezionalmente potente che permette loro di divorare creature delle loro stesse dimensioni.

Una volta che i ricercatori hanno calcolato la forza del morso delle rane Pac-Man (lunghe da 8 a 18 cm) mettendola in relazione con le dimensioni della testa e del corpo, hanno fatto un confronto con le rane estinte, le cui dimensioni erano decisamente maggiori, lunghe circa 41 cm e con una testa larga circa 15.

I calcoli dello studio hanno predetto che con quelle dimensioni, il morso della rana diavolo sarebbe stato potente come quello di un lupo o di un leone. Ciò avrebbe sicuramente reso possibile uccidere piccoli coccodrilli o dinosauri soprattutto se le abitudini di caccia erano simili a quelle delle aggressive e tenaci rane Pac-Man.

“Le rane cornute hanno un morso impressionante e tendono a non lasciar perdere nulla”, ha spiegato l'autore principale dello studio, A. Kristopher Lappin, professore di scienze biologiche del California State Polytechnic University di Pomona.

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Lo studio è stato pubblicato su Nature Scientific Reports.

Francesca Mancuso

Laguna Atescatempa: lo specchio d'acqua scomparso a causa dei cambiamenti climatici

Published in: Centro America

Una volta era un paradiso del Guatemala, adesso vongole e lumache di mare sono incrostate al sole e rappresentano tutto ciò che è rimasto di un ex scrigno naturale di biodiversità.

Un vero e proprio corridoio asciutto che fa riflette sulle conseguenze dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale. La laguna Atescatempa, secondo gli esperti, è vittima della siccità, di canali clandestini ma anche dell’eccessivo sfruttamento delle risorse idriche.

Lo specchio d’acqua blu non esiste più come mostrano queste drammatiche immagini. Da cinque anni a questa parte, in carenza di piogge costanti è iniziato il suo declino, di contorno c'è il Nino che ha prosciugato il bacino dell’America centrale, rendendola della aree più vulnerabili del Pianeta.

 

In generale, la siccità ha colpito tutto il Gautemala minando la sopravvivenza di tutti coloro che vivono nelle zone rurale. La scorsa estate i funzionari delle Nazioni Unite hanno chiesto un finanziamento di 17 milioni di dollari per aiutare le comunità devastate dal cosiddetto corridoio asciutto.

Secondo José Graziano da Silva, direttore generale della Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura delle Nazioni Unite , il problema della siccità non è risolvibile nel breve termine ed è causa di povertà e di insicurezza alimentare.  

E pensare che nel 2011 la laguna Atescatempa offriva sostentamento a tutte le comunità vicine che oggi sperano che le pioggie aumentino e portino il bacino agli antichi splendori.

Guardate una foto di quegli anni:

E se prima la laguna Atescatempa era un’attrazione turistica, fonte di proteine e risorse, oggi non è altro che un parcheggio di imbarcazioni ferme, un luogo sofferente, dove i bambini non possono neanche nuotare.

Purtroppo non è l'unica vittima dei cambiamenti climatici:

Guardate qui:

Dominella Trunfio

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Circo senza animali: occasione mancata. Il Senato approva la legge solo per ridurli

Published in: Animali

Ieri infatti il Senato ha approvato il disegno di legge 2287-bis sulla Legge del Codice dello Spettacolo in cui non si parla di eliminazione ma di progressivo superamento degli spettacoli che coinvolgono gli animali.

Una vera e propria beffa per chi sperava nella fine dello sfruttamento degli animali per puro divertimento.

Nella seduta di ieri, i senatori hanno approvato la legge con 147 voti a favore, 47 contrari e 23 astenuti.

“Sulla controversa questione delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti è stato approvato l'emendamento 2.800, presentato dalla relatrice (sen. De Giorgi del PD) che prevede il progressivo superamento dell'utilizzo di animali”.

A maggio, il disegno di legge prima di subire modifiche prevedeva infatti “una graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali” ed era frutto del ddl Cinema e del Codice dello spettacolo per il riordino della disciplina.

Il mese dopo, a giugno, tutto sembrava essere a favore degli animali visto che il governo aveva fatto cadere l’emendamento sulla questione circhi che proponeva una modifica inaccettabile: non la totale eliminazione ma solo la diminuzione degli animali utilizzati per gli spettacoli.

Oggi si è passati dunque da “graduale eliminazione” a “graduale o progressivo superamento” dell’utilizzo degli animali nei circhi, una differenza che fa paura.

Le associazioni animaliste sono già sul piede di guerra:

Per il responsabile del Centro studi del Movimento Animalista, Rinaldo Sidoli si tratta di un'occasione sprecata. Quello che doveva essere un passo importante verso la libertà degli animali sfruttati nei circhi oggi si è ridotto solo ad una legge che parla di superamento graduale.

“Un passo indietro dalla 'graduale eliminazione', che permetteva agli operatori del settore di trasformare le loro attività con incentivi” spiega Sidoli. “Confidiamo nella seconda lettura della Camera perché si arrivi al superamento della sofferenza degli animali sfruttati in spettacoli privi di funzione sociale. Il Parlamento ascolti la maggioranza degli italiani che si batte per dei cambiamenti positivi di civiltà”.

Ma adesso, con l'ultima votazione è stato fatto un passo indietro. La pensa così anche la Lav, che ha commentato:

“Non ci consola il voto contrario dei senatori pro-circhi con animali, ora speriamo nella seconda lettura della Camera per far ritrovare il coraggio di sostenere une vera riforma, con una data certa per il cambiamento, verso uno spettacolo etico, senza animali, concretizzando un importante atto, già deciso a vari livelli da oltre 50 Paesi al mondo dei quali oltre la metà di quelli dell’Unione Europea, come auspica la stragrande maggioranza degli italiani e la Federazione Nazionale dei Veterinari Italiani, non solo gli animalisti, al fine di favorire il rilancio delle attività artistiche davvero umane”.

Per l'Enpa è stata persa l'occasione di fare una piccola rivoluzione, non ascoltando la voce degli italiani:

“L’esecutivo e la maggioranza, dal canto loro, avevano finalmente la possibilità di riscattarsi dopo la peggiore legislatura animalista della storia repubblicana. Ma con l’emendamento Di Giorgi presentato “in zona Cesarini”, non si sono smentiti confermando di non tenere in alcun conto né gli animali né gli italiani. La stragrande maggioranza dei quali, il 71% secondo Eursipes, non vuole più animali nei circhi”.

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La legge ora passerà all'esame della Camera per la definitiva approvazione.

Francesca Mancuso

Come il fumo rovina i tuoi polmoni: l'esperimento casalingo che fa riflettere

Published in: Salute & Benessere

Il fumo causa diversi problemi di salute a medio e lungo termine. L’elenco è lungo: danneggia la pelle, macchia i denti, fa diventare l’alito cattivo e può portare a conseguenze molto serie come la comparsa di malattie polmonari, cardiache e cancro.

La nicotina contenuta nelle sigarette dà dipendenza al pari delle droghe, viene assorbita velocemente nel flusso sanguigno e crea una sensazione piacevole. Al contrario quando si smette di fumare si è spesso preda di sensazioni negative come nervosismo e rabbia, si può ingrassare o iniziare a soffrire di insonnia. Indubbiamente vale la pena far fronte a questi piccoli inconvenienti e godere successivamente dei grandi vantaggi che si hanno liberandosi di questo vizio.

Ma cosa succede esattamente al nostro corpo dopo aver fumato un pacchetto di sigarette? Lo mostra in maniera molto chiara un video realizzato da Chris Notap nel quale l’uomo effettua un test casalingo per evidenziare le conseguenze del fumo su gola e polmoni.

L'esperimento è semplice: una serie di batuffoli di cotone vengono inseriti in un’ampolla di vetro chiusa e collegata ad una pompa di aspirazione che permette ad una sigaretta inserita in un foro di essere “fumata”. Dopo che 20 sigarette vengono aspirate in questo modo, Chris fa notare cosa è accaduto: l’ovatta ha preso una colorazione che tende al marroncino, il tubo della pompa (che rappresenta la gola) è intasato da un catrame marrone appiccicoso e resti evidenti di questa sostanza si trovano anche nell’ampolla di vetro.


Più chiaro di così! Come scrive Chris nella descrizione del suo video:

"Non è mai troppo tardi per smettere e una volta che vedi cosa fa ai tuoi polmoni un pacchetto al giorno questo sarà il carburante necessario per accendere la forza di volontà e uscirne”.

Non resta ora che seguire i suoi saggi consigli!

Francesca Biagioli

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CETA, al via da oggi l'applicazione provvisoria dell'accordo commerciale di libero scambio con il Canada (#StopCETA)

Published in: Ambiente

Un’occasione, il CETA, che per alcuni servirà a dare adito al libero scambio: l’accordo, infatti, prevede, oltre al mutuo riconoscimento della certificazione per una vasta gamma di prodotti, anche l’eliminazione di oltre il 90% dei dazi doganali per quasi tutti i beni e servizi scambiati tra Ue e Canada, e faciliterà la creazione di nuovi mercati nell’ambito dei servizi finanziari, delle telecomunicazioni, dei trasporti e dell’energia.

Un esempio? In Canada si potrà continuare a produrre e a vendere il cosiddetto “Parmesan”, ma con l’obbligo di aggiungere l’indicazione “Made in Canada”. Di contro, nel mercato canadese potrà fare accesso il prosciutto di Parma Dop, che finora era proibito (in Canda il marchio “Parma” è un marchio privato depositato dalla società canadese Maple Leaf): sugli scaffali, dunque, si troveranno sia Parma Dop che Prosciutto di Parma canadese. E in tutti i casi “nuovi prodotti canadesi di imitazione”, tutti dovranno riportare la dicitura “tipo, stile o imitazione”.

Tutt'oro quel che luccica? Quali saranno i rischi che questo nuovo accordo potrà arrecare agli standard europei in fatto di ambiente, benessere degli animali e sicurezza del cibo?

Cos’è il CETA

Il Comprehensive economic and trade agreement (CETA) è, sulla carta, un accordo commerciale stipulato tra Unione europea e Canada: con esso si eliminano i dazi sulla maggior parte dei beni e di molti servizi e ci sarà il mutuo riconoscimento della certificazione per molti prodotti. Verranno tutelate anche 173 indicazioni geografiche europee, di cui 41 italiane.

Al Canada spetterà, inoltre, l’apertura alle imprese europee del mercato degli appalti pubblici federali e municipali (il Canada, di contro, già può accedere al mercato europeo).

Finora a recepire l’accordo sono stati sei Paesi: Malta, Spagna, Lettonia, Danimarca, Repubblica Ceca e Croazia. Mentre si attende l’esito del Parlamento portoghese.

Dal sito della Commissione europea si legge anche che con quest’accordo sarà più facile trasferire temporaneamente personale, consentirà agli architetti, agli ingegneri e agli esperti contabili europei di fornire i loro servizi in Canada, contribuirà ad impedire che le innovazioni, le opere d’arte, i marchi e i prodotti alimentari tradizionali dell'Ue vengano copiati illegalmente in Canada e rafforzerà la cooperazione tra gli organismi di normazione europei e canadesi.

Cosa prevede l’entrata in vigore provvisoria

L'applicazione provvisoria si limita alle materie che rientrano nella competenza dell’Unione europea: dalla liberalizzazione di merci, servizi, appalti pubblici fino alla tutela delle indicazioni geografiche passando per le misure non tariffarie. Le parti dell’accordo per cui è stata definita la competenza a livello nazionale, invece, entreranno in applicazione dopo la procedura di ratifica Ue e dei 28 Stati membri. Sono fuori dall'applicazione provvisoria anche la protezione degli investimenti, l'accesso al mercato per gli investimenti di portafoglio e la risoluzione delle controversie in materia di investimenti tra investitori e Stati, con il sistema delle corti. Infine, restano fuori dall’applicazione provvisoria anche il capitolo sviluppo sostenibile, quello relativo a commercio e lavoro e le misure di difesa commerciale che rispetta la distribuzione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri.

Cosa succederà agli standard Ue per gli alimenti e l'agricoltura?

Il CETA darà alle aziende del Nord America diversi strumenti per indebolire gli standard europei sugli ormoni della crescita, OGM, “lavaggio” della carne con sostanze chimiche e clonazione animale. Sono a rischio anche le regole sull’indicazione del Paese d’origine in etichetta.

È quanto dichiara Greenpeace, che ribatte soprattutto sul tema degli standard europei sulla sicurezza alimentare.

Greenpeace e l’Institute for Agriculture and Trade Policy (IATP) pubblicano per l’occasione tre nuovi briefing che evidenziano le principali preoccupazioni proprio per il settore alimentare e l'agricoltura.

“Il Canada ha standard di sicurezza sul cibo più deboli e un settore agricolo molto più dipendente da sostanze chimiche e OGM rispetto all’Unione europea - dichiara Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura sostenibile e Progetti speciali di Greenpeace Italia. Questo accordo dà alle grandi aziende nord americane dell’agro-business nuovi strumenti per attaccare gli standard europei, per questo gli Stati membri devono rigettare il CETA, a cominciare dal nostro Paese che altrimenti agirebbe a tutto svantaggio del nostro tanto invidiato Made in Italy”.

Investimenti e OGM

L’applicazione provvisoria del CETA, inoltre, dice Greenpeace, implica soprattutto l’avvio della cosiddetta “cooperazione normativa” che darà alle multinazionali un corridoio di accesso privilegiato ai decisori politici. I Parlamenti di molti Paesi membri stanno discutendo sulle implicazioni dell'accordo e il Belgio  lo scorso 6 settembre ha ufficialmente chiesto alla Corte di Giustizia europea un parere in merito al sistema di risoluzione delle controversie per la protezione degli investimenti (Investment Court System - ICS) previsto dall’accordo.

Se il CETA entrerà in vigore con il proposto sistema ICS di protezione degli investimenti, le grandi corporation del Nord America dell’industria conserviera delle carni potranno denunciare a una corte arbitrale internazionale l’Ue e gli Stati membri per i tentativi di espandere le norme sull’etichettatura di origine dei prodotti. Idem per la pasta e la volontà dell’Italia di introdurre la relativa etichettatura d’origine. Il Canada esporta grandi quantità di frumento in Italia, poi trasformato in pasta. Con l’entrata in vigore del CETA, iniziative come questa potrebbero essere passibili di condanne e pesanti sanzioni.

Stessi problemi potrebbero aversi per quanto riguarda gli OGM: nel 2016 per esempio le autorità canadesi hanno autorizzato il commercio del salmone OGM e circa 4,5 tonnellate di filetti di salmone OGM sono state vendute in Canada senza alcuna etichetta. Il CETA farà aumentare le esportazioni di questo prodotto dal Canada all’Europa, abbassando le tariffe e allargando la quota di mercato. “Considerata l’assenza di un sistema di etichettatura e tracciabilità in Canada, potrebbe diventare davvero complicato evitare l’immissione sul mercato europeo di salmoni OGM”, dichiara l’Associazione.

Made in Italy in pericolo

Anche la Coldiretti parla di “svendita dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare”.

“L’accordo CETA è un regalo alle grandi lobby industriali dell’alimentare che colpisce il vero Made in Italy e favorisce la delocalizzazione, con riflessi pesantissimi sul tema della trasparenza e delle ricadute sanitarie e ambientali. Per la prima volta nella storia l’Unione Europea […] in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele, ma sarà anche liberamente prodotto e commercializzato dal Canada il Parmigiano Reggiano con la traduzione di Parmesan”.

E non solo: peserebbe anche l’impatto di circa 50mila tonnellate di carne di manzo e 75mila tonnellate di carni suine a dazio zero.

Sul CETA possono interessarti anche:

Cosa ci rimane insomma? Dire #StopCETA! Contro la ratifica del trattato con l’iniziativa condivisa con Coldiretti, Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch, si chiede di fermare un trattato sbagliato e pericoloso per l’Italia.

Diciamo no a un serio pericolo per gli standard ambientali, di salute pubblica e di lavoro tutto a favore delle multinazionali.

Germana Carillo

L'asilo olistico all'aria aperta dove si insegna yoga e gioia di vivere

Published in: Speciale bambini

Si tratta di un asilo che potremmo definire olistico quello nato dal progetto di educazione e istruzione parentale “Gea - La terra dei bambini” dedicato (almeno per il momento) alla fascia d’età 3-5 anni e alle loro famiglie. La nascita di questo nuovo luogo di crescita e formazione si basa sull’idea che ogni bambino è di per sé perfetto. Cosa devono fare dunque gli insegnanti? "Semplicemente" aiutare la sua personale perfezione a manifestarsi appieno in tutto il suo splendore!

Il progetto educativo si fonda su un approccio integrato che sostiene lo sviluppo personale del bambino in tutti i suoi aspetti: corpo, sentimenti, intelletto, volontà e spirito.  Alla base del metodo educativo proposto da questo asilo vi è un’attenzione particolare verso la motricità spontanea, le qualità cognitive, affettive e relazionali del bambino. Tutti i piccoli saranno quindi incoraggiati ad avere fiducia in se stessi, a sapersi ascoltare e a sviluppare le proprie capacità intuitive oltre che pratiche. Si sostiene inoltre lo sviluppo dell'autonomia rispettando i tempi di ciascuno attraverso l'osservazione silenziosa e la predisposizione di un ambiente adatto in cui i bambini possono sentirsi pienamente sicuri di sperimentare.

Il progetto si basa principalmente sugli insegnamenti di Paramhansa Yogananda ma si ispira anche ad altri maestri spirituali tra cui Tagore, Kryananda e Tich Na Tan tenendo sempre però come punti di riferimento i più classici "maestri" dell'educazione dei bambini: Maria Montessori e Rudolf Steiner.

L’approccio del nuovo asilo all'aria aperta di Castel Madama si basa su alcuni punti fondamentali:

  • Percorsi individualizzati sulle caratteristiche e i ritmi di ogni bambino
  • Educazione all’aria aperta per apprendere direttamente dalla natura e sviluppare doti come sicurezza, autonomia e responsabilità
  • Educazione alla libertà interiore attraverso la pratica di yoga, rilassamento e meditazione
  • Promozione dell’Etica naturale, ovvero la capacità di comportarsi in modo corretto e aumentare così la propria felicità
  • Condivisione attraverso la pratica quotidiana del "cerchio"
  • Imparare a riconoscere la Bellezza dentro di sé e intorno a sé
  • Lavorare in cooperazione per imparare “a fare” insieme agli altri
  • Coinvolgere adulti e famiglie
  • Alimentazione sana e naturale

Cosa faranno concretamente i bambini in questo asilo? Le attività proposte saranno molte e spazieranno da musica e canto, disegni, giochi all’aria aperta, esercizi di manualità, ecc. Il tutto guidato da insegnanti che utilizzeranno le loro migliori doti: empatia, gentilezza e capacità di ascolto, non solo nei confronti dei piccoli ospiti ma anche dei loro genitori. Risulta quindi fondamentale il rapporto con le famiglie che saranno coinvolte in diversi modi: formandosi sui principi base del progetto, sostenendo l’organizzazione, collaborando alla gestione degli spazi e coltivando relazioni positive con gli altri genitori e gli insegnanti.

Un occhio di riguardo è anche verso l'alimentaizone: si segue infatti un orientamento ispirato alla sana cucina tradizionale mediterranea integrata con i principi base del metodo Kousmine. Naturalmente tutto è di stagione, bilanciato in quanto a nutrienti e prevalentemente biologico (almeno l’80% dei cibi proposti), biodinamico e a km0.

Se le prospettive di questo asilo vi hanno incuriosito e siete in zona, fate un salto alla presentazione del progetto che è prevista per sabato 23 settembre.

L’obiettivo dell'asilo olisitico è quello di contribuire a crescere bambini (e adulti) sereni, equilibrati e felici. Speriamo che la stessa ambizione si diffonda presto anche nelle tradizionali scuole e che yoga e meditazione inizino ad affacciarsi più spesso tra le attività proposte ai nostri figli! Per maggiori info vi consigliamo di contattare la pagina Facebook

Francesca Biagioli

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