Pensiero del giorno: La prescrizione

Vogliamo dire la nostra sul tema della prescrizione. Se ne parla tanto nella discussione politica senza comprendere, comunque la si pensi, che la prescrizione è la testimonianza di una anomalia della Giustizia. Sarebbe come dire che: data l’incapacità di costruire un edificio in tempi congrui, si decide che è giusto abbatterlo. Tale è la cancellazione del processo prescritto. Non v’è dubbio che la Giustizia debba avere tempi congrui, ma non si capisce quale sia la ratio per cui, non riuscendovi, si annulli l’operato della Giustizia stessa! La prescrizione è il fallimento dell’apparato giudiziario in Italia. Pochi paesi civili lo hanno mantenuto e mai con la pochezza intellettuale e civica italiana. Occorre elaborare una regolamentazione che preveda tempi certi per la durata dei processi e sproni i giudici a rispettarli.

L’illusione della giustizia umana è altro concetto! 
Personalmente ritengo che non vi sia una giustizia se non quella processuale, cioè, quella derivante dalle “carte” e risultante dal dibattimento. Ben altra è la Giustizia con la “G” maiuscola. Una Giustizia tendente alla pacificazione piuttosto che a sancire torto o ragione. Ma questa è un’altra storia.

Per ora dobbiamo accontentarci dello stato penoso contingente e confidare sulla buona volontà degli individui. Non si può cedere alla incapacità di avere giustizia, abolendo i processi. In tutti i Paesi civili è fissato un tempo congruo entro il quale arrivare a sentenza. Solo in Italia dopo 40 anni non si conoscono ancora i veri esecutori delle stragi che hanno martoriato la nostra nazione negli anni di piombo. Ben venga l’abolizione della prescrizione con tempi certi dei processi. E non si gridi allo scandalo se i giudici, nonostante la penuria del personale, dovranno rimboccarsi le maniche per sancire il giudizio. A mio parere potenzierei l’aspetto pacificatore della macchina della Giustizia, elevandone la competenza. Soprattutto nel campo del “Civile” i tempi lunghi sono peggio che decisioni approssimate in tempi certi. La maggior parte dei procedimenti civili potrebbe essere svolta in 3 udienze nell’arco di 3 mesi. Non ha alcuna importanza se il giudizio sarà stato equo. Ciò che importa è che avvenga il giudizio. Una volta avvenuto si dovrà restringere la possibilità di ottenere un appello. Tre gradi di giudizio sono insostenibili per soldi e per tempo. Solo riguardo al processo penale resteranno necessari per assicurare una parvenza di Giustizia. Ricordiamoci tutti che siamo tra i popoli più litigiosi. Abbiamo un numero di contenziosi dieci volte maggiore del resto d’Europa. Dovremmo educarci a non adire a vie legali per ogni presunto torto.