Pensiero del giorno: Il povero cristo

Lo psicoanalista Massimo Recalcati definisce la nostra società occidentale come: “intossicata dall’apologia dell’io”. Tutte le spinte e le pulsioni sono nella direzione del potere personale. Un "io" maledetto che, insaziabile, si nutre di tutto e di più.

Che fare?

C’è chi tenta la via dell’educazione per ripartire dagli innocenti, quella infanzia e adolescenza che potrebbe essere ancora salvata, inculcandogli i valori dell’onestà e del bene comune; speranza del futuro. Ma occorrono almeno tre generazioni per ricambiare la società, estinguere le mele marce e raccogliere i nuovi frutti. Troppo tempo… chissà.

C’è chi opta per la via giustizialista e contempla uno scenario giacobino. “Saltino le teste e il re sia nudo”, sembra dire, non accorgendosi che il giustizialismo spaventa per prima la massa presa com'è dalla bramosia del potere anche spicciolo e dalla disonestà latente.

Ahi noi poveri cristi… che fare?

“Si salvi chi può” grida sconsolato il cittadino inerme. Eppure la battaglia si vince dal di dentro.

Nulla conta l’indignazione di fronte alla tracotanza di chi si crede impunibile; né tantomeno servono pene più severe per una giustizia incerta. Il problema oggettivo è immane e non più risolvibile in tempi certi e con modalità fattibili. Il da farsi è soggettivo e molto sottile. Ha a che fare col Cuore e la mente illuminati dalla Luce dell’Anima.

Solo l’Anima mundi può salvare la società e il genere umano. Solo l’opera indefessa dei Suoi servitori può, non tanto, lenire il dolore, ma purificare la lordura col fuoco del sacrificio. Un fuoco ardente alimentato dalla pace interiore, capace di trasmutare l’immagine del povero cristo in quella del Cristo risorto.

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