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Oggi è la Giornata Internazionale della Pace, ma viviamo già nell’era più pacifica di sempre

Forse non ce ne rendiamo ancora conto: statistiche e dati alla mano, viviamo in una delle epoche più pacifiche della storia dell’umanità

Si celebra oggi la Giornata Internazionale della Pace. La ricorrenza, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1981, nacque come giorno di cessazione del fuoco e di non violenza a livello mondiale, affinché tutte le nazioni e i popoli si sentissero motivati a interrompere ogni ostilità durante tutta la giornata. Una tregua di ventiquattro ore dalla paura e dall’incertezza per tante persone, vittime di guerre, di conflitti spesso fratricidi e di persecuzioni violente in molte regioni del pianeta.

Tuttavia, oggi viviamo probabilmente nell’era più pacifica della storia della nostra specie. Lo dice Steven Pinker, professore di psicologia all’Università di Harvard, nel suo recente libro Enlightment now in cui analizza come la realtà sia ben diversa da quella che viene rappresentata dai mass-media. Nel nostro Paese stiamo assistendo ad un periodo di pace ininterrotta da più di 70 anni. L’ultimo conflitto che ci ha coinvolto direttamente è stata la Seconda Guerra Mondiale.

L’umanità è progredita in modo esponenziale in ogni campo, in particolare negli ultimi 250 anni, ovvero a partire dalla rivoluzione culturale iniziata con l’illuminismo e dei progressi scientifici, umanistici e tecnologici. Salute, ricchezza, felicità, benessere, aspettativa di vita, qualità della vita, mortalità infantile, educazione, istruzione, diritti civili, libertà, uguaglianza e così via: ciascuno di questi ambiti, supportato da dati, analisi e grafici, è cresciuto e migliorato fino alla straordinaria evoluzione a cui ha assistito la nostra specie e che vediamo oggi.

Questo non significa che tutti i problemi sia stati risolti, e che non ne sorgeranno di nuovi, insieme alla nostra evoluzione. Sebbene la pace nel mondo sia aumentata drasticamente negli ultimi secoli, esistono ancora numerosi conflitti in diversi continenti, alcuni dei quali dominano i titoli e le pagine di giornali e telegiornali, dandoci l’impressione di vivere in un mondo che va a rotoli.

Con la Giornata Internazionale della Pace, ogni 21 settembre tutti i paesi sono invitati a ricordare quanto la pace sia preziosa per tutti, e a commemorare la giornata attraverso attività educative e di sensibilizzazione. Quest’anno ricorre inoltre con il centenario della fine della Grande Guerra e il 70°anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. 

Tra le varie iniziative, segnaliamo quella del MIBAC (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali), in programma domani dalle 18.00 alle 18.15, quando tutti i proprietari di campane sono invitati a suonarle, ovunque in Europa. “Dai campanili e dalle torri dei municipi, dai cimiteri, dai monumenti e siti commemorativi le campane richiamano visivamente e acusticamente i valori europei fondamentali che vogliamo trasmettere con l’Anno europeo del patrimonio culturale – si legge in una nota del Mibac – La solidarietà e la pace, ciò che ci unisce come europei, il nostro patrimonio culturale in Europa e per il mondo”.

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A scuola di economia… della felicità

Due giorni a scuola di Economia di Felicità. Così il 29 e 30 settembre 2018 a Prato torna in Italia il weekend di incontri e conferenze dedicato a ripensare e riformulare l’economia, mettendo al centro l’ambiente, la dignità e la salute umana con ospiti di rilievo internazionale come Helena Norberg-Hodge, Serge Latouche, Massimo Fini e molti altri.

Dopo il successo dell’edizione italiana del 2016, le successive conferenze in Corea, Nuovo Messico e Stati Uniti, nonché la partecipazione all’Economics of Happiness World Forum in Giappone, il progetto nato dal libro di Helena Norberg-Hodge “Ancient Futures” – tradotto in 42 lingue – e il film “Economia della Felicità – uscito in 25 lingue e considerato uno dei più importanti Film for Action al mondo – oggi è diventato un disegno di mobilitazione mondiale.

Organizzato dall’Organizzazione Internazionale Local Futures Economics of HappinessManitese Onlus – Firenze e il Movimento per la Decrescita Felice, con la media partnership di Terra Nuova Edizioni, l’obiettivo principale della conferenza e delle giornate di lavoro de l’Economia della Felicità sarà quello di sviluppare una maggiore consapevolezza riguardo le “verità nascoste” dell’economia globale e incoraggiare lo sviluppo di nuovi approcci d’insieme con riferimento alla crisi ecologica, economica, sociale ed esistenziale. Il focus della due giorni sarà quella di proporre, quindi, un paradigma diverso: concentrarsi sui bisogni umani ed ecologici reali tramite ilrisveglio dei legami profondi di ogni individuo con le comunità e con la natura attraverso, appunto, una “economia della felicità”.

Per l’edizione 2018, il programma è ricco di appuntamenti: sabato 29 settembre a Villa San Leonardo al Palco a Prato sono previsti 7 workshop con l’intervento di personalità del calibro di Helena Norberg-Hodge, Keibo Oiwa, Serge Latouche, Yamada, Massimo Fini, Daniel Tarozzi e molti altri. In questi incontri si affronteranno diverse tematiche legate ai metodi attraverso cui ripensare e riformulare l’economia mettendo al centro l’ambiente, la dignità e la salute umana.

Domenica 30 settembre è in programma una grande conferenza in plenaria con oltre 1000 partecipanti tra attivisti, pensatori, gruppi e organizzazioni dai più svariati ambiti per uno scambio intersettoriale e internazionale. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi di Vandana Shiva, Kiebo Oiwa & Yamada, George Ferguson Manish Jain. 

Tra gli indici economico-sociali della Modernità globalizzata di cui si discuterà:

–               disuguaglianza socialenel 2015, 85 uomini detenevano la ricchezza di 3,5 miliardi di persone cioè della metà della popolazione mondiale (rapporto Oxfam sulla Disuguaglianza 2015)nel 2017solo 8 uomini detengono la ricchezza di 3,6 miliardi di persone;

–                Global Foot Printil 1° agosto 2018 si è celebrato il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra, il giorno in cui l’umanità ha usato l’intero budget annuale di risorse naturali a sua disposizione. Se tutti gli abitanti della terra consumassero le stesse risorse di australiani o americani, avremmo bisogno di 5 pianeti; per il consumo degli italiani sarebbero necessari 3 pianeti mentre per gli abitanti della Guinea, molto meno di mezzo. (fonte: https://www.overshootday.org/newsroom/press-release-italian/);

–                infelicità e depressione: sono 200 milioni le persone con problemi di depressione nel mondo con un incremento del 20% secondo l’OMS; 350 milioni soffrono di disturbi legati all’ansia, nevrosi e attacchi di panico. In Italia, l’uso degli ansiolitici è aumentato dell’8% nell’ultimo anno;

–                cambiamento climatico: l’Intergovernmental Panel On Climate Change (IPCC), V Report 2013, ha ancora una volta confermato che il surriscaldamento globale e il cambiamento climatico è determinato dall’attività industriale degli ultimi 60 anni. I gas serra sono aumentati del 40% dal 1990 al 2016. Il tasso di crescita di CO2 negli ultimi 70 anni è aumentato di 1000 volte rispetto ai dati registrati nell’ultima era glaciale.

È possibile trovare tutte le informazioni sul sito www.economiadellafelicita.it.

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La “modella bionica” Chiara Bordi è arrivata terza a Miss Italia

Chiara Bordi è arrivata terza a Miss Italia, alla faccia delle offese ricevute sui social per la sua disabilità

Anche quest’anno si è celebrato Miss Italia,  il concorso che premia la più bella del Belpaese. Un concorso anacronistico che trae le sue origini dall’immediato dopoguerra, dal quale passa un’instantanea del paese reale. Quest’anno è stato vinto da Carlotta Maggiorana, 26 anni della provincia di Ascoli, ma i riflettori sono tutti puntati su Chiara Bordi, 18 anni di Tarquinia, Miss Miluna Lazio, che ha gareggiato nella competizione più glamour dell’anno con una protesi alla gamba ed è arrivata terza.

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Un algoritmo salverà l’olio di oliva italiano

Il futuro dell’agricoltura sarà assicurato dalla tecnologia. In particolare, l’agroalimentare, uno dei settori a più elevato impatto sociale e ambientale al mondo. L’olivicoltura fa parte di questo settore, e l’Italia ha un ruolo da protagonista. Per tutelare alberi e la produzione di olio di oliva, è nata Elaisian, una startup che grazie all’Intelligenza Artificiale è in grado di prevenire le malattie e ottimizzare processi di coltivazione come irrigazione e concimazione. Una risorsa preziosa, specie se si pensa che ogni anno si perde mediamente il 40% circa della produzione di olio d’oliva perché i produttori non hanno strumentazioni sufficienti per contrastare le patologie tipiche. Per questo è importante digitalizzare tutti i processi innovando e salvaguardando la coltivazione dell’ulivo.

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Sharing Economy: la condivisione diventa totale

Entro il 2025 il mercato del consumo collaborativo può arrivare a valere 570 miliardi di euro.

Condividere è bellissimo, etico e molto conveniente! Stiamo parlando dell’Economia Collaborativa che secondo uno studio di PwC, una società internazionale di servizio alle imprese, è un mercato che nella sola Europa vale 28 miliardi di euro e che è destinato a crescere: si stima un valore di 570 miliardi di euro entro il 2025.

La faranno da padroni, sempre secondo questo studio, i sistemi di condivisione dei trasporti che potranno arrivare a coprire il 40% del mercato: car sharing, bike sharing, ecc.

La diffusione degli smartphone, l’accesso sempre più diffuso alla rete Web e la creazione e la diffusione delle applicazioni specifiche permettono già da subito di condividere qualsiasi prodotto o servizio che si presti a questo fine. Ognuno può scambiare beni o servizi con qualcun’altro per un tempo limitato e questa possibilità ha aperto molte prospettive per investimenti e nuovi posti di lavoro.
Si può mettere a disposizione la casa, la piattaforma Airbnb ne è l’esempio più famoso. Si può condividere il cibo e si può condividere pure la gestione della spazzatura.

Una delle novità di questi ultimi anni è costituita dalla possibilità di condividere gli strumenti di lavoro. Serve un trattore Lamborghini 1050 con braccio decespugliatore? Oppure un carrello elevatore laterale o molto più semplicemente un tosaerba?

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Oceani: pronta la barriera galleggiante anti plastica

Un maxi tubo lungo seicento metri che, come un gigantesco «Pac-Man», proverà a ingurgitare le isole di rifiuti. È questa la sfida lanciata da un giovane olandese di origini croate, Boyan Slat, partita da San Francisco dopo cinque anni di test per iniziare il viaggio verso l’Oceano Pacifico. Obiettivo: raggiungere l’isola di rifiuti che si trova tra le Hawaii e la California, grande tre volte la Francia, e dimezzarne le dimensioni nei prossimi cinque anni. «Ocean Cleanup», così si chiama il progetto, è un’idea che Slat ha cominciato a coltivare nel 2013, quando aveva 18 anni (nello stesso anno la presentò nel corso di un «Ted Talk»). Nel frattempo ha raccolto oltre trenta milioni di dollari da donatori privati: così ha potuto rendere concreta la propria strategia per arginare l’inquinamento del mare a opera della plastica.

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Cercasi insegnante da 1 milione di dollari

Andria Zafirakou, vincitrice dell’ultima edizione del premio, e Daniele Manni, insegnante di informatica a Lecce e finalista nel 2015: “Nominate insegnanti che vi hanno saputo ispirare”

Andria Zafirakou, vincitrice a Marzo del Varkey Foundation Global Teacher Prize 2018, il premio “Nobel” per insegnanti da un milione di dollari, oggi invita i docenti italiani ad iscriversi all’edizione 2019. La docente di arte e tecnica tessile di Londra si rivolge anche a genitori e studenti, affinché nominino l’insegnante che più li ha saputi ispirare. Segnalazioni e domande per il premio, alla quinta edizione e il più importante del settore, sono da presentare entro domenica 23 Settembre sul sito: www.globalteacherprize.org.

«Vorrei incoraggiare gli insegnanti italiani a candidarsi – racconta Andria – a farsi avanti per aiutare a mettere in luce e celebrare il grande lavoro che compiono per preparare i giovani ad un futuro oggi imprevedibile. Inoltre invito tutti, dai politici ai genitori, a sostenere gli insegnanti. Dopotutto, se la prossima generazione dovrà essere in grado di affrontare le colossali sfide che la aspettano, in un mondo reso ancora più incerto dai grandi cambiamenti tecnologici in atto, avrà bisogno della migliore istruzione possibile, e quindi di insegnanti validi. Vincere il Global Teacher Prize 2018 è stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita. Ma, aspetto ancora più importante, mi ha aiutato a puntare i riflettori sull’importanza vitale del rispetto verso gli insegnanti, e ha portato alla luce le ammirevoli storie di migliaia di colleghi in tutto il mondo. Mi ha inoltre consentito di aiutare a promuovere iniziative per cambiare la vita degli studenti nel mio paese, sostenendo il potere trasformativo delle arti nelle nostre scuole.»

Dal 2015, cinque gli insegnanti italiani selezionati tra i finalisti del Global Teacher Prize, divenuti ambasciatori della Varkey Foundation:

  • Lorella Carimali, insegnante di matematica presso il Liceo Scientifico Statale Vittorio Veneto di Milano è stata scelta tra i finalisti di quest’anno; la selezione è stata compiuta tra oltre 30.000 nominati e candidati di 173 paesi in tutto il mondo.
  • Armando Persico, che insegna Imprenditorialità presso l’istituto professionale della Fondazione Ikaros di Bergamo, è stato tra i finalisti nel 2017.
  • Barbara Riccardi, insegnante presso l’Istituto Comprensivo Via Frignani di Roma è stata selezionata nel 2016.
  • Daniela Boscolo, un’insegnante di sostegno presso l’ITSE C. Colombo di Porto Viro
  • Daniele Manni, che insegna informatica presso l’Istituto “Galilei – Costa” di Lecce entrambi tra i finalisti nel 2015.

Daniele Manni, italo-canadese e docente di Informatica presso l’Istituto “Galilei – Costa” di Lecce, tra i finalisti per il Global Teacher Prize 2015, ha dichiarato: «Nelle mie lezioni cerco di incoraggiare il pensiero creativo per liberare gli studenti dal tradizionale stile di apprendimento ‘passivo’, da quell’atteggiamento che spesso si concentra esclusivamente sul programma da svolgere. Dedico il 40-50% delle mie lezioni a coinvolgere i miei studenti in progetti a lungo termine su svariati argomenti, quali l’inclusione sociale, l’eco-sostenibilità e l’auto-imprenditorialità. In passato, abbiamo anche co-fondato un incubatore e acceleratore di start-up nella nostra scuola. Negli anni, i nostri studenti hanno ricevuto riconoscimenti e premi, tra cui anche medaglie del Presidente della Repubblica. – Essere selezionato tra i finalisti del Global Teacher Prize è stato fantastico e mi ha aperto tante porte che prima erano inimmaginabili. Mi ha consentito di raccontare la mia storia e mettere in luce il lavoro che sto facendo per contribuire a migliorare la didattica formativa. Inoltre, mi ha permesso di conoscere le storie di molti altri colleghi in tutto il mondo e di scoprire le straordinarie iniziative che stanno attuando per educare la prossima generazione. Invito gli insegnanti italiani a presentare la propria candidatura per il premio del prossimo anno, affinché le loro storie possano essere raccontate, conosciute e diffuse.»

Il premio, giunto alla quinta edizione, è il più importante nel settore. Le nomine possono essere presentate su www.globalteacherprize.org, entro domenica 23 settembre 2018.

Tra gli iscritti al Global Teacher Prize 2019 ne verranno selezionati 50 entro dicembre 2018 e a febbraio 2019 i 10 finalisti. Tra questi, la Global Teacher Prize Academy, costituita da personalità di rilievo, sceglierà il vincitore. Gli insegnanti selezionati parteciperanno alla cerimonia di premiazione che si svolgerà a Dubai il 24 Marzo 2019 nell’ambito del Global Education and Skills Forum.

La competizione è aperta a tutti gli insegnanti, indipendentemente dal tipo di scuola e dal Paese in cui si trovano, nel rispetto delle leggi locali, che attualmente lavorano con bambini tra i 5 e i 18 anni, o che frequentano la scuola dell’obbligo. Possono partecipare anche insegnanti che lavorano con bambini di almeno 4 anni in programmi per la prima infanzia riconosciuti dal governo, così come quelli che lavorano part-time e che impartiscono corsi online. Gli insegnanti devono dedicare all’insegnamento almeno 10 ore a settimana e devono avere intenzione di continuare ad esercitare la professione per almeno altri 5 anni.

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Etiopia e Eritrea riaprono la frontiera dopo 20 anni di guerra

La frontiera tra Etiopia e Eritrea era chiusa dal 1998. Dopo due decenni di conflitto e circa 80mila morti, i passaggi al confine sono stati riaperti.

Etiopia e Eritrea hanno compiuto un nuovo passo nel processo di pace avviato nello scorso mese di luglio, dopo due decenni di conflitto. Martedì 11 settembre, le due nazioni africane hanno riaperto la loro frontiera terrestre.

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100 blog per Gela: se cambi l’immagine di una città poi la città cambia?

Un caso di successo dell’Alternanza Scuola-Lavoro: inizialmente il progetto si chiamava “100 Blog per Gela”, poi i blog sono diventati 383!

Uno dei problemi della città di Gela era la pessima immagine. Se cercavi “Gela immagini” su Google venivano fuori centinaia di foto di auto e negozi bruciati, refurtive e pregiudicati. Se uno vede una cosa così dice: “Ok, a Gela non ci vado!”.

C’era quindi da affrontare innanzitutto l’immagine web della città. L’idea è che i ragazzi, all’interno dell’alternanza scuola-lavoro, potessero imparare a creare e gestire un blog personale dedicato alla propria città e alle proprie passioni.

Il progetto, di Jacopo Fo e Bruno Patierno, è iniziato incontrando decine di associazioni, dal Rotary alla parrocchia, scoprendo che in questa città c’è grande fermento e voglia di migliorare.

L’ispirazione gli è arrivata da Kate Miner, una ricca signora americana che a un certo punto della sua vita decide di vendere la sua rete di boutique di alta moda, di godersi la vita, ma anche di fare qualche cosa di buono. Allestisce così un mega camion-camper trasformato in beauty center e, aiutata da un gruppo di psicologhe e femministe, inizia a raccogliere donne senzatetto che vivevano sotto i ponti. Le lavano, le fanno dormire, poi massaggi, manicure, pedicure, parrucchiere, trucco, vestiti di lusso. Poi le fanno sfilare di fronte a un gruppo di estetiste, fanno loro i complimenti, qualche consiglio sul portamento.

Poi assistenza per trovare una casa e un lavoro. In questo modo hanno tirato via dalla strada più di 5 mila donne…

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Scoperto il modo di produrre carburante pulito utilizzando la luce solare

Imitando la natura, i ricercatori sono riusciti a produrre idrogeno partendo dall’acqua e utilizzando la luce solare, fonte praticamente inesauribile di energia. Per utilizzarlo come carburante pulito.

È ciò che ha reso possibile la vita sul pianeta come la conosciamo. La fotosintesi ha permesso agli organismi vegetali di conquistare le terre emerse e di produrre quasi tutto l’ossigeno sulla Terra, e favorire così anche la comparsa dell’uomo. Un processo che permette alla piante di sintetizzare zuccheri partendo dall’anidride carbonica (CO2) e dall’acqua e impiegando la luce solare come “carburante” pulito e praticamente infinito. Un processo al quale gli scienziati lavorano da tempo, per riuscire a produrre una fonte di energia verde e praticamente illimitata. È quello che è accaduto nei laboratori del St. John’s College, dell’università di Cambridge, dove i ricercatori sono riusciti a ricreare la medesima reazione che avviene nelle piante, dividendo le molecole d’acqua in ossigeno e idrogeno in modo estremamente efficiente.

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Il record spettacolare di Alessia Zecchini: 107 metri di immersione con un unico respiro

Un video emozionante che lascia tutti col fiato sospeso

L’atleta italiana Alessia Zecchini ha stabilito il nuovo record mondiale di apnea profonda in assetto costante con monopinna. È riuscita a raggiungere la profondità di 107 metri con un unico respiro in 3 minuti e 15 secondi. Praticamente, quel giochino che tutti abbiamo fatto una volta nella vita, per vedere quanto ce la facevamo a rimanere in apnea senza morire, per lei è ordinaria amministrazione. Potrebbe ascoltare una canzone alla radio per tutto il tempo senza respirare.

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Mobilità: Berlino è la nuova Amsterdam. Per merito di tre persone qualsiasi

E mostra come noi stessi potremmo essere il cambiamento che vogliamo.
La città, grazie all’impegno dei suoi abitanti, ha un nuovo e ambizioso piano per la mobilità

Non solo, non sempre, ha senso lamentarsi per un governo inetto. L’azione che sta rivoluzionando la mobilità della capitale tedesca – una capitale antica, tradizionalista, legata al suo passato e alle sue Trabant – è stata possibile grazie a una raccolta firme nata dalla semplice iniziativa di tre persone qualsiasi.

Traduco dal Berliner Zeitung, che ha raccontato la loro storia, le frasi che i tre hanno usato a commento del successo ricevuto: Ragnhild, che arrivava dalla Norvegia, ha detto: “A Berlino mi sentivo all’età della pietra”, qualcosa di davvero empatico per noi italiani, che possiamo immedesimarci subito nel loro stato d’animo (teoria della relatività a parte, visto che Berlino era comunque già molto più avanti di noi in civilità ciclistica). Michael ha detto: “Le piste ciclabili erano usate come parcheggi”, una lamentela che avrete notato anche qui. Mentre Denis ha magistralmente affermato: “Il grosso deve ancora iniziare!”

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Il treno del foliage, per ammirare i colori dell’autunno tra Italia e Svizzera

Un treno da fiaba per un viaggio che non dimenticherete facilmente

Il foliage è quel fenomeno che richiama spettatori da tutto il mondo per fotografare le foglie degli alberi che cadono, ammantando il suolo di colori e forme tutte nuove che danno vita all’autunno. Stare in mezzo alla natura fa bene a tutto, al corpo come alla mente e non c’è niente di meglio di una bella passeggiata nel bosco per ricaricare le batterie  e ossigenare il cervello.

La storica Ferrovia Vigezzina-Centovalli collega l’Italia con la Svizzera attraverso la Valle Vigezzo e da molti viene definita la ferrovia panoramica più bella d’Italia…

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Parte l’8 settembre la più grande operazione di pulizia degli oceani di Boyan Slats

Dopo anni di preparativi, parte la più grande operazione di pulizia dei mari mai immaginata, per eliminare le immense isole di plastica, le cosiddette garbage patch che si accumulano e fluttuano negli oceani.

La storia di questo progetto è bellissima: nel 2012 un ragazzino di 16 anni di nome Boyan Slats va in vacanza in Grecia, gli piace il mare, gli piace fare immersioni, ma è sconcertato dal fatto che vede più plastica che pesci. Da quel momento inizia a ragionare su come risolvere il problema e sposta la sua attenzione dalle isole greche alla grande isola di plastica del pacifico. Lì la plastica è più concentrata e sembra più fattibile raccoglierela, ma è comunque evidente a tutti che è troppo costoso pensare semplicemente di andare lì con delle navi a tirar su l’immondizia, non si può neanche filtrare il mare, non si può passarlo al setaccio per togliere i frammenti grandi e piccoli. Non si sa neanche bene quanto siano grandi queste isole di plastica e diviene quindi anche difficile valutare quanto tempo ci voglia a ripulirle.

Ma Boyan ha un’idea e dopo essersi diplomato alle superiori fa un TED, cioè una presentazione di 10 minuti del suo sogno: costruire delle barriere speciali che fluttuano nel mare e accumulano i rifiuti, sfruttando la forza del vento e delle onde. Se non puoi andare a prendere la plastica, lascia che la plastica venga a te

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“Le persone buone sono ovunque”. E il video della dash cam fa il giro della rete: voi lo fareste?

Un video registrato dalla dash cam di un automobilista polacco, pubblicato su Youtube con il semplice titolo “Dobrzy ludzie są wszędzie” (Le persone buone sono dappertutto”). Ad un passaggio pedonale un motociclista ferma la sua moto, scende e avvicina una anziana per aiutarla ad attraversare…

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Malato di cancro esaurisce i giorni di malattia: i colleghi gliene regalano 75

Robert Goodman, un insegnante di storia della Florida, con un cancro al colon al terzo stadio, temeva di non poter più fare le chemioterapie

Aveva bisogno di venti giorni di malattia in più per poter fare la chemioterapia. Dopo un disperato appello su Facebook, Robert Goodman, un insegnante di storia della Florida, affetto da un cancro al colon al terzo stadio, ha ricevuto un regalo inaspettato: i suoi colleghi, provenienti da ogni angolo del Paese, si sono fatti avanti regalandogli 75 giorni liberi, sottraendoli a quelli che spettavano loro di diritto per malattia…

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Quando siete felici, fateci caso di Kurt Vonnegut è il libro che aiuta a diventare migliori

Nei suoi discorsi ai laureandi, Kurt Vonnegut affronta tutti i temi più importanti con un sapiente uso di satira e saggezza. Da leggere e rileggere.

Kurt Vonnegut non sempre viene citato tra gli autori di cui dover leggere almeno un libro prima di morire. Eppure lo scrittore e saggista americano scomparso nel 2007 è una delle voci più satiriche e insieme umane dell’America (e quindi del mondo occidentale) dalla Seconda Guerra Mondiale a oggi.

Ha scritto un bel po’ di opere fantascientifiche profetiche, come Piano Meccanico del 1952, in cui descrive la distopia dell’America diventata schiava della tecnologia, oppure il suo libro più conosciuto, Mattatoio n.5 del 1969, toccante e largamente autobiografico, in cui ricorda il bombardamento di Dresda e arriva al cuore di molti grazie al suo pacifismo mai banale.

Non è però del suo periodo fantascientifico che vogliamo parlarvi, bensì di un libro che raccoglie i suoi commencement speechi discorsi tenuti al termine dell’anno accademico negli Stati Uniti, per motivare i laureandi…

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Laboratorio Urbano Rigenera, buone pratiche per riqualificare le periferie

Quella del Laboratorio Urbano Rigenera è una storia di rigenerazione urbana delle periferie e nasce nel 2013 con la riqualificazione di un vecchio e abbandonato asilo di Bari.

Un immobile comunale abbandonato da vent’anni e restituito alla comunità, ristrutturato e riqualificato con fondi pubblici e privati. Ha inizio così, nel 2013, la storia del Laboratorio Urbano Rigenera a Palo del Colle, in provincia di Bari. Un luogo riqualificato oggi quartier generale anche di Rigenera SmART City – Festival delle Periferie, la grande manifestazione dedicata alle Periferie che, giunta alla quarta edizione, si svolge dal 6 al 9 settembre.

Il Laboratorio Urbano Rigenera è nato in un vecchio asilo nido comunale dismesso e riconsegnato alla collettività grazie alla lungimiranza dell’amministrazione comunale e alla cooperativa Itaca (International theatre academy of Adriatic) vincitrice del bando regionale Bollenti Spiriti che l’ha trasformato in uno spazio di condivisione, cultura e co-working. Ne è venuta fuori, grazie a continui interventi in questi 5 anni,  una struttura di 1500 mq completamente eco-sostenibile…

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Ricambi auto: 4 rimedi per risparmiare se hai deciso di tenere la tua cara vecchia auto

Secondo i dati diffusi dall’Unrae, l’associazione dei costruttori esteri, e dall’ACI, l’intero parco auto in Italia ha un’età media di 11 anni. Il rinnovamento procede a rilento, anche per motivi economici. Ogni giorno dobbiamo tenere botta ai molteplici stimoli che arrivano da pubblicità, da norme anti-inquinamento che si rinnovano in continuazione, e da incentivi che sono spesso ingegnose trovate di marketing per fare leva sulla percezione del valore del tuo usato.

Oltre ai motivi economici, anche il valore affettivo aiuta a superare tutti questi elementi, più razionali, spingendoci a tenere la nostra cara vecchia auto. Ma come fare per mantenerla sempre in forma senza ritrovarsi all’improvviso con un rottame e con il portafogli sgonfio?

Ecco 4 rimedi per mantenere la propria auto sempre in ottime condizioni:

  1. fai una regolare manutenzione: sembra scontato, ma rispettare gli intervalli stabiliti dalla casa per il cambio dell’olio e dei filtri, oltre a tutte le altre operazioni di manutenzione ordinaria, allungano considerevolmente la vita della tua auto;
  2. rivolgiti a un’officina multimarca è spesso più conveniente rispetto ad un’autofficina autorizzata. Dal 2002 è entrato in vigore in tutti i paesi europei il “Decreto Monti“, prolungato dal Regolamento (UE) N. 461/2010 fino al 2023, che ha reso possibile effettuare il tagliando del veicolo ancora in garanzia, senza perderla, in qualsiasi officina indipendente, purché questa utilizzi ricambi equivalenti o superiori degli originali e rispetti le istruzioni della casa automobilistica;
  3. intervieni subito appena si verifica un problema: se hai il sospetto che qualcosa non vada bene, come una spia che si è accesa e poi spenta, un rumore strano provenire dal motore, senti odori strani o vedi del fumo (in quel caso è spesso ormai troppo tardi), non aspettare di rimanere a piedi: fai fare subito un controllo dal tuo meccanico di fiducia;
  4. preferisci ricambi auto compatibili agli originali: se devi sostituire dei pezzi, spesso i ricambi auto originali sono molto costosi. Rivolgersi a fornitori di ricambi auto compatibili con gli originali, come www.autopezzistore.it, consente di risparmiare molti soldi, e spesso si tratta dei medesimi ricambi fabbricati per le stesse case automobilistiche, ma senza il “costosissimo” marchio. Anche se non sei in grado di effettuare personalmente gli interventi più importanti, puoi chiedere al tuo meccanico di fiducia di sostituire i pezzi che acquisti online.

Questi piccoli accorgimenti possono allungare la vita della tua auto e quella del tuo portafogli, soprattutto se consideri che il valore di un auto nuova si dimezza di circa la metà dopo soli due anni.

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Altruismo: una scelta che migliora la vita, e non solo

È l’altruismo ciò che ci rende davvero umani? Ci sono vantaggi nell’essere altruisti? L’altruismo non è mai disinteressato, e in fin dei conti non è altro che una forma superiore di egoismo? È la versione chic del buonismo più smidollato?

Qui vi presento una definizione sintetica, qualche fatto e qualche studio recente.  Poi, decidete voi. Io mi limito a suggerire che, in questi tempi in cui essere cattivisti va così di moda, e in cui ogni forma di altruismo rischia di venire etichettata come buonismo obsoleto e fallimentare, un pensierino in più sull’essere altruisti ci potrebbe anche stare.

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