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Cappuccetto Blu: la fiaba che insegna alle bambine ad avere coraggio

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Niente sottomissione né gridolini da bimbe impaurite e il lupo c’è ma non è feroce, anzi con lui si può stabilire un forte legame d’amicizia. È “La strana storia di Cappuccetto Blu”, della scrittrice dell’infanzia Guia Risari, la nuova fiaba di Cappuccetto rosso che si spoglia del suo storico mantello, quello affibbiatole per secoli da Perrault ai Fratelli Grimm, e ne indossa uno blu, simbolo di coraggio e determinazione.

Con le illustrazioni di Clémence Pollet ed edito da Settenove, è u meraviglioso albo illustrato, una fiaba in cui la protagonista non è più tanto docile né sembra sprovveduta e il lupo non incute più timore, anzi.

Con lui, Cappuccetto, dotata oramai di giudizio, senso dell’indipendenza e capacità di autodeterminazione, si dimostra una bambina intraprendente e coraggiosa e anche con le sue precise opinioni: la nonna ha solo da lagnarsi ed è noiosa e i lupi vogliono fare i cattivelli ma poi “basta dirgliene quattro e stupirli con qualche storia e diventano buoni buoni”.

Una versione moderna e sorprendente della celebre fiaba, in cui niente è come sembra. Cappuccetto non è docile, né si lascia impressionare. La mantellina non è rossa, ma blu. La fitta foresta non è così minacciosa (né foresta). Il lupo non è così diabolico, né feroce. Ma, soprattutto, le storie sono un cammino che porta all’amicizia”, si legge sulla quarta di copertina.

©Settenove

©Settenove

Sono partita da Cappuccetto Rosso perché è forse la fiaba sulla emancipazione femminile più universale e diffusa al mondo – dice la Risari a Il Messaggero. Ho scelto di dare alla mia versione una sfumatura irriverente e surreale e di restituire alla protagonista della storia quell’indipendenza di giudizio e quella capacità di autodeterminazione che conferiscono alla fiaba il suo senso originario. Cappuccetto non è altro che una storia sulla crescita femminile, sul saper affrontare i pericoli e servirsi del proprio ingegno”.

Una nuova storia, quindi, in cui Cappuccetto è una ragazzina temeraria e per niente remissiva che non si lascia divorare, ma sfida il lupo a un gioco speciale in cui sono menzionate le più belle storie del mondo.
Morale? Le bimbe hanno la capacità di scegliere e imparare di chi fidarsi e di chi no e tirarsi fuori dagli impicci con un po’ di praticità, senso logico e sicurezza nelle proprie possibilità.

Tra gli altri libri di Guia Risari citiamo: Jean Améry. Il risentimento come morale sul risentimento nella filosofia occidentale (Franco Angeli 2002), vincitore di cinque premi letterari, L’alfabeto dimezzato. Storie di coccodrilli scottati e scimpanzé in piscina (Beisler, 2007), Il cavaliere che pestò la coda al drago (EDT-Giralangolo, 2008), Gli occhiali fantastici (Franco Cosimo Panini, 2010), Il Decamerino (Mondadori, 2015), La porta di Anne (Mondadori, 2016), Il viaggio di Lea (Einaudi Ragazzi, 2016) e La stella che non brilla, la Shoah raccontata ai bambini (Gribaudo 2019).

Fonti: Settenove / Il Messaggero

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Il riscaldamento globale? Poca voglia di risolverlo

Il Cambiamento - feed -

Al momento, il genere umano è molto lontano dal tenere sotto controllo i cambiamenti climatici e in particolare, arginare l’aumento delle temperature a non oltre un grado e mezzo rispetto ai livelli preindustriali. Ma cosa sono disposti a fare i cittadini per limitare gli effetti del cambiamento climatico? I risultati di un’indagine condotta da Observa in collaborazione con l’Università di Aarhus in un intervento di Giuseppe Pellegrini che riproponiamo dalla rivista Micron.

Auguri a Mila e Shiro: 34 anni fa la prima puntata su Italia 1

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34 anni fa “Mila e Shiro – Due cuori nella pallavolo” veniva trasmesso per la prima volta su Italia 1 conquistando i cuori di moltissimi bambini. Era il 25 febbraio 1986, una data da ricordare visto il clamoroso successo ottenuto dall’anime giapponese, tratto da un manga scritto e illustrato da Jun Makimura e Shizuo Koizumi.

Il cartone veniva trasmesso nel pomeriggio all’interno di “Bim Bum Bam” e come tutti ricorderanno, era incentrato sulla pallavolo e sulle avventure di Mila Hazuki, ragazza di campagna che decise di trasferirsi in città per frequentare le scuole medie.

E fu proprio qui che venne in contatto con l’amatissimo sport della pallavolo, tanto da diventare la campionessa che tutti abbiamo sconsideratamente amato e spesso imitato. Tanti auguri!

FONTI: Wikipedia

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UN panel to rally global political will to tackle internal displacement crisis

ONU - aiuti umanitari - feed -

Forty-one million people around the world are internally displaced – and hundreds of thousands more have been forced from their homes since the beginning of the year – an “unacceptable” situation for which solutions can be found, UN Secretary-General António Guterres told a delegation established to address this global challenge.

Il video shock del lamantino trascinato lungo una strada mentre cercava disperatamente di liberarsi

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Legato con una corda intorno alla coda, questo lamantino è stato trascinato lungo una strada da un gruppo di uomini mentre si agitava disperatamente nella speranza di liberarsi.

Il video scioccante che riprende la scena è stato condiviso sui social nigeriani e in seguito alla segnalazione di Blue Planet Society, è stato commentato anche da Sharon Ikeazor, Vice Ministro dell’Ambiente in Nigeria:

“La mia attenzione è stata attratta da un video molto angosciante e sgradevole di un lamantino catturato nella regione del delta del Niger che viene trascinato su un terreno spoglio da un destino crudele da parte di un giovane disinformato. Condanno fermamente questo atto …”

My attention has been drawn to a very distressing & distasteful video of a captured manatee in the Niger Delta Region being dragged on bare ground to a cruel fate by some ill informed/uninformed youth. I strongly condemn this act …. pic.twitter.com/08yPCUf35o

— Sharon Ikeazor (@sharon_ikeazor) February 23, 2020

E ha aggiunto:

“È triste che i lamantini rimangano uno dei mammiferi acquatici più cacciati, il ripetersi di questo deve essere di grande preoccupazione per tutti noi …”

Horrific video of threatened West African manatee dragged down a street in Delta State, Nigeria yesterday. We have informed @sharon_ikeazor, Nigerian Minister of State for Environment, who has said she will issue a statement and take action. @UNEP @BonnConvention @OceanCare pic.twitter.com/bABmzpEyZg

— Blue Planet Society (@Seasaver) February 22, 2020

I lamantini dell’Africa occidentale sono classificati come specie vulnerabili ed è illegale cacciarli in Nigeria. Tuttavia vengono spesso catturati per utilizzare i loro organi nella medicina tradizionale.

Nel 2015, l’Unione internazionale per la conservazione della natura, IUCN, ha stimato che c’erano 10.000 lamantini in Africa occidentale allo stato brado, sebbene questo numero sia in rapido declino.

CMS, la Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici di animali selvatici, ha sottolineato che è fondamentale, in particolare nelle aree colpite dalla povertà, che le persone siano informate e rese consapevoli in merito all’importanza degli sforzi di conservazione, anche per evitare il ripetersi di cose simili!

FONTI: CMS/Twitter/IUCN

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Ritirato set per la pappa eco-friendly: se lo avete acquistato, non usatelo

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Il Ministero della Salute ha pubblicato un avviso relativo al set per la pappa ecofriendly Nuby Lunch, prodotto con mais e bamboo.

Il set per il pranzo, prodotto in Cina e distribuito dal Belgio anche nel nostro Paese, non è conforme alla normativa per migrazione di formaldeide e melamina.

Il problema riguarda solo il set composto da due piatti, un bicchiere e due posate su cui è rappresentato un elefantino e non i modelli che riportano altri soggetti, come la giraffa e il riccio.

In seguito alla notifica attivata in Francia grazie al sistema di allerta RASFF, il Ministero italiano ha reso noto l’avviso: a scopo precauzionale, chi avesse acquistato il prodotto è invitato a non utilizzarlo.

Fonte di riferimento: Ministero della Salute

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Rinascono i forni pubblici di Cuneo e dintorni dove ognuno può cuocere il proprio pane

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Sostenibilità ambientale e filiera corta, senso della comunità e riscoperta delle tradizioni: qui nel cuneese, da Rocca Cigliè – tra le colline dell’Alta Langa – a Sinio, torna ad espandersi l’odore buono del pane, quello fatto nei forni di una volta.

Sono gli antichi forni in pietra che si è deciso di restituire alla comunità, nell’intenzione di salvaguardare il ricco patrimonio rurale che fu.

Proprio in Piemonte, soprattutto nelle valli occitane, in provincia di Cuneo ma anche di Torino, ogni paese e borgata aveva il suo forno comunitario dove le famiglie che non l’avevano in cascina potevano infornare e fare scorte. La panificazione era sì un momento faticoso, ma era quello che più di tutti rappresentava una gioia per la vita comunitaria.

Per recuperare il bello del pane fatto con le proprie mani, negli ultimi anni alcuni comuni di queste valli hanno ripristinato gli antichi forni, alcuni per accenderli in occasioni di feste o sagre locali, altri proprio per panificare regolarmente.

Il forno di Rocca Cigliè

È il caso di Rocca Cigliè, dove il Comune ha ottenuto dai proprietari l’uso in comodato gratuito della vecchia struttura del forno e creato ad hoc una associazione che si occupi del suo funzionamento.

Loro sono gli Amici del Forno di Rocca Cigliè e il loro nobile compito è quello di accendere il forno e tenerlo pulito. In questo modo, in genere ogni paio settimane, chi ne ha desiderio può portare il proprio impasto, “tirarlo” sulla tavola apposita e poi metterlo in cottura. Tempo due ore ciascuno e già una decina di famiglie hanno recuperato questa bellissima tradizione.

Come vive l’associazione? Con offerta libera o una sorta di tesseramento di chi va lì per farsi il pane.

Nel resto del Piemonte

A Villadossola nella frazione di Tappia, provincia di Verbano-Cusio-Ossola, il forno risalente al 1871, conservato sotto chiave, viene aperto al pubblico solo in alcune occasioni, come a Montecretese dove è utilizzato per feste locali.

La Ruà, Ostana – Borgata Bernardi, nel cuneese, il forno è funzionante e viene utilizzato dalla popolazione in occasione di feste, in primis quella del pane, nel mese di agosto.

A Tetto Caresmin, Cuneo, e a Monte Alpet, Cuneo, i forni sono stati recuperati e sono perfettamente funzionanti, mentre a Genola, sempre in provincia di Cuneo, il forno si utilizza per lo più per la Sagra delle Quaquare.

Infine, ad Oulx – Borgata Savoulx, il forno di Signols (L’Fur du Sinhòu) viene ancora utilizzato per cuocere il pane di segale e le tradizionali torte di mele.

Fonte: La Stampa

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Kirk Douglas ha donato in beneficenza il suo patrimonio: 61 milioni di dollari per aiutare i bisognosi

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Kirk Douglas, scomparso lo scorso 5 febbraio all’età di 103 anni, ha deciso di donare la maggior parte del suo patrimonio in beneficenza.

Secondo le ultime volontà dell’ex attore statunitense circa 61 milioni di dollari saranno destinati alla Douglas Fondation, organizzazione benefica fondata circa 60 anni fa.

La fondazione, creata da Douglas e da sua moglie Anne Beyends nel 1964, finanzia l’ospedale pediatrico di Los Angeles e altri progetti per l’infanzia, oltre a offrire borse di studio per studenti svantaggiati e destinare fondi per il Kirk Douglas Theater di Culver City, un cinema restaurato.

“L’obiettivo principale della Douglas Foundation è di aiutare coloro che altrimenti non possono aiutare se stessi.
Il suo obiettivo principale è migliorare l’istruzione e la salute, promuovere il benessere e, soprattutto, sviluppare nuove opportunità per i bambino, che hanno il nostro futuro nelle loro mani”, si legge sul sito web della fondazione.

Fonti di riferimento: Daily Mirror/Douglas Foundation

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Svelata a Roma la stazione-museo dell’Amba Aradam: un viaggio nella storia

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Roma è un museo a cielo aperto. E adesso le sue splendide rovine saranno visibili anche dalla metropolitana. Sono stati svelati infatti i render della nuova stazione-museo Amba Aradam, sulla linea C.

Un mix tra antico e nuovo, tra reperti archeologici e modernità spinta. Nel 2024, quando verrà aperta, la fermata Amba Aradam/Ipponio regalerà ai viaggiatori e ai turisti uno spettacolo eccezionale, con mosaici risalenti all’epoca di Adriano, risalenti al II secolo d.C. venuti alla luce grazie agli scavi della metro C.

Frutto del lavoro dell’architetto Paolo Desideri, la stazione si trova a metà tra Fori imperiali e San Giovanni. Nel corso degli scavi, è stato rinvenuto un vasto complesso archeologico considerato una delle più rilevanti scoperte degli ultimi anni. Con le sue grandi vetrate e i led mostrerà al mondo le nuove bellezze, finora nascoste dal sottosuolo della capitale.

Nella metà occidentale del corpo stazione è stato individuato anche un vasto complesso probabilmente di carattere militare, articolato su due livelli chiamati “caserma” e “Domus del Comandante”, mentre nella metà orientale si sviluppava un ampio settore a giardino, allestito su terrazze degradanti verso il fosso dell’Acqua Crabra.

©consorzio metro C

Gli scavi nell’area della stazione Amba Aradam/Ipponio, hanno portato alla luce infatti una caserma romana risalente al II secolo d.C., di oltre trenta vani articolati lungo un corridoio, con affreschi alle pareti e pavimenti a mosaico.

©consorzio metro C

Rispetto all’altra archeostazione, San Giovanni, in questo caso binari e reperti saranno separati e si potrà entrare anche solo per ammirare i resti archeologici. Dalle entrate di via dei Laterani, via Frasalo e viale Ipponio infatti si potrà accedere alla piazza ipogea e poi decidere se visitare solo il museo o raggiungere la banchina della metropolitana, all’ultimo dei 5 piani.

©consorzio metro C

I cantieri per la realizzazione della nuova fermata metro sono partiti nel 2015 a opera del Consorzio Metro C e dovrebbero aprire le porte al pubblico nel 2024.

©consorzio metro C

Come sarà la nuova stazione-museo Amba Aradam/Ipponio

La stazione si estende per circa 120 metri in lunghezza e per oltre 30 metri in profondità e si sviluppa su 5 livelli interrati: piano atrio e piano museale, piano per il ricollocamento dei reperti archeologici, piano destinato ai locali tecnici, piano “mezzanino” e piano banchine a servizio esclusivo della metropolitana.

A quota 26.50 sarà collocato l’ingresso all’area museale attraverso un atrio in cui saranno presenti una reception, biglietteria e guardaroba. Il livello inferiore del museo è costituito da una passerella, che permette di ammirare i resti rinvenuti nella parte superiore della caserma.

Un vero e proprio viaggio nella storia.

Fonti di riferimento: Consorzio metro C

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La vernice mangia smog potrebbe essere utile contro il Coronavirus. L’appello per testarla

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Massimo Bernardoni ha inventato tempo fa una speciale vernice fotocatalitica chiamata Airlite in grado di “mangiare” lo smog, conosciuta ormai a livello mondiale proprio per la sua capacità di pulire l’aria.

Ebbene questa vernice, analizzata in laboratorio, si è dimostrata particolarmente efficace dal punto di vista antimicrobico perché capace di eliminare batteri come lo Staffilococco Aureus Mrsa, diffuso principalmente negli ospedali e potenzialmente letale. Nei test effettuati presso la Sapienza di Roma, si è constatato un abbattimento del batterio del 99,9% in due ore, e simili risultati si sono riscontrati con un altro batterio, la Klebsiella pneumoniae, che può causare fra le altre cose polmoniti.

La vernice, che normalmente viene applicata sui muri per uccidere i batteri presenti nell’aria, secondo il suo inventore, Massimo Bernardoni, potrebbe essere utilizzata anche contro il coronavirus, che è un virus, non un batterio, ma che potrebbe comunque esserne annientato. Perlomeno questa è l’ipotesi di Bernardoni che, per verificarne l’efficacia, ha chiesto all’Istituto Superiore di Sanità di testarla con campioni di Covid-19.

Bernardoni in un’intervista rilasciata ad Adnkronos ha spiegato di aver testato la vernice con una quindicina di batteri, alcuni molto resistenti agli antibiotici, e di averli eliminati in due ore. Questo accade grazie a una “multitecnologia che fa più cose contemporaneamente” eliminando “tutto cio’ che è organico e viene a contatto con la superficie, riduce gli elementi inquinanti e abbassa anche la temperatura degli ambienti”. Motivo per cui molto ospedali vi hanno già ricorso per eliminare infezioni varie.

Airlite è stata anche utilizzata, nel 2007, per pulire e ridipingere il Traforo che a Roma collega Via Nazionale con Via del Tritone e si è constatato un dimezzamento, da allora, dei valori di NOx. Adesso il suo inventore ipotizza che possa rivelarsi utile, viste le premesse, anche contro il temutissimo Coronavirus e attende una risposta dalle istituzioni per poterne testare l’efficacia.

FONTE: Adnkronos

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Pollo al cloro: l’Europa chiede al Regno Unito di mantenere il divieto per ottenere un accordo commerciale

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L’Unione europea ha inserito una clausola nell’accordo commerciale tra Bruxelles e Londra perché il Regno Unito mantenga il divieto di importazione di carni di pollo trattate con prodotti a base di cloro, anche dopo il periodo di transizione della Brexit che si concluderà alla fine di quest’anno.

La clausola, inserita nel documento “Ambiente e salute”, è stata inizialmente richiesta dalla Francia e poi appoggiata dagli altri Stati membri per proteggere le importazioni di prodotti alimentari in Europa e comprende anche  il divieto di importazione per alcuni pesticidi e sostanze capaci di interferire con il sistema endocrino, usate nel settore agricolo e alimentare.

La richiesta da parte dell’Europa è arrivata dopo la notizia di un possibile accordo commerciale tra Regno Unito e Stati Uniti che consentirebbe appunto l’importazione in UK di carni di pollo trattate con prodotti contenenti cloro, oltre a carni di manzo nutriti con ormoni, pesticidi e altre sostanze vietate in Europa.
George Eustice, segretario all’ambiente del Regno Unito, non ha garantito che tali prodotti non saranno importati dagli USA.

L’Unione europea ha dunque deciso di inserire la clausola per garantire la sicurezza alimentare all’interno degli Stati membri ed evitare che tali prodotti possano raggiungere i paesi europei dopo essere entrati nel Regno Unito.

È probabile che il Regno Unito renda pubblici i suoi piani questo giovedì, ma il governo inglese ha già dichiarato la volontà di rifiutare qualsiasi tipo di accordo che implichi alla Gran Bretagna di rispettare la giurisdizione UE.

La mancata accettazione della clausola potrebbe però portare a uno stop dell’accordo commerciale tra Europa e Regno Unito.

Fonti di riferimento: The Guardian/Independent

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Obbligo di baciarsi in riva al mare del Salento: il romantico cartello a Torre dell’Orso

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Cosa c’è di più romantico di un bacio in riva al mare? Lo avranno pensato anche a Torre dell’Orso, la splendida località balneare salentina dov’è apparso un cartello stradale che invita a baciarsi.

Era già successo nel Cilento e di recente anche a Termoli ma questa volta è toccato a Marina di Melendugno, in provincia di Lecce dove il 14 febbraio scorso è stata installata questa speciale indicazione che recita: “In questo luogo è obbligatorio baciarsi”.

Il cartello ritrae anche i profili di due volti le cui labbra stanno per sfiorarsi in un tenero bacio. Il tutto su un caratteristico sfondo rosa, intonato all’occasione.

E residenti e turisti non se lo sono fatto ripetere due volte. Il segnale è stato immortalato dall’utente di Instagram Clara Palma. Da lì ha fatto il giro dei social.

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#puglia #weareinpuglia #volgopuglia #igersitalia #igerspuglia #ig_puglia #loves_puglia #visitpuglia #pugliagram #thisispuglia #coloridipuglia #apulia #vivopuglia #siviaggiare_puglia #top_pugliaphoto #insta_salento #volgolecce#southitaly #yallerspuglia #lonelyplanet #instapuglia #italiainunoscatto #cartolinesalentine #thefullcolors #salentoview #loves_mediterraneo #pugliaview #yallersitalia #instalikehashtag

A post shared by Clara Palma (@cclayton89) on Feb 19, 2020 at 3:46am PST

 

Chi l’ha installato?

La romantica iniziativa si deve a chi addolcisce ogni giorno i palati dei cittadini di Melendugno, la pasticceria Dentoni, che si trova proprio a Torre dell’Orso.

La foto è stata postata sui social seguita dall’hashtag #lovesegnale.

“Un bacio sta bene su tutto, specialmente se vista mare”, è stata la frase che ha accompagnato l’iniziativa, seguita da “per questo San Valentino abbiamo pensato al vostro lato più dolce”.

Tutte le coppie hanno un fotografo personale per ogni occasione.Questa giornata è tutta per voi,BUONA FESTA DEI…

Pubblicato da Dentoni su Sabato 15 febbraio 2020

Una trovata originale per celebrare l’amore al di là dei soliti fiori e cioccolatini. San Valentino è passato ma il cartello è ancora lì. D’altronde, per dimostrare i propri sentimenti alla persona amata non si deve per forza attendere il 14 febbraio.

Amici salentini, l’avete visto e fotografato? Inviateci le vostre immagini!

Fonti di riferimento: Instagram/ClaraPalma

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I piccoli guerrieri della Tin di Brescia trasformati in dolcissimi animaletti per il carnevale

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Oggi è l’ultimo giorno di carnevale e, Coronavirus permettendo, i bambini vogliono festeggiare mascherandosi e lanciando coriandoli. Ci sono poi quei piccolissimi guerrieri che si trovano nella TIN, alcuni di loro oggi hanno ricevuto un regalo speciale in occasione del martedì grasso.

Le dolcissime foto che vi presentiamo arrivano dalla Terapia Intensiva Neonatale degli Spedali Civili di Brescia. Qui a portare un po’ della spensieratezza del carnevale ai piccoli pazienti ci ha pensato l’associazione TinCoraggio che insieme alle volontarie di Cuore di Maglia Brescia ha regalato ai bambini dei coloratissimi e morbidissimi costumi di carnevale.

I caldi completini sono stati realizzati completamente a mano per trasformare i piccoli guerrieri in tartarughe, tigri, leoncini, dinosauri, ecc.

 

Non è la prima volta che anche nei reparti Tin del nostro paese si festeggia il carnevale. Vi avevamo già mostrato le dolcissime foto dei neonati trasformati in piccoli supereroi per il carnevale ambrosiano di Milano dello scorso anno.

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Appena nata, ma già con il broncio: la neonata arrabbiata fissa in modo minaccioso il ginecologo

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Ben arrivata al mondo! Ma anche no, sono già abbastanza nervosa. Sembra pensare esattamente questo Isabella Pereira, la bimba nata il 13 febbraio scorso a Rio de Janeiro: espressione seriosa e accigliata, la sua foto – che sembra un meme – è diventata subito virale.

A catturare il momento della sua nascita ci ha pensato il fotografo professionista Rodrigo Kunstmann, contattato da mamma Daiane de Jesus Barbosa per immortalare il momento più bello. Ma vai a sapere che la piccola Isabella si mostrasse già così imbronciata e con un volto da anzianotta spazientita…

Kunstmann ha raccontato che Isabella pareva avere un’espressione corrugata e che non ha pianto fino a quando non è stato tagliato il cordone ombelicale.

Lei ha spalancato gli occhi ma non ha pianto subito. Il dottore ha persino dovuto dire ‘piangi Isa!”, ricorda alla rivista brasiliana Crescer.

Solo dopo qualche giorno il fotografo ha mostrato la foto alla mamma  Daiane: “Ho pensato: che faccia ha fatto? Mia figlia è già nata meme”, ha dichiarato. E come darle torto!

© Rodrigo Kunstmann/Supplied

© Rodrigo Kunstmann/Supplied

© Rodrigo Kunstmann/Supplied

Da allora, pare che la piccola Isa non abbia più fatto quella faccia imbronciata, ma ha sempre le rughe sulla fronte quando vuole il latte o deve cambiare il pannolino.

Fonte: Crescer

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Gli scienziati hanno trovato la musica perfetta per far rilassare i gatti

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Non solo gli uomini. Anche i gatti sono stressati e in particolar modo quanto si trovano in determinate situazioni, come durante la visita dal veterinario. Eppure la musica è in grado di rilassarli proprio come fa con noi. Ecco quali sono i brani più amati dai felini.

A dimostrarlo è stato un nuovo studio condotto dai ricercatori della Louisiana State University (LSU) e pubblicato dal Journal of Feline Medicine and Surgery (JFMS). Secondo gli scienziati, la riproduzione di musica specifica per il gatto durante la visita può aiutarlo a rilassarsi.

L’uso della musica è diventato sempre più popolare nella medicina umana. Vari studi hanno mostrato una serie di benefici dovuti all’ascolto di una canzone, dal miglioramento della funzione motoria e cognitiva nei pazienti con ictus alla riduzione dell’ansia associata a esami medici e interventi chirurgici o ancora a travaglio e parto.

Lo stesso vale anche per gli animali. Una ricerca pubblicata in precedenza su JFMS aveva scoperto che i gatti sottoposti ad anestesia totale rimangono fisiologicamente sensibili alla musica, inoltre sembrano essere più rilassati quando ascoltano musica classica, rispetto al pop e all’heavy metal.

Partendo da questi presupposti, i ricercatori della Louisiana State University hanno cercato di approfondire l’impatto di diversi tipi di musica e gli effetti calmanti delle canzoni composte appositamente per i gatti.

I brani musicali ritenuti piacevoli all’orecchio umano spesso hanno un ritmo simile alla frequenza cardiaca a riposo e contengono frequenze della nostra gamma vocale. Lo principio è stato esteso alla musica specifica per i gatti, basata su vocalizzazioni, fusa e suzione, nonché frequenze simili alla gamma vocale felina, che è di due ottave in più rispetto a quella umana.

A 20 gatti domestici sono stati fatti ascoltare 20 minuti di musica specifica per gatto (“Scooter Bere’s Aria” di David Teie), musica classica (“Élégie” di Fauré) e il silenzio in ordine casuale a 2 settimane di distanza.

 

Il loro grado di stress è stato valutato sul comportamento e sulla postura del corpo. Sono stati misurati anche i rapporti dei linfociti dai campioni di sangue per cercare una risposta fisiologica allo stress.

Lo studio ha scoperto che i gatti sembravano meno stressati durante l’esame quando ascoltavano la musica ad essi dedicata, rispetto al genere classico umano e al silenzio.

Secondo i ricercatori, riducendo lo stress la musica specifica può aiutare i gatti non solo ad affrontare le visite dal veterinario ma anche momenti di agitazione.

Ascoltare musica fa bene, a qualunque età e a ogni specie.

Fonti di riferimento: Eurekalert, Journal of Feline Medicine and Surgery

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Bolsonaro è il ‘killer del clima’ nel carro allegorico del Carnevale tedesco

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“Klimakiller”, ovvero criminale ambientale. Il carnevale tedesco non risparmia il presidente brasiliano Jair Bolsonaro raffigurato in uno dei carri allegorici che hanno sfilato a West German Street, un evento conosciuto per la sua satira politica pungente.

Raffigurato come il Cristo redentore, ma con motoseghe al posto delle braccia in cui campeggia la scritta “Klimakiller Bolsonaro”. Motoseghe che simbolicamente sono insaguinate e tutto intorno si vedono ceppi di alberi tagliati. Ma ciò che ha causato scalpore e polemiche è ciò che viene raffigurato sul petto del presidente: una bandiera brasiliana con al centro una svastica nazista. Poco spazio all’immaginazione, dunque, sul messaggio. Ma le autorità sono intervenute e i creatori del carro allegorico hanno dovuto rivedere il tutto, infatti la bandiera nella seconda versione è stata recisa.

Prima e dopo la censura delle autorità:

©Reddit

©Time24News

In Germania simboli anticostituzionali non sono consentiti e la svastica rientra tra questi. Tutto ciò non è piaciuto a Jacques Tilly,responsabile del carro allegorico.

“Questo è assurdo, perché impedisce la libertà dalla satira, ma eseguiamo l’ordine. Bolsonaro adesso ha un buco nel petto”.

E sono tanti coloro che hanno trovato eccessivo il provvedimento, sostenendo che in un contesto simile, si dovrebbe incoraggiare la libertà artistica.

Ma Bolsonaro non è stato protagonista solo a West German Street, anche a Colonia non è stato risparmiato. Qui con un fiammifero in mano, gioisce tra alberi carbonizzati e tribù indigene dai corpi carbonizzati, a simboleggiare il fatto che finora il presidente brasiliano non abbiamo mai fatto nulla a sostegno delle comunità indigene e che anzi attui politiche mirate a usurpare e impoverire le terre ancestrali.

E l’ultima azione in ordine di tempo, è la presentazione di un controverso disegno di legge che consentirebbe l’estrazione commerciale e l’uso di terre indigene protette, per mantenere una promessa elettorale che lascia scioccati i leader tribali e gli ambientalisti.

Fonti: DW, Time24News

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Scoperta fabbrica degli orrori in Austria: le sue uova marce sono finite in tutta Europa (ma dove?)

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Un’azienda della bassa Austria che produce semilavorati a base di uova è finita al centro di un vero e proprio scandalo alimentare. E’ infatti accusata di aver utilizzato uova marce all’interno dei suoi preparati destinati a forni, pasticcerie, ecc.

Parliamo dello scandalo delle uova marce che, al momento, sta facendo discutere Austria e Germania, nazioni interessante dal caso, ma che potrebbe espandersi anche altrove (Italia compresa).

Tutto è iniziato quando un informatore si è presentato presso l’Ufficio di polizia criminale dello stato della Bassa Austria con foto e documenti schiaccianti relativi ad una nota azienda della zona, la Pro Ovo di Biberbach, tra le più grandi aziende di trasformazione delle uova in Europa che vende, tra l’altro, anche in Italia.

Si tratta di una società che ha un giro di affari enorme e che lavora, ogni giorno, fino ad un milione e mezzo di uova provenienti da tutta Europa.

I documenti presentati dall’informatore anonimo sono stati classificati come autentici e credibili e da lì è partita l’indagine. La situazione, emersa grazie ad un reportage opera dell’Oberösterreichische Nachrichten (OÖN) e della Süddeutsche Zeitung (SZ), è davvero sconvolgente oltre che disgustosa.

La ditta, che produce semilavorati a base di uova, avrebbe utilizzato uova ammuffite o infestate da vermi unendole alle altre come se nulla fosse. Le uova erano state conservate per mesi e le informazioni raccolte dal reportage dimostrerebbero che sarebbero state contaminate anche da escrementi di pollo, anche questi finiti dunque nei prodotti in cui sono state poi utilizzate.

Foto © sueddeutsche.de

Foto © nachrichten.at

La cosa è stata possibile proprio in quanto questa ditta non vende le uova così come sono ma separa gli albumi dai tuorli mescolandoli poi con sale o zucchero e realizzando appunto dei preparati utili a forni, pasticcerie, pastai e altre attività che li utilizzano al posto delle uova fresche per realizzare gelati, dolci, prodotti salati e altro.

Secondo quanto riportano le fonti locali, come avviene di solito, anche i preparati in cui sono finite le uova marce sono stati sottoposti a pastorizzazione prima di essere venduti. Sembrerebbe dunque essere quanto meno scongiurato il rischio salmonella.

Dove sono finite tutte queste uova avariate però non è chiaro. Quello che è certo è che sono state lavorate da qualche parte in Europa.

Le indagini per approfondire la vicenda sono ancora in corso e la società austriaca è attualmente oggetto di indagine per sospetto di gravi frodi commerciali. I responsabili rischiano fino a 5 anni di carcere eppure sembra che l’azienda non abbia ancora risposto alle pesanti accuse.

Fonti: sueddeutsche.de/nachrichten.at

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Invasione di locuste: il cielo del Berhain diventa nero. Una quantità impressionante

GreenMe -

Oltre all’emergenza coronavirus, buona parte del mondo è alle prese con una delle peggiori invasioni di cavallette dell’ultimo secolo.

Le voraci locuste stanno devastando i raccolti di Somalia, Keya, Etiopia e Sudan e ora gli sciami si stanno muovendo dall’Africa orientale verso l’Asia passando da Yemen, Arabia Saudita e Pakistan, fino a raggiungere il confine con la Cina.

©FAO

Le immagini che arrivano dall’Arabia Saudita e da Barhain, piccolo stato su un arcipelago vicino alle coste occidentali del Golfo Persico, sono impressionanti e fanno comprendere meglio l’entità dell’invasione, con miliardi di insetti che volano in cielo fino quasi a oscurarlo.

#Locusts and #CoronaVirus in #Bahrain pic.twitter.com/ZPKP7mdnxL

— TheREALWaitWhat? (@TheRealWhatWait) February 25, 2020

While the world has been focused on the coronavirus pandemic, a plague of locusts have been ravaging east Africa and the Middle East.

These destructive locusts may be headed to China next: https://t.co/YnCh7Xmcct#covid19 #cdnpoli #Locustspic.twitter.com/PzgnseGDBe

— Rural Canadian (@RuralCdn) February 23, 2020

Gli enormi sciami si spostano in una marcia inesorabile in cui centinaia di miliardi di insetti capaci di percorrere fino a 150 chilometri al giorno sono pronti a divorare ogni tipo di vegetale lungo il loro percorso.

La proliferazione delle cavallette è legata alla crisi climatica: la siccità straordinaria che si è verificata tra marzo e maggio dello scorso anno, seguita da piogge intense e violente e inondazioni, hanno creato le condizioni ideali per far aumentare a dismisura gli esemplari degli insetti.

Le conseguenze di questa incredibile invasione saranno probabilmente devastanti. In Africa orientale, 20 milioni di persone affrontano normalmente la mancanza di risorse alimentari: le cavallette sono capaci di consumare cibo pari a quello consumato da 90 milioni di persone in un solo giorno. Questo significa che almeno altre 10 milioni di persone saranno a rischio, di cui 4 milioni bambini.

L’Africa pagherà quasi sicuramente il prezzo più alto di questa invasione, ma anche negli altri paesi la situazione avrà un impatto incredibile sui raccolti e sull’economia. Nelle ultime settimane sono andati distrutti oltre 380mila ettari di terreni agricoli in India, al confine con il Pakistan, compromettendo irrimediabilmente i raccolti di grano, cumino e senape.

Per il momento, il rischio che le locuste colpiscano anche la Cina è basso, ma la paura che gli insetti invadano le zone già alle prese con il coronavirus è alta.

Fonti di riferimento: News Parliament/FAO

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