La Vera aspirazione e l'ego spiritualizzato (1° parte)

di Biancamaria Marelli

Alcune delle seguenti riflessioni - rivolte come sempre innanzitutto a me stessa - originano dall’osservazione di vari gruppi spirituali che ho frequentato, cui devo molto in ogni senso, e  dalla lettura del testo “Tra Cielo e Terra” di Mariana Caplan, ricercatrice spirituale lucida, disincantata e indipendente, capace di analisi obiettive e realistiche. Molti dei concetti espressi sono pertanto ripresi dal libro della Caplan. 

 Il suo testo chiarificatore - ove si delineano i più comuni inganni e illusioni dell’ego nel cammino spirituale - ha confermato molte delle mie sensazioni e impressioni, rimaste per lungo tempo  dubbiose e vaghe nella coscienza, per esprimere le quali “non trovavo le parole”; nel percorso, mi sono ritrovata anch’io, naturalmente, a rincontrare una vecchia conoscenza: il mio piccolo infido “ego spiritualizzato”!

 

Il gruppo spirituale e gli inganni della personalità

E’ certamente piacevole e gratificante, sul sentiero spirituale, parlare di Amore e di Gioia e sentirci avvolti dalla Luce; ci fa sentire nella pace e nell’armonia e ci conferma che stiamo dalla “parte giusta” della vita. Più scomodo, perché mette in crisi la buona immagine che ci stiamo costruendo di noi come “individui spirituali”, riconoscere gli inganni della personalità, e vincere la paura di analizzare il “lato oscuro” dell’aspirazione spirituale, fatta di fughe ed evasioni, di menzogne e superficialità, di autogiustificazioni, di compensazioni ad antichi  sensi di inferiorità e di colpa, e di molto altro ancora.  Ma le “erbacce”, come Lucille Cedercrans definisce i nostri “lati ombra”, prima o poi si renderanno insopportabilmente evidenti alla coscienza divenuta più trasparente, e sappiamo che, prima di estirparle, dobbiamo conoscerle per trasmutarle alla luce dell’anima. 

I “prerequisiti” al Sentiero prevedono la spietata indagine su cause, moventi e moti anche impercettibili della coscienza, spesso poco nobili, che il nostro ego preferirebbe continuare ad occultare e la cui  presenza perciò accantoniamo costantemente, spesso con fastidio. A ciò dobbiamo provvedere affinchè, divenuti limpidi a noi stessi, la Luce possa infine irrompere. 

E’ necessario pertanto sviluppare la nostra Vigilanza e la nostra più attenta e distaccata Osservazione per indagare le nostre motivazioni più recondite al cammino spirituale: Perché lo ricerchiamo? Siamo certi di stare sul percorso? Ne ricaviamo un’immagine “migliore” di noi stessi? E’ per noi un mezzo di evasione dalla vita, di ricerca di “superiorità” o di “eccezionalità”, un tentativo di fuga dal dolore, dalle responsabilità, dall’onere di cercare risposte, aderendo una volta per tutte a  “risposte preconfezionate”? 

E soprattutto: Qual è il nostro “vantaggio secondario” principale? Cosa ne ricava in generale la nostra piccola personalità? L’impadronirsi di conoscenze “occulte” e riservate a pochi accresce il nostro ego e il nostro narcisismo? Compensa - apparentemente - i nostri aspetti irrisolti?

 

Il cammino spirituale promette di portare alla Realizzazione e alla Gioia; nel mezzo, però, esso è confuso, poiché nulla è certo riguardo l’evoluzione spirituale. A un certo stadio, la Visione spirituale intravista può costituire un’ispirazione fondamentale per il nostro progresso, mentre a un altro stadio la stessa visione mente o rappresenta un regresso.  Il nostro cosiddetto “maestro interiore”, se non autentico, invece di darci la guida necessaria può farci sprofondare nelle menzogne dell’ego. 

 

Afferma  Lucille Cedercrans:
Molte persone credono che qualunque pensiero o idea che entra nella mente durante la 'meditazione' venga dal livello intuitivo dall'anima e che stia guidando le proprie azioni. Questo non è vero in nessun caso.

È realmente difficile per l'aspirante o discepolo medio "mantenere la mente fissa nella luce" per il tempo sufficiente a invocare l'intuizione, e la 'guida' che la maggioranza delle persone riceve è quella della propria mente inferiore attraverso l'inconscio.
 

E Mariana Caplan mette in guardia da illusioni e inganni e invita a osservare e svelare anche le proprie più nascoste motivazioni egoiche: 

Il ricercatore spirituale cade facilmente vittima di un numero enorme di miraggi, che occorre sapere riconoscere e affrontare. Scoprire le illusioni che abbiamo sul cammino spirituale può essere scoraggiante, ma rende possibili realizzazioni spirituali che prima ci erano precluse…
Scoprire la falsità delle proprie motivazioni può essere molto spiacevole e deprimente, e per questo la maggior parte delle persone preferisce nasconderle nell’inconscio. Gli uomini faranno praticamente di tutto per evitare di affrontare la propria debolezza umana; cioè, faranno qualsiasi cosa pur di non affrontare se stessi. Si continua tranquillamente a credere di voler solo essere “liberi”, e “in armonia con la vita”. 
Ma mettere a nudo la falsità delle motivazioni è un passo prezioso e necessario nel cammino spirituale.

 

Gli aderenti a scuole spirituali, per lo più ispirate alla “Nuova Era”, sono in grande maggioranza persone sensibili e idealiste, facili a lasciarsi entusiasmare dalle utopie, che ricercano alti valori e il significato profondo della vita; che si oppongono a un mondo dove il successo sembra essere la misura di tutto e dove non vi è  spazio per il sacro. La nostra epoca, contrassegnata dalla carenza di certezze da una parte e dalla forte esigenza di risposte dall’altra, produce continue richieste di spiritualità, armonia interiore, speranza, amore. Tutti abbiamo bisogno di accoglienza, amicizia, attenzione e approvazione; inoltre ciascuno di noi ha bisogno di credere di avere la propria vita sotto controllo: la sensazione che gli eventi possano sottrarsi al nostro dominio avvilisce e così tendiamo a ricercare spiegazioni affinché il percorso della nostra vita acquisti un senso. 

 

Molti studi, in particolare l’analisi di Stephen Arteburn (“Toxic Faith”), hanno evidenziato che gli aderenti a diverse “scuole spirituali” hanno caratteristiche comuni:

  • Educazione familiare rigida e carente d’amore che hanno indotto vergogna e scarsa autostima, difficoltà di reale comunicazione e comprensione di sé;
  • Esperienze di delusioni e di abbandoni, per cui l’individuo, reso più vulnerabile, è attratto da persone e gruppi che promettono accoglienza e conforto;
  • Aspettative “utopistiche”:  gli individui hanno desiderato un mondo diverso, più gioioso, comunitario,  libero e solidale, e la scuola spirituale rappresenta per loro una possibilità che tale realtà si avveri. 

Nel Gruppo spirituale l’individuo in ricerca pensa di aver trovato finalmente il “luogo dell’anima” che cercava, dove gli viene dato ascolto da parte di amici accoglienti, oltre che rispetto per i suoi apporti: spesso è esposto, più o meno inconsapevolmente, a un “bombardamento d’amore” che lo sommerge  con seduzione verbale, contatti carichi di affetto, un’atmosfera amichevole e serena.

Attraverso i contenuti proposti sente di impadronirsi continuamente di abilità nuove e per di più “esclusive” del gruppo, ovvero di una conoscenza che gli permetterà di migliorare la sua personalità e la sua vita così da acquisire una nuova e migliore identità, più libera ed  “evoluta”,  in armonia con il mondo. I gruppi si presentano comunemente come “gruppi di crescita personale”, promettendo senso e realizzazione. L’individuo crede che in tale ambito egli troverà le risposte adatte alle proprie esigenze spirituali; fa propria l’idea che quel particolare gruppo, al quale si associa, rappresenti un progetto unico per il miglioramento sociale o personale e che in seguito, grazie anche al suo impegno, l’intero mondo sarà migliore.

 

All’inizio del Sentiero accade in sostanza che trasferiamo in esso ogni nostro bisogno e ogni desiderio. Il grande pericolo di tutte le esperienze spirituali è che sono spesso utilizzate dall’ego per i suoi fini. Quando il contesto della vita di un individuo è l’auto-referenzialità egoica, le esperienze ben presto diventano un ulteriore mezzo dell’ego per rafforzarsi nella sua inconscia opposizione alla vera liberazione. L’“ego spiritualizzato” si produce quando la struttura stessa della piccola personalità si imbeve di idee e concetti spirituali

 

Afferma a  questo proposito la Caplan: 

Il risultato è una struttura egoica "a prova di proiettile". Quando l’ego si spiritualizza, siamo impermeabili a ogni aiuto, a nuove idee o feedback costruttivi. Diventiamo esseri umani impenetrabili e la nostra crescita spirituale si blocca (in nome della spiritualità stessa).

 

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